giovedì, 18 marzo 2010

Tutto come l'aveva lasciato lui..

uscio.jpg

Quando Jim e George aprirono la porta di casa ed accesero la luce, l'appartamento apparve loro come l'aveva lasciato lui.. niente era al suo posto.. maglie, camicie, canottiere, mutande, calzini sparsi disordinatamente fuori dall'armadio e dai cassetti.. libri disseminati sui divani e lungo il corridoio, fogli volanti stracciati e calpestati... e poi dappertutto piatti, bicchieri, posate.. soqquadro ovunque.. in soggiorno, in bagno, in camera da letto..

"Che bastardo" - commento Jim tremante dal nervosismo con appena un filo di voce e uno sguardo che era come perso nel vuoto.

"Sì, un gran bel fottuto bastardo" - completò il concetto George, che al contrario di Jim sembrava calmo e pacato.

"Proprio qui 'sto stronzo doveva venire a rubare" proseguì frastornato Jim - "E adesso che facciamo? S'è preso tutto, persino la cassaforte .. Guarda un po' che buco alla parete .. mi viene da piangere .. incredibile! "

"Già .. ha portato via .. anche quella"- annui George - "l'ha letteralmente sradicata "

"Dobbiamo andare alla Polizia .. denunciare il furto "- incalzò Jim.

"Direi che non sono per niente d'accordo" - ribatté fermamente George - "Già ... direi che non lo sono per niente"

"Ma guarda qui .. foto sparpagliate sul pavimento ... bottiglie rotte di ketchup.. salsa sulle pareti..!!"

"Hai ragione ... è uno schifo .. ma non andremo alla Polizia "

"E 'già la terza volta che ci fa questo! Questa per me è totale assenza d'etica.. di morale .. di senso civico .. inosservanza delle regole basilari della buona educazione .. oltraggio al comune senso del pudore .. "

"Forse anche violazione della Convenzione di Ginevra... perché no" - sentenziò spazientito George - "ma .. niente Polizia".

"In questa casa c'erano i risparmi sudati di tanti anni di duro lavoro.. ore e ore passate a spaccarsi la schiena.. soldo su soldo.. uno dopo l'altro.. accumulati con parsimonia, con rigore, pazienza e sopportazione della fatica e del dolore fisico e morale.. c'erano ricchezze inestimabili .. c'era oro .. argento .. mirra "

"Già, c’era pure la mirra.." - sorrise sarcastico George - "Ma che è sta mirra? Tutti ne parlano come di una cosa preziosa, tant'è che balza alla mente subito dopo l'oro e l'argento, prima ancora del bronzo... Se è ciò che penso, ce ne dovrebbe essere ancora una cassa in cantina, sedici o venti bottiglie da 33 cl., tasso alcolico 5 gradi o giù di lì.. Bah, una vera ciofeca, tant'è che lui l'ha lasciata lì dov'era! "

"E gli affetti... dove li metti gli affetti, George? E'riuscito a passare sopra a ogni cosa.. ha calpestato ogni ricordo.. sgualcito le pagine dei libri di famiglia,  lacerato quadri e portafotografie .. Diavolo, avrei preferito che se li fosse portati via anche questi.. che tristezza.. vederli in queste condizioni e assistere impotenti a tanto scempio"

"L'unico vero scempio che vedo qui sei tu Jim" - Apostrofò George - "ora smettila una volta per tutte di fare il bambino.. muoviti.. alza il bavero della giacca come me, abbassa il passamontagna e spunta la lista.. quest'appartamento purtroppo ormai è andato e non possiamo farci più nulla.. Passiamo al prossimo e stavolta facciamo in fretta prima che quel bastardo riesca ancora a batterci sul tempo .. "

martedì, 02 marzo 2010

Le magitragiche avventure di Er Riporter – 6^ p.ta: Un nuovo mondo.

avvitar.jpg“Insomma Er” – s’infuriò Ingrif – “io ci avrò pura una bassa scolarizzazione, ma non vorrai certo negare che ‘sti Sumeri scrivevano coi piedi?!?”

“Certo che lo nego!” – ribatté il maghetto sfigato tricapelluto – “come avrebbero potuto scrivere coi piedi così in alto, vicinissimo al soffitto? E’ chiaro che usavano le mani!”

“Ok.. ok..” – si arrese il bipennuto – “stendiamo un velo!”

“Non c’è tempo per stendere veli” – lo spronò l’altro – “lasciamo tutto così com’è ed entriamo subito nel buco nero. Dobbiamo fare in fretta! Occorre trovare l’insetto subliminale al bromuro prima che faccia notte, altrimenti..”

“Lo so.. lo so” – l’interruppe mesto Ingrif – “altrimenti sarà Mr. Soddom a trovare noi ancora una volta e non sarà certo piacevole.. come sempre!!”

“Saltiamo nel buco!!” – lo incitò ancora il maghetto tricasfigato.

“Arridaje con ‘sto ‘saltiamo’!!!” – sbottò il bipennuto con gli occhietti sgranati – “Dove saltiamo? Quando? Perché? Come si fa?!?”

“Niente di più semplice!” – lo rassicurò l’altro – “è come imboccare una porta girevole. Trovi il momento giusto, t’infili dentro e ti ci lasci trasportare!”

“Niente di più semplice, eh?” – commentò il biuccello con una smorfia di disappunto stampata sul becco – “le mie esperienze con le porte girevoli non sono esattamente coincidenti con la tue, mago della malora!!”

“In che senso?!?” – fece Er.

“Di solito, IO, m’infilo dentro e mi ci lascio.. maciullare!!” – precisò il bipennuto.

“Non preoccuparti brutto pollo malriuscito, fidati di me” – lo rassicurò Er – “saltiamo al mio tre! Uuuunooo… duuueeee.. trrrr…”

“Treeee!!” – completò Ingrif lanciandosi a capofitto come un vero kamikaze tra le maglie del terribile buco nero.

“Ingrif… nooooo!!” – urlò Er a squarciagola – “volevo dire trrr…attieniti ancora qualche istante, perché ho sbagliato i calcoliiii!!!”

Nelle tre ore circa che seguirono il grave fatto, il maghetto tricrinato vagò disperato in lungo e in largo alla ricerca di Ingrif nel buco maledetto. Il piccolo bipennuto, però, era come svanito nel vuoto; rimaneva di lui solo un eco inquietante dell’urlo lanciato al momento dello stacco da terra.. ‘Tree..e..e..e!!…Tree..e..e..e!!... Tree..e..e..e!!’

“Tutta colpa mia.. tutta colpa mia!” – ripeteva lo sfigomago tra sé e sé – “non avrei dovuto spingerlo così a fare il salto! Se solo non avessi insistito, magari si sarebbe lanciato di sua spontanea volontà e ora non mi sentirei così tremendamente responsabile e potrei anche fregarmene e pensare al futuro con maggiore ottimismo!”

Mentre il mago era assorto in siffatti ragionamenti ad elevato contenuto etico-morale, una luce calda e intensa altamente abbronzante azzerò inaspettatamente le tenebre del buco e l’uomo si ritrovò scaraventato in  una nuova, sconvolgente e imprevedibile dimensione.

“D-dove sono?” – si chiese preoccupato, guardandosi intorno – “Vedo tutto sfocato! Enormi piante multicolore che sembrano fluttuare nell’aria, montagne violacee, strani fiumi dall’acqua giallastra..”

“Sei tu Riporter?” – tuonò una voce da dietro un cespuglio di color fucsia metallizzato.

“S-sì.. sono Riporter” – rispose il maghetto con un filo di voce in gola – “e tu, chi sei? Dove mi trovo? Com’è che conosci il mio nome?”

A un tratto il cielo s’oscurò e cominciò a venir giù uno strano nevischio bianco profumato, simile a un velo. In pochi istanti ogni cosa ne rimase coperta e tutto prese a vibrare forte, sempre più forte, di più ancora, come se una grande mano stesse shekerando con forza dall’alto!

“Benvenuto a Pandoro” – proseguì la voce – “hanno appena sparso lo zucchero a velo. gradisci una fetta?”

“Sparso? Chi sparso? Pandoro?!?” – ripeté Er incredulo – “Ma.. Pandoro non esiste! Ne ho sentito parlare. Ho visto pure un film, ‘Io loro e l’Avatar’, dove il protagonista è verdone, ma.. non esiste nulla del genere nella realtà!!”

 “Quindi” – l’interruppe l’altro, mentre veniva fuori minaccioso da dietro il cespuglietto fucsia – “io non.. esisterei?!?”

“Ehm..” – deglutì Er, colto decisamente di sorpresa – “s-sei alto almeno d-due metri e m-mezzo, n-naso schiacciato e o-occhi gialli, s-sei v-verdone e p-pure i-incazzato! D-direi che mi c-conviene p-pensare che esisti d-davvero! D-d’accordo.. esisti, mi h-hai convinto!”

“Tieni, metti questi” – fece l’altro porgendogli qualcosa.

“Cosa sono?”

“Occhiali”

“Ma, io non ho bisogno d’occhiali” – obiettò Er – “ci vedo benissimo. E’ soltanto ora e qui che ho qualche problema a mettere a fuoco”

“Infatti” – confermò l’uomo verdone – “è proprio ora e qui che ti servono gli occhiali. Pandoro e un mondo in 3D. Nuova tecnologia del futuro. Inforcali e ci vedrai una meraviglia!”

Riporter poggiò gli occhiali sul naso e.. “Wooow!! Vedo 3D!! E’ fantastico!! Vedo 3D!!”

“Bene” – rispose l’alieno – “segnale come errore con la matita blu e seguimi”.      

I due si misero in cammino verso una meta sconosciuta ad Er. Vagarono per ore lungo sentieri tortuosi e tra animali del tutto nuovi agli occhi del maghetto, come gli homohominilupus, terribili ominidi molto vicini alla razza umana, sorti dal letale incontro dei DNA di commercianti in bancarotta fraudolenta, politici corrotti e bancari deviati, o i puma e i coccodrilli acrilici, che s’annidano feroci all’interno delle mutande taroccate e mordono forte e spesso mortalmente dal di dentro.

“Stai molto attento agli uni e agli altri” – lo avvertì l’alieno – “i primi attaccano alle spalle, i secondi alle palle!”

“Tu, invece, miri un po’ più sopra e al centro!!” - replicò Er stanco e infastidito – “e mi stai uccidendo portandomi a spasso ore e ore per luoghi impervi e bestie feroci e facendo il professorino saputello, senza dirmi nemmeno come ti chiami e dove andiamo!!”  

“Il mio nome è Avvitar” – rispose l’altro – “e sono un verdone d’ultima generazione, autofilettante”.

