lunedì, 01 agosto 2011
Buone Vacanze da StrudelOne :O)
Buone Vacanze da StrudelOne :O)
10:46 Scritto da strudelone in 2011, acqua, amore, avventura, comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, estate, favola, ferie, feste, gioco, incontra, incontri, incontri al buio, innamorati, last minute, libri, libri e fumetti, mare, musica, pace, racconto, regali, relax, satira, single, sogni, sole, spiaggia, sport, vacanze, vacanze estive, viaggio, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: spiaggia, mare, vacanze, estate, acqua, fresco, azzurro, risate, divertimento, demenziale, libri, giallo, gita, viaggio, last minute, buone vacanze, musica, dance, discoteca, ballo, balli | OKNOtizie |
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lunedì, 27 dicembre 2010
Calendario StrudelOne 2011!!!
12:40 Scritto da strudelone in 2011, anno nuovo, buon anno, calendario, capodanno, cenone, comico, creatività, demenziale, divertente, ferie, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, pace, regali, san silvestro, satira, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: 2011, anno nuovo, buon anno, capodanno, calendario, feste, brindisi, spumante, andrea fiore, strudelone, strudel | OKNOtizie |
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domenica, 12 dicembre 2010
BBB.Babbo Natale Offresi
Quel giorno Demis era al settimo cielo. Appena uscito dall’edificio della Hi-Robotics & co. ltd. con il plauso dell’intero consiglio d’amministrazione e un assegno fumante a più zeri per la sua strabiliante invenzione, era certo che avrebbe cambiato il mondo e si crogiolava in quella certezza con un sorrisetto trasognato. Percorreva il marciapiede della 22^ avenue e tutto intorno a lui ora sembrava più bello rispetto a poche ore prima. Riusciva persino a intravedere le verdi foglioline degli alberi seriamente compromessi dallo smog cittadino ai bordi del viale e a scorgere l’azzurro chiaro del cielo, al di là della cappa grigia che gli aleggiava a mezz’aria sulla testa. Era sceso tronfio giù per strada, saltando i gradini tre alla volta, con l’assegno ancora in mano e lo teneva adorante come si fa con una reliquia. Lo fissava con gli occhietti inumiditi dalla forte gioia, lo annusava e provava a immaginare quante di quelle cose, che aveva da sempre desiderato, ci avrebbe finalmente potuto fare. E fu così che, in tale inebriante stato di divina grazia, con la testa tra le nuvole, svoltò l’angolo della via a una velocità tale da non riuscire a schivare il grassoccio vecchietto che si ritrovò dinanzi tra capo e collo.
“Stai attento ragazzo, ma dove hai la testa?!?” – lo rimbrottò l’anziano signore, finito rovinosamente a gambe all’aria sul selciato – “a momenti mi mandavi al creatore!”
“Ops.. vi chiedo perdono” – rispose mortificato Demis – “ero euforico e pensavo a tante di quelle cose..”
“Alla velocità no però, eh?” – replicò l’altro, mentre scricchiolando in varie parti del colpo, tentava di tirarsi su da terra – “andavi come uno shuttle, porca boia!!!”
“Coraggio, vi aiuto a rialzarvi” – si offrì premuroso il giovane.
Demis, dopo che il vecchio fu di nuovo in piedi e fu certo che non avesse nulla di rotto, ma solo qualche ammaccatura di lieve entità disseminata alla rinfusa, accennò a un rapido saluto e si girò lesto per andar via. Si bloccò però subito all’istante, come se fosse stato attraversato lungo il corpo da un laser tagliente. Ruotò quindi lentamente la testa indietro per guardare ancora l’anziano signore. L’osservò meglio, con molta attenzione, scandagliandolo da capo a piedi e poi, con un filo di voce appena, provò ad azzardare - “ma voi.. ehm, intendevo dire, tu.. tu sei..”
“Esatto, io sono” – rispose il vecchio – “e se sono ancora, non è certo per merito tuo, ma per pura casualità. C’e mancato poco che non fossi più!”
