martedì, 28 aprile 2009
Le magitragiche avventure di Er Riporter – 3^ p.ta: Alla ricerca dell’antidoto..
Il sonno profondo in cui Er Riporter era strapiombato s’interruppe bruscamente e il maghetto sfigatello non fece in tempo a spalancare gli occhi, che si ritrovò tra le piume del bipennuto Ingrifondoro, che non sembrava certo gradire del tutto la cosa…
“Ehi, bell’addormentata dei poveri” – esordì il biuccello – “ce n’hai messo di tempo a riemergere.. che ti è successo stavolta?”
“Ho sognato d’essere capellone” – rispose Er, ancora vistosamente frastornato – “me ne andavo tronfio, sereno e spensierato, con una stupenda chioma biondo-oro camomilla Schultz, quando un tizio inferocito ha cominciato a urlarmi contro e ad inseguirmi.. sapessi come menava… che potrà significare?!?”
“Che, almeno nei sogni, le parrucche potresti pagarle Er…” – sentenziò Ingrif – “ecco cosa potrebbe significare!!”
“Che ci facciamo in questa stanza?” – Chiese Er, guardandosi intorno incuriosito – “Cos’è un albergo.. un bed & breakfast.. una stanza in affitto.. l’interno di una roulotte ben arredata…”
“Perché non una canadese biposto con servizio in camera?!?” – ribatté Ingrif – “siamo alle solite.. classico oblio alla Er Riporter tipico del day after..”. Poi, porgendogli un pezzetto di carta sgualcito e pressoché illeggibile, proseguì – “Dai un’occhiata a questo e vedi un po’ se riesci a resettare il modem e a riconnetterti..”
Er lesse il foglietto tutto d’un fiato e percorse in volto in rapida sequenza tutti i santi colori dell’arcobaleno per poi stabilizzarsi definitivamente sul grigio smorto.. quindi, col morale sotto i piedi, concluse.. “Diamine, ancora il sortilegio di Sodoma e Gomorra!! Non ne siamo ancora venuti fuori?!?”
“Direi che sono gli altri, primo tra tutti Soddom, a non essere ancora venuti fuori.. da noi!!” – perfezionò il tiro il bipennuto.
“Dannato di un Soddom!!” – urlò paonazzo il maghetto tricapelluto – “fosse stato almeno rumeno, lo avremmo già bello che assicurato alla giustizia, lampo stampo, per direttissima e senza contraddittorio!!”
“Già..” – confermò Ingrif – “fosse stato rumeno, sarebbe stato tutto più semplice.. sarebbe bastato un semplice sospetto, un mero pregiudizio, una discriminazione pura o un pizzico di teoria lombrosiana applicata all’etnia che non guasta mai la bevanda..”
“Non essendolo, è tutto più difficile” – proseguì Er – “bisogna provare e riprovare, argomentare e ri-argomentare, confutare e ri-confutare e alla fine magari non ti credono!!”
“Potremmo farlo naturalizzare rumeno” – propose Ingrif - “oppure denunciarlo perché fa delle cose appannaggio esclusivo dei rumeni senza esserlo, offendendo così un immaginario collettivo diffuso e ben consolidato.. colpevole insomma di una sorta d’esercizio abusivo degli abusi..”
“No, Ingrif” – fece Er demoralizzato – “non funzionerebbe..”
“Ci deve pur essere però un modo per neutralizzarlo questo profittatore ‘biblico’...” – incalzò il bipennuto – “dobbiamo assolutamente spezzare la catena!!”
“E no, caro mio!!” – obiettò lesto Er – “io catene non ne spezzo!! Già le cose vanno uno schifo così.. ora ci mettiamo pure a spezzare le catene..”
“Ma cosa stai farneticando Er?!?”
“Dico solo che, se la spezzi, la catena spezzata porta male!! Mio zio, per averne spezzata una, è diventato un fumatore incallito ed ha dovuto smettere di fumare..”
“Ma come… se era incallito!!” - obiettò Ingrif.
