venerdì, 09 novembre 2012

Alla ricerca dell'acca perduta - 6 p.ta

Racconto di Andrea Fiore per bambini piccoli, grandi ed extra-grandi, dedicato agli stupendi ragazzini di una 5^ elementare di qualche anno fa. Disegni di carla Federico e Alessandro Romeo

[continua dal 27 luglio 2012]

 arca, ragazzi, racconto, predatori, arca perduta, acca, ricerca, gnomi, fate, fiabe, risate, bambini, comico, demenziale, virgilio “Bando alla ciance” – tagliò corto la megera – “sulle carte è scritto che la libertà dei ragazzi è legata a filo doppio alla risposta d’una principessa e qui di principesse ne abbiamo ben tre a disposizione..”

“Spara la domanda allora” – disse perentoria Altezzosa – “voglio essere di ritorno a casa per domani per la puntata conclusiva di “Amici”..

” S’abbassarono d’un tratto le luci e si udirono in sottofondo le note della musichetta inquietante di millionaire.. la vecchia con un pluff si ritrovò in doppio petto con un librucolo dei quiz in mano e le tre principesse in abito da sera décolleté sotto faretti incandescenti puntati loro contro come temibili missili Scud.. La vecchia aprì molto lentamente il libro.. fece scivolare il dito indice in lungo e in largo sulle pagine e alla fine si soffermò su di un rigo che aveva tutta l’aria di riportare la fatidica domanda..

 “Sparo???” “Spara!!” – risposero all’unisono le ragazze.

“Ebbene, la domanda è la seguente: ‘Settanta mi dà ottanta e la metà di ottanta è quaranta, allora quaranta può dirsi uguale a trentacinque?’”

“Ma perché settanta mi dà ottanta?” – ragionò Altezzosa – “settanta è settanta e ottanta è.. è il doppio di quaranta e quaranta a sua volta poco ha a che vedere col trentacinque che… Oddio, mi sembra d’impazzire, io non ci capisco più niente!!!”

“Ma è semplicissimo” – affermò tronfia Vanitosa – “è un fine ragionamento basato sulla bellezza del suono dei numeri.. basta soffermarsi un po’ a pensare ed ecco.. ecco che.. Oddio, non ci capisco niente neanch’io!!!”

“Rimani solo tu” – fece la vecchiaccia raggiante, mentre già pregustava la sconfitta delle sue ospiti ad opera di quel suo subdolo e inestricabile indovinello.

“Io non conosco la risposta” – disse saggia con consapevolezza ed estrema umiltà – “preferisco quindi starmene in silenzio chiusa nel mio dolore e piangere per i miei amici..

” Pronunciate che ebbe siffatte parole, s’alzo come dal nulla dentro la capanna un vento talmente forte che fu come se un intero consorzio di tornadi ed uragani si fosse dato a quell’ora appuntamento tra quelle quattro mura sgangherate.. il vento crebbe e crebbe e crebbe ancora… al punto che i presenti rimasero, sebbene per pochi minuti, accecati da tanta furia.. bastarono però quegli attimi per generare un vero e proprio miracolo!!

Quando infatti poterono riaprire gli occhi uno scenario completamente nuovo ed inaspettato apparve loro.. le mura della capanna avevano ceduto il posto alle pareti ricoperte di pregiati arazzi di uno splendido castello e la vecchia megera si era trasformata in una dolce, piccola, deliziosa vecchietta molto somigliante alla maga Gudda.

“Congratulazioni ragazza mia..” – disse sorridendo la vecchietta – “hai interrotto un malefico incantesimo che durava da secoli e secoli.. sono finalmente libera e di nuovo buona come mia sorella Gudda.. Ce l’hai fatta principessa Saggia, hai dato la risposta giusta!! “Ma io veramente.. sono certa di non averne data alcuna” – rispose candidamente la ragazza, mentre guardava incredula lo scenario meraviglioso tutt’intorno e scorgeva gli occhi esterrefatti delle altre – “come posso aver generato tutto ciò con una ‘non risposta’?”

“Credo che la persona più indicata per una spiegazione sia il principe Pellicolino” – fece la vecchietta, indicando con l’indice il ragazzo tra la terna dei suoi ex ostaggi – “lui adesso dovrebbe aver capito tutto”

“Credo di sì” – rispose Pell commosso – “credo d’aver capito..

