martedì, 05 maggio 2009

Fuga da Alcaseltz – 5^ puntata

alcaseltz51.jpg“Che ideona che hai avuto Philip” – esultò Malox appena furono soli nel chiuso della cella – “io non avrei saputo pensare di meglio!!”

“Aaaah.. di questo non avevo dubbi Jhon” – lo rassicurò Morris con fare altalenante tra l’amorevole e il rassegnato.

“Lo scolo fognario e.. Jeff Cagone” – proseguì Malox, che evidentemente non aveva colto la fine ironia del compagno – “dobbiamo solo prenderci cura di lui, strafogarlo d’ogni ben di dio e.. il gioco è fatto!!”

“Già” – confermò Jhon  – “rimpinzarlo fino a…”

“Bbboooommm!!!” – completò Malox – “farlo scoppiare proprio nel bel mezzo dello scolo fognario e.. poi viaaaaa, verso nuove fantastiche, ma soprattutto, libere avventureeee!!”

“Occhio ai ragazzi però, Malox” – ammonì Morris preoccupato – “tutti messi insieme non fanno la metà di te e tu sei già un quarto dell’Ardipithecus kadabba..”

“Ardipithekkè?” – si voltò di scatto Malox.

“Era un ominide d’alcuni milioni d’anni fa.. uno dei primi uomini eretti” – spiegò Morris, mentre si tirava le coperte fin sopra la testa.

“Grazie Philip” – sorrise l’altro soddisfatto – “l’onestà innanzi tutto.. mi sono sempre considerato un tipo retto..”

“Già Malox” – tagliò corto Morris – “è giusto per questo che sei qui.. Notte!!”

L’operazione Station Cagon partì giusto il mattino seguente e tutti i membri della banda vi si dedicarono alacremente sotto la supervisione di Malox e l’attenta regia di Morris. Il primo ad entrare in azione fu Sam Houdini, che abbordò Jeff all’uscita dei bagni..

“Ehi tu” – fece alla volta del tipo grassoccio che gli ondulava flaccido davanti – “quelli della cucina m’hanno detto che t’hanno messo a stecchetto..”

“Sì amico” – rispose l’altro a capo chino – “sono praticamente a digiuno da due settimane, da quando ho cominciato ad entrare a malapena nella cella.. hanno valutato che costava meno farmi dimagrire, che ampliare i locali!!”

“Tu però non devi abbatterti!!” - lo spronò Sam.

“Questo no di certo.. anche perché ci pensano già loro ad abbattermi!!”

“Non lo permetteremo Jeff” – incalzò Houdini – “vogliono lo stecchetto e noi glielo daremo maxi..”

“Un maxi.. stecco?!?”

“Sì, proprio così, un maxi stecco e te ne darò tanti, tantissimi altri ancora, tanti quanti ne vorrai, perché non sopportiamo io e i miei amici di vederti in questo stato..”

“Anche voi non sopportate di vedermi in questo stato?!?” – replicò Jeff – “ma questa è proprio una congiura.. non sarete mica pure voi tra quelli che hanno firmato a favore della mia estradizione?!?”

“Macchè estradizione.. cosa stai delirando?!?” – lo tranquillizzò Sam – “niente di tutto questo.. pura e semplice simpatia.. tu pensa a mangiare, che al resto ci pensiamo noi!!”

Da quei primi istanti non passo attimo che Jeff non venisse foraggiato dalla sgangherata cominitiva.. gli arrivavano indistintamente tra le mani o le fauci zuppe, zuppette e zupponi, cotolette, cosciotti di pollo e hamburger, arrosti panati, patate al forno e zucchinette marinate, dessert vari, profiterol e gelati multi gusto, morbidamente calati in immense brioches, integratori multivitaminici, proteine in polvere e pillole per gli astronauti (che nel ’60 erano ancora sperimanetali). Tutto questo per circa due settimane, giorni terribili in cui ciascun membro della truppa perse tra gli 8 e i 10 chili che furono tutti, nessuno escluso, acquisiti dal Cagone, che a vedersi era simile ad un otre ben tirato e dava l’impressione di dover esplodere da un momento all’altro..

Le guardie, dal canto loro, non riuscivano a spiegarsi come mai l’energumeno si dilatasse a vista d’occhio nonostante lo tenessero a dieta ferrea e sotto rigoroso controllo dalle prime luci dell’alba al tramonto. Era infatti la notte che il gruppo portava a segno il suo losco disegno, mantenendo costantemente la luce della cella accesa al malcapitato e facendogli ascoltare in cuffia musica d’ogni genere, in modo che non addormentandosi si sfogasse mangiando in continuazione come una possente macchina di rottamazione.

“Abbiamo fatto un ottimo lavoro” – disse Morris raggiante ai ragazzi all’ora d’aria del giorno x-1 – “sono contento di voi.. davvero un ottimo lavoro!!”

“Jeff Cagone è ingrassato più di 70 chili in due settimane” – aggiunse Malox con orgoglio – “e siamo vicinissimi allo scoppio”

“Bene” – tirò le somme Philip – “passiamo alla fase dell’operazione denominata Eau de Fogne

“Ragazzi, abbiamo tutto chiaro?!?” – chiese Malox rivolgendosi ai membri della banda.