“Ma certo, che stupido! Corrisponde proprio tutto: il vestito rosso col cigno bianco ai bordi, stivali e fibbia neri, cappello rosso e folta barba bianca. Tu sei Babbo..”
“..Natale” – completò prontamente l’anziano signore con una smorfia di disappunto sulle labbra – “e ora che lo sai, ti prego, vuoi lasciami in pace?”
“No che non ti lascio in pace, caro mio” – ribatté Demis – “ci ho messo anni a sperare di vederti; anche solo scorgerti per pochi istanti. La notte della vigilia di Natale, lasciavo sempre la mia letterina sul tappeto del salotto e m’appostavo dietro una grande poltrona in religiosa e paziente attesa, avvolto in uno di quegli orribili plaid, tipo kilt scozzese. E ogni anno, sistematicamente, passavano i minuti, le ore e poi le palpebre lentamente, prima l’una poi l’altra, s’abbassavano e venivo inesorabilmente sopraffatto dal sonno. Così, quando mi svegliavo il mattino seguente, il tappeto era pieno zeppo di regali, ma io avevo l’amaro in bocca, perché per l’ennesima volta mi eri sfuggito.. puff, passato come una meteora e svanito nel nulla!”
“Avevi però i regali..”
“Già, ma non te” – rispose il ragazzo con un pizzico di mestizia. Poi aggiunse visibilmente incuriosito – “ma dimmi piuttosto; perché sei così triste?”
“Triste? Mi vedi triste? S’è mai visto un Babbo Natale triste?”
“Direi che oggi è la prima volta che lo si può vedere” – sorrise Demis benevolmente.
“E’ una storia lunga e noiosa, ragazzo mio, non credo che possa interessarti”.
“Lascia che sia io a decidere. Tu pensa solo a raccontarmela”.
“Se proprio insisti” – sospirò profondamente il vecchio a occhi chiusi – “dunque, devi sapere che io ho un capo, di cui non posso farti il nome. E’ lui che dirige e coordina tutte le attività di smistamento dei doni, gadget e affini per le varie festività dell’anno e proprio ieri mi ha convocato per stamattina nel suo ufficio. E’ appena il 15 di ottobre, mi sono detto, cosa potrà volere da me. Probabilmente quest’anno vorrà fare le cose meglio, organizzare nel vero senso del termine, insomma ‘in grande’, come si faceva tanto tempo fa. Così, sono andato fiducioso e motivato a dare il meglio di me”.
“Mi sembra una cosa fantastica!”
“Al tempo, ragazzo, al tempo!” – lo bloccò Babbo Natale – “ho solo detto che pensavo che volesse strafare, non che poi le cose siano realmente andate così. Anzi!”
“Cosa intendi dire?”
“Mi sono presentato stamattina puntuale e lui era sorridente e affabile come sempre. Mi ha fatto accomodare e dopo aver dato un’ultima occhiata al giornale che stava sfogliando, ha commentato in particolare una notizia che parlava di crisi, di recessione, di disoccupazione, insomma una vera calamità. A quel punto, mi ha detto che in una situazione del genere i costi per gli eventi erano diventati insostenibili, che il budget si era tra l’altro ridotto e che tutti noi avremmo dovuto fare un sacrificio per superare questo terribile momento”.
“E tu cos’hai risposto?”
“Gli ho chiesto cosa avesse pensato per sé, dichiarandomi pronto a fare altrettanto anch’io”.
“E lui?”
“Mi ha risposto che per sé, se del caso, ci avrebbe pensato dopo e che invece ora la prima cosa da fare era gestire subito i sottoposti in modo più efficiente. In altri termini, la sua idea è mettersi subito al passo coi tempi e ridurre, un po’ come tutte le aziende, i costi del personale con gli ammortizzatori sociali o forme diverse di lavoro”.
“Ammortizzatori?”
“Sì, non ci crederai, la cassa integrazione anche per figure storiche e istituzionali come la mia!”
“Comunque, in tutta sincerità, non credo che tu corra seri rischi” – osservò il ragazzo – “considerata la tua età, dovresti essere l’ultimo in graduatoria nella lista dei cassintegrati”.