“Appunto.. a causa dei calli smise di camminare e non poté più recarsi ai tabacchi…”
“Hai proprio ragione Er” – annuì il bipennuto – “ora che ricordo, circa un secolo fa ci fu un tizio che interruppe una catena e gli si abbatté contro una tremenda maledizione.. per sette generazioni future i suoi discendenti sarebbero stati di una stupidità sempre più dilagante…”
“E… la maledizione… si è avverata?” – chiese Er fortemente incuriosito.
“Non saprei.. e’ ancora presto per dirlo” – rispose Ingrif – “con te siamo solo alla terza generazione…”
“Ecco” – lo interruppe bruscamente Er, mostrandogli un fagottino impolverato che aveva tirato fuori come dal nulla.. – “sai cos’é?”
“No.. magari chiedo l’aiuto da casa?!?” – rispose caustico Ingrif -
“E’ la teca dove è custodito gelosamente il piccolo gnometto delle foreste vergini…” – annunciò fiero Er mentre sollevava il coperchio dello scatolino – “e voilà.. ecco a voi Nanosecondo, il veloce risolutore di tutte le problematiche complesse!!”
“Nanocché?!?” – ripetè Ingrif sconvolto alla vista del piccoletto flaccido e nasuto che era sbucato fuori sgattaiolando dallo scatolino..
“Nanosecondo..” – precisò Er – “il più veloce risolutore dei rompicapi inestricabili!! L’accendiamo?”
“Bah..” – commentò il bipennuto tra l’incredulo e l’esterrefatto – “a me uno gnomo che si chiama ‘secondo’ mi sembra tutt’altro che una scheggia, tu poi vorresti dargli anche fuoco…”
“Biuccello di poca fede” – urlò nevrotico Er – “ti ricrederai, eccome!!”
Il piccolo mostriciattolo scivolò lesto giù dalle mani del maghetto sfigato e, producendo un rumore fastidiosissimo molto simile al fruscio dell’incarto d’un uovo di pasqua, si portò al centro della stanza e da lì cominciò a sentenziare.. “Chi ha osato offendere il nanosecondo delle foreste?!?”
“Ma non erano anche vergini?!?” – obiettò Ingrif
“Ehm.. i tempi sono cambiati per tutti..” – s’affannò a precisare il nano – “le foreste escono più spesso la sera.. frequentano pub e discoteche… fanno esperienze..”
“Tutto questo è deprimente..” – completò Er – “e dire che una volta erano vietate persino le seghe nelle foreste!!”
“Insomma nanosecchione del bosco incantato delle fate..” – tagliò corto Ingrif – “dacci una dritta su come sfaldare il ‘penetrante’ sortilegio che ci attanaglia!! Che dobbiamo fare?!?”
“Semplice..” – sentenziò il nano – “dovrete addentrarvi nella palude acquitrinosa, perennemente devastata da una cruenta battaglia tra le zanzare tigri e le eufrati.. e approfittando dell’enorme polverone provocato dagli insetti inferociti in lotta gli uni contro gli altri, dovrete raggiungere e rapire l’insetto subliminale al bromuro..”
“Ehhhh?!?” – fecero Er ed Ingrif all’unisono.
”Avete capito bene..” – precisò lo gnomo – “l’insetto composto d’un solo fotogramma raffigurante una dose di bromuro che se fatto vedere a Soddom gli farà passare all’istante qualsiasi strana voglia…”
“Ma come faremo ad attraversare la pianura?” – chiese perplesso Er – “le zanzare di entrambi gli eserciti contrapposti si coalizzeranno contro di noi e ci faranno i buchi!!”
“Tranquilli..” – disse il nano saputello – “non dovrete far altro che seguire la stella polaramin.. vi proteggerà dalle punture col suo fascio di luce rinfrescante e cremoso”.
“E come faremo a trovare l’insetto?” – aggiunse Ingrif.
“Per questo c’è Argotone” – li rassicurò il nano indicando col dito un cane irreversibilmente malconcio che nessuno fino ad allora si era filato neppure di sguincio – “col suo fiuto finissimo vi porterà dritti dritti all’insetto..” --->To be continued
13:00 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: harry potter, mago, magia, gnomo, risate, demenziale, comico, houmor | OKNOtizie |
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