martedì, 23 dicembre 2008
Il segno di Ozono - 1^ puntata
Nel 1820, l'attuale California era parte della Nuova Spagna, che due anni dopo si trasformò nel Messico indipendente. Oltre alla California, erano territori spagnoli anche l'Arizona, l’Ariauomo, l’Ariafritta e l’Ari-ari-ari-à, lo Utah, le scarpe con gli Utah, l’Utahìn e l’Anatrocl, il Colorado, il Bianconero, il Grigioscuro e il Grigiopirla ed infine il Nevada, che si staccò ben presto e che per questo prese appunto il nome di Menevada. In questi territori ed in particolare in California imperversava lo strapotere del Governatore spagnolo che seminava terrore e morte ogni dove e lasciava agli indigeni il compito di dargli l’acqua almeno tre volte a settimana, per far sì che crescessero e prosperassero rigogliosi (Ma cosa? Terrore e morte, non ti distrarre!).
Fu proprio in queste terre devastate dal pianto e dalla disperazione che era destinato a nascere, crescere e progredire un essere speciale, un uomo ritenuto un mito, un santo un eroe immortale ed invincibile, l’uomo che rubava ai ricchi per donare ai poveri, in regime di libera concorrenza con Robi Nud, il maniaco nudo che faceva le stesse identiche cose, ma in più spaventava anche le vecchiette e le ragazze in minigonna.
Ma andiamo per ordine e partiamo da quel giorno, quel fatidico giorno in cui Rinco de la Sega decise di fare una passeggiata per il viale principale di Parmistrano, la ridente cittadella californiana che era stata abitata dalla sua famiglia da almeno quattro generazioni.
“Ah-ah-ah” “ah-ah-ah” “ih-ih-ih” “ih-ih-ih” “eh-eh-eh, che ridereeee” “uuuuuuhh..aaah-ah-ah” (non sono mica convinto che una cittadella ridente si faccia così; a me sembrano tutti scemi..ndr).
Rinco percorse alcune centinaia di metri, togliendo almeno una ventina di volte il cappello per salutare a destra e a manca e solo quando entrambi finalmente gli ricambiarono il saluto, decise che fosse venuto il tempo di fermarsi e di bere qualcosa al saloon. “Jim” Fece Rinco alla volta di un barman talmente sfilzo che sembrava rinnovare di attimo in attimo il miracolo della vita.. “dammi qualcosa”. “Il solito qualcosa o vogliamo provare qualcosa di diverso” rispose l’altro, mentre con le mani mimava d’esser pronto a shekerare..“No, il solito qualcosa va più che bene, grazie” “ok, allora, diamoci da fare.. acqua, zucchero, anidride carbonica, acido ortofosforico, caffeina, estratti e aromi tratti dai semi di cola e.. mas-sìììì qualche fogliolina di coca non guasta il gusto… vediamo un po’.. che schifo di colore, sembra piscio… okkuueeiii.. un pizzico di caramello e voilà.. il gioco è fatto.. và che bel colore sfolgorante.. ecco il tuo qualcosa pronto, tutto per te Rinco..
“Mmmm.. che buona!!” Fece Rinco dopo averne assaggiato un sorso, dovresti brevettarla ‘sta cosa qui, non possiamo sempre chiamarla così, bisognerebbe dargli un nome”
“Bah..” – rispose l’altro – “piace solo a te e… ora che ci penso… anche ad uno strano tipo, una specie di venditore ambulante di sciroppi, che è passato di qui qualche giorno fa e che mi ha chiesto di passargli la formula… mi ha anche detto che la chiamerebbe cok.. col.. o giù di lì”
Alcuni spari improvvisi interruppero bruscamente quella interessantissima chiacchierata.. la gente era come presa dal panico e urlava fuggendo.. “gli spari.. gli spari sopra… sono per noi!!!”, ma Rinco non fuggì.. voleva capire.. rendersi conto di persona di cosa stesse realmente accadendo. Aveva sentito parlare di altri episodi del genere ed ora aveva finalmente l’occasione di vedere e sentire con i propri occhi e le proprie orecchie.. “Bernardo hai sentito anche tu?” chiese al fedele servitore che si fingeva sordomuto, ma che in realtà era solo muto e ci sentiva benissimo.. “Bernardo, hai sentito anche tu?” ripetè Rinco…”Bernardo… ehm … Bernardo.. ma qualcuno ha un copione qui… questo doveva solo fingere che non sentiva.. Bernardo.. non parla… non sente.. Bernardo.. quanti sono questi? Ok.. an plain.. pure cieco!!”
Nel frattempo fuori la strada si era popolata di loschi figuri a cavallo che si divertivano a saccheggiare e a mettere a soqquadro la città, lasciandosi dietro una scia di colore altamente tossico che fuoriusciva a getto da bombolette spray che tenevano saldamente in pugno (ma esistevano le bombolette spray nel 1820? Ma vuoi star zitto che non se n’era accorto nessuno.. sempre a rompere).
Questo scempio doveva cessare.. pensò Rinco tra sé e sé.. non era più tempo di starsene a bere bibite con quattro amici al bar e Gino dopo tutto se ne sarebbe fatta una ragione.. Sapeva di poter contare su validi aiuti tra il popolo, di avere la gente dalla sua parte.. il suo fido destriero Ambipur e Bernardo, l’abile maggiordomo sempre pronto a correre in suo aiuto.. “Vero Bernardooooo?!?”
Trasse dal fodero la spada e tracciò con un veloce movimento del polso il segno ‘OZ’ sul tronco di un albero, urlando a squarciagola “Tremate farabutti.. Ozono è quiiiiii”. A quel punto, un vecchietto che se n’era stato su di un dondolo buonino buonino fino ad allora, come risvegliato da un sonno profondo simile al letargo, sgranò gli occhi e disse.. “Azz.. Ozono è già qui.. devo essermi addormentato.. un’altra puntata persa della Carrà!” ------ to be continued
19:06 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: zorro, leggenda, demenziale, comico, ozono, risate | OKNOtizie |
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