venerdì, 02 gennaio 2009

Fuga da Alcaseltz – 1^ puntata

200px-A_Look_At_The_Life_Of_Prison.jpgNella notte fonda, tra pioggia e lampi terrificanti accompagnati da fragorosi boati… laggiù..  prima s’intravede, poi appare nitidamente, quindi svanisce come sommersa dalle onde in tempesta, la sagoma sinistra di Alcaseltz, la più spettrale e tenebrosa isola del bacino assieme a Ilo, Ischio e Pube… l’inquietante fantasma che scava e terrorizza la mente di ogni carcerato.. il luogo dove ci si augura di non dover mai approdare.. dal quale nessuno è riuscito a ripartire e, se mai è accaduto, lo ha fatto orizzontale, 5 lettere, cioè.. MORTO!

In realtà, c’è anche una parte destra della sagoma, immersa in un polmone di verde lussureggiante (anche se con qualche problemino respiratorio, trattandosi di un polmone solo, anziché due), continuamente baciata dal sole (profittatoremaniacodepressivo!!!), adibita a parco giochi, sala Bingo e Casino, dichiarata zona residenziale nell’ultimo piano edilizio comunale, con possibilità d’affitto d’appartamenti, ville e villette in multiproprietà (citofonare Giusy)… però.. magari ci si fa un salto durante le pause della ripresa… noi qui stiamo parlando della parte sinistra della sagoma.. ossia la lugubre e spaventosa sede del famigerato supercarcere di supermassima supersicurezza di Alcaseltz!!!

Era proprio lì che puntava la nave, mentre lui puntava a cavallo per cercare di limitare i danni… e mentre si avvicinava all’isola e poteva scorgerla meglio, sospesa minacciosa tra nuvole e mare, giurava tra sé e sé che non ci sarebbe rimasto a lungo, ma se ne sarebbe andato via presto e in verticale, 4 lettere... VIVO!

Philip Morris, detto anche stecca per motivi che ora sfuggono, approdò sull’isola una fredda notte di gennaio del 1960, inizialmente come non famoso, e fu sbattuto in cella da un anonimo secondino, senza filtro e con un poderoso calcio nel fondo schiena…

“Benvenuto ad Alcaseltz, Morris…” - pronunciò l’uomo in divisa, mentre chiudeva alle sue spalle una pesante porta in ferro, spessa almeno venti centimetri – “da qui non riuscirai ad evadere..” 

“Beh, magari mi riuscirà un tantino più difficile se chiudi me dentro la cella e ne resti fuori tu..” – Commentò Morris con sarcasmo alla volta del secondino che doveva aver fatto non poca confusione.

Le cose tornarono alla normalità nel giro di pochi secondi e Philip si ritrovò subito nella penombra di un gelido buco di cella, circondato da solide mura e pesanti sbarre metalliche. Strizzando gli occhi e stendendoli ad asciugare, poteva scorgere appena il volto pingue di quello che doveva essere il suo compagno di cella..

“E tu chi sei?” – chiese quasi mormorando – “Mi chiamo John Malox” – rispose l’altro, che se ne stava seduto su di una seggiola sgangherata.

 “Malox e Alcaseltz..” – borbottò Philip – “ma chi li scrive ‘sti testi, la Bayer Farmaceutica? Da quanto tempo stai qui dentro e che ci fai con quei guanti?” – “Saranno almeno dieci anni e ti assicuro che non si sta certo da re!” – rispose l’altro – “in quanto ai guanti, sto rientrando adesso dall’area di rigore e non li ho ancora tolti.. sapessi parate, avresti dovuto esserci!!”

Dopo quelle prime battute a scopo meramente conoscitivo, i due passarono in silenzio una decina di minuti, durante i quali Philip mirò e rimirò con attenzione e curiosità il compagno che gli era toccato in sorte come a voler trovare una soluzione adeguata alla domanda che gli attanagliava la mente.. come catalogare l’essere che aveva di fronte… uomo, cosa, animale o nome di città?

Alla fine decise di dare almeno una seconda change a Malox, rivolgendogli una domanda semplice semplice… “Come si passa la giornata qui?”

“Una noia tremenda” - rispose l’altro con voce triste e rassegnata – “poltrisci in cella oppure ti fanno girare a destra, a manca, per su e per giù senza una meta o una ragione ben precisa… il Direttore delle carceri poi è il peggiore degli aguzzini.. per non parlare degli aguzzini veri che, in quanto a ferocia, non sono secondini a nessuno!”

“Regna sovrano l’ottimismo eh? E quello.. lì in fondo.. chi è? Un aguzzino? Perché quei carcerati gli ruotano intorno e lo deridono?”

“ No, quello non è un aguzzino è solo una guardia ingiuriata..”

“Ok.. ok. Ci sarà pure un modo per uscire da quest’incubo.. tu cosa suggerisci..”

“Non saprei, non saprei proprio.. nelle altre carceri, quelle standard, è tutto così diverso; qui non puoi ricevere né visite né pacchi.. non arriva mai niente.. che so, un piccone nel panino, una sega mastersystem, un trenino lima.. insomma piccole cose, ma che ti aiutano un po’ ad evadere…”

“Già, capisco..” – rispose Philip perplesso – “qui ci vuole un bel piano”

“Un piano? Ma sei matto? Mica si può suonare qui a quest’ora di notte, ci sono orari ben precisi da rispettare per la musica live..”

