giovedì, 03 novembre 2011
'Alla ricerca dell'Acca perduta' di Andrea Fiore diventa un audio-racconto!
Grazie agli Amici di Narralibri e alla stupenda voce di Chiara Sparacio, la mia fiaba per bambini e non "Alla ricerca dell'Acca perduta" è ora un audio-racconto!!!
Clicca sull'icona per ascoltare. Buon divertimento, Andrea :O)
19:34 Scritto da strudelone in acca, amore, andrea fiore, arca, arca perduta, avventura, bambini, comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, favola, fiaba, gioco, gnomi, libri, libri e fumetti, racconto | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: fiaba, racconto, bambini, favola, risate, demenziale, divertente, ragazzi, re, principe, felici, arca, arca perduta | OKNOtizie |
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lunedì, 01 agosto 2011
Buone Vacanze da StrudelOne :O)
Buone Vacanze da StrudelOne :O)
10:46 Scritto da strudelone in 2011, acqua, amore, avventura, comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, estate, favola, ferie, feste, gioco, incontra, incontri, incontri al buio, innamorati, last minute, libri, libri e fumetti, mare, musica, pace, racconto, regali, relax, satira, single, sogni, sole, spiaggia, sport, vacanze, vacanze estive, viaggio, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: spiaggia, mare, vacanze, estate, acqua, fresco, azzurro, risate, divertimento, demenziale, libri, giallo, gita, viaggio, last minute, buone vacanze, musica, dance, discoteca, ballo, balli | OKNOtizie |
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mercoledì, 20 luglio 2011
Summer Trouble.. This is the question!!!
18:40 Scritto da strudelone in assassinio, cinema e tv, comico, creatività, demenziale, divertente, gioco, killer, libri, libri e fumetti, noir, omicida, omicidio, poliziesco, satira, serial killer, thriller | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: libri, thriller, giallo, noir, poliziesco, gruppo albatros, andrea fiore, strudelone, strudel, comico, risate, demenziale, satira, semi-serial thriller, serial killer, omicidio, assassinio, indagini | OKNOtizie |
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lunedì, 11 luglio 2011
Le magitragiche avventure di Er Riporter – 9^ p.ta: L’oracolo de li mortei.
Avvitar come una possente trivella si fece spazio tra le anime beate che fluttuavano intorno al grande albero mortei. Il maghetto tricosfigato lo seguì lesto, guardandosi intorno con timore. A volte l’apparenza inganna, pensava tra sé e sé, e sotto le sembianze innocue di un’anima bianca come candida ricotta può celarsi furtivo un temibile esattore dell’agenzia delle entrate o magari un venale dentista o persino.. un idraulico a ore!!!
L’alieno verdolone approdò infine ai piedi di un grande altare in granito al gusto di fragola, dove alcune anime tra le più fortunate potevano dissetarsi con le cannucce due tre sorsi alla volta. Ritto innanzi a loro stava il gran sacerdote Delhi Mortei, un tipo ossuto, ricoperto d’anelli e collanine luccicanti, che indossava scarpe da tennis di adora, stante che stava in preghiera, e tuta in kamon, particolarmente adatta per entrare in contatto con l’aldilà. L’uomo ruotò leggermente il capo e si rivolse con voce sostenuta ad Avvitar – “Ciao Verdolone..”
“C-come sapete di questo nomignolo, sacerdote?!?” – chiese sconcertato l’alieno.
“Ti chiama così lo scorfano sfigotricrinato al tuo fianco” – proseguì il sacerdote lasciando cadere la voce – “dimentichi forse che io so tutto, di tutto, di più? RAIght?”
“R-RAIght!” – sudò freddo Avvitar.
L’uomo kamontutato s’infilò una mano in tasca e ne estrasse una piccola agenda. La sfogliò fino a trovare uno spazio libero e ci scrisse sopra qualcosa. Poi, mormorò – “uhm.. il verdolone ha detto c-come sapete di questo mignolo. Mignolo?!? Sta storia del dito deve essermi sfuggita. Comincio a perder colpi!!!”
“Ehm” – abbozzò Er – “non vorremmo sembrare eccessivamente invadenti, ma sono alcune notti che personalmente non riesco a prender sonno facilmente e come se avessi una terribile fitta al fondo schiena e..”
“So tutto, piccolo insignificante maghetto trincoincu” – confermò secco Delhi Mortei.
“Trico.. incu?”
“Hai parlato di fitta al fondo schiena, nevè? Una di quelle che prende appena fa buio e non ti molla prima delle fioche luci dell’alba? Si accompagna a fiato pesante dietro la nuca e sinistri mugolii, esatto?”
