martedì, 25 dicembre 2012
Buon Natale da StrudelOne!!! ;O)
19:36 Scritto da strudelone in babbo natale, doni, favola, feste, festività, fiaba, natale, satira, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: babbo natale, feste, auguri, vacanze, regali, doni | OKNOtizie |
Facebook
domenica, 09 dicembre 2012
Il presepe di Lui - Racconto di Natale di Andrea Fiore
Fino a quel momento, Lui se n’era stato con la testa fra le nuvole. Amava farlo; lo faceva sentire leggero, lontano dalle cose terrene, dal logorio della vita moderna o quella roba lì da amaro al carciofo che per alcuni te lo gusti solo se stai seduto nel bel mezzo di un incrocio affollato e coi semafori guasti. Ora però tutto era pronto per il grande evento. Con un colpo di reni da dio, aveva tirato giù veloce due o tre scatoloni dal soppalco e stava finendo di scartare le statuine degli ultimi pastorelli. Le ripose delicatamente su di una piccola panca in buona compagnia di pecore e cani da gregge e chiuse gli occhi per concentrarsi prima di dare libero sfogo al suo spirito creativo.
Realizzare il presepe fu come un incanto. In circa sei minuti sorsero come dal nulla montagne e foreste, presero a scorrere fiumi e si formarono laghetti e il piccolo paesello cominciò a materializzarsi. Sorsero dapprima le case, una dopo l’altra; poi gli alberi, le fontanelle agli angoli delle strade sterrate, e, infine, una bella capanna, collocata ad arte al centro delle vie che si diramavano a raggiera. Una capanna illuminata da una luce fioca, stracolma di fieno e con una mangiatoia in bella vista. Frugò come un forsennato tra le scartoffie che erano rimaste dentro uno scatolone e grondante di sudore estrasse gli ultimi due pezzi. Un bue e un asinello, finemente rifiniti, che quasi sembravano veri. Ebbe l’istinto di batterli col martello e di urlare “Perché non ragli? Perché non muggisci?”, ma questo era un altro film e poi il tempo scorreva inesorabile. Sei minuti non erano molti.
Il settimo minuto Lui concluse i lavori e si riposò. Il riposo gli spettava in virtù della legge 626/94. Era un suo diritto!
“Padre, è bellissimo” – urlò a un tratto un bel pupettone, che avrebbe potuto avere a occhio e croce otto dieci anni, dai capelli a ciocchettoni biondi stile camomilla Schultz. Era letteralmente al settimo cielo.
“Vedi figliolo” – proseguì il padre sospirando – “utilizzo il budget dei sei giorni per cose ben più grandi e impegnative; per le piccole cose sei minuti bastano e avanzano. Direi che vado in scioltezza”.
“Me ne sono accorto. Direi che è perfetto, anche se un po’ hai esagerato. Montagne di marzapane, fiumi di cappuccino, capanne di ciambellone, erba..”
“Erba?!?” – sbraitò Lui sgranando gli occhi – “Dove?”
“Lì. La brucano le pecore e fanno anche movimenti inconsueti; sembrano innaturali, come se volessero spiccare il volo.. E i pastori? Anche loro sono strani. Vedi, la polverina che hai usato per fare la neve? La tirano su forte col naso, aiutandosi con delle cannucce”
“Ecco, lo sapevo, ci risiamo!!!” – commento Lui paonazzo in volto. Era furioso. Chiaramente erba e polverina non rientravano nel suo progetto, ma nel contempo non dovevano essere una vera sorpresa. Staccò un filo d’erba e poi sniffò la polvere da sopra una casetta innevata e.. – “Yuppiiiii… ehm, volevo dire che sono furenteeeeeee!!!! Scatenerò l’ira di Dio!!!”
“Lira, papi?” – chiese perplesso il ragazzino – “ma non siamo passati all’euro?!? Scatenerai l’euro di Dio”
“Io creo un presepe che è un Paradiso” – proseguì Lui incurante della pedante puntualizzazione del pargolo – “un presipino piccino piccino, piccino picciò, una deliziosa miniatura, un buco nero della felicità, una stupenda isola che non c’è, dove tutto è bello e i colori delle cose sono pastello con tonalità tenui e docili sfumature e non dico che mi aspetto gratitudine, una profondissima gratitudine, talmente profonda che per provarla devi indossare i braccioli per stare a galla, ma almeno lasciatelo com’è, non me lo contaminate ‘sto …biiiiiipppp.. di presepe!!! E questo biiiiiipppp ch’è stato?!?
“L’auto-censura papi, l’hai impostata tu stesso per impedirti di fare peccato. Tu sì che sei perfetto”.
“Già, un perfetto..”
“L’aria intorno al presepe diventa irrespirabile e fa pure caldo, tanto caldo!” – fece notare il bimbo
“Lo smog e l’effetto serra!” – fece notare Lui – “Sono arrivati anche loro come le cavallette”
“Non vedo cavallette, papi”
“Guarda più in fondo, figlio mio. La c’è gente che soffre”
“Non vedo niente è tutto buio”
“Sono tutti di colore. Usa questi. Sono occhiali a infrarossi. Fanno miracoli”
“Urca se li vedo ora. Quanti ne sono. Davvero tantissimi!”
“Tu sei riuscito a vederli. Pensa che buona parte del mondo non ce la fa” – rispose Lui accarezzando il piccoletto – “sono i pastori del terzo mondo. Vivono tra fame, malattie, disperazione e sfruttamento”
“Io non capisco, Padre?” – chiese il pargolo incuriosito – “Perché il presepe si trasforma così?
“Segue le leggi del mondo reale e il mondo reale è così. Tu lo crei bello, ma dura poco, perché subito dopo c’è chi avvia ineluttabili processi tendenti all’autodistruzione”
“Guerre, lotte cittadine, malasanità, mafia, politici iper-corrotti, sommosse, attentati, pseudo artisti strapagati”
“E’ apparso pure il calcio” – sottolineò il ragazzino con gli occhi che gli luccicavano per l’eccitazione.
“Già, il calcio, l’oppio dei popoli. La piaga più grande!”
“Perché?”
“Giro di milioni, partite truccate, scommesse illegali, giocatori super viziati e iper-pagati e partite a gò-gò, senza tregua né rispetto né pudore, ogni santo giorno della settimana, no stop zeroventiquattro. Partite dei campionati più svariati del globo terracqueo, comprese quelle d’infima categoria dell’oratorio festivo del paese montano più sperduto, commentate da tecnici improvvisati, paratecnici e opinionisti matti. Tutto questo per non farti pensare a nulla. Per distrarti la mente dalle cose che contano. Sicché da due palle ce ne hai tre. Due in basso e una costantemente in testa. Una palla che balza e rimbalza, che vola, che sfugge, che è dentro che è fuori anche se di poco, peccatoooo! Oppure, goooolllll, urlato come se stessero togliendoti la vita, da cronisti invasati che andrebbero esorcizzati, altro che mandati in onda! Solo una palla nella tua testa, inseguita da ventidue stolti, giudicati con molta approssimazione da tre arbitri e un quarto uomo. Ma chi sarà mai poi ‘sto quarto uomo? Uno che arriva sempre quarto o è scarso o è sfigato. Uno che non sale mai sul podio, manco per sbaglio, fosse solo per passare lo straccio o dare un colpo di ramazza, che razza di giudice può mai essere?!?”
“Ok, il calcio è una terribile piaga. Mi hai convinto” – tagliò corto il fanciullo per evitare di avvitarsi in un loop totale a causa degli sproloqui di Lui – “Non vorrei però criticarti, ma quei monti laggiù non è che siano venuti tanto benei”
“Quali? Ah, sì lo ammetto. Un errore grossolano. Credevo che in Italia avrebbero creato una valida barriera tecnica per il superamento della crisi”
“E..?”
“Come ti dicevo: è stato un errore; un grave errore, un..”
“Gravissimo errore?” – sorrise il putto. Poi, voltandosi verso la creazione del padre, che s’imbruttiva sempre più man mano che trascorrevano i minuti, aggiunse a bassa voce con una smorfia di tristezza sulle labbra - “Che brutto presepe, Padre. Davvero, perché continui a farlo?”
“Perché, perché, perché.. sei curioso figlio. Lo faccio e basta e poi, mi piace creare le cose. Anche per un solo attimo sono belle e mi fanno sentire importante. E poi, ci sei sempre tu che corri a rimettere le cose a posto, no?”
