giovedì, 19 febbraio 2009

La vera storia di SanRemo…

aureola3.jpgLa vera storia di SanRemo affonda le sue profonde radici nel XII secolo a.c., nella disfatta di Troia, una donna di facili costumi che un enorme cavallo di legno aveva fatto infiammare, dopo averla circuita subdolamente fingendosi a dondolo.

La leggenda vuole che Troia riuscisse a fuggire insieme a un certo Enea, detto anche Euratom, considerato lo scemo del villaggio per via delle sue continue farneticazioni su non ben specificate ricerche legate all’energia da fusione nucleare.. I due approdarono nel Lazio per separarsi subito dopo, perché Troia non riteneva all’altezza il cavallo di Enea, che anzi scherzosamente chiamava pony…  

L’uomo fuse irreversibilmente la testata e prese a girare in lungo e in largo il Lazio per fondarvi città sopra città, che denominò tutte indistintamente ‘comune denuclearizzato’ e tappezzò di segnaletiche a forma di triangolino giallo con sopra raffigurato un fulmine tranciato da una ics…

Racconta Virgilio.it, famoso portale degli dei, che la potente stirpe di Enea venne successivamente decimata per mano del malvagio Pirl Harbour, che costrinse Procrea, unica donna superstite della famiglia, a farsi vestale con voto di castità e correlata cintura di latta modello superblindo, nonostante la poveretta fosse già in menopausa avanzata ed in via di decomposizione..

Anche se Pirl infatti era certo che un qualsiasi mortale, dotato di un benché minimo istinto d’autoconservazione e con un briciolo d’amor proprio, si sarebbe guardato bene dal rivolgere una sola sillaba ad uno scorfano siffatto, volle ugualmente esagerare nella cautela.. come dire, la prudenza non è mai troppa!!! Commise però un imperdonabile errore nel focalizzarsi troppo sugli umani e tralasciando del tutto la popolazione divina ed in particolare l’incontenibile voglia fornicatoria multiplex di Marte, dio della guerra, che notoriamente, come un pesante macete, era solito passar libidinoso sopra ogni cosa, qualunque ne fosse il regno d’appartenenza: animale, vegetale, minerale frizzante o naturale!!!

La possente macchina bellica divina s’accoppiò così con l’ultima evanescente traccia di discendenza della stirpe d’Enea e dall’unione improbabile nacquero due gemelli, tutt’altro che uguali per fisico e temperamento.. gemelli diversi, cui fu dato il nome di Romolo e Remo..

I bimbi furono dati in affidamento ai Faustolo - leali servitori del malvagio Pirl – col compito di crescerli e d’avvisare il re  di qualsiasi eventuale stranezza nei loro comportamenti... I Faustolo segnalarono però le sole intemperanze belliche di Romolo, mentre di Remo si limitarono a dire che passava oziosamente le giornate canticchiando, ma non si sa ‘cosa’ e soprattutto ‘come’… Erano infatti una famiglia di sordi come una campana, dal primo all’ultimo, e questa circostanza, apparentemente insignificante, non fu di poco nocumento al mondo intero per quanto ne sarebbe derivato nei secoli a venire…

Quando Romolo e Remo crebbero e riuscirono a scacciare Pirl riappropriandosi del trono, nacque tra loro la questione di chi dovesse regnare e chi andarsene in esilio.. Decisero così di sfidarsi a singolar tenzone.. dapprima alle armi e vinse di gran lunga Romolo, poi nel canto e stavolta ebbe la meglio Remo, che con le sue melodie scandalosamente arcaiche e le stecche micidiali, finì col massacrare le orecchie dell’altro in poco più di una manciata di secondi..

Trovandosi in perfetta parità, i gemelli pensarono di misurarsi in campo neutro e scelsero allora le visioni premonitrici.. Avrebbe vinto chi avesse visto il maggior numero di uccelli.. Remo disse di averne visti sei.. Romolo il doppio.. “Io ne ho visti almeno 100”  - si udì provenire da una vocina dietro le loro spalle. Era la principessa sul pisello che venne però prontamente squalificata e allontanata per uso improprio di nomi d’animali da una giuria mistico-religiosa approntata all’istante tipo pronto pizza... Romolo ebbe quindi la meglio per un numero di uccelli pari al doppio rispetto al fratello, una volta ‘out’ la principessa, che comunque fu ugualmente felice di chiudere la giornata inaspettatamente a quota 102..  

Era l’anno 753 a.c. e Romolo fondò Roma. A Remo toccò invece andarsene in esilio verso nord... Pare che vivesse dei proventi del canto.. bastava minacciasse di cantare e la ciotola delle offerte era già colma e straripante… come d’incanto!!! Fu proprio grazie a queste sue doti innate che, nonostante ancora parecchi secoli lo separassero dalla nascita di Cristo, fu fatto in fiducia beato e, subito dopo, santo ad honorem, SanRemo, con la solenne promessa di non aprire mai più bocca per cantare…

Il santo approdò di lì a poco in Liguria e vi si stabilì per divenire il patrono della città che ancora oggi porta il suo nome.. Ogni anno, nel mese di febbraio, alcuni sedicenti cantanti, psicopatici delle note, borderline del pentagramma, scapigliati dell’acuto, psyco della scala musicale, vi si recano in pellegrinaggio per un numero di giorni variabili dai 3 ai 5 e pregano… pregano… pregano tanto, per ottenere di poter prendere un buon acuto, anche uno solo, per una volta almeno nella vita… Lui però non pare che si dia tanta pena per loro e che li ascolti più di tanto e purtroppo… si sente!!!

Commenti

Hai fatto bene a pubblicarla sarebbe stata una grande perdita!!!
Ma soprattutto ti devo fare i complimenti in ritardo per la genialata di "Er Riporter" è stupenda!
Ancora complimenTony!
Roberto

Scritto da: Dampyr | venerdì, 20 febbraio 2009

una vicenda avventurosa ed epica dove cultura e ironia si miscelano con la sapienza del grande narratore in una alchimia grottesca creando personaggi mimetici e di impatto....
bravooooooooooobravissimoooooooooo

Scritto da: Streghella4 | domenica, 08 marzo 2009

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