giovedì, 07 aprile 2011

Auchan eleven - 2° episodio

Auchan eleven bis.jpgO’Party se ne stava nervosamente appollaiato su una vecchia poltrona sgualcita color giallo ocra, cui sminuzzava di tanto in tanto qualche briciola di pane raffermo. Preferiva il pane raffermo, perché l’altro era troppo veloce e non riusciva ad agguantarlo. Infatti, nonostante fosse un bell’uomo, snello, alto, basso, fragile, occhi due, labbra carnose, zigomi alti, basette corte, pizzo mai, da qualche mese si era appesantito enormemente, per via di un piumino di centotrenta chili preso coi saldi di fine inverno e dal quale non era più riuscito a separarsi. Forse un giorno, con un buon divaricatore, un possente cric, un piede di porco a pila, una leva di secondo grado.. chissa?

 

Qualcuno bussò alla porta e O’Party disse d’entrare. Era GFK e con lui c’erano tre brutti ceffi, che a pelle non gli fecero una gran bella impressione. Provò a cuoio e poi a pezza e poi ancora a sintetico, ma la prima impressione rimase confermata.

 

 “Salve capo” – esordì GFK – “ho portato quello che hai chiesto”.

 

“Quello che ti ho chiesto.. già” – commentò O’P – “Sai, Geieff? a volte, dubito seriamente delle mie capacità comunicative. Coraggio, inizia con le presentazioni”.

 

“D’accordo, ecco il primo uomo”

 

“Chi è Neanderthal?”

 

“E’ Conad, un valoroso mercenario che ha partecipato, distinguendosi per valore, coraggio e sprezzo del pericolo, a tantissime campagne e guerre”

 

“Anche Beirut?” – chiese O’P incuriosito.

 

“A volte” – rispose il guerriero prontamente – “ma non sempre riescono bene. Devo prima mangiare pesante e bere almeno tre litri di birra bionda doppio malto..”

 

“Passiamo all’altro” – proseguì O’P con una smorfia di sincero disgusto.

 

“Lui è Toscopio. E’ un medico in prima linea che ha prestato attività a lungo sulla striscia di Garza”

 

“E come.. in equilibrio instabile su di un piede?” – commentò sornione O’P.

 

“Questo non lo so, ma è stato rispedito indietro, perché non ha tenuto fede al giuramento d’Ippocrate”.

 

“Cos’hai da dire a tua discolpa, ragazzo?” – chiese O’P con fare inquisitorio alla volta del medico.

 

“Il giuramento era d’Ippocrate, mica il mio?”

 

“D’accordo, assoldati, tu e Adamo”

 

“Adamo?” – ripeté perplesso GFK.

 

“Volevo dire il primo uomo, insomma Neanderthal.. il bruto!” – precisò O’P – “ed ora, spara l’ultimo di questi bei campioncini d’umanità. Chi è?”

 

“E un veter ano?”

 

“Bene, finalmente una cosa degna del progetto: un veterano”

 

“Ehm..” – bisbigliò GFK – “non va pronunciato così, tutto d’un fiato.. intendo dire.. non tutto unito?”

 

“Ma cosa farnetichi? Stupidissimo selettore dei poveri?!?”

 

“Max Sfighè” – proseguì il selettore indicando il candidato  – è un veter-trattino-ano, ossia un agguerrito gay che, ancheggiando, attacca e ruba ai ricchi per dare ai ricchioni..”

 

“Ricchi.. ricchioni?” – balbettò perplesso O’P.

 

“Certo, signore” – confermò lo stesso Max – “e parteciperò a questa missione per donare tutti i proventi ai..”

 

“D’accordo Maxibon, fa come vuoi” – lo bloccò prontamente O’P – “ciò che conta è che tu, come tutti gli altri, eseguiate alla lettera i miei ordini!”

 

“Puoi contarci, capo” – parlò per tutti GFK.

 

“Non credo occorra farlo. So bene che siete in quattro e comunque, se per strada mi perdo qualcuno, certo non sto lì a strapparmi i capelli! Ora al lavoro: conoscete il piano?”

 

I quattro individui si guardarono sospettosi tra di loro. Furono sguardi, biechi, poi torvi, infine, truci. Quindi, Conad incazzato prese la parola – “ehi tu, ma che ci hai presi per femminucce? Qui, mai nessuno in vita sua ha toccato un piano, nemmeno sfiorato. Ora arrivi tu e vorresti farcelo suonare. Sai che ti dico? Fottiti!!!”

 

“Non temete” – ribatté O’P – “non avevo dubbi che non sapeste suonare, come non ne ho sul fatto che siate tutti equamente suonati allo stesso modo. Ascoltatemi bene. Il nostro obiettivo è l’Auchan della 58-esima avenue”.

 

“Ma..” – obietto Sfighé – “sulla 58-esima avenue c’è di meglio..”

 

“Auchan, è quanto di meglio si possa trovare” – ribadì aspramente O’P – “ e voi attaccherete in contemporanea sotto la mia direzione tutte e dieci le sue casse”

 

“E come facciamo in contemporanea se le casse sono dieci e noi solo quattro?” – obiettò Toscopio.

 

“Già” – annuì O’P – “fanculo a quel rompiballe di Andrea Fiore e ai suoi tagli creativi! Aspetteremo che si riduca il numero delle casse aperte e, quando saremo pari, sbancheremo tutto!!! Altre domande?”