“Ma va?!” – esclamò Er – “anche noi, sulla Terra, abbiamo qualcosa di simile a te e molto più evoluto. Si chiama senatore avvita, è molto sofisticato e costoso ed è detto così perché, una volta che s’avvita alla poltrona, non viene più via!”

“Stiamo andando al grande albero degli antenati!” – proseguì l’altro.

“Mortei!!” – esclamò il maghetto.

“Sì” – confermò l’alieno allibito – “si chiama proprio così. Come fai a conoscerlo?!?”

“Mica siete solo voi i bravi, verdoni del cavolo!” – annotò caustico lo sfigomago – “piuttosto, che ci andiamo a fare sotto l’albero, un tressette col morto?!?”  

“So cosa cerchi, straniero” – rispose l’altro – “seguimi all’albero e troverai l’insetto”. Quindi, volse lo sguardo in direzione di un piccolo spazio pianeggiante non molto lontano, diede un possente fischio e rimase fisso a guardare il cielo, in attesa di qualcosa. Dopo poco, da ogni parte cominciarono a fondarsi sullo spiazzo decine e decine d’esseri mostruosi volanti. Emettevano terrificanti urla metalliche spacca-orecchie e sbattevano le ali convulsamente. Sembravano spaventati, in preda al panico. Bastò però un solo gesto della mano dell’alieno per ridurli immediatamente al silenzio totale.

“Scegli il tuo pterodavatar volante, domalo e cavalcalo” – disse Avvitar rivolgendosi ad Er.

“Scelgo, domo e cavalco che?!?” – ribatté il mago – “ma tu stai completamente fuori. Io non cavalco nemmeno le scope, figuriamoci ‘sto pterodavide!!”

“Devi solo individuare quello che fa per te” – insistette l’altro – “e connetterti col tuo ciuffo di capelli al suo codino”

“Amico, vuoi che ti restituisca gli occhiali che mi hai appena prestato?” – obiettò Er – “ma mi hai visto bene?!? Vedi ciuffi aldilà di ‘sti tre peli che ci ho sulla testa stile monumento ai caduti?!?”

“Sarà più complicato, ma niente d’impossibile” – lo tranquillizzo Avvitar – “Devi solo trovare uno pterocalvo e il gioco è fatto!” --- To be continued

giovedì, 18 febbraio 2010

La vera storia di SanRemo..

aureola3.jpgLa vera storia di SanRemo affonda le sue profonde radici nel XII secolo a.c., nella disfatta di Troia, una donna di facili costumi che un enorme cavallo di legno aveva fatto infiammare, dopo averla circuita subdolamente fingendosi a dondolo.

La leggenda vuole che Troia riuscisse a fuggire insieme a un certo Enea, detto anche Euratom, considerato lo scemo del villaggio per via delle sue continue farneticazioni su non ben specificate ricerche legate all’energia da fusione nucleare.. I due approdarono nel Lazio per separarsi subito dopo, perché Troia non riteneva all’altezza il cavallo di Enea, che anzi scherzosamente chiamava pony…

L’uomo fuse irreversibilmente la testata e prese a girare in lungo e in largo il Lazio per fondarvi città sopra città, che denominò tutte indistintamente ‘comune denuclearizzato’ e tappezzò di segnaletiche a forma di triangolino giallo con sopra raffigurato un fulmine tranciato da una ics…

Racconta Virgilio.it, famoso portale degli dei, che la potente stirpe di Enea venne successivamente decimata per mano del malvagio Pirl Harbour, che costrinse Procrea, unica donna superstite della famiglia, a farsi vestale con voto di castità e correlata cintura di latta modello superblindo, nonostante la poveretta fosse già in menopausa avanzata ed in via di decomposizione..

Anche se Pirl infatti era certo che un qualsiasi mortale, dotato di un benché minimo istinto d’autoconservazione e con un briciolo d’amor proprio, si sarebbe guardato bene dal rivolgere una sola sillaba ad uno scorfano siffatto, volle ugualmente esagerare nella cautela.. come dire, la prudenza non è mai troppa!!! Commise però un imperdonabile errore nel focalizzarsi troppo sugli umani e tralasciando del tutto la popolazione divina ed in particolare l’incontenibile voglia fornicatoria multiplex di Marte, dio della guerra, che notoriamente, come un pesante macete, era solito passar libidinoso sopra ogni cosa, qualunque ne fosse il regno d’appartenenza: animale, vegetale, minerale frizzante o naturale!!!

La possente macchina bellica divina s’accoppiò così con l’ultima evanescente traccia di discendenza della stirpe d’Enea e dall’unione improbabile nacquero due gemelli, tutt’altro che uguali per fisico e temperamento.. gemelli diversi, cui fu dato il nome di Romolo e Remo..

I bimbi furono dati in affidamento ai Faustolo - leali servitori del malvagio Pirl – col compito di crescerli e d’avvisare il re di qualsiasi eventuale stranezza nei loro comportamenti... I Faustolo segnalarono però le sole intemperanze belliche di Romolo, mentre di Remo si limitarono a dire che passava oziosamente le giornate canticchiando, ma non si sa ‘cosa’ e soprattutto ‘come’… Erano infatti una famiglia di sordi come una campana, dal primo all’ultimo, e questa circostanza, apparentemente insignificante, non fu di poco nocumento al mondo intero per quanto ne sarebbe derivato nei secoli a venire…

Quando Romolo e Remo crebbero e riuscirono a scacciare Pirl riappropriandosi del trono, nacque tra loro la questione di chi dovesse regnare e chi andarsene in esilio.. Decisero così di sfidarsi a singolar tenzone.. dapprima alle armi e vinse di gran lunga Romolo, poi nel canto e stavolta ebbe la meglio Remo, che con le sue melodie scandalosamente arcaiche e le stecche micidiali, finì col massacrare le orecchie dell’altro in poco più di una manciata di secondi..

Trovandosi in perfetta parità, i gemelli pensarono di misurarsi in campo neutro e scelsero allora le visioni premonitrici.. Avrebbe vinto chi avesse visto il maggior numero di uccelli.. Remo disse di averne visti sei.. Romolo il doppio.. “Io ne ho visti almeno 100” - si udì provenire da una vocina dietro le loro spalle. Era la principessa sul pisello che venne però prontamente squalificata e allontanata per uso improprio di nomi d’animali da una giuria mistico-religiosa approntata all’istante tipo pronto pizza... Romolo ebbe quindi la meglio per un numero di uccelli pari al doppio rispetto al fratello, una volta ‘out’ la principessa, che comunque fu ugualmente felice di chiudere la giornata inaspettatamente a quota 102..

Era l’anno 753 a.c. e Romolo fondò Roma. A Remo toccò invece andarsene in esilio verso nord... Pare che vivesse dei proventi del canto.. bastava minacciasse di cantare e la ciotola delle offerte era già colma e straripante… come d’incanto!!! Fu proprio grazie a queste sue doti innate che, nonostante ancora parecchi secoli lo separassero dalla nascita di Cristo, fu fatto in fiducia beato e, subito dopo, santo ad honorem, SanRemo, con la solenne promessa di non aprire mai più bocca per cantare…

Il santo approdò di lì a poco in Liguria e vi si stabilì per divenire il patrono della città che ancora oggi porta il suo nome.. Ogni anno, nel mese di febbraio, alcuni sedicenti cantanti, psicopatici delle note, borderline del pentagramma, scapigliati dell’acuto, psyco della scala musicale, vi si recano in pellegrinaggio per un numero di giorni variabili dai 3 ai 5 e pregano… pregano… pregano tanto, per ottenere di poter prendere un buon acuto, anche uno solo, per una volta almeno nella vita… Lui però non pare che si dia tanta pena per loro e che li ascolti più di tanto e purtroppo… si sente!!!

giovedì, 11 febbraio 2010

San Valentino, biglietti prego..

cupido.jpgSam aveva passato la notte quasi del tutto insonne, abbagliato a tratti da una fredda luce al neon, un brutto neon che più volte gli era stato consigliato di asportare, prima che potesse pericolosamente degenerare.. uno di quegli aggeggi infernali collocati ad arte all’esterno, sotto la finestra, e che rimangono accesi a intermittenza fino alla chiusura dei locali notturni, massacrandoti con quel ben noto fastidiosissimo ronzio di base che scava fino alle trombe di Eustachio e le fa squillare stridule su di un sottofondo rullante di timpani andati in tilt!!

Andava nel panico al solo pensiero che stesse per arrivare l’alba di quel giorno che nella sua vita era da sempre trascorso come tutti gli altri, un giorno anonimo, noioso e privo del benché minimo significato!! Le cose però ora non stavano più come prima; ora c’era lei e con lei era arrivato l’amore e con l’amore tutta una miriade di prassi e formalità, rigorosamente osservate e rispettate ‘all over the world’, alle quali anche lui ora avrebbe dovuto attenersi pedissequamente, anzi soggiacere, pena rottura irreversibile dell’idilliaca relazione di coppia che viveva ormai da circa otto mesi adamoedevalifestyle.

San Valentino bussava alle porte e nonostante Sam per prender tempo gli avesse risposto con nonchalance ‘no grazie, l’enciclopedie non m’interessano’, sapeva benissimo che il tempo a sua disposizione stava per scadere!!!. Infatti, nonostante avesse cercato per i mari e per i monti e le verdi terre, le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto, ora si trovava in forte imbarazzo, perché non era ancora riuscito nell’intento (peraltro ‘spintaneo’) di trovare un bigliettino d’auguri che fosse verosimile e convincente per lei e tale da far scattare per lui un bonus/oasi di serenità protetta fino al prossimo anno, insomma… stimolante per lei, rilassante per lui!!

Trovare quel bigliettino era ormai diventato un vero e proprio cruccio, una questione di principio, l’unico modo per abbattere e debellare una volta per tutte la carognona di stress che lo montava e lo possedeva ormai da circa tre settimane di rigido inferno!!! Brrr… lei lo aveva tormentato, sbomballato, sminuzzato, mobbizzato sulla questione e gli aveva fatto capire chiaramente che avrebbe misurato l’intensità del suo amore proprio da quel piccolo insignificante rettangolo di cartoncino riciclato… e a nulla era valso obiettare che lui non si riteneva per nulla un uomo di forma, ma d’essenza.. Lei aveva replicato seccamente e a boomerang, senza batter ciglio.. “Ecco bravo, ‘è senza’ di me che rimarrai, se non torni col bigliettino!!!”