”Il principe s’avvicinò al forziere e con un gesto della mano sfiorò leggermente le catene che lo avvolgevano e quelle si dissolsero come neve al sole, rendendone finalmente libero il contenuto.. una maestosa lettera acca, che balzò vispa sulla spalla del ragazzo per sussurrargli all’orecchio... “Ssssshhhhh… il silenzio a volte è d’oro..”.

“Eccoti al fine letterina” – sorrise raggiante Pell – “è giusto questa la formula che mi consegni e che renderà felice per il mio tramite il mondo intero.. Il mondo non ha bisogno di parole, se queste sono dette alla rinfusa e senza senso.. al contrario, gli occorrono silenzi, umili e coscienziosi silenzi, in tutti i casi in cui le parole sarebbero superflue o inutili o addirittura pericolose..

” Detto ciò Pell si avvicinò a Saggia, la prese per mano e proseguì – “Tu, Principessa, col tuo silenzio hai mostrato la tua modestia e la consapevolezza dei tuoi limiti, hai manifestato rispetto e profonda sensibilità nei confronti dei tuoi amici e dolore per la tua incapacità di poterli salvare e.. questo è bello.. questa è la formula che cercavo.. questo è un valido schema sul quale impostare la mia vita e quella del mio popolo..

” Pellicolino, dopo qualche tempo, divenne sovrano del suo popolo e regnò per tanti anni. Il suo regno fu sempre baciato dal sole e dalla fortuna e lui davvero passò alla storia… Vi passò come un re saggio, onesto ed umile, un re che conosceva i suoi limiti, che sapeva parlare ed ascoltare, mettersi in gioco e cambiare i suoi punti di vista e le sue opinioni.. un re che sapeva stare in silenzio quando le parole sarebbero state superflue o inutili o addirittura pericolose..

Pellicolino fu felice ed eternamente innamorato d’una principessa Saggia che gli aveva suggerito la giusta via.. e fu geloso custode di una stupenda lettera muta che tenne ben salda nel cuore, nella mente e in un forziere libero da catene…

E come sempre si suol dire in simili circostanze da favola… vissero tutti felici e contenti! Ed io? Eternamente criticata e bistrattata!!! Col cavolo che la racconto ancora una storia come questa!!!

FINE :-)

venerdì, 27 luglio 2012

Alla ricerca dell'acca perduta - 5 p.ta

Racconto di Andrea Fiore per bambini piccoli, grandi ed extra-grandi, dedicato agli stupendi ragazzini di una 5^ elementare di qualche anno fa.

 

Disegni di Carla Federico e Alessandro Lo Meo 

 

[continua dal 23 aprile 2012]

 

arca, ragazzi, racconto, predatori, arca perduta, acca, ricerca, gnomi, fate, fiabe, risate, bambini, comico, demenziale, virgilioIn quattro e quattr’otto ed in modo del tutto rocambolesco le tre principesse Altezzosa, Saggia e Vanitosa, insieme alle tre damigelle loro fedeli servitrici, Svampita, Silenziosa e Distratta, furono spedite in una sorta di ‘mission impossible’… I regnanti, infatti, pensarono bene che, mettendo in campo un tre per uno, sarebbero state maggiori le possibilità che una principessa riuscisse ad avere la meglio sulla diabolica megera e riportasse a casa sani e salvi i tre sotto sequestro..

 

Erano le tre e mezza del mattino quando le fanciulle si misero in cammino a cavallo (si fa per dire) di grossi muli che le avrebbero condotte alla capanna della maga Brut…

 

“Ragazze, potevate anche starvene comodamente a casa a dormire” – fece Altezzosa, rivolta alle altre due principesse, appena montata sul mulo -. “Sappiamo tutti fin troppo bene che la classe non è acqua e che io sono piena di classe e quindi di acqua e che se io faccio acqua.. ehm, insomma.. io sono meglio di voi ed è altrettanto certo che salverò io i ragazzi… Chiaro?”

