martedì, 06 gennaio 2009
Tra il 5 e il 6 gennaio...
La casa di riposo “L’altra vita”, per anziani della terza e quarta età, era immersa nel silenzio più profondo ormai da qualche ora, quando si accesero le luci di una delle piccole finestre su al secondo piano..
“Ma che succede… cos’è tutto 'sto casino… chi ha acceso le luci?”
“Stai calma vecchiaccia” – tuonò una voce avvolta nella penombra.
“Brutta racchiona ottuagenaria con la scopa in mano.. chi sei.. la donna delle pulizie di Neandertal? Che ci fai qui a quest’ora di notte?!?”
“Tania, sono io, possibile che non mi riconosci?” – apostrofò un’anziana signora ricoperta di cenci, sbucata dal buio.
“Oh mio dio Genoveffa!!! Quasi ti preferivo avvolta nel nero più totale.. quanto sei brutta.. ma esisti in natura o sei il frutto della mia immaginazione perversa?”
“Mi sono truccata solo un po’, ma sono sempre io..” – proseguì l’altra, che, poggiata la ramazza alla parete, aveva preso a pettinarsi i lunghi e argentati capelli, passandoci sopra una spazzola a mo’ di rastrello – “hai forse dimenticato che oggi è il 5 gennaio… la notte tra il 5 e il 6 gennaio ti dice qualcosa?”
“Perché.. dovrebbe dirmelo?” – chiese Tania mentre con le dita si stropicciava infastidita e con insistenza gli occhi – “e se proprio deve dirmelo, deve farlo giusto ora, nel bel mezzo della notte? Non si può rimandare a domani mattina, che lo capisco meglio?”
“Brutta vecchiaccia intontita.. possibile che non ti entri in quella capocciona dura come il basalto… questa è la notte della Befana e …”
“Genoveffa” – apostrofò Tania – “non starai ricominciando con quella tua solita fissa.. la Befana non esiste e tu sei matta.. che cavolo, l’avevo quasi rimosso quest’incubo.. ogni anno la stessa storia!!”
“Ma che fissa e fissa.. dammi piuttosto una mano che è quasi mezzanotte… prepara dolcetti e carbone..”
“Che bello.. accendiamo la stufa?” – chiese Tania entusiasta.
“No, accendiamo il barbeque e ci arrostiamo su un centinaio di nodi di salsiccia per far fronte alle prime necessità della notte… sei contenta?” – replicò Genoveffa con sarcasmo.
“Buone le salsicce.. certo un po’ pesantucce a quest’ora di notte, ma come si fa a dire di no a una salsiccia…”
“E già, ora le salsicce fanno le avanches..” – incalzò Genoveffa – “e magari hanno pure la coppola nera di traverso e fumano il sigaro e allora sì che fanno certe proposte che non puoi ‘diviutare’... miiiizzziiicaaa..”
“Ma pure tu Genoveffa, che li porti a fare il carbone e i dolcetti?” – commentò Tania – “i giovani d’oggi sono avanti… vogliono ben altro… chiedono le playstation, le stazioni lunari, l’abbonamento decennale al campionato di football di serie A, le bambole gonfiabili..”
“Seee… il gioco del dottore illustrato a colori e il manualetto del piccolo regista porno!! Taniaaaaa…. sei completamente andataaaa? Tu il carbone ce l’hai in testaaaa.. un vero e proprio giacimentooooo!!!
“Peccato per l’ultimo strascico di vocale Genoveffaaaaaaaa, ti sei giocata la rimaaaaaaaa.. bastava dire ‘minieraaaa…’”
“Arrrggghhhh… basta!!! Facciamo presto.. stanotte fa pure freschetto e le ossa cigolano che è una meraviglia.. ahiii.. la cervicale.. ohiii.. i lombari… mmm… il bacino…”
“Pezzi di ricambio no eh? Solo dolcetti e carbone..” – inveì la solita Tania.
“Sì, sfotti sfotti… dovresti compiangermi.. la mia tournee inizia sempre a stagione finita, con mezzi di fortuna e finanziamenti praticamente azzerati..”
“Aahhhh.. la solita vecchia storia d’ogni anno… lo so che lo stai per dire vecchiaccia della malora!!”