“No Padre, mi sa che non le metto affatto” – rispose l’altro seccamente – “io ogni anno la discesa la faccio per non dispiacervi, però non credo che serva a tanto. La gente esulta per la mia venuta, va in visibilio. Sembra anche che abbia capito. Alcuni hanno addirittura le visioni, altri le stimmate temporanee, altri ancora parlano con gli animali o acquistano il dono delle lingue. Ma dopo pochi minuti quasi tutti dimenticano. Dimenticano chi sono io, perché sono venuto e non ricordano nemmeno perché hanno stappato lo spumante a mezzanotte e hanno brindato. Le persone sono distratte, Padre. Dal calcio, dai grandi fratelli, dalle isole dei famosi e dei non, dai gossip alimentati dalla fervida immaginazione di chi ha capito come funziona il mondo che tu hai creato e ne ha preso le rendini in mano. Col nuovo anno, gli uomini saranno pronti a farmi fuori sulla croce, come hanno sempre fatto. Come in un videogame. Tanto io ho vite da vendere e dopo tre giorni torno in circolazione più in gamba che mai”
“Sei un lazzarone, nel senso che resusciti” – commentò sorridente Lui - “capita.. la battuta?”
“Non scherzo padre, quest’anno vorrei non andare. La realtà laggiù è come nel tuo presepe; l’hai appena detto tu stesso. Quest’anno no. Potresti dire che mi son dato malato o che l’Arcangelo Gabriele si è dimenticato di fare l’annuncio propedeutico o che la cicogna ha sbagliato traiettoria e si è andata a incagliare tra due pianeti lontani anni luce. Oppure che sciopero. Uno sciopero selvaggio che non è stato preannunciato e non mi puoi neanche precettare. Lo fanno i mortali, perché non dovrei io, che sono il figlio di D..”
“Io.. io.. non so che dire” – bofonchiò il vecchio spiazzato – “Lo hai sempre fatto. Sei sempre sceso per salvare il mondo e dopo pochi mesi sei sempre tornato”
“Già, ogni anno vado e torno, ma cosa cambia?” – ribatté seccamente il figlio - “Trovami uno stuntman”
“Stuntman?!?” – ripeté convulsamente Lui – “e dove lo trovo uno che accetta di scendere giù e d’essere deriso, picchiato e crocifisso in nome e per conto tuo?!? Così, su due piedi?”
“Per l’esattezza è stato anche sulle mani e non sono sottigliezze!”
“Fammi pensare” – corrucciò le sopracciglia Lui – “Stunt.. stunt.. stuntman.. Trovato!!!”
“Cosa Padre?”
“Chi ti sostituirà” - precisò l’altro – “manderemo il cicciottone dalla barba bianca folta con la tutona rossa. Quello che se ne va in giro in slitta per i cieli a meno ottanta gradi trainato da una manciata di renne masochiste croniche”
“Babbo Natale?” – fece il ragazzo perplesso – “ma che c’entra con me”
“Avete molte cose in comune. Anche lui arriva a Natale. Fa tutti felici e dopo qualche giorno viene dimenticato. E la cosa positiva è che alla fine non muore nessuno e di conseguenza nessuna resuscita!”
La soluzione sembrò convincere il figlio. I due si guardarono ancora per qualche istante negli occhi, poi Lui e l’Altro spensero le luci del presepe, voltarono le spalle e andarono via. E da quel Natale il mondo fu felice quei soli pochi giorni in cui veniva Babbo Natale; per il resto del tempo, piombava poi nelle tenebre, buie e profonde tenebre, proprio come quelle del presepe.
19:18 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, feste, festività, monti, natale | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: presepe, feste, natività, gesù, dio, natale, babbonatale, pastore, doni, regali, demenziale, comico, divertente, andrea fiore, crisi, monti, governo, calcio, stato, racconto | OKNOtizie |
Facebook
domenica, 08 aprile 2012
Auguriiiiiiii :O)
14:57 Scritto da strudelone in feste, pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: auguri, feste, pasqua | OKNOtizie |
Facebook
domenica, 01 gennaio 2012
AUGURI AUGURI AUGURI DA ANDREA FIORE E STRUDELONE!!!
AUGURI AUGURI AUGURI DI UNO STREPITOSO 2012 DA ANDREA FIORE E STRUDELONE :O)
00:05 Scritto da strudelone in anno nuovo, feste, regali, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: auguri, feste, regali, doni, andrea fiore, strudelone, anno nuovo, happy new year, 2012 | OKNOtizie |
Facebook
venerdì, 23 dicembre 2011
Un Natale elettrizzante!!! - Auguri da Andrea Fiore
19:40 Scritto da strudelone in babbo natale, comico, divertente, divertimento, feste, festività, libri, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: babbo natale, natale, feste, risate, auguri, doni, regali, andrea fiore | OKNOtizie |
Facebook
sabato, 12 novembre 2011
IL 26 NOVEMBRE ANDREA FIORE A MILANO CON L'ELETTRICISTA!!!
18:38 Scritto da strudelone in assassinio, comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, feste, incontri, intervista, killer, libri, libri e fumetti, morte, noir, novità, omicida, omicidio, poliziesco, racconto, serial killer, thriller | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: assassinio, comico, demenziale, divertente, divertimento, killer, libri, libri e fumetti, noir, omicidio, serial killer, thriller, andrea fiore, strudelone, elettricista | OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 01 agosto 2011
Buone Vacanze da StrudelOne :O)
Buone Vacanze da StrudelOne :O)
10:46 Scritto da strudelone in 2011, acqua, amore, avventura, comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, estate, favola, ferie, feste, gioco, incontra, incontri, incontri al buio, innamorati, last minute, libri, libri e fumetti, mare, musica, pace, racconto, regali, relax, satira, single, sogni, sole, spiaggia, sport, vacanze, vacanze estive, viaggio, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: spiaggia, mare, vacanze, estate, acqua, fresco, azzurro, risate, divertimento, demenziale, libri, giallo, gita, viaggio, last minute, buone vacanze, musica, dance, discoteca, ballo, balli | OKNOtizie |
Facebook
domenica, 24 aprile 2011
Buona Pasquaaaaa!!!!
Andrea Fiore e StrudelOne Augurano a tutti una Serena e Divertentissima Pasqua :O)
00:05 Scritto da strudelone in 2011, amore, comico, creatività, demenziale, dolci, feste, festività, gioco, incontri, libri, libri e fumetti, musica, novità, pasqua, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: pasqua, resurrezione, feste, uova, sorpresa, auguri, comico, creatività, risate, divertente, demenziale, andrea fiore, strudelone | OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 07 febbraio 2011
Scremati dal destino - San Valentino vent’anni dopo.
Maso si era da poco accasciato sul morbido sofà in soggiorno e, scostate con un’abile mossa d’una decina di centimetri le pantofole dai piedi, aveva preso a grattarseli svogliatamente l’un l’altro, mentre sfogliava al massimo dell’orgasmo le morbide pagine rosa della gazzetta dello sport. Gongolava tra sé e sé alla vista di tutte quelle notizie, perché le conosceva bene, anche il piccolo trafiletto schiaffato in fondo alla pagina, e in cuor suo si sentiva al sicuro nel rendersi conto che teneva tutto sotto controllo. Il calcio, e lo sport in genere, non avevano segreti per lui. Macché politica, sociale, economia.. tutte bestie insulse! Una sana ignorante coattissima lettura rigenerante della gazzetta era quel che ci voleva per rimetterlo in vita, per ricordargli che era un vero uomo, ricco di conoscenze valide e spendibili. A un tratto, alzò gli occhi, come colto da una strana sensazione di panico. Si sentì attraversare la schiena da un brivido gelido. Una goccia di sudore freddo, come una fredda lama nel buio fondo della notte. Chiuse il giornale, lo ripose accuratamente sul tavolinetto, e si piegò in basso verso un mobiletto per aprire di scatto il secondo cassetto. Lo fece a occhi chiusi, temendo il peggio. Poi, la liberazione. L’album era lì, con le figurine in bella mostra. Voltò le pagine velocemente e.. per fortuna, tutto in regola, proprio come l’aveva lasciato lui. Che imprudente ch’era stato. Se gli fosse successo qualcosa non se lo sarebbe perdonato! Scrisse sull’agenda del telefonino un breve memo periodico con allarme per i lunedì sera alle venti e trenta: <<martedì ricordarsi inquietante presenza in giro casa figlio rompicoglioni donna pulizia quindi album figurine cassaforte>>. Si lasciò nuovamente crollare sul divano e, tirato un profondo respiro di sollievo, riprese da dove l’aveva improvvisamente interrotto l’impegnativo compito d’aggiornamento rosa. Fu proprio in quell’istante che si aprì la porta di casa ed entrò Mara con i capelli impermanentati di fresco.
“Beh, che ne pensi del mio nuovo look?” – esordì alla volta dell’uomo, che per istinto di conservazione si era appena trincerato dietro la gazzetta. Poi, dato che l’altro se ne stava in silenzio, proseguì irritata – “insomma, ti piace ‘sto taglio di capelli?”