 

“Chiaro” – confermò serenamente Vanitosa – “anzi direi proprio chiarissimo, nonostante sia stata tu a spiegarlo, cara… Peccato che io non condivida, perché, vedi, non esistono bellezza e grazia e nobiltà e dolcezza superiori alla mia.. Sarò dunque io ad avere la meglio..”

 

“E tu cosa ne pensi Saggia?” – chiese Altezzosa alla terza principessina che se ne stava in silenzio senza fiatare a cavalcioni del suo mulo..

 

“Penso che le vostre damigelle dovrebbero smetterla una volta per tutte di prendere in giro la mia Silenziosa” – le apostrofò Saggia – “lei sta zitta e non reagisce perché è buona ed educata, non perché sia scema!!”

 

“Ma guarda un po’” – bisbigliò la damigella Svampita all’orecchio di Distratta – “ha fatto bene a precisarlo.. e noi che pensavamo che fosse solo scema..”

 

“Noi chi?” – chiese Distratta, come se si fosse collegata in quel preciso nanosecondo – “che ci facciamo a cavallo d’un mulo e.. chi è la sciocca di cui parli?”

 

“In questo momento, credo che ci sia quanto meno un ex aequo – spiegò Svampita – “però, se t’impegni ancora un po’, continuando con costanza come stai facendo, potresti anche essere tu a spuntarla e  salire sul podio della medaglia d’oro..”

 

“Che bella comitiva che siamo!” – commentò Saggia – “stiamo qui a dire baggianate e non pensiamo minimamente a come dovremo affrontare la maga cattiva”

 

“A che serve pensare..” – rispose Altezzosa – “inventerò qualcosa all’istante.. sono troppo elevata per pensare a progettare come difendermi da un essere inferiore come la vecchiaccia..”

 

“Io penso invece che la travolgerò con la mia immensa bellezza..” - aggiunse Vanitosa – “deporrà le armi abbagliata dal mio splendore..”

 

“Io ho paura..” - ammise con tristezza la principessa Saggia – “paura d’essere sopraffatta dalla perfidia e dalla cattiveria di quella vecchia… paura di non farcela a salvare i nostri amici… paura!!”

 

Si era fatta quasi sera e tra la penombra degli alberi apparve agli occhi stanchi delle sei ragazze una luce alquanto fioca, proveniente da una capanna diroccata.. il rifugio della vecchia Brut…

 

Decisero di comune accordo di avvicinarsi e di tentare un approccio civile con la vegliarda..

 

“Salve buona donna..” – esordì Altezzosa

“Ehm.. forse questo non è l’incipit migliore per intavolare una salda e duratura relazione d’amicizia con una donna” – fece notare Saggia.

 

“Chi siete” – ruggì la vecchia vistosamente infastidita – “possibile che questa strada oggi sia frequentata peggio che un autogrill in pieno ferragosto!!!”

 

“Siamo tre principesse ed anche molto curate” – esordì Vanitosa.

“Curate? Perché siete state male?!?” – urlò Brut mentre scappava a rinchiudersi in casa – “Non m’attaccherete mica qualche strano malanno?!?”

 

“Macché malanno” – la tranquillizzò Saggia – “siamo tutte sanissime, ma molto tristi, perché tu tieni rinchiusi in casa tua tre giovani nostri amici, che vorremmo rivedere liberi..”

 

“Certo che perdete punti uno dopo l’altro in caduta libera voi tre” – sottolineò la vecchia – “ora siete pure amiche intime di quei tre stupidotti”

 

“Ah, pure voi li conoscete così..” – rifinì il tutto la damigella distratta. ----- > To be continued

giovedì, 03 novembre 2011

'Alla ricerca dell'Acca perduta' di Andrea Fiore diventa un audio-racconto!

Grazie agli Amici di Narralibri e alla stupenda voce di Chiara Sparacio, la mia fiaba per bambini e non "Alla ricerca dell'Acca perduta" è ora un audio-racconto!!!

Clicca sull'icona per ascoltare. Buon divertimento, Andrea :O)


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martedì, 22 marzo 2011

Alla ricerca dell'acca perduta - 1^ p.ta.

Racconto di Andrea Fiore per bambini piccoli, grandi ed extra-grandi, dedicato agli stupendi ragazzini di una 5^ elementare di qualche anno fa.

