martedì, 24 febbraio 2009

Marcondì..rondì..rondella..

ronda3.jpgCi fu un tempo in cui le scuole elementari erano gravemente minacciate dal forte dilagare di maleducazione e bullismo. I poveri maestri, dal canto loro, privati completamente nel corso degli anni di qualsiasi mezzo realmente valido ed efficace per mantenere la disciplina, non riuscivano, nonostante il massimo sforzo e le buone intenzioni, a far lezione per gli scolari volenterosi, che come mosche bianche, si riducevano ogni giorno che passava.

Fu così che il Dirigente scolastico, convocato un consiglio d’istituto per direttissima, nottetempo e a porte chiuse, affrontò coi suoi collaboratori, del corpo docente e non, la drammatica situazione venutasi a creare. E convenuto unanimemente che bisognasse intervenire in maniera drastica e decisa, optò per il coinvolgimento degli stessi scolari nell’immensa e capillare opera di disboscamento e bonifica…

L’idea che prese piede e corpo a presa più che rapida fu d’investire di un ruolo più pregnante il migliore dei piccoli capoclasse secchioncelli cui di norma si affidava il compito di tracciare col gesso una linea in verticale alla lavagna per poi scriverci su, con altezzoso piglio delatorio, ‘buoni’ da una parte e ‘cattivi’ dall’altra. Il piccoletto avrebbe lavorato come una longa manus del governo scolastico per garantire l’educazione e la sicurezza nelle classi e si sarebbe avvalso, per l’espletamento degli elevati compiti d’intelligence affidatigli, di altri scolaretti che avrebbe selezionato lui stesso tra i più probi ed integerrimi.

 

Al gruppo, una volta costituito, fu dato il nome di ‘ronda’, su suggerimento del professore di storia cui era stato chiesto di trovare un appellativo neutro e privo di significative radici storico-politiche. Il Dirigente scolastico sottolineò che la ronda, nei suoi giri di perlustrazione per le sale e i corridoi dell’istituto, si sarebbe dovuta muovere senz’armi e nella piena legalità, per segnalare prontamente a docenti e non docenti eventuali fenomeni di malcostume.

 

Passarono i giorni e le settimane e tutto sembrava filare liscio come l’olio; la ronda percorreva e perlustrava meticolosamente ogni angolo dell’edificio con occhio vigile ed in base anche a semplici sospetti, anche se non sempre del tutto pienamente fondati, richiedeva l’intervento del governo ufficiale scolastico, che accorreva prontamente, come fosse un pompiere in stato dall’erta… Sennonché, un bel giorno con un ferocissimo comunicato di alcuni dei genitori, venne richiesto al Dirigente scolastico che fosse accostata, per par condicio, alla ronda del governo scolastico una seconda ronda, formata da bambini scelti stavolta dai soli genitori, col compito di vigilare sul corretto operato della prima ronda ed il potere di chiamare in causa gli organi docenti e non docenti nel caso avesse riscontrato la benché minima parvenza d’un abuso.

 

Passarono altri giorni e settimane e le due ronde così costituite cominciarono ad operare in regime di piena e spietata concorrenza tra loro ed ogni occasione era buona per accusarsi, vilipendersi e sbeffeggiarsi a vicenda.. Il più delle volte poi le richieste d’intervento erano fuori luogo e del tutto prive di fondamento e le forze ufficiali del governo scolastico si trovavano a dover correre a vuoto come trottole impazzite a destra e a manca..

 

Tale situazione cominciò a piacere sempre meno alla popolazione studentesca dei bulli e maleducati, che a causa dell’infuocato conflitto sistematico tra le due ronde, non poteva più attendere ai suoi loschi affari come prima, indisturbata e alla luce del sole.. Gli elementi più rappresentativi della ‘specie deviata’ si auto-convocarono allora nell’ufficio del Dirigente scolastico per proporgli la creazione di una terza ronda, con la finalità precipua d’evitare che le beghe di cortile tra le altre due potessero ricadere ingiustamente sulla popolazione bulla e maleducata, creandole inutili fastidi e disagi.

 

Il Dirigente ovviamente negò con fermezza il permesso, perché autorizzare la costituzione di una ronda siffatta avrebbe di certo consacrato e legittimato la presenza di frange estremiste in seno agli ambienti scolastici e questo non era certo bene.

 

A partire da quel momento, però, accaddero una serie di circostanze alquanto strane ed inusuali: i membri delle prime due ronde cominciarono l’uno dopo l’altro inspiegabilmente a dimettersi e ad essere sostituiti; le ronde via via chiamarono in causa sempre più raramente gli organi del governo ufficiale scolastico; infine, nelle statistiche scolastiche si azzerarono come d’incanto i dati negativi legati al fenomeno del bullismo e della delinquenza tra alunni.

 

La cosa sembrò a tutti un grande evento, tanto che il Dirigente scolastico pensò bene che fosse arrivato il tempo di sciogliere definitivamente le ronde e di ringraziare tutti per avere contribuito a debellare il bieco malcostume. Fu l’ultimo atto che tentò invano di compiere, prima che le ronde, che nel frattempo si erano unificate ed armate fino ai denti, occupassero prontamente l’istituto ed assumessero fermamente col terrore e la violenza il comando dell’istruzione pubblica. Fu il triste e devastante epilogo cui condusse l’oculata scelta della ronda..