“E invece no. Sorpresa!” – sbottò il vecchio – “sono il primo in assoluto e incontestabile. In graduatoria siamo due in totale, io e quella vecchiaccia odiosa della Befana e lei è di poco più anziana di me!”
“Questa sì che è sfiga, amico mio. Sfigaccia nera, bella e buona!” – concluse corrucciato Demis – “avevi però parlato di altre forme alternative di lavoro?”
“Sì” – confermò Babbo Natale – “in alternativa, ci sarebbe il job sharing. Per questo il capo mi ha convocato in forte anticipo il 15 ottobre. Si tratterebbe di una distribuzione dei compiti tra me e la Befana per Halloween, Natale e l’Epifania, in modo da assicurare in due la prestazione di uno per le tre ricorrenze, ovviamente pagati metà ciascuno”.
“E’ un incubo!” – inorridì il ragazzo.
“Magari lo fosse. Purtroppo, navighiamo a vista nel mare agitato della più bieca realtà!”
“E non credo che le cose miglioreranno, sai?” – aggiunse dispiaciuto Demis – “vedi quest’assegno? L’ho appena avuto per la cessione di un brevetto alla fabbrica di distributori automatici dietro l’angolo dal quale, svoltando ad alta velocità, poc’anzi ti ho tranvato. E’ un marchingegno self service che, interfacciandosi con anagrafe, casellario giudiziale e archivi vaticani, può decretare con assoluta precisione la tipologia di benefit cui ciascun ragazzino potrà accedre. Mi spiace dovertelo dire, ma credo che, con l’arietta che tira, di qui a poco, sia tu che la Befana resterete senza lavoro”.
“La bontà giudicata da una fredda macchina che fa aridi confronti?!?” – esclamò disperato Babbo Natale – “di questo passo dove arriveremo?”
“Magari a un confessionale computerizzato a gettoni” – provò a ironizzare Demis – “che, con una minima offerta libera, ti spara una raffica di preghiere da dire per penitenza, lunga in proporzione ponderata ai peccati che hai appena confessato a un avveniristico quanto asettico microfono criptato”.
Trascorsero alcuni minuti in un imbarazzante silenzio, senza che Demis riuscisse a trovare le parole per confortare quel povero vecchio affranto, che gocciolava lacrime a oltranza. In cuor suo, il ragazzo avrebbe voluto scusarsi dell’invenzione, per aver creduto che potesse rivoluzionare il mondo e migliorarlo, per non avere compreso in tempo l’inquietante visione meccanicistica dell’universo che stava ormai dilagando irrimediabilmente tra gli uomini. A un tratto, però, sopraggiunse un bimbo in calzoncini corti, dagli occhietti vispi e i capelli rosso rame. Poteva avere sì e no cinque anni e i suoi occhi brillarono d’intensa gioia, come diamanti sapientemente intagliati, quando intravide e riconobbe la tonda sagoma.
“Evviva!” – urlò il bambino euforico – “è lui. È Babbo Nataleeee.. che sballoooo!!!”
“Ti adora” – sorrise Demis alla volta del vecchio – “vedi? Tutti i bambini di questo mondo ti adorano e non solo loro..”
“Bé” – rispose Babbo Natale, stringendo le spalle – “allora sarà meglio che mi affretti a fare il mio lavoro in job sharing con la Befana, prima che me lo porti via la tua macchina della malora! Compatto tutte le domande in una e formulo l’‘all in one question’ al ragazzetto: <<Cosa vuoi bel bambino: carbone, regalino, dolcetto o scherzetto?>>”
“Nulla di tutto questo” - rispose il piccolo, spiazzando all’istante i grandi – “non voglio un bel nulla. Niente di niente. Mi basta poterti vedere e abbracciare, Babbo mio bello. Sapere che ci sei e che ci sarai sempre nel mio cuore, nella mia mente e nei ricordi dei miei genitori e dei miei nonni”.
“Grazie bambino” – sorrise il vecchio visibilmente commosso, abbracciando amorevolmente il ragazzino – “ci son cose che una macchina non può dare, come questo abbraccio stracolmo d’amore. E se anche potesse, da lei non le vorresti”.