“Sì.. sì.. esatto” – asserì Riporter.
“Bene, allora “incu” è appropriato. Direi che ci sta a fagiolo o.. pisello.. eheheh”
“Gran sacerdote dell’albero mortei” – invocò l’alieno verdolone – “per venirti a trovare abbiamo attraversato mari, scalato montagne, scavato tunnel, guadato fiumi..”
“Ma da dove cazzo venite?”
“Dal primo miglio delle foreste ex vergini della Mesopomata”
“Dal primo miglio?” – ripetè il sacerdote, inarcando le sopracciglia – “ma è qui dietro l’angolo. Avete fatto il giro lungo!”
Seguì un’occhiata di Er che si abbatté come un possente e mortale fendente sul verde Avvitar. Forse l’immane fatica del terribile trasporto a spalle dello stronzissimo pterodavide calvé si sarebbe potuta evitare, se solo l’alieno avesse conosciuto un po’ meglio le strade!!!
“Seguitemi” – riprese il sacerdote, rompendo la spessa cortina di ghiaccio che si era creata tra i due – “vi porto dall’oracolo. Arrivati!”
“Di già?” – chiese Er arricciando il naso.
“Mica sono come quel ciondolone verde che ti ha scortato finora” – replicò ironico il di-adorato – “si trattava di salire appena due gradini. Fosse per lui, sareste già in Oklahoma.. eheheh!”
L’altare dell’oracolo era colmo di profumatissimi fiori dei più svariati colori e di frutta secca, l’unica che col pochissimo spazio lasciato da tutti quei fiori riusciva a entrarci. Seduto su di un trono imponente stava un minuscolo essere, bardato come fosse un automobilista col giubbino a catarri infrangenti sulla corsia d’emergenza per la sostituzione d’una gomma bucata. Era impassibile e fissava intorno con occhietti torvi e sospettosi.
I tre si avvicinarono con molta riverenza e il gran sacerdote si prese cura di presentarli e di spiegare a grandi linee il problema di Er.
“Come osa” – esordì l’oracolo – “questo sconosciuto presentarsi al mio cospetto con un casco in testa?!?”
“S-signore” – si scusò il maghetto tricapelluto – “q-questa è la mia testa. S-arei.. s-sono calvo, ecco”.
“Fategli almeno un bagno purificatore” – proseguì l’altro stizzito – “con questo puzzo d’alabarda ascellare mi fende le previsioni e mi fa sballare il ciclo!!!”
Fu presto fatto. In pochi attimi Er Riporter di trovò catapultato in un’enorme iacuzzi fumante dalla quale uscì subito dopo a dire il vero non del tutto rigenerato.
“Ahia, ma.. che ca..???” – inveì alla volta di Avvitar – “che m’avete fatto?!?”
“Era un bagnetto rinfrescante a base di fichidindia” – rispose l’altro – “dalle nostre parti si usa tanto. E’ considerato, oltre che purificatore, un vero toccasana”
“Toccasana.. fichidindia?”
“Sì.. usiamo le migliori pale di fichidindia in commercio e le buttiamo in acqua così come sono appena l’acqua è tiepida”
“Quasi rimpiango le notti con Soddom!!!” – chiosò mesto Er.
“Insomma” – proseguì l’oracolo leggermente infastidito – “riepilogando, vi siete fatti un mare di strada inutile per venire fin qui a rompere nel delicato momento del mio insediamento, perché vi serve trovare una merdaccia d’insetto subliminale antinchiappettamento notturno da sortilegio. E io che posso farci?”
“Ma..” – fece Er strizzando gli occhi alla volta dell’esserino fosforescente – “sicuri che non ci siamo visti già da qualche parte?”
“Certo che no!” – confermò l’oracolo – “una faccia come la tua non si dimenticherebbe facilmente; già sento che farò una fatica immane ora a rimuoverla dalla mente!”
“Eppure.. avrei giurato” - incalzò Riporter – “non ha mica frequentato la taverna di zia Mariuccia? Io sono il nipote di Tano, Tano capoccetta, il figlio di Ignazio, il cugino di Franco, Franco scorreggione, il cognato di.. lei mi sembra parente di Franco”
“Baaaaaasta!!!” – l’interruppe l’Oracolo col gli occhi rossi dall’ira – “ma è modo questo di stare al cospetto di una divinità? Non conosco taverne né capoccette né scorreggioni. Adesso zitto è fammi concentrare!”
S’udì un boato fortissimo come un tuono e seguì un fetore vomitevole. Per fortuna, durò poco, ma lasciò un segno indelebile nelle narici di tutti, anime de li mortei comprese.