“Dicevo un piano per evadere”

“Ah, ci sono, una piano come il cavallo di Troia, un piano di Troia, ecco.. ottima trovata.. però, per farci entrar dentro un po’ di gente, dovrebbe essere almeno un piano a coda.. oddìo, io odio le code.. non riesco mai a farle.. mi annoio a morte o mi addormento!!!”

“Prova a tenere quella boccaccia chiusa Malox della malora.. parli per un intero reggimento, per tutto il pubblico pagante di uno stadio alle finali di football americano.. per un… lasciamo perdere.. intendevo dire un piano-piano, non un piano-forte!!”

“Non ti scaldare Morris.. vuol dire che ci accontenteremo di questo pianetto di cui parli.. una pianolina da piano bar di periferia.. una di quelle pianoline con i tastini piiiiic..oliiii piiiiic..oliiii  ”

“Ho capito che è meglio non toccare certi tasti con te.. non ci pensare più Malox, ne riparleremo domani, magari con gli altri che stanno qui dentro, sperando che almeno quelli siano più…”

“Più?” – chiese l’altro.

“Più, Malox.. semplicemente ‘più’.. più sarebbe già un ottimo risultato, credimi…  Ora scusami, ma sono leggermente esausto… mi butto sul letto!”

“Io non sono tanto bravo sul letto” – commentò Malox – “tutte quelle pagine stracolme di lettere e spazi e lettere e ancora spazi e lettere.. credimi, mi s’incrociano gli occhi e il destro passa prima del sinistro.. sai come sono le regole della precedenza… insomma preferisco lo scritto.. scrivo qualcosa e mi rilasso”

“Sì, bravo Malox, ottima idea, scrivi qualcosa e rilassati” – concluse Philip – “e fa in modo che ciò che scrivi, rispecchi a pieno la tua mente.. solo spazi… ampi spazi, vuoti e sterminati!!!” ------- To be continued 

Commenti

E' talmente demenziale che ho riso dall'inizio alla fine! E sto ridendo ancora!

Scritto da: notimetolose | domenica, 04 gennaio 2009

Ahhh dimenticavo Buon 2009 Strudelone

Scritto da: notimetolose | domenica, 04 gennaio 2009

alè,coccarda blog del giorno!!!evviva!!!

Scritto da: laur@ | lunedì, 05 gennaio 2009

cosa significa la scritta nella barra:scrivi anche tu su strudelone?

Scritto da: laur@ | lunedì, 05 gennaio 2009

Mitico! mi ricorda quando ero prigioniero alla Cayenna, insieme a Giuseppe, detto Pepe... Non so perchè ma starnutivo in continuazione..... Riuscimmo ad evadere nascosti in due barili di kleenex usati: ci vollereo 3 anni per riuscire a scollarceli di dosso!

Scritto da: senile-dem | giovedì, 08 gennaio 2009

Hai visto Strudy che "Fuga da Alcaseltz" meritava!!!
Era troppo divertente....!! Oh di questa mi aspetto che ne sforni tante tante altre.
Già non vedo l'ora di sapere come va a finire a "Malox e Morris" nei prossimi episodi!
Continua così che vai alla grande!!!

Scritto da: Dampyr | sabato, 10 gennaio 2009

Quanti ricordi dentro quella vecchia scatola in soffitta.. dalle foto con gli amici a quelle coi parenti, passando per momenti più o meno divertenti ma comuni a tutti noi!
E chi ci pensava più…alla foto con i compagni di classe.. in tuta perchè il fotografo decideva sempre di venire il giorno in cui c'era ginnastica… alla quella della prima comunione.. in tunica bianca sulle panche della chiesa, dove sullo sfondo puoi intravedere i genitori del tuo vicino di posto… alla gita di classe di una intera giornata.. peccato che al ritorno non riuscivi proprio a ricordare cosa avevi visitato… alla prima scampagnata al prato con gli amici.. in bici, ma con il prato scelto la settimana prima matematicamente bagnato dalla pioggia che era scesa durante la notte… alla prima colonia estiva di una settimana al campeggio dei preti.. ovviamente con l'obbligo di pregare mattina e sera (!!!)… al primo capodanno senza genitori al mega party nel locale più in della zona, di cui ricordi solo i lividi per gli scivoloni sul pavimento impiastricciato di lenticchie e spumante.. alla tua festa dei 18 anni in disco.. dove circa la metà dei tuoi amici si sono ubriacati e hanno collassato nel cestino del gabinetto… alla laurea…
E ora… è forse arrivato il momento di crescere?!? E sì.. credo che sia giunto il momento.. ora che possiamo ridere dei ricordi e delle ragazzate e svelare ai nostri genitori persino i segreti più impensati d’allora.. Forse perché siamo cresciuti e ci stiamo impegnando affinchè quei magnifici anni che non torneranno mai più per noi, siano altrettanto memorabili per i nostri figli… perché non è affatto vero che quegli anni nessuno li ricorda, se oltre a rimanere chiusi in quella vecchia scatola in soffitta, rimarranno per sempre custoditi nel nostro cuore!

Scritto da: Lynni Maya | martedì, 27 gennaio 2009

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