Disegni di Carla Federico e Alessandro Lo Meo

 

acca1.jpg

 

La storia che sto per raccontarvi ha dell’incredibile ed io stessa stenterei a crederci, se non fossi stata presente in tante occasioni ed episodi ad osservare… Sì, so bene cosa si pensa e si dice di me in paese.. che sono una cortigiana impicciona, burlona e un po’ bugiarda e che a tutto ciò che dico bisogna sempre sottrarre una tara consistente, ma.. come si suol dire.. prendere o lasciare.. io conosco la vera storia e nessun altro…

*  *  * 

Tutto ebbe inizio la mattina in cui il principe Pellicolino si mise in testa che avrebbe dovuto realizzare qualcosa di incredibilmente grande, tanto grande e maestoso da farlo passare alla storia e cominciò a dare il tormento ai suoi due fidi compagnoni..

Ragazzi, così proprio non va!!” – disse il principe sbuffando rumorosamente – “io voglio passare alla storia!!”

“Fossi in te non mi preoccuperei di questo Pell” – disse il fedele servitore Allumin – “alla storia, come alla geografia e matematica passerai di certo.. è in condotta che ti vedo messo male!!”

“Ma che dici.. ho fatto sempre belle figure..” – argomentò il principe.

“Più che ‘fatto’ direi ‘scambiato’ e non erano ‘figure’, ma ‘figurine’ dei gladiatori dell’album bocconcini..” – replicò lesto Allumin.

“Ma vogliamo metterci a sottilizzare su queste tematiche di secondaria importanza?!? – Replicò Pell – “voglio fare qualcosa di veramente importante, tanto importante da passare alla storia!!!”

“Io un’idea ce l’avrei” – esordì Cartaforn, che fino a quel momento se n’era stato in disparte, nascosto in un angolino buio della stanza – “chiediamo al folle del villaggio.. magari lui qualche dritta ce la dà..”

“E già..” – fece il principe – “mi sembra un’ottima idea, come ho fatto a non pensarci io stesso.. ci occorre uno spunto da qualcuno che ci superi e il folle del villaggio certamente è ‘oltre’..”

“Ok, allora muoviamoci subito..” – fece Cartaforn contento per aver colto nel segno – “so dove trovarlo… che ne dite d’andare in moto? C’è una bellissima giornata di sole!”

“Ma che moto e moto..” – obiettò il fedele Allumin – “ma vi siete resi conto del secolo in cui viviamo.. le moto non sono state ancora inventate!!!”

“Giusto” – confermò Pell – “e poi noi siamo in tre, non vorremo mica beccarci una multa!! Un sidecar, ecco cosa ci vuole.. un sidecar è perfetto per tre..”

Non so come, i tre montarono su uno sgangheratissimo sidecar e si spostarono, all’invidiabile velocità di crociera di 18,3 km orari circa, alla volta del folle del villaggio.. lo cercarono in tre, per mari e per monti, diviso deserti e praterie, meno collinette e vallate sterminate e.. alla fine.. “Eccoti qui… folle della malora.. ti abbiamo trovato!!”

“Quanta grazia, tutta in una volta” – rispose il matto gongolante e tronfio – “un principe demente, il suo fedele servitore e un giovane scapestrato che perfeziona il tutto amabilmente.. ed io sarei il matto?!?”

“Come ti permetti?!’ Rivolgersi così a sua altezza…” – lo apostrofò Allumin – sei forse matto?”

“Io ‘sono‘ matto” – fece quello – “e tutta quest’altezza a quello lì non gliela faccio proprio.. ad occhio e croce sarà non più di un metro e un palmo, comprese le zeppe delle scarpe…”

“Ok..ok..” – tagliò corto Cartaforn – “abbiamo bisogno del tuo folle aiuto per capire quale impresa possa tentare il nostro principe per guadagnarsi la vita eterna nei libri di storia..”

“Uhm..” – fece il folle soprappensiero, se mai gliene fosse passato qualcuno per la mente – “la domanda che mi fai è molto complessa e non è facile darle una risposta, però…” – disse ruotando su se stesso per prendere da dietro le sue spalle un sacchettino di iuta, che aprì velocemente… “Ecco qui chi vi potrà aiutare…” --- > To be continued