lunedì, 11 maggio 2009

Agente 'secreto' zerozero-muco: la spia che non fiutava - 1^ p.ta

elicotteri.jpgL’elicottero era stato colpito ad una delle pale e stava perdendo quota rapidamente.. il sibilo dell’aria sempre più stridulo sulle fiancate della scocca, rendeva ormai evidente che l’impatto sarebbe stato inevitabile.

 “Dobbiamo abbandonare l’elicottero agente Stewart” – urlò il pilota terrorizzato in mezzo a tutto quel frastuono – “si è rotto le pale!!”.

 “Ma che significa” – obiettò l’altro – “lui si rompe le pale e siamo noi che ce ne andiamo?!?”

 “Non ho tempo per spiegare certe dinamiche Stewart” – replicò seccamente il pilota – “dobbiamo saltare.. passo”

 “Saltare il pastooo?!?” – urlò inferocito Stewart – “ma sei mattoooo???”

 “Matto?!? Sìììì, devo proprio esserlo se continuo ancora a parlarle Stewart… io saltoooo!!!”

 “Salta.. salta pure, agentucolo della CIA!!” – borbottò Stewart indispettito – “io certe manie dietetiche non le condivido.. e poi, alla CIA preferisco di gran lunga il Vestro e il Postalmarket!!

 “Saltaaaaateeee, maledetto agente britannico!!!!”

 “D’accordo Dennis” – urlò Stewart in quell’inferno – “ma lo faccio solo per non lasciarti da solo in pasto ai cinesi..Dio salvi la Regginaaaaaaaa!!!”

Regginaaaaa?!? Mi sa di 'nduja e soppressata.... – osservò confuso l’agente della CIA, mentre volteggiava nell’aria – “ma è proprio sicuro d’essere un agente britannico Stewart???”

Seguì un boato assordante e subito dopo una forte vampata di calore che rischiarò il cielo di quella notte buia e senza stelle.. due figure aeree ‘alleate’ segnarono il cielo, l’una accanto all’altra, come strisce silenziose, fino a posarsi dolcemente al suolo..

“Dobbiamo fare in fretta Dennis” – bisbigliò Stewart, mentre recuperava il paracadute – “queste mura intorno.. dobbiamo essere nei pressi della grande muraglia..”

“Non saprei..” – rispose l’altro dubbioso – “la grande muraglia l’ho sempre immaginata più alta”.

“Macchè” – replicò Stewart – “sono i cinesi che taroccano le foto, allungando a dismisura il verticale.. dai retta a me, questa è la grande muraglia cinese!!”

“Sarà..” – fece Dennis tra sé e sé – “a me sembra l’Italia in miniatura..”

“Coraggio Dennis.. ventre a terra e striscia!!”

“Dobbiamo scivolare in mezzo al fango sotto questa recinzione di fil di ferro?!?” – chiese il pilota leggermente contrariato.

“Sì.. è l’unico modo per passare oltre” – l’incoraggiò Stewart – “fatto?”

“Azz.. sì, fatto!!” – confermò Dennis – “che schifo, sono grondande di melma.. puaaaah!!”

“Ev..vvvaiii.. me lo sentivo!!” – esultò Stewart – “c’era un varco.. un cancelletto in ferro battuto.. oggi è proprio il nostro giorno fortunato!!”

“Già.. il nostro!!!” – confermò Dennis, ancora foderato fino al collo dall’immonda schifezza maleodorante.

“Dobbiamo fare in fretta e raggiungere le vecchie miniere d’oro..” – incalzò Stewart – “secondo i miei calcoli, dovremmo essere vicinissimi.. Cosa indica la bussola?”

“Già, ‘cosa’ indica la bussola?!?”

“Che intendi dire?”

“Quel che ho detto..” – precisò Dennis – “‘che cosa’ può indicarci dove trovare una bussola, visto che di bussole qui.. nemmeno l’ombra??”

“Ho capito.. ci muoveremo a naso, guidati dal mio fiuto infallibile!!” – concluse Stewart

“Ma che fiuto e fiuto.. io mi ri-fiuto Stewart Svenson!!” – obiettò il pilota – “lei è costantemente raffreddato cotto e so benissimo come la chiamano nel suo ambiente.. agente ‘secreto’ zerozero-muco, licenza di fiuto.. nel senso che il fiuto se n'è andato in vacanza!!!”

