lunedì, 23 aprile 2012

Alla ricerca dell'acca perduta - 4 p.ta

Racconto di Andrea Fiore per bambini piccoli, grandi ed extra-grandi, dedicato agli stupendi ragazzini di una 5^ elementare di qualche anno fa.

 

Disegni di Carla Federico e Alessandro Lo Meo

 

[continua dal 18 ottobre 2011]

 

arca, ragazzi, racconto, predatori, arca perduta, acca, ricerca, gnomi, fate, fiabe,risate, bambini, comico, demenziale, virgilio“Maga Brut, ti prego, lasciaci liberi” – implorò Pell – “ti ricompenseremo a dovere”

 

“Lo farei davvero, piccolo mostriciattolo blasonato” – rispose la vecchiaccia – “il punto è che io col produttore di questa fiaba ho firmato un contratto per maga cattiva e non posso permettermi certo defaillances.. e poi, voi stavate cercando di fregarmi!!!”

 

“Ma no!!” – fece Cartaforn – “eravamo attratti dalle catene di quel forziere.. sono antiche e ci stavamo chiedendo quanto potessero valere..”

 

“Voi non mi piegate…” – rispose lei ferrea ed impassibile – “vi trasformerò.. non so ancora bene in cosa.. ma vi trasformeròòòòò!!!” 

 

*  *  *

 

Nel salone del palazzo si era riunita un bel po’ di gente e c’era un gran vocio… erano accorsi, chiamati dai regnanti il fine letterato di corte, il consigliere saggio e quello burlone e l’immancabile matto del villaggio  che essendo il più informato di tutti, sperava di vedersi riservare un’attenzione particolare dalla platea, cosa che invece non accadde perché come sempre non fu creduto affatto.

 

Accanto alla regina stavano raccolte a capannello le tre principessine, Altezzosa, Saggia e Vanitosa, assistite dalle rispettive damigelle, Svampita, Silenziosa e Distratta.

 

Infine, si davano un gran bel da fare tra la folla in subbuglio le due servette combina guai, rovesciando boccali e bicchieri e rompendo vasi e suppellettili di vario genere, valore e collocazione (anche la più sicura..).

 

Tutti erano preoccupati, alcuni addirittura terrorizzati al pensiero che i tre ragazzi si trovassero indifesi tra le grinfie malefiche della maga cattiva. Il re Domo e la regina Pack giacevano privi di forze disperati ed ascoltavano passivamente questo e quest’altro, finendo il più delle volte col catalogare disperatamente le proposte come ‘rifiuto irriciclabile da cestinare’…

 

“Mio sire, mia regina non c’è da preoccuparsi”- intervenne uno dei consiglieri – “tutto è fungibile e sostituibile.. lo è di certo il servitore Allumin.. se ne troverà un altro anche migliore; lo è senz’altro il paggio compagnone Cartaforn, che non pochi danni ci ha già cagionato; e lo è perfino il principe Pellicolino.. voi siete giovani e ne potete fare un altro tale e quale e con lo stesso nome..”.

 

Era il consigliere burlone e fu fatto prontamente allontanare dalle guardie, dal momento che c’era poco di che ridere e scherzare in quel momento…

 

“Sire” – intervenne il letterato - “datevi alla prosa ed alla poesia.. vi aiuteranno a non pensare..”

 

“Non pensare? Mi sembra che lo faccia già egregiamente tu per tutti noi, per quel che posso vedere…” – rispose caustico il re – “sentiamo un po’ il consigliere saggio, magari, senza volere, mi spara a caso qualcosa d’intelligente…”

 

“Mio Sire, direi che in questi casi” – esordì il consigliere saggio – “ci si debba rassegnare mantenendo una certa compostezza, tipica del sovrano illuminato…”  Non fece però in tempo a completare la frase che il re, a dispetto della tanto decantata compostezza tipica del sovrano illuminato, l’aveva bell’e defenestrato a fari spenti, insieme al letterato.

 

“Siamo spacciati” – disse la regina con le lacrime agli occhi.

 

“E soprattutto” – aggiustò il tiro il re – “siamo attorniati da una massa d’imbecilli!! Chi ci salverà???”

 

“Io.. vi salverò” – si udì provenire da dietro una colonna.

 

“Chi sei? Fatti avanti!!” – tuonò il re incuriosito.

 

“Sono Gudda, l’antagonista buona di maga Brut” – rispose una vecchietta grassoccia dai capelli incanutiti, che sembrava la classica nonnina uscita velocemente di casa malvestita per comprare il pane all’orario di chiusura dei negozi – “e so perché i tre giovanotti si trovano nei guai e.. che guai!!”

 

“Parla vecchiac.. ehm vecchietta..” – la incoraggiò il re.

 

“Ebbene, i tre si sono intrufolati in casa della maga, su indicazione del folletto furbacchione Bimbi, per trafugare uno scrigno magico..”

 

“Ma questo ve lo avevo già detto io tre ore fa e non mi avete creduto!!!” – obiettò il matto del villaggio.

 

“Zitto folle!!” – gli urlò contro il re – “se è per questo, non ti crediamo neanche ora!!”

 

“In che senso lo scrigno è magico?” – chiese la regina.

“Contiene un’acca..” – rispose prontamente la vecchietta – “un’acca magica che parla…”

 

“Parla????” – fecero all’unisono tutti i presenti, come diretti dalla bacchetta d’un abile maestro di coro.

 

“Parla eccome,. ve l’assicuro… conosce una formula magica che dà la felicità…”

 

“Roba da matti” – commentò il re.

 

“Da matti sì” – sottolineò il folle – “ed è per questo che ve la stavo raccontando io prima che arrivasse ‘sta maga di straforo a soffiarmi lo scoop!!!”

 

“Ma come fare per riportarli a casa tutti e tre sani e salvi?” – s’interrogò ad alta voce la regina Pack.

 

“E’ scritto nelle carte che solo una principessa potrà liberare i tre stupidotti dalla morsa della maga..” – sentenziò Gudda.

 

“Ehm..” – chiese timidamente il re – “sta scritto così sulle carte?”

 

“non ‘così’” – precisò Gudda – “sta scritto proprio ‘stupidotti’!” ----- »» To be continued

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