“Ah, meno male, sono capelli” – rispose Maso con una leggera smorfia di perplessità sulle labbra – “credevo ti si fosse attaccato in testa un gatto nero..”.
“Seee..” – chiosò lei – “e magari eri lì lì per chiamare i pompieri per farlo scendere..”
“Insomma” – riprese Maso con nonchalance – “a cosa dobbiamo l’onore di questo impressionante exploit?”.
“Se guardassi un po’ più spesso il calendario, forse saresti in grado di darti da solo le risposte, mio caro”.
L’uomo storse leggermente il collo, quel tanto da poter cogliere con la coda dell’occhio il calendarietto da tavolo sulla scrivania. Emise un leggero colpo di tosse e poi chiese – “per caso, oggi è.. è venerdì?”
“Direi di sì, caro.. fuocherello”.
“Ah.. il 14 febbraio. Per fortuna è solo San Valentino” - aggiunse lui con calma – “sai che mi avevi messo paura? Credevo ci fosse un battesimo, un matrimonio, una cresima e che ce ne fossimo scordati."
“Soooolooooo?” – ruggì Mara – “soooolooooo San Valentinoooo?
“Perché, non è solo? E’ venuto in compagnia d’altri santi? Di solito va in giro da solo. Quelli che si presentano in due o tre sono altri, tipo, Sant’Alfio, San Cirino e San Filadelfo o i Santissimi Pietro e Pa..”.
“Bastaaa!” . lo tranciò lei di netto – “sei un mostro Maso. Ma possibile che non riesci minimamente a cogliere la magia di San Valentino?”
“Magia?” – ripetè Maso inarcando le sopracciglia – “io di magia conosco e apprezzo solo quella di Silvan e comunque, se proprio devo credere in qualcuno, San Valentino non mi va giù, preferisco la Befana, che almeno posso toccarla con mano..”
“Giù quelle manacce di dosso, stupidissimo essere regredito all’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia!!!”
“Scimmia io?” – ribattè caustico l’uomo – “e tu allora cosa saresti, con tutti quei peli come bulloni, che ti porti dietro e che spargi per casa impunemente?”
“Se li perdo, mio caro, è perché ho fatto la luce pulsata” – precisò Mara – “ma tu, troglodita come sei, è chiaro che sconosci la più moderna tecnologia. Dieci sedute a poco meno di tremila euro e i peli sono solo un ricordo”.
“Per quanto mi riguarda, considerato il costo, potresti anche non farla la luce puzzata e giocare nella nazionale di calcio maschile. Faresti un gran figurone del tutto gratis e magari fai gol!”
“Dannatissimo energumeno” – sbroccò la donna inferocita – “venti anni fa non mi avresti detto queste cose! Non te ne saresti stato rintanato in casa il 14 febbraio, incollato a quello stupido divano, ricoperto da un puzzolente plaid scozzese a bere birra, a leggere di stupidissimo calcio e a guardare partite in continuazione alla tv”.
“E’ anche vero che venti anni fa era un mortorio, mia cara. Alla tv c’era solo un tempo di una partita di serie A la domenica pomeriggio, la domenica sportiva, mercoledì sport e 90° minuto. Ora sì che è vita! Partite, commenti, scoop, calciomercato.. tutto il giorno.. zero-ventiquattro!”
“Zero-ventiquattro?” – concluse Mara – “tu, al massimo, arrivi a zero-dodici. Io mi arrendo, speravo che almeno ti andasse di venire fuori a cena. Siamo io e te e poi Angelo e Chiara, Roberto e Marina, Tommaso e Virginia, Giuseppe e Francesca, Davide e Maria, Sandro e Martina, Marco e Sonia, Matteo e..”
“Ma cos’è, una terapia di gruppo per coppie?”
“Macché, era per movimentare un pò”.
“D’accordo, ci vengo, ma solo se mi garantisci che alla fine il tutto si trasforma in orgia”.
Rimasero in silenzio per qualche minuto, poi Maso si alzò dal divano per andare nell’altra stanza. Mara rimase seduta al tavolo del soggiorno a guardarsi allo specchio e a pensare che i soldi per la nuova acconciatura erano stati letteralmente buttati. Poco dopo, però l’uomo rientrò vestito di tutto punto d’un elegantissimo abito scuro gessato. Le si accostò all’orecchio e le sussurrò – “E’ anche vero, mia cara, che vent’anni fa, con lo stipendio che avevamo, questo non me lo sarei potuto permettere..”
“Stupido” – sorrise lei con le lacrime agli occhi, mentre Maso le porgeva sorridente un pacchettino finemente incartato – “così mi si distruggerà il trucco”.
“Non credo che occorra il trucco nel privee che ho prenotato per il nostro tête-à-tête” – la rassicurò lui – “Buon San Valentino, cara”.
“Quindi, saremo solo io e te?”
“Sì, solo io e te” – confermò Maso – “ma se ti senti sola.. porta pure i peli”.
13:20 Scritto da strudelone in 14 febbraio, amore, baci, blog life, cenone, comico, creatività, demenziale, divertente, doni, feste, festività, incontri, innamorati, libri, manie, regali, San Valentino, satira, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: san valentino, biglietti, auguri, regali, peli superflui, 14 febbraio, festa, innamorati, coppia, cupido, eros, baci, virgilio | OKNOtizie |
Facebook
sabato, 01 gennaio 2011
Felice Anno Nuovooooo!!!
Un augurio grande grande di un 2011 ricco di tante belle emozioni e pieno di soddisfazioni, pace e serenità a tutti gli amici del sito StrudelOne - Demenziale tra Storia e Leggenda!!!
Bacioni Andrea :O)
13:43 Scritto da strudelone in 2011, amore, anno nuovo, buon anno, comico, creatività, demenziale, divertente, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, musica, pace, regali, satira | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: anno nuovo, anno, 2011, felice anno, nuovo, auguri, feste, doni, regali, serenità, pace, tappo, spumante | OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 27 dicembre 2010
Calendario StrudelOne 2011!!!
12:40 Scritto da strudelone in 2011, anno nuovo, buon anno, calendario, capodanno, cenone, comico, creatività, demenziale, divertente, ferie, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, pace, regali, san silvestro, satira, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: 2011, anno nuovo, buon anno, capodanno, calendario, feste, brindisi, spumante, andrea fiore, strudelone, strudel | OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 20 dicembre 2010
Buon Natale (The alternative one!!!)
Un Babbo Natale inedito e decisamente.. piccante.. :O)
Un video divertentissimo creato e animato da Andy Pinder, dedicato a tutti gli amici di StrudelOne con i più sinceri e alternativi Auguri di un caldo Natale e di un eccitantissimo 2011!!!
Bacioni, Andrea :O)
22:06 Scritto da strudelone in amore, babbo natale, comico, creatività, demenziale, divertente, doni, erotico, feste, festività, gioco, lap dance, libri e fumetti, natale, pace, peep show, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: natale, babbo natale, santa claus, feste, regali, doni, christmas, auguri, hot, piccante, sexy, alternativo, demenziale | OKNOtizie |
Facebook
domenica, 12 dicembre 2010
BBB.Babbo Natale Offresi
Quel giorno Demis era al settimo cielo. Appena uscito dall’edificio della Hi-Robotics & co. ltd. con il plauso dell’intero consiglio d’amministrazione e un assegno fumante a più zeri per la sua strabiliante invenzione, era certo che avrebbe cambiato il mondo e si crogiolava in quella certezza con un sorrisetto trasognato. Percorreva il marciapiede della 22^ avenue e tutto intorno a lui ora sembrava più bello rispetto a poche ore prima. Riusciva persino a intravedere le verdi foglioline degli alberi seriamente compromessi dallo smog cittadino ai bordi del viale e a scorgere l’azzurro chiaro del cielo, al di là della cappa grigia che gli aleggiava a mezz’aria sulla testa. Era sceso tronfio giù per strada, saltando i gradini tre alla volta, con l’assegno ancora in mano e lo teneva adorante come si fa con una reliquia. Lo fissava con gli occhietti inumiditi dalla forte gioia, lo annusava e provava a immaginare quante di quelle cose, che aveva da sempre desiderato, ci avrebbe finalmente potuto fare. E fu così che, in tale inebriante stato di divina grazia, con la testa tra le nuvole, svoltò l’angolo della via a una velocità tale da non riuscire a schivare il grassoccio vecchietto che si ritrovò dinanzi tra capo e collo.
“Stai attento ragazzo, ma dove hai la testa?!?” – lo rimbrottò l’anziano signore, finito rovinosamente a gambe all’aria sul selciato – “a momenti mi mandavi al creatore!”