Decise così di fare ancora un tentativo nell’ultima cartoleria che gli era rimasta da visitare in tutta la città.. Tirò su di scatto la persiana, che non perse occasione di rizzare il pelo folto e nero e di manifestare con uno stridulo miagolio da randagio idrofobo il suo forte disappunto per i modi poco ortodossi usati dal padrone. Infilò di corsa camicia e giacca, rallentò in curva per pantaloni e stivaletti e poi via…

La cartoleria era ora dinnanzi ai suoi occhi.. varcò spedito la porta d’ingresso per dirigersi nello stand dedicato ai bigliettini d’auguri, ma venne subito redarguito dal proprietario, che gli fece notare che non poteva andare spedito da nessuna parte, se non si fosse prima appiccicato addosso almeno due francobolli da 50 cents, che lo stesso fu pronto a scodellargli già abilmente leccati di suo.

Approdò finalmente ai biglietti d’amore.. ce n’era un’infinità e scorrevano tra le sue dita, sotto i suoi occhi.. “Uhm.. vediamo un po’.. ‘Se la tua vita dipendesse dall'amore che nutro per te... potresti considerarti immortale’.. no.. non credo vada bene.. forse per Highlander! Vediamo questo… ‘L'amore detta, il bacio scrive i pensieri del cuore’.. magari sì.. se però fossi un insegnante!”

“Posso aiutarla Signore” – le s’avvicinò cortese la commessa del negozio – che ne pensa di questo.. ‘Cerco i tuoi occhi e non li vedo.. cerco le tue mani e non le tocco.. cerco le tue labbra e non le sento.. odo il battito del mio cuore ed è sempre più fievole se tu non mi ami’

“Ma che è….. uno sfigato che sta per morire assiderato?!?” – commentò Sam sfiduciato – “non trovo proprio nulla che non saprei dire meglio io!!”

“Senta questo.. – proseguì l’altra - ‘E’ vero amore non chi ti fa venire le lacrime, ma chi te le asciuga’..”

“Bella , chi l’ha pensata, i fratelli Clinex?!?-

“Ascolti” – proseguì l’altra imperterrita – “‘L'amore è come un trifoglio: -ti penso -ti amo -ti voglio’… che ne pensa?”

“Penso che meno male che è un trifoglio e non un crisantemo, sennò facevamo il 15 di febbraio a dare un nome ad ogni santo petalo!!!”

“E quest’altro? ‘Mi piaci quando scherzi, quando sai essere dolce e bisognosa d’affetto, quando mi baci o mi prendi la mano!’..”

“Un po’ meno quando mi picchi…” – completò Sam con becero sarcasmo.

"Oppure… ’Il bacio è come la musica, il solo linguaggio universale’.."

“Ma non era il DOS il linguaggio universale?!?”

“‘Il vero amore non ha mai conosciuto misura’..”

“No, anche questa non credo che faccia al caso mio.. è più da Rocco Siffredi”

“Questo le piace? ‘L'amore è come una medaglia: ha una faccia bella e una brutta, la bella è il tuo sorriso che illumina i miei giorni più cupi, la brutta è che senza di te non resisto neanche un secondo’..”

“Lo trovo piuttosto double-face, lo potrei usare bene anche tra qualche anno, quando la faccia brutta della medaglia diventerà il suo sorriso e quella bella scoprire che riesco a star solo senza di lei anche per più di un mese..“

“Ascolti questo è proprio stupendo.. – proseguì la donna, passando sopra agli sproloqui di Sam - ‘Non mi devi amare per sempre, non mi devi voler bene per tutta la vita, non mi devi dire ti amo. A tutto questo ci penso io. Tu pensa solo ad invecchiare insieme a me’.. che gliene pare? ”

“Penso che avrei paura di quello che mi toccherebbe fare oltre a invecchiare e cercherei nel bigliettino una qualche clausola nascosta, che di sicuro c’è, in cui si parli ad esempio di lavare i piatti, pulire i pavimenti, innaffiare le piante, portar giù la spazzatura, far fare la pipì al cane in piena notte… ”

“Pulire il water con lo spazzolone e tirare lo sciacquone….” – lo interruppe lei - “mi sa che lei è un pochetto sul catastroficoansiosodepressivoandante, o sbaglio?

“Il punto è che lei non mi lascia libero d’esprimere liberamente ciò che provo.. perché tutto deve necessariamente incasellarsi in una scritta prefabbricata?!?”

“Io.. io la lascerei liberissimo” – rispose lei timidamente – “libero di respirare, libero di correre, di ridere, di piangere… libero di dire o di tacere, libero di leggere o di scrivere, libero… d’amare..”

“E il biglietto?!?” – chiese Sam sbigottito.

“Non basterà uno, ce ne vorranno due, ma per il cinema di stasera, subito dopo una romantica cena a lume di candela e prima dei… meravigliosi botti di mezzanotte…”

Fu solo un attimo e i loro sguardi si fusero dolcemente in uno, come i loro cuori… e tutto questo sembrò loro inspiegabile nei decenni che seguirono, tutte le volte che ne riparlarono

Un piccolo putto minorenne, panciuto come una brocca di terracotta e col pisello open air, li osservava non visto, radente al soffitto... un putto grassoccio, all'apparenza insignificante, sorretto da ali mignon sottodimensionate che non avrebbero sollevato da terra d'un sol dito una mosca a dieta da tre mesi... Con un sorrisetto sornione, tra l'ingenuo e il malizioso, rimise l'arco a tracolla e, battendo rapido le ali, se ne volò via soddisfatto con due freccette in meno nella faretra... Happy Valentine!!!

sabato, 30 gennaio 2010

La pila di Camilleri..

libri_colorati.jpgLa lettura non fa mai male mi sono sempre detto e ripetuto; però su questo mi sbagliavo!! Fa male eccome!! Provate a inciampare in una pila di almeno 100 libri dell’ultima fatica di Camilleri collocata ad arte dietro un pilastro della libreria che frequentate da sempre e che credevate ormai di riuscire a percorrere ad occhi chiusi per le tante volte in cui ci siete entrati, ne avete percorso i corridoietti, vi siete soffermati davanti agli scaffali.

 

Credetemi, è una sensazione unica, mentre il vostro equilibrio diventa instabile e il terreno comincia a mancarvi sotto i piedi, sentire un disordinato fruscio di pagine che si aprono casualmente, accompagnato da tutta una serie di tonfi di piccoli tomi uno dopo l’altro in rapida successione sulle mattonelle bicolore tutt’intorno in un raggio di circa due metri. Un’esperienza imbarazzante sentirvi gli occhi saldamente incollati addosso di così tante persone quante non ne avevate mai notate, così strette e condensate, per metro quadrato.

 

Liberata la mente della miriade d’improperi a bocca chiusa con cui vi siete sfogati nel rialzarvi silenziosamente dalla polvere, immaginate infine che, per conservare i buoni rapporti col librario, vi offriate di acquistare cinque o sei copie del libro, quelle più danneggiate dal crollo e decisamente invendibili, e che il librario non si tiri di certo indietro, nonostante i buoni rapporti, perché ve le vende tutte, indistintamente, operando solo un piccolissimo ed insignificante ritocco nel prezzo che tiene conto (dice lui) che sono incidentate.

 

Sono sicuro che non proverete volontariamente l’esperienza, almeno che non abbiate dentro di voi un chiaro istinto kamikaze, ma certamente, l’esservi immedesimati vi aiuterà a fare qualche riflessione tipo quelle che hanno abitato la mia mente in tali circostanze.

 

Un tempo non molto lontano uno scrittore era famoso quando la fama della sua bravura precedeva in tutto o in parte la presenza del libro nelle librerie. Ricorderete in tanti quando per avere un libro dovevi sbavare in libreria, prenotarlo e poi passare e ripassare per sapere se fosse arrivato. I best-seller in simili contesti erano un vero miracolo divino che come tale portava senz’altro alla beatificazione d’ufficio dell’autore e alla proposta di santificazione per direttissima.

 

Oggi tutto questo è preistoria e diciamo che come scrittore non sei nessuno se non hai la tua pila. Io aggiungerei che probabilmente molto spesso continui a non essere nessuno, anche se la pila ce l’hai; però, l’immaginario collettivo, per il solo fatto che la pila c’è ed è bene in mostra dappertutto nelle librerie, pensa che tu sia qualcuno, un vero e grande autore, qualcuno che devi necessariamente leggere, se no sei out.. quindi compra il libro! Ogni lettore ne compra più d’uno, due o forse tre o.. quattro!! Farà dei regali agli amici, perché con uno scrittore che ha la pila in libreria, vai sul sicuro. Chi potrebbe avere da ridire su di libro che in libreria si vende a pilastri stile cemento armato?

 

Riepilogando, quindi, i casi sono due: sei un autore senza pila? Non vali nulla, sia tu un bravo o un pessimo scrittore. Viceversa, hai la pila, allora vali, sempre a prescindere dalla tua effettiva ed intrinseca bravura.

 

Il discorso merita un ulteriore approfondimento scolastico riguardo alla consistenza della pila, che può andare dal formato base o ‘ministilo’ di una trentina circa di libri a vere e proprie opere mastodontiche di architettura libraria moderna; autentici mausolei in cui il mattone forato ha dovuto cedere il passo al librone fogliato!!

 

E attenzione: più grossa è la pila, più conti come scrittore nel panorama librario. Pila di pochi libri (tra i 20 e i 30) con copertina variopinta e soggetto interessante? Forse il lettore si avvicinerà, come una piccola farfalla attratta dai colori della corolla del fiore, ma solo per leggere distrattamente ben che vada la quarta di copertina. Se i libri sono almeno 50 e il lettore ha qualche attimo a disposizione, sfoglierà o farà finta di sfogliare alcune pagine e, con un pizzico di fortuna, il tuo nome gli rimarrà impresso nella mente per i due o tre giorni successivi. Solo però se le cataste supereranno il centinaio di copie, ecco che scocca la scintilla che accende i fenomeni sovrannaturali!

 

Camilleri, Moccia, Faletti, Baricco e tutti i ‘pila writers’ noti, meno noti e.. sconosciuti, devi averli!! Il contrario è solo un’ipotetica dell’ultimo tipo.. Sono un must!! Meritano tutti indistintamente fiducia illimitata nel comune sentire letterario post-moderno.. chiunque essi siano e chiunque tu sia! Così, anche per il tizio entrato in libreria solo per aspettare un amico o inseguire una ragazza sculettante sui tacchi a spillo e che riesce appena a leggere (e con non poche difficoltà) le notizie sportive sulla gazzetta o i nomi sui citofoni, il libro diventa appetibile, di più, direi concupibile, e vola automaticamente, come dotato di una forza motrice propria e di autonome ali possenti, nel carrello degli acquisti.

