venerdì, 06 maggio 2011
Il segno di Ozono - 2^ p.ta
Subito dopo l’urlo, Rinco de la Sega si guardò intorno e ammutolì. Preso dall’impeto del momento, aveva decisamente strafatto e, invece, i tempi non erano ancora maturi. Quei bastardi bombolettari spray avrebbero dovuto attendere ancora un po’ lo scoccare della loro ora.
Intanto aveva bisogno del suo travestimento, poi si sarebbe mosso. L’avrebbe fatto in serata, approfittando del favore delle tenebre. Sapeva che non glielo avrebbero negato (Cosa? Il favore. Ma chi? Le tenebre! Distraiti ancora ed entro in sciopero!).
Prese il fido Bernardo per una mano e, solo dopo qualche istante, si rese conto che era tutt’altro che una mano. Iniziava bene, ci mancavano pure le visioni! Insomma, si diresse insieme alla mano umana verso una cabina telefonica. L’aveva fatta installare lui stesso qualche anno prima. Era costantemente deserta e, d’altra parte, chi avrebbe dovuto telefonare e a chi nel 1820? I telefoni non erano ancora stati inventati ed esistevano solo le pagine bianche, bianche per ovvi motivi, dal momento che ancora non c’erano numeri, né prefissi e neanche utenti. Che idea folgorante, fare impiantare una cabina del telefono anzi tempo. Avrebbe potuto utilizzarla indisturbato per le trasformazioni al volo. Unica controindicazione, il tremendo puzzo di piscio all’interno. La gente del posto aveva deciso di dare comunque un senso a quell’ingombrante parallelepipedo, piantato in bella mostra come un dolmen al centro della strada (Che fai? Piscio? Proprio qui?
Lo fanno tutti, perché non dovrei? Almeno tu rompi la catena! Ma qui non c’è una catena e.. si sente pure tanto!!!)
Rinco entrò con Bernardo nella cabina, pulì i piedi sullo stuoino segreto con su scritto Bentornato Ozono e indossò le pattine di pile per non rovinare la cera. Purtroppo per lui però erano scariche e riuscì a fare solo pochi centimetri, dopo di che dovette toglierle e continuare a piedi scalzi. All’angolo opposto della cabina, azionò i vetri antiriflesso e immediatamente i capelli gli divennero mori, come il nero di seppia. Dopo poco, mentre fissava con cura le ciocche coi bigodini, indicò con gli occhi una leva a Bernardo (Ma i bi-godini non erano solo per le doppie punte? No comment!!!)
“Coraggio, mio fido servitore, spingici sopra su quella stramaledetta levaccia e falla ruotare” – insistette Rinco, mentre Bernardo rimaneva inspiegabilmente impassibile – “dai testone, non ti metterai a fare le bizze proprio ora? Non vedi che non posso usare le mani; ho le unghie fresche di smalto!”
In realtà, Bernardo, che da copione doveva essere solo muto, era interpretato da un attore pure sordo e cieco. Finirono quindi col non capirsi e l’andare avanti così per più di un’ora. Alla fine, fu solo per una pura casualità che Bernardo, con una possente capocciata, a seguito di un altrettanto forte starnuto, azionò la leva.
“Era ora!” – sbuffò Rinco – “Finalmente ti sei deciso. Da quando ti sei iscritto al sindacato dei fedeli servitori d’uomini mascherati e affini, sei diventato intrattabile, Bernardo! Ora diamoci una mossa, non è tempo di mettersi a terra a riposare!”
Sempre in realtà, il fido servitore non era sdraiato a terra a riposare serenamente, ma c’era svenuto a seguito della terribile craniata alla leva. Rinco però non si era accorto di nulla, anzi si ripropose, portata a termine la missione, di chiedere una pesante contestazione disciplinare per l’assistente all’ufficio del personale.
Dopo essersi sincerato che non ci fossero occhi indiscreti a osservare, fece le scale. Le prime tre o quattro volte, stentò, a dire il vero; poi però gli vennero discretamente bene e ne fu entusuasta. Posò il flauto e si cambiò. Tolse i bigodini e indossò lesto una tutina nera attillatissima. Fu la volta di maschera e guanti neri con le estremità tagliate per non vanificare la bellezza dello smalto. Infine, tocco di classe, cappello e fazzoletto al collo, anche’essi neri. Quell’armamentario era di grande effetto, anche se gli era costato un occhio della testa. Fiutata la direzione con l’occhio che gli rimaneva, sollevò la testa. Al posto di Rinco ora c’era Ozono, il cavaliere mascherato, un essere speciale, un mito, un santo, un immortale, un.. due, tre stella.. visto!