“Ops.. vi chiedo perdono” – rispose mortificato Demis – “ero euforico e pensavo a tante di quelle cose..”
“Alla velocità no però, eh?” – replicò l’altro, mentre scricchiolando in varie parti del colpo, tentava di tirarsi su da terra – “andavi come uno shuttle, porca boia!!!”
“Coraggio, vi aiuto a rialzarvi” – si offrì premuroso il giovane.
Demis, dopo che il vecchio fu di nuovo in piedi e fu certo che non avesse nulla di rotto, ma solo qualche ammaccatura di lieve entità disseminata alla rinfusa, accennò a un rapido saluto e si girò lesto per andar via. Si bloccò però subito all’istante, come se fosse stato attraversato lungo il corpo da un laser tagliente. Ruotò quindi lentamente la testa indietro per guardare ancora l’anziano signore. L’osservò meglio, con molta attenzione, scandagliandolo da capo a piedi e poi, con un filo di voce appena, provò ad azzardare - “ma voi.. ehm, intendevo dire, tu.. tu sei..”
“Esatto, io sono” – rispose il vecchio – “e se sono ancora, non è certo per merito tuo, ma per pura casualità. C’e mancato poco che non fossi più!”
“Ma certo, che stupido! Corrisponde proprio tutto: il vestito rosso col cigno bianco ai bordi, stivali e fibbia neri, cappello rosso e folta barba bianca. Tu sei Babbo..”
“..Natale” – completò prontamente l’anziano signore con una smorfia di disappunto sulle labbra – “e ora che lo sai, ti prego, vuoi lasciami in pace?”
“No che non ti lascio in pace, caro mio” – ribatté Demis – “ci ho messo anni a sperare di vederti; anche solo scorgerti per pochi istanti. La notte della vigilia di Natale, lasciavo sempre la mia letterina sul tappeto del salotto e m’appostavo dietro una grande poltrona in religiosa e paziente attesa, avvolto in uno di quegli orribili plaid, tipo kilt scozzese. E ogni anno, sistematicamente, passavano i minuti, le ore e poi le palpebre lentamente, prima l’una poi l’altra, s’abbassavano e venivo inesorabilmente sopraffatto dal sonno. Così, quando mi svegliavo il mattino seguente, il tappeto era pieno zeppo di regali, ma io avevo l’amaro in bocca, perché per l’ennesima volta mi eri sfuggito.. puff, passato come una meteora e svanito nel nulla!”
“Avevi però i regali..”
“Già, ma non te” – rispose il ragazzo con un pizzico di mestizia. Poi aggiunse visibilmente incuriosito – “ma dimmi piuttosto; perché sei così triste?”
“Triste? Mi vedi triste? S’è mai visto un Babbo Natale triste?”
“Direi che oggi è la prima volta che lo si può vedere” – sorrise Demis benevolmente.
“E’ una storia lunga e noiosa, ragazzo mio, non credo che possa interessarti”.
“Lascia che sia io a decidere. Tu pensa solo a raccontarmela”.
“Se proprio insisti” – sospirò profondamente il vecchio a occhi chiusi – “dunque, devi sapere che io ho un capo, di cui non posso farti il nome. E’ lui che dirige e coordina tutte le attività di smistamento dei doni, gadget e affini per le varie festività dell’anno e proprio ieri mi ha convocato per stamattina nel suo ufficio. E’ appena il 15 di ottobre, mi sono detto, cosa potrà volere da me. Probabilmente quest’anno vorrà fare le cose meglio, organizzare nel vero senso del termine, insomma ‘in grande’, come si faceva tanto tempo fa. Così, sono andato fiducioso e motivato a dare il meglio di me”.
“Mi sembra una cosa fantastica!”
“Al tempo, ragazzo, al tempo!” – lo bloccò Babbo Natale – “ho solo detto che pensavo che volesse strafare, non che poi le cose siano realmente andate così. Anzi!”
“Cosa intendi dire?”
“Mi sono presentato stamattina puntuale e lui era sorridente e affabile come sempre. Mi ha fatto accomodare e dopo aver dato un’ultima occhiata al giornale che stava sfogliando, ha commentato in particolare una notizia che parlava di crisi, di recessione, di disoccupazione, insomma una vera calamità. A quel punto, mi ha detto che in una situazione del genere i costi per gli eventi erano diventati insostenibili, che il budget si era tra l’altro ridotto e che tutti noi avremmo dovuto fare un sacrificio per superare questo terribile momento”.
“E tu cos’hai risposto?”
“Gli ho chiesto cosa avesse pensato per sé, dichiarandomi pronto a fare altrettanto anch’io”.
“E lui?”
“Mi ha risposto che per sé, se del caso, ci avrebbe pensato dopo e che invece ora la prima cosa da fare era gestire subito i sottoposti in modo più efficiente. In altri termini, la sua idea è mettersi subito al passo coi tempi e ridurre, un po’ come tutte le aziende, i costi del personale con gli ammortizzatori sociali o forme diverse di lavoro”.
“Ammortizzatori?”
“Sì, non ci crederai, la cassa integrazione anche per figure storiche e istituzionali come la mia!”
“Comunque, in tutta sincerità, non credo che tu corra seri rischi” – osservò il ragazzo – “considerata la tua età, dovresti essere l’ultimo in graduatoria nella lista dei cassintegrati”.
“E invece no. Sorpresa!” – sbottò il vecchio – “sono il primo in assoluto e incontestabile. In graduatoria siamo due in totale, io e quella vecchiaccia odiosa della Befana e lei è di poco più anziana di me!”
“Questa sì che è sfiga, amico mio. Sfigaccia nera, bella e buona!” – concluse corrucciato Demis – “avevi però parlato di altre forme alternative di lavoro?”
“Sì” – confermò Babbo Natale – “in alternativa, ci sarebbe il job sharing. Per questo il capo mi ha convocato in forte anticipo il 15 ottobre. Si tratterebbe di una distribuzione dei compiti tra me e la Befana per Halloween, Natale e l’Epifania, in modo da assicurare in due la prestazione di uno per le tre ricorrenze, ovviamente pagati metà ciascuno”.
“E’ un incubo!” – inorridì il ragazzo.
“Magari lo fosse. Purtroppo, navighiamo a vista nel mare agitato della più bieca realtà!”
“E non credo che le cose miglioreranno, sai?” – aggiunse dispiaciuto Demis – “vedi quest’assegno? L’ho appena avuto per la cessione di un brevetto alla fabbrica di distributori automatici dietro l’angolo dal quale, svoltando ad alta velocità, poc’anzi ti ho tranvato. E’ un marchingegno self service che, interfacciandosi con anagrafe, casellario giudiziale e archivi vaticani, può decretare con assoluta precisione la tipologia di benefit cui ciascun ragazzino potrà accedre. Mi spiace dovertelo dire, ma credo che, con l’arietta che tira, di qui a poco, sia tu che la Befana resterete senza lavoro”.
“La bontà giudicata da una fredda macchina che fa aridi confronti?!?” – esclamò disperato Babbo Natale – “di questo passo dove arriveremo?”
“Magari a un confessionale computerizzato a gettoni” – provò a ironizzare Demis – “che, con una minima offerta libera, ti spara una raffica di preghiere da dire per penitenza, lunga in proporzione ponderata ai peccati che hai appena confessato a un avveniristico quanto asettico microfono criptato”.
Trascorsero alcuni minuti in un imbarazzante silenzio, senza che Demis riuscisse a trovare le parole per confortare quel povero vecchio affranto, che gocciolava lacrime a oltranza. In cuor suo, il ragazzo avrebbe voluto scusarsi dell’invenzione, per aver creduto che potesse rivoluzionare il mondo e migliorarlo, per non avere compreso in tempo l’inquietante visione meccanicistica dell’universo che stava ormai dilagando irrimediabilmente tra gli uomini. A un tratto, però, sopraggiunse un bimbo in calzoncini corti, dagli occhietti vispi e i capelli rosso rame. Poteva avere sì e no cinque anni e i suoi occhi brillarono d’intensa gioia, come diamanti sapientemente intagliati, quando intravide e riconobbe la tonda sagoma.
“Evviva!” – urlò il bambino euforico – “è lui. È Babbo Nataleeee.. che sballoooo!!!”
“Ti adora” – sorrise Demis alla volta del vecchio – “vedi? Tutti i bambini di questo mondo ti adorano e non solo loro..”