 

Faletti, ad esempio, lo acquisti addirittura incellofanato. Dentro potrebbero esserci tutte pagine bianche o foto porno dell’immediato dopo guerra del ’15-’18 o, ancora peggio, motti che inneggiano al ritorno della dittatura nel nostro Paese. Non importa!!! Vuoi mettere un Faletti in libreria di casa nello scaffale altezza occhi? Fa di uno chic da paura; molti lo lasciano addirittura ancora nel cellofan per preservarlo dalla polvere.

 

Ecco allora, senza volerci addentrare nel giudizio sulla bravura degli scrittori citati, la vera questione che noi lettori dovremmo affrontare: quanto ciò che leggiamo è frutto di una nostra libera scelta e aderisce a quel che ci piacerebbe davvero leggere? O forse sarebbe meglio dire, come incidono, nel determinare il successo di uno scrittore, il battage pubblicitario di case editrici e media e gli interessi economici e di lobbies rispetto all’effettiva bravura?

 

Risolto il primo quesito, dovremmo poi chiederci cosa possiamo fare noi per rompere questa catena perversa, in altre parole, per impedire che il mercato dei libri si riduca alla vendita e al corrispondente acquisto di pochi testi in ‘formato pilastro’, per favorire una sana e libera possibilità a tutti, sia scrittori che lettori, di partecipare attivamente al meraviglioso e sorprendente circolo della cultura? Se cominciassimo con lo schivare le pile e magari a dare una sbirciatina ad uno dei libri che s’intravedono appena sul terzo scaffale a destra proprio sopra la nostra testa?            

 

mercoledì, 27 gennaio 2010

'Mascarpone' alla Cairo International Book Fair

cairo.jpgOrmai è ufficiale!! ‘Mascarpone’, dal 28 gennaio al 10 febbraio 2010, sarà presente alla 42esima edizione della “Cairo International Book Fair”, uno degli eventi più prestigiosi del mondo della letteratura.

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Se vi trovaste a passare da quelle parti e vi venisse voglia di leggere, adesso sapete cosa fare.. :O)

 

 

 

venerdì, 15 gennaio 2010

Fuga da Alcaseltz - 8^ puntata

 

salsa soia2.jpgPhilip Morris se ne stava ritto con in mano la palla di sterco dinnanzi ai compagni di prigione mummificati e col naso turato. Nell’attesa che arrivassero i filtri della morte apparente, con un cenno del capo li invitava ad estrarre uno alla volta una pagliuzza. Chi avesse preso la più corta avrebbe funto - o, stante il piano di fuga, sarebbe stato meglio dire ‘semi-defunto’ - da cavia nella prima prova del secondo tentativo d’evasione dalle supercarceri di supersicurezza di Alcaseltz.

“Morris” -  chiese Gas balbettando – “è proprio necessaria la palla? Non si potrebbe decidere diversamente? Ci sono tanti di quei metodi alternativi e completamente inodore..”

 

“Già” – s’inserì Houdini – “perché giusto le pagliuzze conficcate nella palla di sterco?!? Mi sembra di cattivo gusto!”

 

“Cattivo gusto?” – ripeté Stucco – “mica ci chiede d’assaggiare la palla.. dobbiamo solo estrarre una pagliuzza!”

 

“Fallo per primo tu allora se sei così bravo!!” – lo sfidò Malox.

 

“Ma certo che lo faccio.. lo faccio sì!!” – rispose l’altro raccogliendo al volo l’invito – “ho sentito ben altre puzze nella mia vita e non mi faccio certo intimorire da una misera palla di sterco”. Sollevò le braccia al cielo per enfatizzare il concetto e fu come se all’istante le palle fossero divenute tre, di cui due piazzate sotto le sue ascelle.

 

“Ora capisco a quali altre puzze ti riferivi,  Stucco!!” – commentò Morris visibilmente scosso con una smorfia di disgusto – “con il sofisticato impianto olfattivo completamente insensibile di cui ti ha fornito madre natura per far fronte ai due vagoni d’uova marce che hai sottobraccio, potresti anche viverci in questo schifo di  palla che tengo in mano. Coraggio. Taglia corto ed estrai!”

  

“Ok, capo. Estrarrò, ma non chiedermi di tagliare corto! Mica voglio esser io la cavia!” – precisò Stucco.

 

“Estraiiiiiii.. - s’infuriò Morris – “o lo sarai comunque, a prescindere dalla lunghezza della pagliuzza!!” –.

 

Stucco tirò via dalla palla la sua pagliuzza e subito dopo, tra nausee e vomiti vari, uno alla volta, estrassero tutti gli altri. Si passò quindi alla misurazione e l’audacia di Stucco alla fine poté dirsi premiata. La sua pagliuzza risultò essere la più lunga. Quella più corta invece era toccata a Houdini.

 

“Porca miseria che sfiga!!” – commentò l’eletto.

 

“Coraggio amico!!” – s’inserì Malox – “avrai l’occasione per confermare ancora una volta la tua fama di grande illusionista”.

 

“Ah, ma quello l’ha già poco fa” – puntualizzò il solito Stucco sempre e costantemente fuori luogo – “Era riuscito a illuderci tutti che non avrebbe beccato la paglia più corta e invece.. ehm.. bravo no?!?”

 

Calò il gelo per qualche istante e forse per quieto vivere tutti preferirono, eletto compreso, far finta di non aver sentito le parole di Stucco. Si limitarono a dolersi, ognuno in cuor suo, che la paglia più corta non fosse toccata in sorte all’imbecille.

 

“A questo punto” – concluse Morris – “non ci resta che aspettare domani che arrivino i filtri”.

 

“Macché filtri e filtri..” – intervenne Gas – “dopo questa bella riunione chiarificatrice, una sana fumata di gruppo ci sta tutta e subito. Offro io! Ecco tabacco e cartine. Si fa alla vecchia maniera, senza filtri,  gente!”

 

“Sana fumata di gruppo.. vecchia maniera.. senza filtri” – ripeté Morris con lo sguardo perso nel vuoto - “alla faccia della bella riunione chiarificatrice! Non ce la faremo mai!!!”

 

                                                                * * *

 

L’alba di un nuovo giorno accarezzo i sogni di libertà di quel manipolo di disperati e a colazione tra un pezzo di pane raffermo dei giorni precedenti e una spalmata di burro rancido, Philip spiegò agli altri che l’arrivo dei filtri della morte apparente era previsto per l’ora di pranzo a mensa. Li avrebbe consegnati uno degli addetti alla mensa che avrebbero riconosciuto dall’occhio guercio. Bastava chiedergli della salsa di soia ed avrebbe provveduto all’istante.

 

“Niente di più semplice” – ripeté per l’ennesima volta Morris alla volta della banda – “entriamo, prendiamo il nostro bel vassoio, ci mettiamo in fila e quando ci troviamo di fronte il guercio gli chiediamo della salsa di soia..”

 

“Morris..”

 

“Dimmi Stucco”

 

“A me la salsa di soia non piace. Non si potrebbe avere della senape?”

 

“Io ti darei del cianuro Stucco” – rispose secco Morris – “altro che morte apparente!”

Si misero in fila e cominciarono a scorrere lungo il bancone delle vivande, fintanto che non furono giunti dinnanzi agli addetti alla mensa.

 

“Ma.. Morris” – fece Malox perplesso – “sono tutti con gli occhiali da sole. Come facciamo a riconoscere il guercio?”

 

“Azz.. è vero!!” – fece Morris – “non riesco proprio a capire!”

 

“Ehi, teste di legno!!” – esordì uno degli addetti – “avete deciso che prendere? Mica siamo al milionario che puoi chiedere l’aiuto da casa!!”

 

“Ehm.. sì” – rispose timidamente Morris – “ma.. com’è che siete tutti con gli occhiali da sole oggi?”

 

“C’è stato un bagliore improvviso in cucina oggi” – rispose l’altro – “è esploso un tacchino del ringraziamento nel forno e in infermeria ci hanno consigliato di tenere gli occhiali almeno fino a dopo pranzo..”

 

“Fino a dopo pranzo..” – commentò Houdini – “e ti pareva!!”

 

“Ma che c’entra il ringraziamento? Non siamo certo a novembre!” – obiettò Malox.

 

“Era arrivata una partita di tacchini cancerogeni da Hiroshima” – rispose l’addetto – “credo in attuazione delle politiche di riduzione dei costi del sistema penitenziario. L’obiettivo dovrebbe essere ridurre il costo medio per detenuto, anche se non ho capito bene come funzioni la cosa. Roba di grande strategia economico-finanziaria.

 

“Direi piuttosto di criminalità organizzata!!” – commentò Morris. Poi senza perdersi d’animo, proseguì verso i ragazzi – “Coraggio. Diamoci da fare. Vuol dire che domanderemo la salsa a ognuno di loro.

 

Così fecero, finendo col chiedere ad almeno una ventina d’addetti un po’ di salsa di soia sulla minestra di fagioli. E la salsa arrivò nelle ciotole in quantità industriali, tanto che giunti quasi alla fine del bancone, queste tracimavano tra gli sguardi esterrefatti degli altri carcerati ignari.

 

Rimaneva solo un addetto, l’ultimo di una lunga ed interminabile fila. Non poteva che essere lui l’infiltrato, anzi l’’infiltrante’. Morris e gli altri gli si avvicinarono lentamente e ancora una volta richiesero la salsa di soia!

 

“Ce l’avete fatta finalmente!” – esultò l’uomo, anche lui rigorosamente in occhiali da sole scurissimi, mentre tirava fuori una boccettina dalla tasca del panciotto – “eccovi quanto vi dovevo!”.

 

“Ahhh, lo sapevo che ce n’era rimasta almeno una!! – s’udì a un tratto – “Sciagurati, hanno prosciugato tutte le scorte di salsa di soia della contea!! Questa boccettina è mia. Requisita!!”

 

Era mr. Futuredead, il terribile direttore delle carceri, entrato in scena a sorpresa come una iena furente e nessuno se la sentì di contraddirlo mentre si portava via la boccettina proprio davanti ai loro occhi. Morris e gli altri, videro così sfumare in pochi istanti i loro sogni di gloria e non gli rimase altro che tentare di salvare almeno le apparenze. Così, sedettero al tavolo e cominciarono a malincuore ad ‘assaporare’ il fetido liquame fagiolato tra gli sguardi curiosi degli altri galeotti. Per fortuna, furono graziati a metà pasto dall’improvviso caos che destò la notizia della morte fulminea del direttore. -- > To be continued

giovedì, 14 gennaio 2010

Partecipa a 'DITELO CON I CANNOLI' e vinci la tua copia di 'MASCARPONE'

cannolo.jpgParte su Facebook ‘DITELO CON I CANNOLI!!’, il nuovo gioco di creatività che porterà a casa tua ogni settimana una copia del libro semi-serial thriller 'STORIA DI MORTE, RICOTTA E MASCARPONE' di Andrea Fiore, che ti sarà inviata personalmente con una dedica ad personam!!