 

“Io ne avrei una di riscatto d’un paio d’anni lavorati” – s’inserì GFK. Poi, rivolgendosi alla platea attonita, s’affrettò a precisare - “solo un paio d’anni.. poi ho smesso!”  ---- > To Be Continued

martedì, 22 febbraio 2011

Auchan eleven - 1° episodio

auchan eleven.jpgIl giovane uomo scivolò furtivo per strada e, dopo essersi rialzato dolorante, prese a raccattare la miriade di cartacce e fogli di giornale che, a seguito della caduta, gli erano sbucati fuori dalla valigetta e si erano sparpagliati confusamente a terra. Nel buio totale della notte, chino sulle carte, scomodava tutti i santi, uno per volta, meticolosamente, quando un’ombra, che da qualche istante si era delineata in fondo alla strada, prese all’improvviso forma e parola.

 

“Sole 24 ore”.

 

“Che fai, amico, mi batti il tempo?” – rispose l’uomo infastidito – “in totale, sono diecimila fogli e non li avevo ancora numerati, per non parlare delle pagine di giornale allegate. Che ci faccio con sole ventiquatt’ore?”

 

“Tieni” – replicò l’altro, porgendogli una pagina di giornale stropicciata all’inverosimile – “l’ho trovata qui dietro. Devo averla calpestata un bel po’. E’ del ‘Sole 24 ore’”

 

“Ahh.. grazie” – sorrise l’uomo imbarazzato per l’equivoco nel prendere il foglio tra le dita. Poi, mostrando una maggiore attenzione nei confronti dell’interlocutore sconosciuto, proseguì – “non ci siamo ancora presentati. Piacere, Nomartin O’Party”.

 

“No..mart..in.. no.. strano, mi ricorda qualcosa.. bò?” – fece l’altro confuso, corrucciando la fronte, mentre tendeva la mano allo sconosciuto per stringergliela – “comunque, io sono GFK”

 

“Parentele importanti in America?”

 

“No, Grande Fratello Kiavik, è il mio nome d’arte” – precisò lo strano individuo, mentre si chinava a raccogliere un’altra manciata di fogli – “sono il selettore del Grande Fratello, anzi.. lo ero”.

 

“Lo eri?”

 

“Ho commesso qualche erroruccio in fase di selezione.. ehm.. diciamo che son venuti fuori tre o quattro bestemmiatori di troppo”.

 

“E quanti ne erano ammessi?”

 

“direi.. nessuno”.

 

“Capisco… ti andrebbe di lavorare per me?” – propose O’Party con tanta energia.

 

“Ma.. di che si tratta?”

 

“Un’impresa semplice”

 

“Telecom Italia?!?”

 

“Ma no.. no.. niente di tutto questo.. un grande centro commerciale”

 

“Continuo a non capire” .

 

“Insomma, sei o no un selettore di merda a spasso? Ti offro un lavoro – tranciò di netto O’Party – “devi aiutarmi a metter su la più potente, efferata, diabolica, imprendibile banda di scassinatori di supermercati. Saremo in undici. Io, tu e altri nove che tu mi aiuterai a trovare”.

 

“Altri nove? E dove li trovo nove?”

 

“Ne voglio nove, non uno in più non uno in meno”.

 

Squillò il telefono e O’Party rispose. “Ma.. non capisco, si era detto undici. Certo, undici in totale, ricordo benissimo! Ne va della mia credibilità e del titolo del racconto. Come facciamo a cambiarlo? Non possiamo cambiarlo. D’accordo.. d’accordo”

 

“Bé, chi era?” – chiese GFK.

 

“Andrea Fiore” – rispose mesto O’Party – “è lui che ci scrive i testi. Ha attaccato con una pippa che non ti dico.. e ‘sono esaurito’ e ‘non mi puoi chiedere questo’ e ‘nove personaggi come faccio a inventarmeli’ e ‘prova a fare tu il mio lavoro, mentre faccio io il personaggio spensierato dei racconti’.. insomma..”

 

“Insomma?”

 

“Insomma, trovami quelli che riesci a beccare e chiudiamola lì, prima che quello mi pianti una grana quanto la cupola di San Pietro col sindacato degli scrittori sfigati. Tanto, almeno il titolo, rimane immutato”.

 

“Il titolo immutato, sebbene non siamo undici? Ma.. non mi sembra una cosa corretta, soprattutto nei confronti dei lettori”.

 

“Amico, ma sei nuovo di queste parti? Sii serio! Ma chi li ha mai letti i racconti di Fiore? Al massimo lui, qualcuno e pure svogliatamente..”

 

“D’accordo” – confermò GFK – accetto l’incarico, avrai i tuoi uomini, anche se non ho ancora capito cosa dovremo rapinare”.

 

“Il nostro obiettivo è Auchan, il grande supermercato in fondo alla cinquantottesima avenue. Quello avveniristico, sempre strapieno di gente che spende e spande profumato denaro in religiosa fila alle dieci casse”

 

“In fondo alla 58-esima strada?” – ripeté GFK meccanicamente – “ma lì c’è di meglio”.

 

“Non conosco i tuoi gusti, amico” – ribatté secco O’Party – “non m’importa se c’è di meglio, il titolo non si cambia: Auchan eleven!” ---- > To Be Continued