“Bé” – rispose Babbo Natale, stringendo le spalle – “allora sarà meglio che mi affretti a fare il mio lavoro in job sharing con la Befana, prima che me lo porti via la tua macchina della malora! Compatto tutte le domande in una e formulo l’‘all in one question’ al ragazzetto: <<Cosa vuoi bel bambino: carbone, regalino, dolcetto o scherzetto?>>”
“Nulla di tutto questo” - rispose il piccolo, spiazzando all’istante i grandi – “non voglio un bel nulla. Niente di niente. Mi basta poterti vedere e abbracciare, Babbo mio bello. Sapere che ci sei e che ci sarai sempre nel mio cuore, nella mia mente e nei ricordi dei miei genitori e dei miei nonni”.
“Grazie bambino” – sorrise il vecchio visibilmente commosso, abbracciando amorevolmente il ragazzino – “ci son cose che una macchina non può dare, come questo abbraccio stracolmo d’amore. E se anche potesse, da lei non le vorresti”.
Lo stesso giorno Babbo Natale rassegnò le dimissioni al suo capo e si mise in proprio. Libero professionista, freelance! Appariva ogni anno alla mezzanotte in punto del 24 dicembre e portava pace e serenità al mondo intero con la sua folta barba bianca e un sorriso dolce e rassicurante ben collocato al centro di due belle guanciotte gonfie e rubiconde. Nessun dono con sé, né punizioni. Per questo si limitava a riviare con sufficienza a una macchinetta automatica che sarebbe apparsa di lì a poco sui tetti delle case per calarsi dai camini. Lui portava solo amore, amore e tanta pace e una forte speranza che la frenesia della riduzione dei costi ‘a tutti i costi’ e il ricorso bovino al meccanismo dei tagli del personale a favore dell’asettico ‘fast e furious automatizzato’, non conducesse al punto del non ritorno: l’eutanasia dell’anima.
13:44 Scritto da strudelone in amore, babbo natale, befana, cassa integrazione, cassintegrati, comico, contratti di solidarietà, creatività, crisi, demenziale, divertente, dolci, doni, epifania, ferie, feste, festività, gioco, halloween, incontri, job sharing, libri, libri e fumetti, natale, pace, premi, recessione, regali, satira, sogni, solidarietà, vacanze | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: amore, babbo natale, befana, cassintegrati, recessione, crisi, job sharing, doni, regali, pace halloween, virgilio, virgilpresley | OKNOtizie |
Facebook
venerdì, 19 novembre 2010
La fiaba di Andrea Fiore a sostegno dell’Associazione Sindrome di Crisponi - Il video dell'iniziativa
Partecipa anche tu all'iniziativa.. farlo è semplicissimo!
VERSAMENTO sul CONTO CORRENTE POSTALE numero 81776163
intestato a ASSOCIAZIONE SINDROME DI CRISPONI E MALATTIE RARE
Nella CAUSALE occorrerà inoltre specificare:
a) che la donazione è per il racconto di Andrea Fiore (scrivere: ‘DONAZIONE DA FIABA ANDREA FIORE’);
b) il NOME del donatore o della persona (un amico, figlio, nipote), cui dovrà essere indirizzata la fiaba, e ovviamente l’INDIRIZZO E-MAIL.
14:19 Scritto da strudelone in aiuto, amore, bambini, bonifico, creatività, crisponi, divertente, donazione, doni, feste, gioco, malattia, raccolta, ricerca, sogni, solidarietà, umanitario, viaggio | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: crisponi, malattie, bambini, ricerca, solidarietà, raccolta, fondi, aiuto, umanitario, donazione, virgilio, virgilpresley, andrea fiore | OKNOtizie |
Facebook
sabato, 13 novembre 2010
La fiaba di Andrea Fiore a sostegno dell’Associazione Sindrome di Crisponi e malattie rare
questa è un'iniziativa umanitaria cui tengo davvero tanto. Spero che da parte vostra ci sia la massima adesione e tanta disponibilità nel promuovere la mission tra i vostri amici. Basta anche un piccolo segno d'amore
Ho scritto ‘ALLA RICERCA DELL’ACCA PERDUTA’ qualche anno fa. E’ una fiaba nel mio stile personale, tra il demenziale e il serio, tra zucchero e sale, proprio come la vita.
E’ un dono d’amore che ho voluto fare a un gruppo di vivaci ragazzini che completavano allora una splendida avventura durata cinque anni: gli alunni della 5^ E di una Scuola Elementare di Palermo.
Il racconto, fino a oggi, è rimasto praticamente inedito, custodito nella mia mente, in quella dei protagonisti di quella classe e negli scaffali delle librerie delle loro case, ma forse, mi sono detto, non ha ancora esaurito il suo messaggio d’amore. Ecco perché ho pensato di metterlo in vendita in versione pdf (offerta libera) e di donare i proventi all’ASSOCIAZIONE SINDROME DI CRISPONI E MALATTIE RARE (http://www.sindromedicrisponi.it) per sostenere i progetti dedicati ai piccoli affetti da malattie rarissime, che hanno tanto bisogno del nostro aiuto!
PARTECIPARE all’iniziativa è semplicissimo!
Effettua un VERSAMENTO sul CONTO CORRENTE POSTALE numero 81776163
intestato ad ASSOCIAZIONE SINDROME DI CRISPONI E MALATTIE RARE
Nella causale occorrerà specificare:
a) che: la donazione è per il racconto di Andrea Fiore (scrivere 'DONAZIONE DA FIABA ANFREA FIORE');
b) il NOME del donatore o della persona (un amico, figlio, nipote), cui dovrà essere indirizzata la fiaba, e ovviamente l’INDIRIZZO E-MAIL.
Io e l’Associazione confidiamo nel vostro immenso cuore e comunque.. anche un ‘pensierino’ va bene lo stesso :O)
Un affettuoso abbraccio, Andrea :O)
19:44 Scritto da strudelone in aiuto, amore, bambini, bonifico, creatività, crisponi, divertente, donazione, doni, feste, festività, iniziativa umanitaria, libri, malattia, natale, raccolta, regali, ricerca, satira, solidarietà, umanitario, viaggio | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: crisponi, malattie, bambini, ricerca, solidarietà, raccolta, fondi, aiuto, umanitario, donazione, virgilio, virgilpresley, andrea fiore | OKNOtizie |
Facebook
mercoledì, 31 marzo 2010
Pasqua: nulla di nuovo dentro l'uovo..
Alle otto e mezza di sera di quel sabato del 2052, le strade del centro erano ancora intasate di gente che si affrettava a concludere gli acquisti per la festa di Pasqua.. dalle buste sbucavano fuori ciuffettoni di carta dorata e argentata, raffinato involucro di pregiate uova di cioccolato al latte, fondente o extrafondente, e tutti si davano un gran da fare come spericolati saltimbanchi a schivare cose, persone e animali, nel disperato tentativo d’evitare, in quella corsa sfrenata, la classica ‘frittatona di cioccolato’!!
Bob era disperato.. sarebbe già dovuto essere a casa di Lorna e non ingabbiato nelle terrificanti fauci di un traffico che non l’avrebbe mollato prima d’un paio d’ore.. non poteva neanche avvisare, perché le reti telefoniche erano kaputt.. dovevano avere avuto tutti la stessa brillante idea di chiamar casa nello stesso medesimo istante e.. porca miseria, era disperato!! Meglio mantenere la calma.. dopo tutto Lorna, fatti due o tre tentativi a vuoto al suo telefonino, avrebbe provato a chiamare, nell’ordine, le centrali di polizia, gli ospedali della contea e per finire, dulcis in fundo, tutti gli obitori dello Stato… Non c’era proprio nulla di che preoccuparsi!! Arrgghh!!!
L'uomo era perso in questi suoi non certo rilassanti arzigogolii della mente quando un bagliore improvviso rischiarò il cielo, che quasi non sembrava che fosse sera, ma mezzogiorno in punto. La luce divenne sempre più accecante e costrinse la gente a fermarsi per portarsi le mani agli occhi e proteggersi.. poi s’alzò un gran vento e s’udì un frastuono intenso provenire dalla piazza principale… Sembravano tutti impazziti e la cura nei movimenti di qualche minuto prima era ormai un lontano ricordo.. i pacchi scivolarono dalle mani e caddero a terra, le uova rotolarono lungo i marciapiedi e per le strade.. andarono in frantumi, tra pianti di bimbi impauriti, urla di donne e sguardi increduli..
Bob scese lesto dall’auto per confondersi tra la folla che scorreva disordinatamente verso la piazza e quando vi giunse.. i suoi occhi furono come catturati da un’immagine stupenda, grandiosa, meravigliosa… un immenso uovo di pasqua, grande tanto quanto la piazza. Era atterrato chissà da dove, chissà come, e si ergeva statuario ed austero dinnanzi a migliaia di occhi esterrefatti… doveva esser alto non meno di una decina di metri e, quanto alla circonferenza, non riusciva a farsene un’idea, tanto era largo in modo spropositato…
Dopo quei primi attimi fu subito silenzio… un lungo interminabile silenzio, durante il quale la mente dei presenti dovette vagare alla velocità della luce alla ricerca forsennata d’una qualche plausibile spiegazione di quanto stesse accadendo.. poi arrivarono le forze dell’ordine a transennare la zona, l’esercito ad improvvisare una sottospecie sgangherata di contraerea, le autoambulanze a prevenire eventuali casi di svenimenti e crisi di panico diffuse.. e non mancarono giornalisti radiofonici e televisivi, sbucati come funghi in pochi secondi e in ogni dove, fin anche sotto le ascelle..