“Direi di si” – rispose per primo Tony Gas – “dopo l’ora d’aria di domani e fino alle 16 circa lo facciamo mangiare fino a fargli male…”

“Ci alterniamo io e Gas” – proseguì David Bach - “per non dare troppo nell’occhio”

“Ma non bisogna dare per niente nell’occhio..” – borbottò Terry Stucco all’orecchio di Malox – “sempre e solo in bocca; se no col cavolo che scoppia il Cagone!!”

“Già!” – si complimentò Jhon – “Terry dice bene.. che c’entra l’occhio?!?”

“Scusate se mi intrometto” – s’inserì con fare saccente Tony Gas – “ma da che mondo è mondo si è sempre detto che anche l’occhio vuole la sua parte e…”

“Direi che forse sarebbe il caso di ‘chiudere un occhio’ su questa amena discussione” – intervenne fermamente Morris.

“Già” – perfezionò il tiro il solito Malox – “così almeno con un occhio chiuso, sarà più semplice centrare il Cagone in bocca..”. Poi rivolgendosi a Bach, proseguì.. “David, preoccupati tu di bendarglielo alla prima cucchiaiata..”

“Manca qualcosa.. ragazzi, sento che manca ancora qualcosa..” – ammonì Morris – “Ah.. ecco, Stucco, tu sei l’unico in grado di prendere appunti  criptati e a saperli decodificare..”

“Sì capo” – rispose Stucco di getto.

“Bene, allora prendi appunti” – proseguì Morris – “appena caleranno le prime ombre della sera sarai tu che dovrai attirare Jeff Cagone al punto G”

“Punto G?” – chiese Stucco

“Sì” – confermò Philip – “non so perché l’ho chiamato così.. mi ricorda qualcosa d’eccitante..”

“Una buona tazza di tè caldo forse..” – suggerì Stucco

“Non direi..” – escluse Morris

“Sarà mica una macchina del futuro?” – ipotizzò Malox

“No..no..” – ripeté Morris - “ce l’ho come sulla punta dell’inguine, ma… bò, vallo a trovare!!”

“Allora io codifico ‘Punto G’” – tagliò corto Stucco – “che significa?”

“Significa che lo porti a questo punto della mappa segnato in rosso” – precisò Morris – “che è l’imboccatura del tunnel di scolo e qui lo terrai fermo fin tanto che non esplode”

“Quando infine cercheranno dei volontari per pulire tutto il macello creatosi con l’esplosione” – completò il quadro Malox – “saremo ben felici di offrirci noi e approfittando della scarsa sorveglianza e del favore delle tenebre, svaniremo definitivamente da questo postaccio!!!”   

Il giorno seguente tutto si svolse secondo i piani con un tempismo impressionante ed una precisione circa le modalità e luoghi d’esecuzione davvero impareggiabili. I ragazzi ingozzarono il pupettone di circa 180 chili e quando il sole cominciò a ritirarsi e fece spazio al buio, Stucco, mappa alla mano, si portò dietro Jeff Cagone, che barcollava vistosamente e riempiva di spifferi maleodoranti l’aria attorno a sé per un raggio di almeno 5/6 metri..

“Coraggio amico” – lo incoraggiava Terry – “ce l’abbiamo quasi fatta.. adesso siediti qui e sgranocchiati questa tavoletta di finissimo cioccolato alla nocciola..”

Pronunciate quelle parole, Stucco riuscì appena in tempo a lanciarsi dietro un muretto, prima che una terribile detonazione facesse tremare le carceri fin sotto le fondamenta… Dinnanzi ai suoi occhi apparve subito dopo uno scenario apocalittico.. Jeff Cagone era svanito inghiottito dal boato e ne rimanevano tracce sparse e disseminate dappertutto.. l’omone aveva aperto una voragine proprio là dove stava seduto e tra il frastuono delle sirene e lo scalciare degli stivali qualcuno urlò che bisognava intervenire subito.. trovare dei volontari per rimettere subito le cose a posto..

A quel punto la squadra fu ben felice di offrirsi di pulire, a fronte dell’indifferenza più totale di tutti che si guardavano davvero bene d’avvicinarsi alla zona..

“D’accordo ragazzi, venite avanti” – fece uno degli agenti quasi stremato dalla nube di fetore che aveva avvolto l’intera zona come una piovra dai tentacoli d’acciaio – “c’è da spalare parecchio, mi chiedo chi ve lo faccia fare, ma se lo volete fatelo pure.. non sarò certo io ad impedirvelo..”

Furono condotti nel luogo della catastrofe e spalarono ore ed ore.. fu una fatica immane.. immersi capo e collo nella melma più fetida e puzzolente.. lo fecero con tenacia.. con forza.. con dedizione, sapendo cosa li aspettava una volta conclusa quella schifosa parentesi.. Poi una guardia urlò “Che culo che abbiamo avuto, pensa se ‘sto stronzo ci fosse scoppiato sul tunnel dello scolo fognario.. stava a soli cento metri!!!”.. e tutti si voltarono nella stessa, unica, identica direzione.. Terry Stucco!! Avrebbero voluto sentirsi dire altro, ma lui con una voce fioca e striminizita disse proprio l’impronunicabile “Ma.. il punto era ‘C’ o.. ‘G’?!?” -->To be continued

 

 

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