“C-che stato?” – chiese frastornato il maghetto crinosfigato – “sembrava Hiroshima!”
“Shhhh..” – ammonì il sacerdote – “l’oracolo comincia a concentrarsi. Sta per emettere il responso”
“Se il grosso deve ancora uscire, stiamo fritti, anzi.. ossigenati!” – commentò Er – “Spero solo che faccia in fretta; per come si concentra, è tale e quale a Franco!!!” - To be continued!
13:20 Scritto da strudelone in avatar, avventura, cinema e tv, comico, creatività, demenziale, divertente, eroe, favola, film, film azione, gioco, harry potter, libri, libri e fumetti, satira | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: avatar, comico, demenziale, creatività, libri, andrea fiore, virgilio, virgil presley, satira, autori, pterodattilo, harry potter, magia, mago, bacchetta magica, sortilegio, avventura, racconto, strudelone, strudel | OKNOtizie |
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lunedì, 04 luglio 2011
Andrea Fiore con L'elettricista a Morlupo!!!
23:41 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, gioco, incontri, intervista, killer, libri, libri e fumetti, noir, omicida, omicidio, poliziesco, racconto, serial killer, thriller | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: narrativa, autori emergenti, letteratura, il filo, gruppo albatros, andrea fiore, thriller, noir, poliziesco, semi-serial thriller, strudelone, strudel, risate, demenziale, divertente, intervista, albatros, morlupo libreria albatros | OKNOtizie |
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domenica, 24 aprile 2011
Buona Pasquaaaaa!!!!
Andrea Fiore e StrudelOne Augurano a tutti una Serena e Divertentissima Pasqua :O)
00:05 Scritto da strudelone in 2011, amore, comico, creatività, demenziale, dolci, feste, festività, gioco, incontri, libri, libri e fumetti, musica, novità, pasqua, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: pasqua, resurrezione, feste, uova, sorpresa, auguri, comico, creatività, risate, divertente, demenziale, andrea fiore, strudelone | OKNOtizie |
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giovedì, 21 aprile 2011
L'elettricista suona sempre 220 volt al Multicenter Mondadori Palermo
Ecco l'invito alla grande serata di presentazione del mio semi-serial thriller L'ELETTRICISTA SUONA SEMPRE 220 VOLT!!!

Ci divertiremo insieme il 29 aprile a partire dalle 18.30. al Multicenter Mondadori di Palermo (via Riggero Settimo - Sala eventi 4° piano). Interverrà il giornalista Massimo Di Martino.
Spargete la voce tra i vostri amici, mi raccomando!
Un caro abbraccio a tutti e Augurissimi di una Serena Pasqua, a presto Andrea :O)
15:08 Scritto da strudelone in 2011, assassinio, comico, creatività, demenziale, divertente, gioco, killer, libri, libri e fumetti, morte, noir, novità, omicida, omicidio, poliziesco, satira, serial killer, thriller | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: libro, giallo, noir, poliziesco, demenziale, andrea fiore, gruppo albatros, autori, editori, risate, thriller, novità, morte | OKNOtizie |
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martedì, 12 aprile 2011
L'elettricista suona sempre 220 volt - Il NUOVO libro semi-serial thriller di Andrea Fiore
Marzo 2011 - FINALMENTE è uscito !!!!
L’elettricista suona sempre 220 volt
Casa Editrice Albatros - Roma
(Distribuzione Mursia Codice ISBN: 978-88-567-4168-1)
il NUOVO semi-serial thriller di Andrea Fiore!!!
Un inquietante assassino ha la macabra abitudine di arrostire le sue vittime con scariche elettriche e sta terrorizzando la città di Gravetown. L’ispettore Peter Haddock e il fido aiutante Dan Parrish brancolano nel buio. Il temibile serial killer ha già mietuto sedici vittime e dopo ogni omicidio sembra svanire nel nulla, lasciando dietro di sé ben pochi indizi: un bigliettino con la firma “L’Elettricista” e un numero ogni volta diverso. Intanto i due coraggiosi poliziotti sono a loro volta braccati dal bisbetico comandante Gas Major, che, deluso dagli scarsi risultati ottenuti, non esita a somministrare al povero Haddock continue lavate di capo. Riuscirà il goffo ispettore a scoprire la verità? Cosa significano i numeri che l’Elettricista lascia sulla scena del delitto? E, soprattutto, sarà in grado il povero Dan di evitare la disgustosa cena a casa del suo capo a base di pollo alle mandorle?
Semi-serial thriller dalla prosa imprevedibile e spumeggiante, L’elettricista suona sempre 220 volt trascina il lettore in un intricato giallo dal sapore demenziale, garantendogli divertimento e colpi di scena fino all’ultima pagina.