Proprio allo scoccare della mezzanotte, qualcosa cominciò a vibrare all’interno dell’uovo… l’enorme fiocco che teneva chiuso l’incarto dorato si sciolse come azionato da una mano invisibile e la carta si aprì… la vibrazione divenne sempre più forte ed intensa… tanto che.. “Una crepa.. si sta aprendo una crepa!!” – urlarono i più vicini sopraffatti dal panico.
La falla s’allargò subito a dismisura.. era come se le pareti di cioccolato si liquefacessero a vista d’occhio.. ne fuoriuscì un fascio di luce di color violaceo, simile a un raggio laser, e.. si intravidero, dapprima in maniera approssimativa, poi in modo sempre più nitido, tre piccole sagome verdognole.. camminavano barcollando, come in stato d’ubriachezza, guardandosi intorno con occhietti piccoli che risplendevano sotto sopracciglia molto folte.. poi qualcuno tra la gente ebbe la forza d’urlare.. “Ma insomma.. chi siete?!?”
L’esserino centrale ruotò il capo in corrispondenza della voce e sembrò raccogliere quanta più aria potesse con un profondo respiro.. poi, con una vocina metallica, pronunciò.. “Salve amici.. io sono Libertè e loro Egalitè e Fraternitè.. giungiamo dopo un lungo e periglioso viaggio da terre molto lontane per portare il verbo della nostra civiltà basata sulle piene libertà, come la libertà di pensiero, la libertà d’espressione, la libertà di comunicazione, la libertà di giornalismo, la libertà di scrivere su internet e nei blog.. la libertà…”
“Alt, straniero” – si levò autoritaria una voce dalla folla degli umani – “in qualità di capo della ronda di quartiere, ti intimo di smettere immediatamente!! Stai turbando l’ordine pubblico inutilmente!! Noi, a parte gli schiavi, siamo già tutti liberi di pensare e d’esprimere e comunicare il nostro pensiero come quanto e quando lo vogliamo.. e liberi di scrivere nei blog su qualsiasi argomento, ovviamente se abbiamo conseguito il patentino di giornalista.. infine, i nostri giornalisti sono assolutamente liberi e indipendenti!!” – Detto ciò, proseguì alla volta della folla – “Sono certo che domani nei giornali e nei blog leggerò le solite dieci righe sulla gente che s’affanna all’ultim'ora per gli acquisti delle uova… non una parola di più, nessun accenno su quanto accaduto in questa piazza.. neanche tra di voi...”
L’astrouovo volò via velocemente, proprio com’era arrivato, e la folla si dissolse in pochi attimi.. Bob era felice perché aveva avuto un’edificante riprova di vivere in un bel paese democratico, moderno e pienamente libero.. c’era però un piccolo e non certo insignificante particolare.. se non andava fatta una sola parola su quanto accaduto in quella piazza, cosa avrebbe raccontato a Lorna al suo rientro?!?
16:35 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, feste, libri, libri e fumetti, pasqua, satira | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: strudel, pasqua, feste, uovo, sorpresa, satira, attualità, risate, demenziale, comico | OKNOtizie |
Facebook
giovedì, 18 febbraio 2010
La vera storia di SanRemo..
La vera storia di SanRemo affonda le sue profonde radici nel XII secolo a.c., nella disfatta di Troia, una donna di facili costumi che un enorme cavallo di legno aveva fatto infiammare, dopo averla circuita subdolamente fingendosi a dondolo.
La leggenda vuole che Troia riuscisse a fuggire insieme a un certo Enea, detto anche Euratom, considerato lo scemo del villaggio per via delle sue continue farneticazioni su non ben specificate ricerche legate all’energia da fusione nucleare.. I due approdarono nel Lazio per separarsi subito dopo, perché Troia non riteneva all’altezza il cavallo di Enea, che anzi scherzosamente chiamava pony…
L’uomo fuse irreversibilmente la testata e prese a girare in lungo e in largo il Lazio per fondarvi città sopra città, che denominò tutte indistintamente ‘comune denuclearizzato’ e tappezzò di segnaletiche a forma di triangolino giallo con sopra raffigurato un fulmine tranciato da una ics…
Racconta Virgilio.it, famoso portale degli dei, che la potente stirpe di Enea venne successivamente decimata per mano del malvagio Pirl Harbour, che costrinse Procrea, unica donna superstite della famiglia, a farsi vestale con voto di castità e correlata cintura di latta modello superblindo, nonostante la poveretta fosse già in menopausa avanzata ed in via di decomposizione..
Anche se Pirl infatti era certo che un qualsiasi mortale, dotato di un benché minimo istinto d’autoconservazione e con un briciolo d’amor proprio, si sarebbe guardato bene dal rivolgere una sola sillaba ad uno scorfano siffatto, volle ugualmente esagerare nella cautela.. come dire, la prudenza non è mai troppa!!! Commise però un imperdonabile errore nel focalizzarsi troppo sugli umani e tralasciando del tutto la popolazione divina ed in particolare l’incontenibile voglia fornicatoria multiplex di Marte, dio della guerra, che notoriamente, come un pesante macete, era solito passar libidinoso sopra ogni cosa, qualunque ne fosse il regno d’appartenenza: animale, vegetale, minerale frizzante o naturale!!!
La possente macchina bellica divina s’accoppiò così con l’ultima evanescente traccia di discendenza della stirpe d’Enea e dall’unione improbabile nacquero due gemelli, tutt’altro che uguali per fisico e temperamento.. gemelli diversi, cui fu dato il nome di Romolo e Remo..
I bimbi furono dati in affidamento ai Faustolo - leali servitori del malvagio Pirl – col compito di crescerli e d’avvisare il re di qualsiasi eventuale stranezza nei loro comportamenti... I Faustolo segnalarono però le sole intemperanze belliche di Romolo, mentre di Remo si limitarono a dire che passava oziosamente le giornate canticchiando, ma non si sa ‘cosa’ e soprattutto ‘come’… Erano infatti una famiglia di sordi come una campana, dal primo all’ultimo, e questa circostanza, apparentemente insignificante, non fu di poco nocumento al mondo intero per quanto ne sarebbe derivato nei secoli a venire…
Quando Romolo e Remo crebbero e riuscirono a scacciare Pirl riappropriandosi del trono, nacque tra loro la questione di chi dovesse regnare e chi andarsene in esilio.. Decisero così di sfidarsi a singolar tenzone.. dapprima alle armi e vinse di gran lunga Romolo, poi nel canto e stavolta ebbe la meglio Remo, che con le sue melodie scandalosamente arcaiche e le stecche micidiali, finì col massacrare le orecchie dell’altro in poco più di una manciata di secondi..
Trovandosi in perfetta parità, i gemelli pensarono di misurarsi in campo neutro e scelsero allora le visioni premonitrici.. Avrebbe vinto chi avesse visto il maggior numero di uccelli.. Remo disse di averne visti sei.. Romolo il doppio.. “Io ne ho visti almeno 100” - si udì provenire da una vocina dietro le loro spalle. Era la principessa sul pisello che venne però prontamente squalificata e allontanata per uso improprio di nomi d’animali da una giuria mistico-religiosa approntata all’istante tipo pronto pizza... Romolo ebbe quindi la meglio per un numero di uccelli pari al doppio rispetto al fratello, una volta ‘out’ la principessa, che comunque fu ugualmente felice di chiudere la giornata inaspettatamente a quota 102..
Era l’anno 753 a.c. e Romolo fondò Roma. A Remo toccò invece andarsene in esilio verso nord... Pare che vivesse dei proventi del canto.. bastava minacciasse di cantare e la ciotola delle offerte era già colma e straripante… come d’incanto!!! Fu proprio grazie a queste sue doti innate che, nonostante ancora parecchi secoli lo separassero dalla nascita di Cristo, fu fatto in fiducia beato e, subito dopo, santo ad honorem, SanRemo, con la solenne promessa di non aprire mai più bocca per cantare…
Il santo approdò di lì a poco in Liguria e vi si stabilì per divenire il patrono della città che ancora oggi porta il suo nome.. Ogni anno, nel mese di febbraio, alcuni sedicenti cantanti, psicopatici delle note, borderline del pentagramma, scapigliati dell’acuto, psyco della scala musicale, vi si recano in pellegrinaggio per un numero di giorni variabili dai 3 ai 5 e pregano… pregano… pregano tanto, per ottenere di poter prendere un buon acuto, anche uno solo, per una volta almeno nella vita… Lui però non pare che si dia tanta pena per loro e che li ascolti più di tanto e purtroppo… si sente!!!