“Certo che lo dico e lo sottoscrivo pure… Babbo Natale mi danneggia!! Quel bellimbusto bardato di rosso se ne va in giro a dicembre indisturbato e senza concorrenza per i cieli del globo a fare il bello e il cattivo tempo, felicemente trainato da renne obbedienti, tra polvere di stelle e musiche melodiose, il tutto senza sforzi.. sì, perché il medico glieli ha vietati gli sforzi.. massimo riposo e managerialità assoluta.. non fare tu, ma fai fare agli altri e fallo fare bene.. Vile sfruttatore d’animali.. e quelli del WWF che fanno, sonnecchiano? Conniventi!! Stupido panzone presuntuoso, a quest’ora sarà già lontano mille miglia a spassarsela alla faccia mia alle Bahamas con quel suo bel sorrisetto baffuto da ebete coglione stampato sulla faccia!!
“Solite beghe tra supereroi, eh Genoveffa?”
“Tieni chiusa quella boccaccia Tania!! Sfrecciaci tu come una saetta per i cieli di un gelido gennaio con un bastone tra le chiappe.. altro che comoda slitta e renne a dicembre!! E come se non bastasse, sono pure piena di debiti.. il 6 è giorno pari e per pura disgrazia la targa della ramazza è dispari e non ho ancora finito di pagare le multe dell’anno scorso per violazione della ZTL!!”
“Perché non gli fai l’impianto a GPL a sta ramazza così stiamo tutti più tranquilli?”
“So io per cosa l’utilizzerei una buona dose di gas, Tania.. però non ora.. purtroppo adesso devo proprio scappare.. dove ho messo le scarpe.. puah… ditemi se queste sono scarpe.. sembrano due fetide bucce di banana!! Tutta colpa di quella stupida filastrocca.. ‘la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e il cappello alla romana’.. se trovo chi l’ha scritta.. cosa stai nascondendo nel cassetto del comodino Tania?”
“Noooo niente.. appunti per la spesa di domani… finisco la strofa.. ehm.. la lista con calma domani mattina”
“Beh.. io sono pronta.. prendo la roba e vado”
La vecchia si mise rapidamente due sacchi a tracolla, balzò come un felino sulla scopa e dopo un piccolo lieve singulto, forse dovuto al doloroso impatto delle chiappe col bastone della ramazza, si sollevò dal suolo e imboccata la finestra schizzò veloce ed alta nel cielo.. “Addio vecchiaccia folleeee…”
“Ma che folle e folle… metti la prima che stai in salita!!” – urlò Tania accostando le imposte della finestra. Poi, osservando quella sagoma che si allontanava nel buio della notte fino a divenire un punto per poi sparire del tutto, commentò tra sé e sé.. “Per me è matta pure la scopa che crede d’essere volante.. speriamo soltanto che non decidano di rinsavire entrambe in volo..”
Era la notte tra il 5 e il 6 gennaio e come ogni anno una vecchietta artritica e cigolante portò a termine il suo ingrato compito.. sfrecciò per il cielo, tra la pioggia delle nuvole e la cacca degli uccelli, scaraventò dalle ciminiere calze stracolme di dolcetti e carbone, spezzò bruscamente il sonno ad intere famiglie, lasciò indifferenti migliaia di bambini viziati che avevano già avuto di tutto e di più da Babbo Natale…
Rimase ad aspettarla sveglia e pensierosa una vecchia amica, dichiaratamente incredula, ma tutto sommato complice di quella sua arcaica e inguaribile romantica ingenuità…
Buona Befana a tutti.. ai buoni, ai cattivi e soprattutto a chi gioisce ancora per un piccolo dolcetto o si rattrista per un pezzo di carbone…
01:36 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: befana, calza, carbone, 6 gennaio, epifania | OKNOtizie |
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Commenti
ma alla befana nessuno pensa?
Scritto da: laur@ | martedì, 06 gennaio 2009
;-) Ciao, finalmente ho trovato il tempo per leggere "tra il 5 e il 6 gennaio".
Come facevi a sapere che in questa notte sarei andata a trovare la mia "vecchia" amica Tania e che il mio pseudonimo è Genoveffa? Hai anche virtù divinatorie, oltre ad essere bravo a scrivere?
Mi sono divertita da matti e continuerò di certo.
Anzi, ti ho trovato su facebook e, udite udite, sono la tua terza FAN!!!!!
Ora coinvolgerò i miei amici di Facebook e no.
In bocca al lupo, sperando non faccia indigestione.
Bye bye
Rossella
Scritto da: Rossella | martedì, 27 gennaio 2009
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