 

Alcuni, anni dopo, dissero che il Dirigente scolastico sarebbe dovuto intervenire sugli organi di governo della scuola per rafforzarne la credibilità e la legittimazione; altri, decenni dopo, sostennero che sarebbe stato necessario agire capillarmente sul tessuto culturale degli alunni con un’adeguata informazione e con corsi di formazione mirati ad isolare i fenomeni socialmente deprecabili; altri infine, secoli dopo, di fronte a situazione analoga, dimentichi dell’esperienza e mal consigliati da un professore di storia, pensarono ancora che quella della ronda sarebbe stata un’ottima soluzione… 

 

Commenti

Sei molto bravo ad esprimere in forma leggera e quasi distensiva concetti e situazioni davvero molto drammatici.. Grazie per esserci e per raccontare così le cose d'ogni giorno, le debolezze umani, le annose questioni irrisolte del nostro bel paese.. Continua Strudy

Scritto da: Sarivikka | martedì, 24 febbraio 2009

Andrea: sei grande!!! Complimenti davvero, sei riuscito a fare un quadro esatto della situazione.

Scritto da: Raffaella | martedì, 24 febbraio 2009

Marcondì..rondì--rondella..
Bravo..sei riuscito a fare dell'attuale e grottesca situazione politica e sociale..un bello spaccato..però umano..e con un finale tristemente realistico.... Baci amico caro.

Scritto da: Manuela | martedì, 24 febbraio 2009

Forte! Bravo :)

CIAO
Rina

Scritto da: Rina | martedì, 24 febbraio 2009

ehi, ma questo post è serio, direi serissimo! sei riuscito a dire meglio tu, di questa strana Italia di ronde, rondine , rondelle e rondelline coi tuoi modi leggeri, di altri con i loro modi seri e "giusti". Bravo! Mi è piaciuto molto!
Ciao, Andrea
Francesca

Scritto da: Francesca | martedì, 24 febbraio 2009

è tutto scritto piccolissimo!!!

Scritto da: laur@ | martedì, 24 febbraio 2009

anche stavolta sono stata affascinata dal titolo. ad un bel dibattito sul racconto, invece, mi sa che ci rinuncio. anche perchè la dimensione minuscola dei commenti mi impedisce di vedere le cazzate che scrivo :)

Scritto da: Iena | mercoledì, 25 febbraio 2009

chiediamo alle ronde di aggiustare i tuoi caratteri?

Scritto da: laur@ | mercoledì, 25 febbraio 2009

Sarebbe semplicistico dirti che dai tuoi racconti, da ciò che si scorge tra le righe, risulti essere una fra le persone più incredibili che si posa conoscere… infatti tu… sei molto di più!

Anima, testa, cuore, simpatia, fantasia, forza e passione si fondono in un’equilibrata armonia che soltanto chi entra nel tuo mondo può conoscere a pieno.

Dai racconti che scrivi, dai commenti che leggo, dai complimenti che ricevi… credo che tu stia riuscendo a darti agli altri… non ti fermare mai! COMPLIMENTI!

Scritto da: Marina | giovedì, 26 febbraio 2009

avevo letto ieri il tuo racconto,ma le ronde mi avevano impedito di commentare rimpicciolendo i commenti.il tuo è un racconto duro,reale.

come hai risolto il problema dei caratteri minuscoli?

Scritto da: laur@ | giovedì, 26 febbraio 2009

E se ci stessimo perdendo un pò tutti le rondelle per stada????? Bravo!! Davvero un bel pezzo, ben fatto e mi ha fatto ridere, nonostante la tematica scotti.

Scritto da: fabio | venerdì, 27 febbraio 2009

Ammiro tanto la capacità che hai di passare dal genere esilarante a quello impegnato dimostrando di essere uno scrittore poliedrico capace non solo di far ridere e rilassare il lettore ma anche di metterlo di fronte a tanti interrogativi....

Scritto da: streghella3 | domenica, 08 marzo 2009

ciao
in tutti i tuoi racconti c'è sempre una profonda riflessione, a volte più sottesa altre più emergente ,e anche nelle situazioni più amene non c'è nulla di superficiale ...
i tuoi scritti ,riescono a trasmettere una sana voglia di ridere ma ,al contempo ,sono frutto dell'eleborazione di un animo profondo e sensibile ,nonchè acuto come dimostri qui, nella diagnosi di certe realtà politiche abnormi...
patetica la figura del dirigente scolastico che ,travolto da un mix di ignoranza poca avvedutezza nonchè calcolo politico ,da luogo ad una battaglia sanguinolenta...
esperienza che cmq non serve ai posteri, come spesso la storia ci dimostra..
è poco dire che sei bravissimo e davvero non trovo gli aggettivi più adatti a qualificare il tuo enorme talento...
direi che sei uno scrittore nato....

Scritto da: Trilly512 | domenica, 08 marzo 2009

Scrivi un commento

NB: i commenti di questo blog sono moderati.