17:37 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, feste, libri, Sanremo, satira | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: sanremo, festival, canzone, fiori, risate, comico, humour, virgilio, virgilpresley, andrea fiore | OKNOtizie |
Facebook
giovedì, 11 febbraio 2010
San Valentino, biglietti prego..
Sam aveva passato la notte quasi del tutto insonne, abbagliato a tratti da una fredda luce al neon, un brutto neon che più volte gli era stato consigliato di asportare, prima che potesse pericolosamente degenerare.. uno di quegli aggeggi infernali collocati ad arte all’esterno, sotto la finestra, e che rimangono accesi a intermittenza fino alla chiusura dei locali notturni, massacrandoti con quel ben noto fastidiosissimo ronzio di base che scava fino alle trombe di Eustachio e le fa squillare stridule su di un sottofondo rullante di timpani andati in tilt!!
Andava nel panico al solo pensiero che stesse per arrivare l’alba di quel giorno che nella sua vita era da sempre trascorso come tutti gli altri, un giorno anonimo, noioso e privo del benché minimo significato!! Le cose però ora non stavano più come prima; ora c’era lei e con lei era arrivato l’amore e con l’amore tutta una miriade di prassi e formalità, rigorosamente osservate e rispettate ‘all over the world’, alle quali anche lui ora avrebbe dovuto attenersi pedissequamente, anzi soggiacere, pena rottura irreversibile dell’idilliaca relazione di coppia che viveva ormai da circa otto mesi adamoedevalifestyle.
San Valentino bussava alle porte e nonostante Sam per prender tempo gli avesse risposto con nonchalance ‘no grazie, l’enciclopedie non m’interessano’, sapeva benissimo che il tempo a sua disposizione stava per scadere!!!. Infatti, nonostante avesse cercato per i mari e per i monti e le verdi terre, le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto, ora si trovava in forte imbarazzo, perché non era ancora riuscito nell’intento (peraltro ‘spintaneo’) di trovare un bigliettino d’auguri che fosse verosimile e convincente per lei e tale da far scattare per lui un bonus/oasi di serenità protetta fino al prossimo anno, insomma… stimolante per lei, rilassante per lui!!
Trovare quel bigliettino era ormai diventato un vero e proprio cruccio, una questione di principio, l’unico modo per abbattere e debellare una volta per tutte la carognona di stress che lo montava e lo possedeva ormai da circa tre settimane di rigido inferno!!! Brrr… lei lo aveva tormentato, sbomballato, sminuzzato, mobbizzato sulla questione e gli aveva fatto capire chiaramente che avrebbe misurato l’intensità del suo amore proprio da quel piccolo insignificante rettangolo di cartoncino riciclato… e a nulla era valso obiettare che lui non si riteneva per nulla un uomo di forma, ma d’essenza.. Lei aveva replicato seccamente e a boomerang, senza batter ciglio.. “Ecco bravo, ‘è senza’ di me che rimarrai, se non torni col bigliettino!!!”
Decise così di fare ancora un tentativo nell’ultima cartoleria che gli era rimasta da visitare in tutta la città.. Tirò su di scatto la persiana, che non perse occasione di rizzare il pelo folto e nero e di manifestare con uno stridulo miagolio da randagio idrofobo il suo forte disappunto per i modi poco ortodossi usati dal padrone. Infilò di corsa camicia e giacca, rallentò in curva per pantaloni e stivaletti e poi via…
La cartoleria era ora dinnanzi ai suoi occhi.. varcò spedito la porta d’ingresso per dirigersi nello stand dedicato ai bigliettini d’auguri, ma venne subito redarguito dal proprietario, che gli fece notare che non poteva andare spedito da nessuna parte, se non si fosse prima appiccicato addosso almeno due francobolli da 50 cents, che lo stesso fu pronto a scodellargli già abilmente leccati di suo.
Approdò finalmente ai biglietti d’amore.. ce n’era un’infinità e scorrevano tra le sue dita, sotto i suoi occhi.. “Uhm.. vediamo un po’.. ‘Se la tua vita dipendesse dall'amore che nutro per te... potresti considerarti immortale’.. no.. non credo vada bene.. forse per Highlander! Vediamo questo… ‘L'amore detta, il bacio scrive i pensieri del cuore’.. magari sì.. se però fossi un insegnante!”
“Posso aiutarla Signore” – le s’avvicinò cortese la commessa del negozio – che ne pensa di questo.. ‘Cerco i tuoi occhi e non li vedo.. cerco le tue mani e non le tocco.. cerco le tue labbra e non le sento.. odo il battito del mio cuore ed è sempre più fievole se tu non mi ami’’
“Ma che è….. uno sfigato che sta per morire assiderato?!?” – commentò Sam sfiduciato – “non trovo proprio nulla che non saprei dire meglio io!!”
“Senta questo.. – proseguì l’altra - ‘E’ vero amore non chi ti fa venire le lacrime, ma chi te le asciuga’..”
“Bella , chi l’ha pensata, i fratelli Clinex?!?-
“Ascolti” – proseguì l’altra imperterrita – “‘L'amore è come un trifoglio: -ti penso -ti amo -ti voglio’… che ne pensa?”
“Penso che meno male che è un trifoglio e non un crisantemo, sennò facevamo il 15 di febbraio a dare un nome ad ogni santo petalo!!!”
“E quest’altro? ‘Mi piaci quando scherzi, quando sai essere dolce e bisognosa d’affetto, quando mi baci o mi prendi la mano!’..”
“Un po’ meno quando mi picchi…” – completò Sam con becero sarcasmo.
"Oppure… ’Il bacio è come la musica, il solo linguaggio universale’.."
“Ma non era il DOS il linguaggio universale?!?”
“‘Il vero amore non ha mai conosciuto misura’..”
“No, anche questa non credo che faccia al caso mio.. è più da Rocco Siffredi”
“Questo le piace? ‘L'amore è come una medaglia: ha una faccia bella e una brutta, la bella è il tuo sorriso che illumina i miei giorni più cupi, la brutta è che senza di te non resisto neanche un secondo’..”
“Lo trovo piuttosto double-face, lo potrei usare bene anche tra qualche anno, quando la faccia brutta della medaglia diventerà il suo sorriso e quella bella scoprire che riesco a star solo senza di lei anche per più di un mese..“
“Ascolti questo è proprio stupendo.. – proseguì la donna, passando sopra agli sproloqui di Sam - ‘Non mi devi amare per sempre, non mi devi voler bene per tutta la vita, non mi devi dire ti amo. A tutto questo ci penso io. Tu pensa solo ad invecchiare insieme a me’.. che gliene pare? ”
“Penso che avrei paura di quello che mi toccherebbe fare oltre a invecchiare e cercherei nel bigliettino una qualche clausola nascosta, che di sicuro c’è, in cui si parli ad esempio di lavare i piatti, pulire i pavimenti, innaffiare le piante, portar giù la spazzatura, far fare la pipì al cane in piena notte… ”
“Pulire il water con lo spazzolone e tirare lo sciacquone….” – lo interruppe lei - “mi sa che lei è un pochetto sul catastroficoansiosodepressivoandante, o sbaglio?
“Il punto è che lei non mi lascia libero d’esprimere liberamente ciò che provo.. perché tutto deve necessariamente incasellarsi in una scritta prefabbricata?!?”
“Io.. io la lascerei liberissimo” – rispose lei timidamente – “libero di respirare, libero di correre, di ridere, di piangere… libero di dire o di tacere, libero di leggere o di scrivere, libero… d’amare..”
“E il biglietto?!?” – chiese Sam sbigottito.
“Non basterà uno, ce ne vorranno due, ma per il cinema di stasera, subito dopo una romantica cena a lume di candela e prima dei… meravigliosi botti di mezzanotte…”
Fu solo un attimo e i loro sguardi si fusero dolcemente in uno, come i loro cuori… e tutto questo sembrò loro inspiegabile nei decenni che seguirono, tutte le volte che ne riparlarono
Un piccolo putto minorenne, panciuto come una brocca di terracotta e col pisello open air, li osservava non visto, radente al soffitto... un putto grassoccio, all'apparenza insignificante, sorretto da ali mignon sottodimensionate che non avrebbero sollevato da terra d'un sol dito una mosca a dieta da tre mesi... Con un sorrisetto sornione, tra l'ingenuo e il malizioso, rimise l'arco a tracolla e, battendo rapido le ali, se ne volò via soddisfatto con due freccette in meno nella faretra... Happy Valentine!!!