“Ehi Dennis caro… ricordati che col mio naso ti ho portato fino in Cina?? Quindi ora, sempre col mio naso, ti condurrò alle miniere d’oro e riusciremo a disinnescare l’atomica, prima che salti in aria Pechino!!”

“Stewart..” – chiese l’altro voltandosi di scatto e tenendo tra le mani qualcosa di rosso – “le risulta che in Cina ci siano questi?”

“Ehm.. quelli?!?” – chiese timidamente l’agente ‘secreto’ britannico, mentre cominciava a grondare visibilmente sudore da tutti i pori.

“Le do un piccolo aiutino io, agente Stewart?” – riprese Dennis – “questi che ho in mano sono pomodorini di..di..”

“Pechino?!?” – provò ad indovinare l’altro.

“Fuocherello Stewart..” – soggiunse Dennis – “direi che c’è andato molto vicino…non ‘pe’, ma ‘pa’.. ‘paaa’.. ‘paaaaaa’…”

“Paaaa…chino?!?” – azzardò Stewart

“Eeees..satto, mia cara quintessenza dell’infallibilità fiutatoria!!” – confermò il pilota della CIA, visibilmente alterato – “e gli abitanti di queste parti non hanno di certo gli occhi a mandorla e non credo producano scocche di pomodorini.. atomici!!”

“Quanto manca all’ora ‘x’ Dennis?? – urlò ansioso Stewart – “forse possiamo ancora farcela a salvare l’antico mondo!!”

“Dunque.. tenuto conto che sono le 11 di sera… considerato il fuso orario.. la velocità dei venti e l’altezza delle maree.. direi che potremmo cominciare a chiedere in giro se ci sia qualcos’altro da salvare nel ‘nuovo’ mondo… così ci portiamo avanti col lavoro..”

“Beh.. che dire?” – fece Stewart

“Già.. che dire?!?” – aggiunse Dennis

“Direi che per fortuna era solo un’esercitazione” – commentò Stewart sorridente – “e Pechino è scomparsa solo sulla cartina geografica”

“Già..” – riprese Dennis – “sarebbe bello poterlo dire.. se non fosse che la simulazione era prevista per domani a quest’ora e che l’allarme di oggi non riguardava il solo.. mappamondo..”

“Ok.. ok.. direi allora di non pensiamoci proprio più..” – glissò Stewart – “ormai è tutto passato..”

“Già Stewart.. tutto passato.. grazie al suo fiuto ricoperto dal ‘secreto’ - concluse Dennis contrariato - “ci fossimo almeno portati dietro le bottiglie!!” ->To be continued

Commenti

buondì
:)

Scritto da: io | martedì, 12 maggio 2009

L'UOMO,SCESE DALL'ALBERO,E SI AVVIO' VERSO LA CONOSCENZA,MA DIMENTICO'SULL'ALBERO LA FOGLIA DI FICO,
RITORNO' INDIETRO,SALI' CON AGILITA' SULL'ALBERO,PRESE LA FOGLIA,E SI COPRI' LE SUE GIOIE.RISCESE LE SCALE,E VIDE CHE
UNA MAMMIFERA,SIMILE A LUI,ERA INTENTA A RACCOGLIERE FIORI,L'UOMO LE SI AVVICINO',E CON DELICATEZZA,E LA INVITO'
PER UNA PASSEGGIATA,LA NOSTRA ANTENATA,NON SEPPE RIFIUTARE A QUELL'INVITO GALANTE,E FU COSI' CHE EBBE INIZIO IL RIMORCHIO,E DA QUEL RIMORCHIARE FATTO ALL'ALBA DELL'UMANITA',DISCENDIAMO NOI.SOLO CHE,LA DELICATEZZA,IN NOI, NUOVI CAVERNICOLI,L'ABBIAMO DIMENTICATA SULL'ALBERO.GINA TOTA.9-1-2010.CIAO ANDREA,IL GRAFFITO CHE HO LASCIATO SUL MURO DELLA CAVERNA,DI STRUDELONE,E'LA NOSTALGIA,DELLA PERDUTA DELICATEZZA DA PARTE DELL'UMANITA,QUELLA GRAZIA,GUTURALMENTE.GINA.

Scritto da: gina tota | sabato, 09 gennaio 2010

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