Partecipare è semplicissimo. Basta inserire sulla pagina dell'evento IMMAGINI, VI
GNETTE, STORIELLE E QUANT'ALTRO con protagonisti i nostri simpaticissimi dolci iperglicemici!! Il materiale inserito non dovrà essere necessariamente originale, ma potrà anche essere reperito sul web. Ciò che conta è che sia BRILLANTEEEEEE!!!

Si è già insediata la giuria d’eccezione di cinque membri che consacrerà il primo inserzionista vincitore del libro allo scadere della mezzanotte del 20 gennaio 2010!!
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Ne fanno parte oltre ad Andrea Fiore, in ordine rigorosamente alfabetico:

Christian Floris – Conduttore Radiotelevisivo
Giuseppe Giambrone – Attore e Cabarettista
Enrico Maria Troisi - Ipse Dixan
Accursio Truncali – Pittore e scultore

Che aspettate? Sfogo massimo alla creatività. Si parteeeeeeee!!!!

Ecco il link alla pagina dell'evento:

http://www.facebook.com/reqs.php#/event.php?eid=246930273...

lunedì, 04 gennaio 2010

Tra il 5 e il 6 gennaio..

befana%205.jpgLa casa di riposo “L’altra vita”, per anziani della terza e quarta età, era immersa nel silenzio più profondo ormai da qualche ora, quando si accesero le luci di una delle piccole finestre su al secondo piano..

 

“Ma che succede… cos’è tutto 'sto casino… chi ha acceso le luci?”

 

“Stai calma vecchiaccia” – tuonò una voce avvolta nella penombra.

 

“Brutta racchiona ottuagenaria con la scopa in mano.. chi sei.. la donna delle pulizie di Neandertal? Che ci fai qui a quest’ora di notte?!?”

 

“Tania, sono io, possibile che non mi riconosci?” – apostrofò un’anziana signora ricoperta di cenci, sbucata dal buio.

 

“Oh mio dio Genoveffa!!! Quasi ti preferivo avvolta nel nero più totale.. quanto sei brutta.. ma esisti in natura o sei il frutto della mia immaginazione perversa?”

 

“Mi sono truccata solo un po’, ma sono sempre io..” – proseguì l’altra, che, poggiata la ramazza alla parete, aveva preso a pettinarsi i lunghi e argentati capelli, passandoci sopra una spazzola a mo’ di rastrello – “hai forse dimenticato che oggi è il 5 gennaio… la notte tra il 5 e il 6 gennaio ti dice qualcosa?”

 

“Perché.. dovrebbe dirmelo?” – chiese Tania mentre con le dita si stropicciava infastidita e con insistenza gli occhi – “e se proprio deve dirmelo, deve farlo giusto ora, nel bel mezzo della notte? Non si può rimandare a domani mattina, che lo capisco meglio?”

 

“Brutta vecchiaccia intontita.. possibile che non ti entri in quella capocciona dura come il basalto… questa è la notte della Befana e …”

 

“Genoveffa” – apostrofò Tania – “non starai ricominciando con quella tua solita fissa.. la Befana non esiste e tu sei matta.. che cavolo, l’avevo quasi rimosso quest’incubo.. ogni anno la stessa storia!!”

 

“Ma che fissa e fissa.. dammi piuttosto una mano che è quasi mezzanotte… prepara dolcetti e carbone..”

 

“Che bello.. accendiamo la stufa?” – chiese Tania entusiasta.

 

“No, accendiamo il barbeque e ci arrostiamo su un centinaio di nodi di salsiccia per far fronte alle prime necessità della notte… sei contenta?” – replicò Genoveffa con sarcasmo.

 

“Buone le salsicce.. certo un po’ pesantucce a quest’ora di notte, ma come si fa a dire di no a una salsiccia…”

 

“E già, ora le salsicce fanno le avanches..” – incalzò Genoveffa – “e magari hanno pure la coppola nera di traverso e fumano il sigaro e allora sì che fanno certe proposte che non puoi ‘diviutare’... miiiizzziiicaaa..”

 

“Ma pure tu Genoveffa, che li porti a fare il carbone e i dolcetti?” – commentò Tania – “i giovani d’oggi sono avanti… vogliono ben altro… chiedono le playstation, le stazioni lunari, l’abbonamento decennale al campionato di football di serie A, le bambole gonfiabili..”

 

“Seee… il gioco del dottore illustrato a colori e il manualetto del piccolo regista porno!! Taniaaaaa…. sei completamente andataaaa? Tu il carbone ce l’hai in testaaaa.. un vero e proprio giacimentooooo!!!

 

“Peccato per l’ultimo strascico di vocale Genoveffaaaaaaaa, ti sei giocata la rimaaaaaaaa.. bastava dire ‘minieraaaa…’”

 

“Arrrggghhhh… basta!!! Facciamo presto.. stanotte fa pure freschetto e le ossa cigolano che è una meraviglia.. ahiii.. la cervicale.. ohiii.. i lombari… mmm… il bacino…”

 

“Pezzi di ricambio no eh? Solo dolcetti e carbone..” – inveì la solita Tania.

 

“Sì, sfotti sfotti… dovresti compiangermi.. la mia tournee inizia sempre a stagione finita, con mezzi di fortuna e finanziamenti praticamente azzerati..”

 

“Aahhhh.. la solita vecchia storia d’ogni anno… lo so che lo stai per dire vecchiaccia della malora!!”

 

“Certo che lo dico e lo sottoscrivo pure… Babbo Natale mi danneggia!! Quel bellimbusto bardato di rosso se ne va in giro a dicembre indisturbato e senza concorrenza per i cieli del globo a fare il bello e il cattivo tempo, felicemente trainato da renne obbedienti, tra polvere di stelle e musiche melodiose, il tutto senza sforzi.. sì, perché il medico glieli ha vietati gli sforzi.. massimo riposo e managerialità assoluta.. non fare tu, ma fai fare agli altri e fallo fare bene.. Vile sfruttatore d’animali.. e quelli del WWF che fanno, sonnecchiano? Conniventi!! Stupido panzone presuntuoso, a quest’ora sarà già lontano mille miglia a spassarsela alla faccia mia alle Bahamas con quel suo bel sorrisetto baffuto da ebete coglione stampato sulla faccia!!

 

“Solite beghe tra supereroi, eh Genoveffa?”

 

“Tieni chiusa quella boccaccia Tania!! Sfrecciaci tu come una saetta per i cieli di un gelido gennaio con un bastone tra le chiappe.. altro che comoda slitta e renne a dicembre!! E come se non bastasse, sono pure piena di debiti.. il 6 è giorno pari e per pura disgrazia la targa della ramazza è dispari e non ho ancora finito di pagare le multe dell’anno scorso per violazione della ZTL!!”

 

“Perché non gli fai l’impianto a GPL a sta ramazza così stiamo tutti più tranquilli?”

 

“So io per cosa l’utilizzerei una buona dose di gas, Tania.. però non ora.. purtroppo adesso devo proprio scappare.. dove ho messo le scarpe.. puah… ditemi se queste sono scarpe.. sembrano due fetide bucce di banana!! Tutta colpa di quella stupida filastrocca.. ‘la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e il cappello alla romana’.. se trovo chi l’ha scritta.. cosa stai nascondendo nel cassetto del comodino Tania?”

 

“Noooo niente.. appunti per la spesa di domani… finisco la strofa.. ehm.. la lista con calma domani mattina”

 

“Beh.. io sono pronta.. prendo la roba e vado”

 

La vecchia si mise rapidamente due sacchi a tracolla, balzò come un felino sulla scopa e dopo un piccolo lieve singulto, forse dovuto al doloroso impatto delle chiappe col bastone della ramazza, si sollevò dal suolo e imboccata la finestra schizzò veloce ed alta nel cielo.. “Addio vecchiaccia folleeee…”

 

“Ma che folle e folle… metti la prima che stai in salita!!” – urlò Tania accostando le imposte della finestra. Poi, osservando quella sagoma che si allontanava nel buio della notte fino a divenire un punto per poi sparire del tutto, commentò tra sé e sé.. “Per me è matta pure la scopa che crede d’essere volante.. speriamo soltanto che non decidano di rinsavire entrambe in volo..”

 

Era la notte tra il 5 e il 6 gennaio e come ogni anno una vecchietta artritica e cigolante portò a termine il suo ingrato compito.. sfrecciò per il cielo, tra la pioggia delle nuvole e la cacca degli uccelli, scaraventò dalle ciminiere calze stracolme di dolcetti e carbone, spezzò bruscamente il sonno ad intere famiglie, lasciò indifferenti migliaia di bambini viziati che avevano già avuto di tutto e di più da Babbo Natale…

 

Rimase ad aspettarla sveglia e pensierosa una vecchia amica, dichiaratamente incredula, ma tutto sommato complice di quella sua arcaica e inguaribile romantica ingenuità…

 

 

Buona Befana a tutti.. ai buoni, ai cattivi e soprattutto a chi gioisce ancora per un piccolo dolcetto o si rattrista per un pezzo di carbone…

venerdì, 01 gennaio 2010

Strepitoso 2010!!!


www.Cartoline.it

venerdì, 25 dicembre 2009

Sereno Natale!!

buon natale 1.gif

Ah che bello.. oggi è Natale e mi sento più buono, mi catapulterò fuori dalle coperte del mio letto, farò una doccia veloce, mi vestirò e andrò subito fuori per la città a respirare una nuova aria.. un’aria pulita che sa di pace e serenità.. di gioia e di felicità.. Vorrò fare del bene.. a tutti indistintamente.. belli, brutti, amici e nemici.. sarò talmente buono che sarà come se levitassi.. mi solleverò dolcemente dal suolo e volerò tra la gente, sorretto dalle ali portentose della bontà.. Mi vestirò da Babbo Natale con pancia e barba bianca finte e agli angoli della strada con un sorrisetto accattivante distribuirò doni ai bimbi, donerò cibo prelibato agli affamati, pagherò i debiti ai poveri, aiuterò tutte le vecchiette ad attraversare la strada, anche quelle non lo vogliono.. Farò volontariato su di un’ambulanza della protezione civile, un turno di notte in sostituzione dei lavoratori esposti ad alti rischi per la salute, parteciperò alle novene raccogliendomi in silenziosa e religiosa preghiera… Acquisterò almeno dieci confezioni di fazzolettini, venti arbre magique e una trentina di rose, anzi trentuno perché vanno dispari, dal primo venditore ambulante che incontrerò per strada e posteggerò la mia auto centinaia di volte per pagare regolarmente i parcheggi… Rinuncerò alla cena e al pranzo di Natale e al panettone per un babà alla panna con ciliegina sopra.. Diffonderò non solo il verbo della pace, ma anche il soggetto e il complemento oggetto..