19:50 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, feste, libri, San Valentino, satira, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: virgilio, virgilpresley, andrea fiore, amore, san valentino, festa, innamorati, cupido, regali, 14 febbraio | OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 04 gennaio 2010
Tra il 5 e il 6 gennaio..
La casa di riposo “L’altra vita”, per anziani della terza e quarta età, era immersa nel silenzio più profondo ormai da qualche ora, quando si accesero le luci di una delle piccole finestre su al secondo piano..
“Ma che succede… cos’è tutto 'sto casino… chi ha acceso le luci?”
“Stai calma vecchiaccia” – tuonò una voce avvolta nella penombra.
“Brutta racchiona ottuagenaria con la scopa in mano.. chi sei.. la donna delle pulizie di Neandertal? Che ci fai qui a quest’ora di notte?!?”
“Tania, sono io, possibile che non mi riconosci?” – apostrofò un’anziana signora ricoperta di cenci, sbucata dal buio.
“Oh mio dio Genoveffa!!! Quasi ti preferivo avvolta nel nero più totale.. quanto sei brutta.. ma esisti in natura o sei il frutto della mia immaginazione perversa?”
“Mi sono truccata solo un po’, ma sono sempre io..” – proseguì l’altra, che, poggiata la ramazza alla parete, aveva preso a pettinarsi i lunghi e argentati capelli, passandoci sopra una spazzola a mo’ di rastrello – “hai forse dimenticato che oggi è il 5 gennaio… la notte tra il 5 e il 6 gennaio ti dice qualcosa?”
“Perché.. dovrebbe dirmelo?” – chiese Tania mentre con le dita si stropicciava infastidita e con insistenza gli occhi – “e se proprio deve dirmelo, deve farlo giusto ora, nel bel mezzo della notte? Non si può rimandare a domani mattina, che lo capisco meglio?”
“Brutta vecchiaccia intontita.. possibile che non ti entri in quella capocciona dura come il basalto… questa è la notte della Befana e …”
“Genoveffa” – apostrofò Tania – “non starai ricominciando con quella tua solita fissa.. la Befana non esiste e tu sei matta.. che cavolo, l’avevo quasi rimosso quest’incubo.. ogni anno la stessa storia!!”
“Ma che fissa e fissa.. dammi piuttosto una mano che è quasi mezzanotte… prepara dolcetti e carbone..”
“Che bello.. accendiamo la stufa?” – chiese Tania entusiasta.
“No, accendiamo il barbeque e ci arrostiamo su un centinaio di nodi di salsiccia per far fronte alle prime necessità della notte… sei contenta?” – replicò Genoveffa con sarcasmo.
“Buone le salsicce.. certo un po’ pesantucce a quest’ora di notte, ma come si fa a dire di no a una salsiccia…”
“E già, ora le salsicce fanno le avanches..” – incalzò Genoveffa – “e magari hanno pure la coppola nera di traverso e fumano il sigaro e allora sì che fanno certe proposte che non puoi ‘diviutare’... miiiizzziiicaaa..”
“Ma pure tu Genoveffa, che li porti a fare il carbone e i dolcetti?” – commentò Tania – “i giovani d’oggi sono avanti… vogliono ben altro… chiedono le playstation, le stazioni lunari, l’abbonamento decennale al campionato di football di serie A, le bambole gonfiabili..”
“Seee… il gioco del dottore illustrato a colori e il manualetto del piccolo regista porno!! Taniaaaaa…. sei completamente andataaaa? Tu il carbone ce l’hai in testaaaa.. un vero e proprio giacimentooooo!!!
“Peccato per l’ultimo strascico di vocale Genoveffaaaaaaaa, ti sei giocata la rimaaaaaaaa.. bastava dire ‘minieraaaa…’”
“Arrrggghhhh… basta!!! Facciamo presto.. stanotte fa pure freschetto e le ossa cigolano che è una meraviglia.. ahiii.. la cervicale.. ohiii.. i lombari… mmm… il bacino…”
“Pezzi di ricambio no eh? Solo dolcetti e carbone..” – inveì la solita Tania.
“Sì, sfotti sfotti… dovresti compiangermi.. la mia tournee inizia sempre a stagione finita, con mezzi di fortuna e finanziamenti praticamente azzerati..”
“Aahhhh.. la solita vecchia storia d’ogni anno… lo so che lo stai per dire vecchiaccia della malora!!”
“Certo che lo dico e lo sottoscrivo pure… Babbo Natale mi danneggia!! Quel bellimbusto bardato di rosso se ne va in giro a dicembre indisturbato e senza concorrenza per i cieli del globo a fare il bello e il cattivo tempo, felicemente trainato da renne obbedienti, tra polvere di stelle e musiche melodiose, il tutto senza sforzi.. sì, perché il medico glieli ha vietati gli sforzi.. massimo riposo e managerialità assoluta.. non fare tu, ma fai fare agli altri e fallo fare bene.. Vile sfruttatore d’animali.. e quelli del WWF che fanno, sonnecchiano? Conniventi!! Stupido panzone presuntuoso, a quest’ora sarà già lontano mille miglia a spassarsela alla faccia mia alle Bahamas con quel suo bel sorrisetto baffuto da ebete coglione stampato sulla faccia!!
“Solite beghe tra supereroi, eh Genoveffa?”
“Tieni chiusa quella boccaccia Tania!! Sfrecciaci tu come una saetta per i cieli di un gelido gennaio con un bastone tra le chiappe.. altro che comoda slitta e renne a dicembre!! E come se non bastasse, sono pure piena di debiti.. il 6 è giorno pari e per pura disgrazia la targa della ramazza è dispari e non ho ancora finito di pagare le multe dell’anno scorso per violazione della ZTL!!”
“Perché non gli fai l’impianto a GPL a sta ramazza così stiamo tutti più tranquilli?”
“So io per cosa l’utilizzerei una buona dose di gas, Tania.. però non ora.. purtroppo adesso devo proprio scappare.. dove ho messo le scarpe.. puah… ditemi se queste sono scarpe.. sembrano due fetide bucce di banana!! Tutta colpa di quella stupida filastrocca.. ‘la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e il cappello alla romana’.. se trovo chi l’ha scritta.. cosa stai nascondendo nel cassetto del comodino Tania?”
“Noooo niente.. appunti per la spesa di domani… finisco la strofa.. ehm.. la lista con calma domani mattina”
“Beh.. io sono pronta.. prendo la roba e vado”
La vecchia si mise rapidamente due sacchi a tracolla, balzò come un felino sulla scopa e dopo un piccolo lieve singulto, forse dovuto al doloroso impatto delle chiappe col bastone della ramazza, si sollevò dal suolo e imboccata la finestra schizzò veloce ed alta nel cielo.. “Addio vecchiaccia folleeee…”
“Ma che folle e folle… metti la prima che stai in salita!!” – urlò Tania accostando le imposte della finestra. Poi, osservando quella sagoma che si allontanava nel buio della notte fino a divenire un punto per poi sparire del tutto, commentò tra sé e sé.. “Per me è matta pure la scopa che crede d’essere volante.. speriamo soltanto che non decidano di rinsavire entrambe in volo..”
Era la notte tra il 5 e il 6 gennaio e come ogni anno una vecchietta artritica e cigolante portò a termine il suo ingrato compito.. sfrecciò per il cielo, tra la pioggia delle nuvole e la cacca degli uccelli, scaraventò dalle ciminiere calze stracolme di dolcetti e carbone, spezzò bruscamente il sonno ad intere famiglie, lasciò indifferenti migliaia di bambini viziati che avevano già avuto di tutto e di più da Babbo Natale…
Rimase ad aspettarla sveglia e pensierosa una vecchia amica, dichiaratamente incredula, ma tutto sommato complice di quella sua arcaica e inguaribile romantica ingenuità…
Buona Befana a tutti.. ai buoni, ai cattivi e soprattutto a chi gioisce ancora per un piccolo dolcetto o si rattrista per un pezzo di carbone…
18:19 Scritto da strudelone in demenziale, divertente, epifania, feste, libri | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: virgilio, virgil presley, befana, calza, carbone, 6 gennaio, epifania, feste | OKNOtizie |
Facebook
venerdì, 01 gennaio 2010
Strepitoso 2010!!!
00:05 Scritto da strudelone in comico, demenziale, divertente, feste, libri, libri e fumetti, satira | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: auguri, capodanno, 2010, nuovo anno, felicità, feste, regali, doni, humour, risate | OKNOtizie |
Facebook






















.gif)

