Lo stesso giorno Babbo Natale rassegnò le dimissioni al suo capo e si mise in proprio. Libero professionista, freelance! Appariva ogni anno alla mezzanotte in punto del 24 dicembre e portava pace e serenità al mondo intero con la sua folta barba bianca e un sorriso dolce e rassicurante ben collocato al centro di due belle guanciotte gonfie e rubiconde. Nessun dono con sé, né punizioni. Per questo si limitava a riviare con sufficienza a una macchinetta automatica che sarebbe apparsa di lì a poco sui tetti delle case per calarsi dai camini. Lui portava solo amore, amore e tanta pace e una forte speranza che la frenesia della riduzione dei costi ‘a tutti i costi’ e il ricorso bovino al meccanismo dei tagli del personale a favore dell’asettico ‘fast e furious automatizzato’, non conducesse al punto del non ritorno: l’eutanasia dell’anima.
13:44 Scritto da strudelone in amore, babbo natale, befana, cassa integrazione, cassintegrati, comico, contratti di solidarietà, creatività, crisi, demenziale, divertente, dolci, doni, epifania, ferie, feste, festività, gioco, halloween, incontri, job sharing, libri, libri e fumetti, natale, pace, premi, recessione, regali, satira, sogni, solidarietà, vacanze | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: amore, babbo natale, befana, cassintegrati, recessione, crisi, job sharing, doni, regali, pace halloween, virgilio, virgilpresley | OKNOtizie |
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sabato, 25 settembre 2010
Scremati dal destino – Estate, vacanze e.. last minute! (Parte dopo)
[Continua dal post del 31/08/2010]
“Io non mi posso proprio pace” – proseguì Mara, congiungendo le mani come se inconsapevolmente volesse pregare e aguzzando gli occhi verso la schermata del computer, che rimaneva drammaticamente immobile, come un vecchio poster cui ormai sei più che assuefatto - “ho sempre sentito che la gente trova pacchetti stupendi e a prezzi stracciati, chi a Sharm el Sheik, chi alle Seychelles, chi…”.
“Mi sa che nel nostro caso” – la interruppe Maso, strofinandosi nervosamente sotto le ascelle gli ultimi cubetti di ghiaccio che c’erano rimasti nella ciotola sul tavolino accanto alla poltrona - anziché i prezzi, avranno stracciato direttamente i pacchetti, mia cara! La schermata dei last minute come vedi è kappa-o e lancia inequivocabili segnali di rigor mortis. Non appare più un’offerta ormai da dieci giorni e le ultime due occasioni sono state: un week-end shrek-style indimenticabile, e posso immaginare in che senso, in cima a una non ben identificata località montana tra le più isolate del globo terracqueo, dove non arriva neanche il più potente dei satellitari multicanale, ma solo a stento i muli d’altura e, per di più, con l’obbligo di equipaggiamento, rigorosamente autogestito, comprensivo di boraccetta modello San Bernardo; l’altra, sette giorni a pane e acqua con bibbia, cilicio e inginocchiatoio in legno ruvido e venoso, da trascorrere in un tetro monastero immerso nei boschi tra strani monaci dallo sguardo bieco, con pagamento in parte in contanti, in parte in natura. C’era pure scritto ‘all inclusive’ e la cosa mi preoccupava non poco e ‘nessuno si è mai lamentato’. Ma perché, qualcuno è mai tornato indietro da lì?!?”
“A dire il vero” - obiettò la donna – un soggiorno interessante un paio di settimane fa era saltato fuori”.
“Ridagli con ‘sta storia del soggiorno interessante. E’ stata la volta che per errore siamo entrati nel sito di un mobilificio. Era un soggiorno, ma di tutt’altro genere. Per averlo, avremmo dovuto acquistare col sangue i mobili dell’ingresso!”
“Beh, in realtà ci servirebbero. Guarda come sono ridotti quelli che abbiamo..”
“Non i mobili del nostro ingresso, Mara, ma dell’intero ingresso del mobilificio, pari a circa trecento metri quadrati finemente arredati! Comunque, io mi arrendo. Ho deciso: mi lascio travolgere dagli eventi. Preferisco pensare alla mia ultima ora… basta last minute!”