“Ehi, tu” – gli urlò a un tratto contro qualcuno da dietro i vetri appannati della cabina, facendogli gelare il sangue nelle vene,– “è già la seconda volta che ti beccò a fregare il cappello, la maschera e il fazzoletto a mio figlio!”
“Ma, signora…” – abbozzò Ozono imbarazzato.
“Signora un cazzo!” – inveì l’altra, del tutto simile a uno yeti, alto un metro e ottanta e fittamente peloso – “il mio bambino ci lavora con ‘sta roba, mica ci cazzeggia alacremente come te, supereroe di sta gran..”
“IO non cazzeggio affatto, signora” – ribadì l’uomo indignato a occhi chiusi – “IO ci salvo il popolo dai malfattori, IO lo proteggo dai soprusi, IO.. IO..”
“Ah, TU fai questo?” – gli si rivolse la donnona con un’inaspettata tenera dolcezza – “allora è giusto che per riconoscenza ti faccia vedere cosa faccio IO”. E mentre pronunciava siffatte parole, l’energumena madre s’abbattè sul malcapitato eroe mascherato con una grandinata di sganassoni di ringraziamento in dolby surround e technicolor.
“Ahia.. porc.. aaaahiiiii!!!” – urlava sgattaiolando miseramente il supereroe – “meno male che Bernardo è scollegato, altrimenti, sai che figura di m…”
Giusto in quell’attimo, s’udì – “Miracolooooo.. io sento.. vedo.. parlo.. posso scrivere tutto ciò cui assisto.. lo scrivo e posso inviarlo via fax, anche se non esiste ancora, a tutte le testate giornalistiche del globo terracqueo|!!!”
“..erdaaaa!!!” – completò la frase esausto Ozono – “giusto ora gli doveva venire un transitorio stato di grazia. Prima no, quando abbiamo combattuto per più di un’ora per una schiacciata di leva.. giusto ora! E scrive pure con la punteggiatura a regola, ‘sto stronzo!”
“Posa l’osso, effimero personaggio dell’inutile” – proseguì la donnona, mentre continuava alacremente a menare l’uomo per non perdere il ritmo” – “se il bambino mi manca la rapina delle sette con la baby gang, giuro che ti deferisco al tribunale dei minori, sull’anima santa di quel pappone di mio marito..”
“Ah, quindi, suo figlio sarebbe figlio di..?”
“Pappone.. l’ha riconosciuto solo il padre.”
“E lei?”
“Io batto, imbecille. Che domande..” – ribatté la donna indignata – “ora però basta con le tematiche intime. Consegna immediatamente cappello, maschera e fazzoletto, che se il ragazzetto non mi lavora e a me va buca, poi stasera mangiamo le tue prodezze del ca..!”
Ozono dovette cedere suo malgrado alle lusinghiere insistenze dell’arpia e fu così che parte del mirabolante travestimento s’affumò miseramente. Non poteva però andarsene in giro così conciato, con tanto di smalto e bigodini, in tuta sexy e a viso scoperto?!?
Fu in quell’istante che si manifestò Bernardo, che fino allora aveva veduto bene di starsene prudentemente in disparte.
“Ehi, tu” – gli urlò contro Ozono – “giù le braghe!!!”
A fronte della silenziosa perplessità del fido servitore, l’eroe insistette – “ho detto giù i pantaloni, Bernardo! Ti ho visto bene stamattina, mentre ti vestivi. Indossi mutandoni di tela neri come la pece. Giusto quelli che fanno al caso mio. Mettili via!!!”
Alcuni attimi e Ozono ebbe le mutande nere telate di Bernardo piantate in capo e ora, finalmente, anche se riusciva a malapena a scorgere il mondo attorno, attraverso l’unica feritoia angusta del terribile slippone, era pronto a sferrare l’attacco.
“Bombolettari bastardi spray, avete i minuti contati!!!” – poi, si girò versò Bernardo e gli ordinò – “fido servitore, guardami le spalle”
Bernardo però rimase impassibile dov’era e non si mosse d’un solo millimetro. Il miracolo evidentemente era durato poco e il fedele servitore si era come resettato e ricondotto allo stato originario d’inebetito torpore. A questo punto, Ozono ritenne più sensato e certamente prudente tralasciare le spalle e affidarsi ciecamente al culo! --- > To be continued
17:44 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: zorro, spada, maschera, bernardo, diego de la vega, ozono, gas, spray, ambiente, risate, comico, demenziale, satira | OKNOtizie |
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