Buon Natale a tutti… e domani, si ricomincia, di nuovo in trincea come ogni santo giorno.. saremo tutti impegnati in truffe, raggiri, scippi, rapine, falsi fallimenti, conti in Svizzera, sfruttamento della prostituzione.. solita noiosa routine…

venerdì, 18 dicembre 2009

Natale alle porte? No, alle calcagna!!

orsetti abbracciati.jpg“Giuro che non uscirò mai più con te per i regali di Natale, né in questa né in altre dieci, cento, mille o diecimila vite in cui avrò la sfortuna d’incontrarti ancora, Mara!!” – bofonchiò Maso con appena un filo di voce da sotto un cumulo di pacchi e pacchetti dai colori sgargianti e le misure più varie – “ogni anno la solita subdola salsa.. ‘solo pochi attimi Maso’, ‘un paio di negozi Maso’, ‘ho tutto sott’occhio Maso’!! Siamo in giro dalle otto di stamattina Maraaaaaa… ot-to del-la mat-ti-na.. ininterrottamente!! Io qui ci lascio la pelle!!”

 

“Macché pelle e pelle..” – ribatté Mara mentre infilava le chiavi nella toppa della porta di casa – “un po’ di sano movimento non ha mai ucciso nessuno e poi.. lo sai come sei tu..”

 

“Già.. come sono io?!?” – incalzò l’altro sputacchiando nevrotico tra ghirlande, fiocchi e nastrini arricciati.

 

“Tu come sei? Sei immortale Maso.. proprio come quella famosa casa produttrice di calze per donna.. la Malerba.. non muori mai!!”

 

“La Malerba.. ah ah ah.. ma quanto sei spiritosa Mara!” – commentò Maso con pungente sarcasmo. Poi liberatosi di una serie indefinita di pacchi che, lui solo sa come, era riuscito a mantenere sospesi tra cielo e terra in un equilibrio pericolosamente precario, proseguì – “per restare in tema d’intimo, allora magari il prossimo anno, mia cara, te ne vai in giro da sola, felicemente autonoma in.. panda-collant!!”

 

“Panda.. cché?!?”

 

“Panda-collant.. il nuovo modello di mutanda motorizzata versione rally, cinque porte, quattro zampe motrici, prodotto dalla Fiat..eheheheheh!!!”  

 

“Mio dolce e tenerissimo sposo.. ricordati sempre e comunque che hai promesso!!” – ammonì la donna che nel frattempo aveva assunto, agli occhi del malcapitato marito, delle inquietanti e rabbrividenti sembianze luciferine – “davanti a don Dino e in presenza di testimoni ed invitati hai ripetuto e sembravi anche abbastanza convinto ‘nel bene e nel male, finché morte non ci separi’..”

 

“Ah, don Dino don Dino.. ma valgono le promesse fatte d’avanti a un parroco che ci’ha un nome che sembra un campanello d’un portone d’ingresso di casa?”

 

“Sìssissì” – annuì la Mara con fare saccente.

 

“E sia allora!” – implorò l’uomo cadendo in ginocchio a braccia spalancate verso il cielo – “scendi o morte tanto agognata e separa questa misera coppia che si trascina ormai agonizzante da tanto, troppo, insopportabile tempo! Separala una volta per tutte per mano del tuo fedele angelo nero!!”

 

“Ma.. Maso, da quando in qua ti lasci andare a simili manie suicide?” – osservò la donna allibita – “guarda che potrei farci pure affidamento, sai?”

 

“Mica ho parlato di suicidio, io?” – replicò l’uomo – “ho solo chiesto un pronto intervento separatorio dall’alto; decida la morte le modalità operative di dettaglio. Sono certo che saprà bene chi scegliere e portarsi via!!”

 

“Tu invece lo sai cosa devi fare?” – si sovrappose lesta Mara con un tono che non prometteva niente di buono.

 

“Co-cosa?”- balbettò Maso.

 

“Devi prepararti per stasera; siamo a cena dai miei! E’ la notte di Natale.. te ne ricordi vero?”

 

“Azz.. ooo, l’avevo rimosso!!!” – esclamò Maso tradendo una certa tensione ansio-spasmodica. Poi proseguì timidamente  – “e chi.. saremmo? Noi, loro e.. chi altri?”

 

“Noi, loro e i miei fratelli, le mie sorelle e le rispettive famiglie.. al gran completo, come non lo siamo mai stati negli ultimi dieci anni.. Non è fantastico?!?”

 

“Come non lo siamo mai.. ultimi dieci anni? – ripeté Maso convulsamente – “ma i tuoi fratelli sono cinque e le sorelle sette e.. i nipoti, per me indistintamente ex aequo sul piano della simpatia, in totale ad occhio e croce saranno.. oh mio dio!! Posso darmi malato?!?”

 

“Certo che non puoi!!” – Rispose con tono secco e deciso la donna.

 

“Allora non mi resta altro da fare” – completò mesto Maso – “che chiedere l’aiuto dal cielo. Invoco sulla mia persona il provvidenziale intervento separatorio dell’angelo nero della morte. Meglio morireeeeee che passare un altro Natale con quella famiglia a banda largaaaaa!!!”

 

“Sempre la solita lagna!!” – sbraitò la donna – “ma quando ti deciderai a crescere una volta per tutte!!”

 

“Ti posso assicurare che ci sono già delle parti di me che stanno crescendo a dismisura, specie a causa di queste simpatiche ricorrenze!!” – commentò Maso furibondo – “Quei bambini sono delle pesti, te li ritrovi dappertutto, tra le gambe, nei pantaloni, sotto le ascelle e parlano, urlano, strepitano!!”

 

“Si allenano tutto l’anno per questa notte.. vuoi togliergli la soddisfazione di un piccolo coro polifonico?!?”

 

“Quegli energumeni attaccano alle otto di sera per concludere a mezzanotte passata, ti massacrano le orecchie con tonalità acide e stridule che, prima di sentirli, credevo potessero essere raggiunte solo sperimentalmente in vitro! Non staccano maiiiii, fanno solo intervalli sfalsati di 10 minuti ciascuno, durante i quali mangiano fragorosamente a quattro ganasce, anche sopra di me, e tu osi chiamare tutto questo ‘piccolo coro polifonico’?!?”

 

“Al nonno piacciono!!” – obiettò Mara

 

“Il nonno è sordo come una campana e forse si è pure aggravato proprio a causa lorooo!! – sottolineò Maso con sostenuta enfasi – “e poi smettetela di vestire quel vecchio di Babbo Natale ogni santo anno!! Babbo Natale e grasso, tondo come una palla, sprizza energia e gioia da tutti i pori.. mica è pelle, ossa e frattagline come quel povero vecchio!! In più di un secolo e mezzo, dacché è nato, è riuscito a sfuggire a più di cinque guerre e quasi accarezza il mito dell’immortalità e voi l’andate a infognare in un ridicolo vestito di felpa rossa di almeno tre taglie più grandi con una stupidissima renna di pezza marron-smunto sotto l’ascella!!”

 

“Beh, però con nonna Geppa ci vai d’accordo, no?”

 

“Con lei direi di sì..” – riconobbe Maso – “almeno fino a quando non si fissa a voler vedere cento volte di fila il Mondo di Parkinson su Disney Channel o crede che sia il suo compleanno e attacca a soffiare a sputazzate sul pandoro!! E poi odio quando giochiamo a tombola e lei, appena mi distraggo, manda giù le mie lenticchie crude.. e che ca.. avessi fatto un ambo negli ultimi dieci anni!! ”

 

“Insomma, andiamo che si fa tardi” – tagliò corto Mara – “rastrella tutti i pacchi dono e mettiamoci in marcia”

 

“Ma quanti ne sono quest’anno?!? Sembra quasi che stiamo traslocando!!”

 

“Sono tanti. Quest’anno si fanno le cose in grande, caro mio”

 

“Guarda che so bene Mara che tipo di ‘pacchi’ stiamo per fare ai nostri amati parenti e posso immaginare i meravigliosi ‘pacchi’ che faranno a noi” – commentò Maso con tono sarcastico – “I regali di Natale in questa famiglia esprimono odio, astio, ripicca, con punte inquietanti d’accanimento.. altro che amore!! Persino il Bambin Gesù ha paura a presentarsi allo scoccare della mezzanotte.. potesse parlare, direbbe che è troppo, anche per lui; salvare l’umanità non può esigere un prezzo così alto da pagare!!”

 

“Vuol dire che se non se la sente, delegherà qualcun’altro e appuntamento a Pasqua per la resurrezione!!”

 

Salirono in macchina dopo che Maso ebbe caricato per circa un’ora una serie infinita di pacchi ingombranti. Lo scambio di battute, man mano che s’avvicinavano al rendezvous, divenne sempre più acceso e si arricchì di nuovi contenuti, tra cui ardite perifrasi, spericolate iperboli, parabole offensive e raccapriccianti similitudini. Lo scempio si protrasse fino alla chiusura delle porte dell’ascensore sul pianerottolo di casa dei genitori di Mara. Poi suonarono al campanello e la porta di casa si aprì e tutti sorrisero e si abbracciarono e partì il coro dei bambini in festa o coro dei bambini ‘infesti’.. il nonno imbacuccato da Babbo Natale fu aiutato a traghettare a tavola dalla sedia a dondolo della quale aveva assunto le sembianze dopo lunghissime ore di permanenza e furono dati gli ultimi ritocchi alla dentiera di nonna Geppa, per evitare che le volasse via nel momento in cui avrebbe deciso di soffiare a pieni polmoni sul pandoro innevato di zucchero impalpabile..