“Io invece penso alla figuraccia che faremo con gli amici, quando ci chiederanno con le facce abbronzate di fresco che abbiamo fatto per le vacanze, dove siamo andati, se ci siamo divertiti. Cosa risponderemo, coooooosaaaaaa?”
“Ehi, Mara!!!” – esclamò l’uomo a un tratto, sgranando gli occhi, tanto che la donna dovette pensare che doveva essersene andato con la testa una volta per tutte – “dai un’occhiata un po’ qui. La finestrella in basso a sinistra sullo schermo”.
Mara si avvicinò titubante, ma allo stesso tempo fortemente incuriosita. Aguzzò gli occhi, lesse due o tre righe mormorando a bassa voce e, subito dopo, urlò - “Cliccaci sopra, Maso. Coraggio, non fartelo sfuggire. Facciamolo subitooooo!”
L’uomo non se lo fece ripetere una seconda volta. Pigiò lesto sul tasto del mouse come se stesse affondando sul pedale dell’acceleratore di un’auto da corsa e, in poco meno di un’ora, il salotto fu inondato da un’inaspettata ventata di freschezza, paragonabile all’aria frizzantina dei boschi del Kent alle cinque e mezza del mattino. I due si sentirono resuscitare e tutto sembrò più bello con l’inverter sparato al massimo, persino dover studiare per ripassare il finto viaggio last minute che avevano appena acquistato e inventare un commento, un aneddoto divertente, una storiella buffa facilmente bevibile per ciascuno dei fotomontaggi che avevano ricevuto come preziosa documentazione a supporto.
“Faremo il nostro bel figurone Mara. E’ un finto tour indimenticabile. Sembra quasi di farlo davvero: a momenti ci credo anch’io!”
“Di più, Maso, molto di più. Schiatteranno tutti d’invidia quando realizzeranno che, oltre ad aver fatto un viaggio del genere col last minute, ci siamo comprati il condizionatore per il salotto..”
“Però.. ora che ci penso” – si bloccò di scatto Maso, come folgorato – “quasi tutti i nostri amici hanno installato un inverter e pure della stessa marca del nostro, in concomitanza col loro viaggio last minute..”
“Vorresti dire.. Compra un inverter e al tuo finto viaggio ci pensiamo noi.. stessa promozione?”
“Che taroccari!!!”
“Loro, eh?”
Risero di cuore al pensiero che di lì a poco, con il silenzio complice e il finto compiacimento generalizzato, avrebbero recitato il loro avvincente copione, allo stesso modo e con la medesima dovizia di particolari della lunga serie d’amici furbi che li avevano preceduti, chi in Egitto, chi in Australia, chi in Kenia. E il prossimo anno? Già deciso: super-inverter in camera da letto e last minute fantascientifico su Marte… Perché no?!?
13:25 Scritto da strudelone in blog life, comico, creatività, demenziale, divertente, ferie, last minute, libri, libri e fumetti, mare, satira, sogni, sole, spiaggia, vacanze, viaggio, vita di coppia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: offerte, voli, vacanze, estate, last minute, coppia, condizionatori, inverter, risate, comico | OKNOtizie |
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martedì, 31 agosto 2010
Scremati dal destino – Estate, vacanze e.. last minute! (Parte prima)
Le due del pomeriggio del 31 agosto. Fuori 38 gradi all’ombra col 98 percento di umidità nell’aria. Maso e Mara sedevano immobili sul piccolo divano biposto del salone a tapparelle rigorosamente abbassate, praticamente al buio. Stavano così da due mesi, sprofondati in una sorta di oleoso letargo estivo, unti di sudore a goccioloni, con gli abiti appiccicaticci, le ascelle muschiate e un angosciante boccheggiare da pesce abbandonato nel boccione sul tavolo della cucina, pericolosamente a corto d’acqua e di ossigeno.
