domenica, 28 novembre 2010
Ragioni di.. sicurezza! [Parte Dopo]
[Parte Dopo: continua dal 10/11/2010]
Quando stamattina ci ho messo dentro il vademecum, ho pensato che per stare ancora più tranquilli sarebbe stato meglio cambiare il codice”.
“E quale sarebbe il nuovo codice?!?” – incalzò George infastidito.
“Mica posso dartelo così per telefono? Sai bene che i telefoni sono intercettabili, che potrebbero essere sotto controllo”.
“Ma sei matta? A chi vuoi che gliene può fregare di due impiegati che vivono di un misero stipendio in affitto, che si ritrovano una cassaforte in salotto solo perché l’avevano installata i proprietari e che per darsi un tono la riempiono di cambiali scadute, contratti di mutui e finanziamenti, bollette di luce e telefono e ora pure precisissimi pro-memoria della location delle cose di casa?”
“Basta George!” – l’ammonì lei – “stai dando troppi indizi su di noi e del nostro modus vivendi. Così finiranno col rubarci l’identità!”
“L’identità?!? Ma cos’è sta leggenda che circola sul fatto che c’è gente che tenterebbe di rubarti l’identità? Vai su Facebook e ti rubano l’identità, vai al cinema e ti rubano l’identità, al supermercato e ti rubano l’identità, al cesso ed è un altro che fa la cacca al posto tuo. Ma che se la fregassero pure la mia identità, sapessi che acquisto.. una vera botta di culo!!!”
“L’età del cane, George”.
“L’età di chi?”
“Del cane. Sono le prime due cifre della combinazione. Corrispondono all’età del cane”.
“Undici?”
“No”.
“Ne sono certo. L’ho visto nascere. Sono undici e posso darti anche l’ora, il segno zodiacale e l’ascendente”.
“No. Non il nostro. Sarebbe stato fin troppo semplice, non credi? Quello dei vicini”.
“Quali vicini? Tutti i nostri vicini nel raggio di almeno un miglio hanno un cane!”
“Non posso dirtelo al telefono. Prova a chiedere in giro”.
“In giro? A tutti i vicini? L’età del loro cane?”
“Mi sembra un buon metodo”.
“Faccio prima a farla brillare, ‘sta cassaforte di..”
“Non dare indiziiiiii… non specificareeeee… ziiiittooooo!!!”
“Ammesso che riesca a recuperare l’età del cane, gli altri tre numeri della combinazione?”
“Sono quelli che ho giocato alla lotteria del 16 aprile del 2002”.
“Non ci crederai, ma mi aspettavo qualcosa del genere” – commentò paonazzo l’uomo – “e come farei a recuperarli?”
“Mi sa che non puoi".
“Perché?”
“Ho lasciato la schedina in cassaforte per maggior sicurezza”.
“Credimi Deborah, non credevo di correre tanti rischi quando ti ho sposata..”
“Comunque, ora che ci penso, devo aver lasciato una copia del pro-memoria dentro uno dei barattoli della marmellata, per il caso in cui avessi dimenticato la combinazione della cassaforte”.
“E me lo dici adesso? Corrò in cucina e..”
“No, non in cucina. Ho messo il barattolo nel mobiletto bianco del bagno, dietro dentifrici e spazzolini. Sai, per maggior..”
“Fammi indovinare.. sicurezza?”
George, schiaffò pollice medio e indice dentro la materia gelatinosa e appiccicaticcia e cominciò a ruotarli convulsamente alla ricerca spasmodica del pezzo di carta. Qualche istante dopo esclamò soddisfatto – “Eurekaaaaa!!! Ecco il pro-memoria. Che schifo però; è zuppo di marmellata di fragole!!!”
“Bene, caro. Tieni però conto che tra ieri sera e stamattina ho messo ulteriore ordine e quindi la lista ti aiuterebbe poco. Direi anzi che faresti meglio a non tenerne conto; finirebbe col depistarti”.
Dopo una settimana esatta, alle sei del pomeriggio, un taxi sostò dinanzi alla porta di casa. Ne scese Deborah. Aspettò che l’autista aprisse lo sportello e le consegnasse il trolley e, dopo aver pagato la corsa, salì lentamente le scale. Suonò il campanello di casa, ma nessuno rispose. Suonò nuovamente, ma ancora silenzio. Aprì la borsetta ed estrasse la chiave dell’ingresso. L’inserì nella toppa, girò e.. era come bloccata; non ruotava di un solo millimetro. Provò a chiamare il numero fisso di casa, ma una voce femminile asettica, annunziò dall’altra parte che il numero era inesistente. Compose sulla tastiera il numero di telefonino di George, ma anche quello era inesistente. A un tratto udì uno squillo. Proveniva dalla cassetta delle lettere. Scese di corsa le scale, afferrò la portiera della mail-box e la spalancò all’istante. Un telefonino dentro la buca delle lettere? Che strano. Squillava insistentemente. La donna guardò il display. Era una chiamata anonima. Dopo qualche attimo d’esitazione, decise di cliccare col dito sul tasto di risposta e di dare una voce. Dall’altra parte era George o meglio la voce di George registrata e il messaggio fu il seguente – “Ciao cara, ho cessato il telefono di casa e il mio telefonino per sicurezza, ho disdetto l’affitto per maggior sicurezza ed ho scambiato la mia identità con quella di un lama tibetano, mio amico di Facebook. Non temere, però; credo che non sarà difficile per te rintracciarmi. Infine, ho inserito i numeri delle coordinate del posto in cui mi trovo sotto l’orecchio di una ventina di gatti randagi del quartiere. Ovviamente: ragioni di.. sicurezza!”
13:15 Scritto da strudelone in appunti, blog life, comico, confusione, creatività, demenziale, divertente, libri, manie, promemoria, satira, sicurezza, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vita di coppia, sicurezza, promemoria, appunti, virgilio, virgilpresley, comico, demenziale, creativo, divertente, gag, satira, moglie | OKNOtizie |
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