 

Tutti erano felici e sereni ed anche Maso in qualche modo riuscì ad esserlo, quando realizzò tra sé e sé che il Bambin Gesù quella sera aveva delegato proprio lui a metter piede in quella casa al posto suo… Così a mezzanotte versò lo spumante nel suo bicchiere di plastica, invitò tutti a fare silenzio e con tono ascetico disse ‘prendete e bevetene tutti..”    

domenica, 13 dicembre 2009

Intervista ad Andrea Fiore - di Loredana Limone per supereva.it

Ecco l'incipit dell'intervista pubblicata lo scorso 12 dicembre dalla giornalista Loredana Limone sul portale Supereva. Buona lettura, Andrea :O) 

Andrea Fiore è l’autore di “Storia di morte, ricotta e mascarpone” (Il Filo). Nato a Catania nel marzo ’63, vive a Palermo dal ’90. Studi classici tra testi di poeti e prosatori greci e romani, poi giurisprudenza e lavoro in azienda. Ha fatto radio per quindici anni e giocato a basket per dieci in D e C nel ruolo di pivot. Per la C, nonostante il suo metro e ottantanove, era un bassotto! Divoratore di cinema, vede spesso commedie brillanti sia americane che nostrane, ma per ovvi motivi preferisce gialli e thriller.

“Storia di morte, ricotta e mascarpone” è il tuo primo romanzo. Ma a quando risale la tua passione per la scrittura?
Ti ringrazio per avermelo chiesto. Solitamente la gente mi chiede se sia l’ultimo. A parte gli scherzi, sì, “Mascarpone” è il mio primo romanzo e spero che ne vengano tantissimi altri sempre sul genere “semi-serial thriller”. La passione per la scrittura credo di averla avuta da sempre. In pratica, sono nato con una penna in dotazione dalla nascita ed un diario di bordo sotto braccio dei nove mesi di gestazione. Da quel momento ho scritto dappertutto e in qualsiasi circostanza. Ad esempio, mi capita spesso d’essere folgorato da un’idea mentre parlo con la gente o sto in fila da qualche parte, come alla cassa del Mc Donald o al casello dell’autostrada. Allora mi blocco, estraggo il telefonino o un pezzetto di carta e prendo appunti volanti.
A proposito di caselli, ricordo di quella volta che ho chiesto al casellante un attimo di pazienza per trascrivere velocemente quanto mi ero appuntato sbadatamente sul ticket durante una sosta in un’area di servizio. Ti lascio immaginare cosa giungesse dalle auto in coda dietro la mia!

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http://guide.supereva.it/letteratura_gastronomica/interve...

 

sabato, 12 dicembre 2009

Il nuovo Calendario Strudelone 2010!!!

Anche per il 2010 una splendida sorpresa per gli aficionados!!

Lo sfavillante Calendario Strudelone 2010!!!!! 

calendario strudelone 2010.JPG

Auguri a tutti di un Sereno Natale e di uno Strabiliante Anno Nuovo!! 

Clikka qui e scarica la tua copia :O)

http://strudelone.myblog.it/list/calendario-strudelone-20...

mercoledì, 02 dicembre 2009

Ma Babbo Natale esiste davvero?!?

babbo e renna.jpgQuante volte ci siamo chiesti, in un crescendo d’angoscia mista a sudorazione acida, immersi nell’ombra di una notte tempestosa e senza stelle, se sia più facile che un cammello passi attraverso un George Clooney piuttosto che il viceversa o se sia nato prima l’uomo o la gallina o se sia poi così semplice ritrovare un Ugo in un Pagliai.. e quante illazioni al ticchettio di un orologio da parete che batte ogni secondo (che appunto per questo è e rimane secondo, sennò sarebbe imbattuto)… quanti “se” e “ma” che ci facevano restare svegli ad occhi aperti fino alle prime luci dell’alba, coi nervi tesi, brillantemente discussi in sede d’esame, bisognosi di un massaggio, che affidavamo alle onde di un oceano nella speranza che tra le pareti di una bottiglia raggiungesse la terra lontana delle risposte mai avute…

 

Forse però la domanda che più ci assillava era quella riguardante quel pingue omaccione dalla barba bianca, rubicondo e sorridente che su di una slitta trainata da renne sfrecciava per i cieli del Natale in festa..

 

Ma Babbo Natale esiste davvero?!? E tutti a guardare in su, a scrutare.... quasi come a voler rimediare qualcosa di nuovo e di diverso dalla solita cacchina puzzolente d’uccello miratore, quasi cecchino e fango tiratore.. un miraggio, una visione una certezza per tante domande reiterate negli anni senza risposta…

 

Vediamo però di darla una risposta scientifica al nostro quesito, cominciando con lo scartare alcuni casi ormai scoperti, definitivamente isolati e debellati…

 

Babbo Natale non è quell’individuo che bussa alla porta circa 10 minuti prima della mezzanotte del 25 dicembre, che indossa un vestito molto simile ad una vestaglietta da camera di colore bordò sbiadito, a tratti anche sdrucita se non addirittura strappata in prossimità delle maniche o delle tasche.. quel personaggio kitch da film di fantascienza anni ’20, che si sforza di apparire simpatico e che tradisce un certo affanno dietro una barba bianca folta quanto finta che gli pende miseramente senza il benché minimo afflato vitale e che a volte scivola rovinosamente giù.. unta e sudaticcia.. dal labbro superiore..

 

Babbo Natale non è cardiopatico, non soffre d’asma e soprattutto non è infungibile od intermittente rispetto al vecchio zio (zitellone e scapolo) di cui tutti si ricordano solo pochi giorni prima del cenone della notte di Natale e che, quando lo invitano, gli chiedono come prima cosa che fine abbia fatto quel bell’accappatoio.. ops.. vestaglia da camera bordò che tutti tanto gli invidiavano tempo fa…

 

No.. non è decisamente lui.. ed è bene che i bambini sappiano, una volta per tutte, che se Babbo Natale arriva con la slitta trainata dalle renne, è sempre con quella slitta che se ne torna via in verticale e non orizzontalmente sulla barella di un’autoambulanza del Pronto Soccorso per un'improvvisa infiammazione del nervo sciatico, causata da uno dei bambini che gli si è attaccato addosso come un gatto nero (e che, oltre a Babbo Natale, manda in ospedale - chissà com’è - pure lo zio sventurato…)

 

Se però dobbiamo scartare questa pista, allora cosa o chi ci rimane? Potremmo dire "nessuno" e chiudere la faccenda affermando, con buona pace delle tradizioni e delle credenze popolane, che Babbo Natale non esiste.. oppure potremmo concludere che rimaniamo noi.. noi e i nostri sogni.. sogni che da bambini si sono fatti grandi e che ci hanno accompagnato e tenuto per mano per tutta la vita… bei sogni… speranze.. aspirazioni.. proiezioni del nostro io che si fanno concretezza e che fanno battere forte il cuore di questa sagoma ideale, che prende corpo e vita giorno dopo giorno, sotto i baffi e la folta barba avvolta in un pastrano rosso… una figura buona e generosa che regge le redini di un avvenire incerto, che solo gli uomini possono rendere migliore… un futuro ricco di pacchi e casse colme di doni ed ogni ben di dio… le uniche casse che ci auguriamo possano arrivare sotto le feste..

 

Io propendo per questa seconda ipotesi… Babbo natale siamo Noi!!

 

Dedicato a tutti voi che state conoscendo oggi la cassa integrazione… giusto quella cassa che non dovrebbe mai arrivare sotto le feste... Che le nostre voci e il calore del nostro affetto giungano fino a voi per riscaldarvi in questo freddo Natale come una calda e morbida coperta di Linus…

venerdì, 27 novembre 2009

Norizie falsh su 'Mascarpone'

MASCARPONE..

 

                    … ALLA FIERA INTERNAZIONE DEL LIBRO DI GUADALAJARA (MEXICO)

 

mexico.jpg

 

Dal 28 novembre al 6 dicembre l’Italia sarà ospite della Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara in Messico, presso lo showroom Expo Guadalajara. Si tratta del principale appuntamento culturale dell’America Latina e del più importante evento editoriale in lingua spagnola.

 

Dall’editoria all’arte, dallo spettacolo all’architettura, dal design all’enogastronomia, la partecipazione italiana mescolerà linguaggi e contenuti in un abbraccio ampio del made in Italy e della italianidad - di cui l’America Latina è ampiamente intrisa – in modo da promuovere in maniera qualificata, festosa e aggiornata, a partire dal libro, la conoscenza e l'apprezzamento della nostra cultura all'estero.

Si prevede che parteciperanno all’evento più di 600 mila visitatori e circa 1.900 case editrici provenienti da 40 Paesi, il tutto su di un'area di 8,6 ettari. Tra le case editrici italiane sarà presente anche Il Filo e.. udite udite.. tra i titoli che la Casa editrice presenterà, ci sarà pure il mio semi-serial thriller “STORIA DI MORTE, RICOTTA E MASCARPONE”!!

 

 

… A PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI – FIERA NAZIONALE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA

 

piu_libri_piu_liberi.jpg

 

Dal 5 all’8 dicembre, appuntamento al Palazzo dei Congressi a Roma per ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, nata nel dicembre del 2002, che accanto all’esposizione di oltre 50mila titoli proporrà un programma culturale ricco di convegni, incontri, presentazioni e performance. Tra le case editrici, ancora una volta Il Filo e tra le opere presenti il mio ‘MASCARPONE”!! E ci sarò anch'io il pomeriggio del 6 dicembre!!

 

 

…ALLA FIERA DEL LIBRO DI MORLUPO (RM)

 

 

fiera_libro_dic09.jpgAppuntamento il prossimo 7 dicembre alle 17.30 presso la sala multiuso della Piazza Armando Diaz (piazza principale) di Morlupo, dove in occasione della ‘Fiera del Libro’ organizzata dalla libreria Albatros, presenterò ‘Mascarpone’ e.. non solo!! Ci saranno tante altre cosine molto divertenti!!!

Il 28 novembre al Kursaal Kalhesa di Palermo con Navarra Editore

giri di parole.jpgAmici vi ricordo l'appuntamento con Navarra Editore del prossimo 28 novembre al Kursaal Kalhesa di Palermo per festeggiare i due anni d’attività della casa Editrice a Palermo.

 

Dalle 17.30 alle 20.30 si alterneranno sul palco in una sorta di maratona letteraria scrittori, giornalisti, personalità del mondo della cultura, dell'economia e dell'impegno sociale e tanti tanti amici in Sicilia ed in Italia.

 

Un mix di molte cose: video, interviste, spazi musicali. Ed in conclusione la premiazione del concorso letterario nazionale 'Giri di Parole 2009'. " a cura di Bice Agnello e Gian Mauro Costa, presidenti di giuria. Saliranno sul palco i 15 autori dei racconti premiati, pubblicati nell'antologia "Parto, vieni via con me" e tra questi ci sarò io col mio racconto “Lo stretto indispensabile”!!

giovedì, 26 novembre 2009

Il video dell'intervista ad Andra Fiore a 10Libri

Ecco il video della divertente intervista stile Le iene ad Andrea Fiore, andata in onda lo scorso 24 ottobre a ‘10Libri’, programma di Viva L'Italia Channel, ch. 830 della Piattaforma SKY.