“Pensi che ci toccherà aspettare ancora a lungo, Mara?” – esordì l’uomo, avendo cura di dosare il fiato, calibrare al minimo i movimenti di bocca e lingua e limitandosi a inarcare lievemente un solo sopracciglio per dare maggior enfasi col minimo sforzo all’inquietante interrogativo.
“Non so” – rispose l’altra lapidaria, asciugandosi a fatica con una maxi-mappina il sudore che le grondava dalla fronte – “ancora nulla”.
“Non so, ancora nulla. Ancora nulla, non so. E’ tutto quel che sai rispondere?”.
“Ancora nulla, non è tutto quel che so rispondere, ma tutto quel accade purtroppo da due mesi a questa parte, Maso!”
“Grazie a te e alle tue strabilianti idee malsane” – incalzò l’uomo, che aveva temporaneamente riattivato le funzioni vitali, allontanandosi a suo rischio e pericolo dalla più cauta e rassicurante zona dello stand-by – “per quasi un anno m’hai fatto una capa a campana di duomo con continui.. ‘ma che dici Maso?’, ‘ma come ti permetti Maso?’, ‘ma stai scherzando Maso? Il last minute ha sempre funzionato! Ma che inverter.. lascia perdere. Ce ne staremo talmente tanto tempo fuori col last minute, che i condizionatori sono del tutto superflui qui a casa! Bisogna solo mettersi comodamente seduti in salotto, saper attendere con un briciolo di pazienza davanti al computer per non più di una mezzoretta e i pesci con le offerte abboccheranno che sarà una meraviglia…”
“Ebbene?”
“Su tua indicazione, sin dai primi giorni di luglio, abbiamo cominciato a sperare, religiosamente privi d’inverter, e dopo appena sessanta giorni di paziente attesa, NOI siamo ancora qui senza condizionatori e i pesci dalle uova fatate se ne sono andati via. Partiti anche loro, forse con un last minute, in bermudino colorato kitch e canotta hawaiana! Tanto, siamo rimasti noi sulla brace ad aspettare che tornino. Gli teniamo d’occhio il boccione, gli cambiamo l’acqua e, se ci va bene, ci faranno vedere le foto al ritorno dal viaggio…”
“Giorgio e Sandra hanno beccato un’offerta da favola alle Maldive. Ricordo che sono partiti in quattro e quattr’otto per una manciata d’euro…”
“Allora, ricorderai pure che era metà ottobre e non estate inoltrata come ora, che sono passati appena quindici anni e che la manciata non era d’euro ma di vecchie lire. I computer cominciavano appena a diffondersi, internet lo conoscevano in tre o quattro - ed erano considerati matti - e in tanti credevano ancora che il last minute fosse un potente detersivo sgrassatore per piatti, venduto sfuso negli hard discount sotto casa, girato l’angolo!”
“Già… ed erano pure convinti che l’asti al limone fosse un ottimo spumante che sta bene sul pesce” – completò Mara con fine ironia – “ma insomma, Maso, sei pesante! E’ vero. Il boom di internet ha catapultato sui last minute in un sol colpo la gente di tre universi paralleli e non ci sono più le succulente occasioni dei primi tempi. E’ però innegabile che, se noi partiamo con lo stato d’animo dello sfigato cronico allergico ai cani, che sbadatamente pesta una merdaccia quadrupede, si becca una multa da una guardia che crede che il cane sia suo e dopo poco finisce pure in ospedale per un forte attacco allergico, allora..”
“Allora?”
“Allora cosa?”
“La storia della merdaccia, del cane e del tizio iperallergico. Mi stavo appassionando. E’ la prima cosa interessante e avvincente che fuoriesce dalla tua boccaccia dacché stiamo sprofondati in questo diafano purgatorio de noantri a nutrirci di speranza e scatolame da razione kappa della guerra del ‘15-‘18, in lista d’attesa per traghettare definitivamente tra le fiamme eterne dell’inferno!” [To be continued]
00:25 Scritto da strudelone in creatività, demenziale, divertente, ferie, last minute, spiaggia, vacanze, viaggio, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: offerte, voli, vacanze, estate, last minute, coppia, condizionatori, inverter, risate, comico | OKNOtizie |
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