_ _ _
Passeranno comunque ancora una decina di giorni prima che l'anagrafica si aggiorni, per cui (comunicazione di servizio) i librai potranno contattare nell'immediato la casa editrice direttamente o anche tramite me (messaggio su Facebook). E' invece possibile, ma solo per una breve promozione, prenotare il libro sul sito della Casa Editrice con uno sconto del 20%!!! Basta cliccare sull'icona:
Clicca sull'icona per l'elenco delle librerie sul territorio nazionale appartenenti al circuito Mursia, dove potrai trovare o prenotare agevolmente il libro!
Riguardo alle presentazioni, posso antiparvi alcune date:
Multicenter Mondadori Palermo, via Ruggero Settimo 16 Sala eventi 4° piano - 29 Aprile 2011, ore 18.00
Libreria Albatros Roma, via Basento 52/E - 21 maggio 2011 (attendo comunicazione orari)
Libreria Voltapagina Catania, via F. Crispi, 235 - 26 maggio 2011 - ore 18.30
Libreria La Senorita Giarre (CT), via Trieste, 39 - 28 maggio 2011 - ore 18.30
Vi terrò aggiornati sugli sviluppi e mi auguro che coinvolgerete tantissimi amici nel gruppo di Facebook dedicato al libro:
Un caro abbraccio a tutti e a presto Andrea :O)
11:05 Scritto da strudelone in 2011, assassinio, comico, creatività, demenziale, divertente, gioco, killer, libri, libri e fumetti, morte, novità, omicida, omicidio, poliziesco, satira, serial killer, thriller | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: libro, giallo, noir, poliziesco, demenziale, andrea fiore, gruppo albatros, autori, editori, risate, thriller, novità, morte | OKNOtizie |
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martedì, 22 marzo 2011
Alla ricerca dell'acca perduta - 1^ p.ta.
Racconto di Andrea Fiore per bambini piccoli, grandi ed extra-grandi, dedicato agli stupendi ragazzini di una 5^ elementare di qualche anno fa.
Disegni di Carla Federico e Alessandro Lo Meo
La storia che sto per raccontarvi ha dell’incredibile ed io stessa stenterei a crederci, se non fossi stata presente in tante occasioni ed episodi ad osservare… Sì, so bene cosa si pensa e si dice di me in paese.. che sono una cortigiana impicciona, burlona e un po’ bugiarda e che a tutto ciò che dico bisogna sempre sottrarre una tara consistente, ma.. come si suol dire.. prendere o lasciare.. io conosco la vera storia e nessun altro…
* * *
Tutto ebbe inizio la mattina in cui il principe Pellicolino si mise in testa che avrebbe dovuto realizzare qualcosa di incredibilmente grande, tanto grande e maestoso da farlo passare alla storia e cominciò a dare il tormento ai suoi due fidi compagnoni..
Ragazzi, così proprio non va!!” – disse il principe sbuffando rumorosamente – “io voglio passare alla storia!!”
“Fossi in te non mi preoccuperei di questo Pell” – disse il fedele servitore Allumin – “alla storia, come alla geografia e matematica passerai di certo.. è in condotta che ti vedo messo male!!”
“Ma che dici.. ho fatto sempre belle figure..” – argomentò il principe.
“Più che ‘fatto’ direi ‘scambiato’ e non erano ‘figure’, ma ‘figurine’ dei gladiatori dell’album bocconcini..” – replicò lesto Allumin.
“Ma vogliamo metterci a sottilizzare su queste tematiche di secondaria importanza?!? – Replicò Pell – “voglio fare qualcosa di veramente importante, tanto importante da passare alla storia!!!”
“Io un’idea ce l’avrei” – esordì Cartaforn, che fino a quel momento se n’era stato in disparte, nascosto in un angolino buio della stanza – “chiediamo al folle del villaggio.. magari lui qualche dritta ce la dà..”
“E già..” – fece il principe – “mi sembra un’ottima idea, come ho fatto a non pensarci io stesso.. ci occorre uno spunto da qualcuno che ci superi e il folle del villaggio certamente è ‘oltre’..”
“Ok, allora muoviamoci subito..” – fece Cartaforn contento per aver colto nel segno – “so dove trovarlo… che ne dite d’andare in moto? C’è una bellissima giornata di sole!”
“Ma che moto e moto..” – obiettò il fedele Allumin – “ma vi siete resi conto del secolo in cui viviamo.. le moto non sono state ancora inventate!!!”
