venerdì, 10 aprile 2009

Pasqua: nulla di nuovo dentro l’uovo…

uovo-pasqua-fiocco.jpgAlle otto e mezza di sera di quel sabato del 2052, le strade del centro erano ancora intasate di gente che si affrettava a concludere gli acquisti per la festa di Pasqua.. dalle buste sbucavano fuori ciuffettoni di carta dorata e argentata, raffinato involucro di pregiate uova di cioccolato al latte, fondente o extrafondente, e tutti si davano un gran da fare come spericolati saltimbanchi a schivare cose, persone e animali, nel disperato tentativo d’evitare, in quella corsa sfrenata, la classica ‘frittatona di cioccolato’!!

 

Bob era disperato.. sarebbe già dovuto essere a casa di Lorna e non ingabbiato nelle terrificanti fauci di un traffico che non l’avrebbe mollato prima d’un paio d’ore.. non poteva neanche avvisare, perché le reti telefoniche erano kaputt.. dovevano avere avuto tutti la stessa brillante idea di chiamar casa nello stesso medesimo istante e.. porca miseria, era disperato!! Meglio mantenere la calma.. dopo tutto Lorna, fatti due o tre tentativi a vuoto al suo telefonino, avrebbe provato a chiamare, nell’ordine, le centrali di polizia, gli ospedali della contea e per finire, dulcis in fundo, tutti gli obitori dello Stato… Non c’era proprio nulla di che preoccuparsi!! Arrgghh!!!

 

L'uomo era perso in questi suoi non certo rilassanti arzigogoli della mente quando un bagliore improvviso rischiarò il cielo, che quasi non sembrava che fosse sera, ma mezzogiorno in punto. La luce divenne sempre più accecante e costrinse la gente a fermarsi per portarsi le mani agli occhi e proteggersi.. poi s’alzò un gran vento e s’udì un frastuono intenso provenire dalla piazza principale… Sembravano tutti impazziti e la cura nei movimenti di qualche minuto prima era ormai un lontano ricordo.. i pacchi scivolarono dalle mani e caddero a terra, le uova rotolarono lungo i marciapiedi e per le strade.. andarono in frantumi, tra pianti di bimbi impauriti, urla di donne e sguardi increduli..

 

Scese lesto dall’auto per confondersi tra la folla che scorreva disordinatamente verso la piazza e quando vi giunse.. i suoi occhi furono come catturati da un’immagine stupenda, grandiosa, meravigliosa… un immenso uovo di pasqua, grande tanto quanto la piazza. Era atterrato chissà da dove, chissà come, e si ergeva statuario ed austero dinnanzi a migliaia di occhi esterrefatti… doveva esser alto non meno di una decina di metri e, quanto alla circonferenza, non riusciva a farsene un’idea, tanto era largo in modo spropositato…

 

Dopo quei primi attimi fu subito silenzio… un lungo interminabile silenzio, durante il quale la mente dei presenti dovette vagare alla velocità della luce alla ricerca forsennata d’una qualche plausibile spiegazione di quanto stesse accadendo.. poi arrivarono le forze dell’ordine a transennare la zona, l’esercito ad improvvisare una sottospecie sgangherata di contraerea, le autoambulanze a prevenire eventuali casi di svenimenti e crisi di panico diffuse.. e non mancarono giornalisti radiofonici e televisivi, sbucati come funghi in pochi secondi e in ogni dove, fin anche sotto le ascelle..

 

Proprio allo scoccare della mezzanotte, qualcosa cominciò a vibrare all’interno dell’uovo… l’enorme fiocco che teneva chiuso l’incarto dorato si sciolse come azionato da una mano invisibile e la carta si aprì… la vibrazione divenne sempre più forte ed intensa… tanto che.. “Una crepa.. si sta aprendo una crepa!!” – urlarono i più vicini sopraffatti dal panico.

 

La falla s’allargò subito a dismisura.. era come se le pareti di cioccolato si liquefacessero a vista d’occhio.. ne fuoriuscì un fascio di luce di color violaceo, simile a un raggio laser, e.. si intravidero, dapprima in maniera approssimativa, poi in modo sempre più nitido, tre piccole sagome verdognole.. camminavano barcollando, come in stato d’ubriachezza, guardandosi intorno con occhietti molto piccoli che risplendevano sotto sopracciglia molto folte.. poi qualcuno tra la gente ebbe la forza d’urlare.. “Ma insomma.. chi siete?!?”

 

L’esserino centrale ruotò il capo in corrispondenza della voce e sembrò raccogliere quanta più aria potesse con un profondo rspiro.. poi, con una vocina metallica, pronunciò.. “Salve amici.. io sono Libertè e loro Egalitè e Fraternitè.. giungiamo dopo un lungo e periglioso viaggio da terre molto lontane per portare il verbo della nostra civiltà basata sulle piene libertà, come la libertà di pensiero, la libertà d’espressione, la libertà di comunicazione, la libertà di giornalismo, la libertà di scrivere su internet e nei blog.. la libertà…”

 

“Alt, straniero” – si levò autoritaria una voce dalla folla degli umani – “in qualità di capo della ronda di quartiere, ti intimo di smettere immediatamente!! Stai turbando l’ordine pubblico inutilmente!! Noi, a parte gli schiavi, siamo già tutti liberi di pensare e d’esprimere e comunicare il nostro pensiero come quanto e quando lo vogliamo.. e liberi di scrivere nei blog su qualsiasi argomento, ovviamente se abbiamo conseguito il patentino di giornalista.. infine, i nostri giornalisti sono assolutamente liberi e indipendenti!!” – Detto ciò, proseguì alla volta della folla – “Sono certo che domani nei giornali e nei blog leggerò le solite dieci righe sulla gente che s’affanna all’ultimora per gli acquisti delle uova… non una parola di più, nessun accenno su quanto accaduto in questa piazza.. neanche tra di voi...”

 

L’astrouovo volò via velocemente, proprio com’era arrivato, e la folla si dissolse in pochi attimi.. Bob era felice perché aveva avuto un’edificante riprova di vivere in un bel paese democratico, moderno e pienamente libero.. c’era però un piccolo e non certo insignificante particolare.. se non andava fatta una sola parola su quanto accaduto in quella piazza, cosa avrebbe raccontato a Lorna al suo rientro?!?

       

Commenti

Non ho parole. E non è giusto inquinare il tuo racconto con banalità.... mi resta solo un dubbio.... da che parte viene il bavaglio ???? Io, ogni tanto, mi confondo.

Scritto da: mariagrazia | martedì, 14 aprile 2009

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