Andrea ha parlato di sé e del matto semi-serial thriller 'Storia di morte, ricotta e mascarpone', il giallo demenziale, edito da Il Filo Roma, che ha dissacrato il genere noir e la lingua italiana 'all inclusive'!!

 

Link alla pagina dell’Autore sul sito dela Casa Editrice: http://www.ilfiloonline.it/shop/product_info.php?products...

martedì, 17 novembre 2009

Agente 'secreto' zerozero-muco: la spia che non fiutava - 3^ p.ta

ragazza orecchino2.jpgStewart Svenson se ne stava muto e come pietrificato al cospetto di Smitherson. Stavolta l’aveva proprio combinata grossa. A causa del suo errore madornale era saltata in aria l’intera città di Pechino e - cosa ben più grave almeno per lui - il gatto del capo, che per una strana ironia della sorte albergava da quelle parti giusto in quei dannatissimi giorni.

Sapeva già che quel felino dallo sguardo stupido e assente avrebbe popolato i suoi incubi chissà per quanto tempo e non solo quelli ad occhi chiusi, ma soprattutto quelli ad occhi aperti, giusto come quello che stava vivendo ora sulla sua pelle tra le quattro mura tetre dell’ufficio di Smitherson.

“Ascoltami bene, Stewart” – sbraitò Smitherson, tagliando pelle e ossa quella spessa coltre di silenzio che si era creata tra di loro ormai da troppi minuti.

“S-sì..” – annuì preoccupato Stewart – “sono tutto orecchie capo”

“E’ proprio questo il guaio!!” – commentò l’altro con una spessa patina di rassegnazione mista a depressione cronica. – “Il guaio è che sei tutto orecchie e niente cervello, agente Svenson!!”

“Ehm.. cervello?!?” – ripeté Stewart meccanicamente, con uno sguardo da ebete imbranato.

“Ecco, vedi? Non sai nemmeno cosa sia il cervello!!” – inveì l’altro. Poi, tentando di recuperare la calma, proseguì con tono più pacato – “Cerca di applicarti alle mie parole.. se non capisci, fermami.. chiedi l’aiuto da casa, apri un forum, ma fissa bene questi tre o quattro concetti che stanno per uscire dalla mia bocca!!”

“Capo.. ehm.. giuro che lo farò”

“Seee.. e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò..”

“Coo..saaa?!?”

“Non farci caso” – lo rassicurò Smitherson – “sono le stronzate che di tanto in tanto mi mette in bocca Fiore quando comincia ad annoiarsi! Dunque.. a noi!!”

“A noi!!” – urlò Stewart drizzandosi all’istante come un palo, mentre sollevava un braccio in avanti e batteva forte i tacchi.

“No.. non ‘a noi’ in quel senso nostalgico lì!! – lo bloccò Smitherson – “Riiip..poso!! Ecco la tua missione.. un pericolosissimo gruppo eversivo che vorrebbe che le crêpes fossero preparate con uova di struzzo e che venissero servite ai clienti in loculi sotterranei dove potrebbero ficcare solo la faccia per mangiarle a testa in giù..”

“Uhm.. un movimento religioso.. “ – commentò Stewart

“Credo di sì” – annuì l’altro – anche perché nel volantino che ci hanno fatto avere non minacciano, ma ‘pregano’ perché siano distrutte tutte le uova di gallina e le galline dell’intero pianeta entro domani pomeriggio..”

“Sennò?!?”

“Esattamente alle 22.31 faranno saltare in aria Bangkok..”

“Perché e 31?”

“Sono fanatici.. s’attacano al minuto!!!”

“E noi che possiamo fare?” – fece Stewart perplesso – “Anche volendo organizzarci da ora, non credo che potremmo farcela a sterminare tutte le galline e le uova in circolazione entro le 22.31 di domani.. Dovremmo mobilitare di tutto.. l’esercito, le forze dell’ordine, la polizia giudiziaria, i vigili urbani, la forestale, la banda municipale e poi.. se ci sfugge qualcosa.. anche un solo uovo o una gallina..  Bangkok s’affuma comunque? C’è una percentuale sotto la quale viene ci riconosciuta una franchigia? Che dice il volantino?!?”

“Macché sterminio e sterminio, Svenson!! – lo interruppe Smitherson bruscamente – “Noi dobbiamo disinnescare il meccanismo di controllo a distanza delle atomiche collocate a Bangkok!!”

“Ehm.. come?”

“Qui entri in gioco tu, caro mio..” – lo infilzò Smitherson – “devi guardare sotto la ragazza col turbante, meglio nota come la ragazza con l’orecchino di perla..”

“Ah no, capo!” – indietreggiò Svenson rapidamente – “io non ci guardo sotto le gonne delle ragazze e poi, magari è minorenne e io passo pure i guai per pedofilia!!”

“Tu sei matto Svenson..” – lo riprese Smitherson – “devi guardare sotto il quadro della ragazza..”

“Di quando in qua le ragazze hanno un quadro di controllo sotto? Ma che è una nuova release per PS3?!? Non sanno più cosa inventarsi questi cyber-pornocrati!!”

“Ma come parli Stewart.. freeeeena!!!” – lo bloccò l’altro – “la ragazza col turbante non ha, ma è un quadro di Jan Vermeer e sai dove si trova???”

“Aia!!!”

“Woow, è giusto!!” – esultò Smitherson.

“Giusto? Cosa?!?” – chiese Stewart perplesso.

“Esiste un dio!! Hai dato la risposta giusta.. l’Aia.. è lì che si trova il quadro.”

“Ah.. è così? Bene.. io dicevo alle zanzare.. comunque..”

“Aaarrggghhh!! Esiste un dio?!?” – urlò Smitherson – “se esiste è di certo molto impegnato lontano da qui!! In poche parole.. devi penetrare nel museo di Mauritshuis subito dopo la chiusura e senza che nessuno lo sappia. Non avvertiremo neanche la sorveglianza perché temiamo che potrebbero esserci degli infiltrati. Sarai solo, tu e la tua.. abilità. Dovrai arrivare al quadro, staccarlo dalla parete e disinnescare il congegno a timer di controllo a distanza collocato a muro. Tutto chiaro???!!!???”

“Direi di sì, capo” – rispose deciso Svenson – “State tranquillo.. questa volta non vi deluderò.. ho il quadro chiaro!!” -- > To be continued

sabato, 14 novembre 2009

Grazie a tutti voi nasce il primo elenco delle librerie in cui c'è 'Mascarpone'!!

cop_storiadimortericottaema.jpgRingrazio di cuore tutti, librai e lettori, per l'immenso supporto datomi nello sforzo di stilare un elenco di librerie ed edicole del territorio italiano in cui è certo che il libro c'è!! Di qui il nome del progetto (stile urlo della piccola vedetta lombarda): 'Io l'ho Vistooooo!!".

Pubblico questa prima lista di librerie/edicole che hanno risposto al mio 'help' qui su Strudelone e sul mio ring "Strudy & Friends" (
http://strudyfriends.myblog.it)

Ovviamente, continuate così!! I librai, fatemi sapere se avete preso 'Mascarpone' nella vostra libreria; tutti gli altri, se e dove l'avvistate..
Un affettuoso saluto e a presto, Andrea :O)

Untitled 13.jpg
Ed ecco a voi.. l'elenco aggiornato al 14 novembre 2009!!


Bologna

 -        Galleria Libreria Donati via Roma 66,  Crevalcore (BO)

  

Catania

-        Librerie Cavallotto di Corso Sicilia e Viale Ionio

-        Libreria Voltapagina di via F. Crispi 235

-        La Senorita di Corso Italia e via Trieste 39 Giarre (CT) 

   

Cuneo

 -        Libreria Confabula P.zza Carlo Emanuele I, 19 Vicoforte (Cn) 

  

Gorizia

 -        Ubik Gorizia corso verdi 119   

 

Olbia-Tempio

-         La Libreria dell'Isola

                            ° Corso Umberto I, 154

                            ° Via Nazionale, 48 - Palau 

                            ° Via S. Pietro, 22 - Arzachena

                            ° Corso Vittorio Emanuele, 14 - La Maddalena

 

Matera

 -        Libreria Mondadori Via Del Corso, 12

 

Messina

-        Libreria Ciofalo, Piazza Municipio, 35 Messina 

-        Libreria Bonazinga, Via dei Mille, 119 Messina

 

Napoli

-         Libreria Monadori, via dei Mille, 78

 

Norcia

 -       Geosta Trekking E Libreria Via Foscolo, 10

 

Palermo

-        Feltrinelli nelle sezioni ‘Gialli – lettera F e 'Voci dalla Sicilia', via Cavour 135

-        Mondadori Multicenter Via Ruggero Settimo

-        Flaccovio Via Ruggero Settimo, 37

-        Edicola libreria Cotroneo s.a.s P.zza Giulio Cesare interno Stazione Centrale

-        Edicola di Seidita Vito, via Leonardo da Vinci 269

-        Kalòs di viale XX settembre

-        Voglia di Leggere di via Pacinotti

-        Mercurio via Roccaforte

-        Pegaso  via E. Notarbartolo 91/F

-        Libreria Sciuti via Sciuti Giuseppe, 91/F 

-        Libreria Tramontana Via dei Nebrodi, 61‎

  

Pistoia

-        Fahrenheit via P. Antonelli, 35

  

Ragusa

-        Libreria Del Corso, Corso Umberto I, 139 Modica (RG)

 

 

Roma

-        Libreria Il Filo via Basento 52/e

-        Libreria Albatros Piazza A. Diaz 18 - 00067 Morlupo (RM)

-        Librerie circuito ARION Roma:

           ° CINECITTA’ DUE – Centro Commerciale Cinecittà 2

           ° ERITREA – Viale Eritrea 72 f/g – m/n

           ° EUROMA 2 – Centro Commerciale Euroma 2

 

           ° PORTA di ROMA – Centro Commerciale Porta di Roma

 

           ° PRATI – Via P. da Palestrina 1 (Piazza Cavour)

 

           ° TIBURTINA – Via Tiburtina 543

 

           ° VIAVENETO – Via Veneto, 42

 

           ° VITA&PENSIERO – Policlinico Gemelli

 

Torino

-        Mondadori di Rivoli, Via Fratelli Piol 37/D Rivoli (TO)

-        Libreria FNAC di via Roma – Torino

-        Libreria Paravia di via Garibaldi - Torino

  

Trapani 

 -        Libreria del Corso - Corso Vittorio Emanuele, 61