“Giusto” – confermò Pell – “e poi noi siamo in tre, non vorremo mica beccarci una multa!! Un sidecar, ecco cosa ci vuole.. un sidecar è perfetto per tre..”
Non so come, i tre montarono su uno sgangheratissimo sidecar e si spostarono, all’invidiabile velocità di crociera di 18,3 km orari circa, alla volta del folle del villaggio.. lo cercarono in tre, per mari e per monti, diviso deserti e praterie, meno collinette e vallate sterminate e.. alla fine.. “Eccoti qui… folle della malora.. ti abbiamo trovato!!”
“Quanta grazia, tutta in una volta” – rispose il matto gongolante e tronfio – “un principe demente, il suo fedele servitore e un giovane scapestrato che perfeziona il tutto amabilmente.. ed io sarei il matto?!?”
“Come ti permetti?!’ Rivolgersi così a sua altezza…” – lo apostrofò Allumin – sei forse matto?”
“Io ‘sono‘ matto” – fece quello – “e tutta quest’altezza a quello lì non gliela faccio proprio.. ad occhio e croce sarà non più di un metro e un palmo, comprese le zeppe delle scarpe…”
“Ok..ok..” – tagliò corto Cartaforn – “abbiamo bisogno del tuo folle aiuto per capire quale impresa possa tentare il nostro principe per guadagnarsi la vita eterna nei libri di storia..”
“Uhm..” – fece il folle soprappensiero, se mai gliene fosse passato qualcuno per la mente – “la domanda che mi fai è molto complessa e non è facile darle una risposta, però…” – disse ruotando su se stesso per prendere da dietro le sue spalle un sacchettino di iuta, che aprì velocemente… “Ecco qui chi vi potrà aiutare…” --- > To be continued
17:11 Scritto da strudelone in acca, arca, attori, bambini, comico, creatività, demenziale, divertente, eroe, gioco, gnomi, libri, libri e fumetti, ricerca, satira, sogni, sole, solidarietà, viaggio | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: arca, predatori, arca perduta, acca, ricerca, gnomi, fate, fiabe, risate, bambini, comico, demenziale, virgilio | OKNOtizie |
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sabato, 01 gennaio 2011
Felice Anno Nuovooooo!!!
Un augurio grande grande di un 2011 ricco di tante belle emozioni e pieno di soddisfazioni, pace e serenità a tutti gli amici del sito StrudelOne - Demenziale tra Storia e Leggenda!!!
Bacioni Andrea :O)
13:43 Scritto da strudelone in 2011, amore, anno nuovo, buon anno, comico, creatività, demenziale, divertente, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, musica, pace, regali, satira | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: anno nuovo, anno, 2011, felice anno, nuovo, auguri, feste, doni, regali, serenità, pace, tappo, spumante | OKNOtizie |
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lunedì, 27 dicembre 2010
Calendario StrudelOne 2011!!!
12:40 Scritto da strudelone in 2011, anno nuovo, buon anno, calendario, capodanno, cenone, comico, creatività, demenziale, divertente, ferie, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, pace, regali, san silvestro, satira, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: 2011, anno nuovo, buon anno, capodanno, calendario, feste, brindisi, spumante, andrea fiore, strudelone, strudel | OKNOtizie |
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lunedì, 20 dicembre 2010
Buon Natale (The alternative one!!!)
Un Babbo Natale inedito e decisamente.. piccante.. :O)
Un video divertentissimo creato e animato da Andy Pinder, dedicato a tutti gli amici di StrudelOne con i più sinceri e alternativi Auguri di un caldo Natale e di un eccitantissimo 2011!!!
Bacioni, Andrea :O)
22:06 Scritto da strudelone in amore, babbo natale, comico, creatività, demenziale, divertente, doni, erotico, feste, festività, gioco, lap dance, libri e fumetti, natale, pace, peep show, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: natale, babbo natale, santa claus, feste, regali, doni, christmas, auguri, hot, piccante, sexy, alternativo, demenziale | OKNOtizie |
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domenica, 12 dicembre 2010
BBB.Babbo Natale Offresi
Quel giorno Demis era al settimo cielo. Appena uscito dall’edificio della Hi-Robotics & co. ltd. con il plauso dell’intero consiglio d’amministrazione e un assegno fumante a più zeri per la sua strabiliante invenzione, era certo che avrebbe cambiato il mondo e si crogiolava in quella certezza con un sorrisetto trasognato. Percorreva il marciapiede della 22^ avenue e tutto intorno a lui ora sembrava più bello rispetto a poche ore prima. Riusciva persino a intravedere le verdi foglioline degli alberi seriamente compromessi dallo smog cittadino ai bordi del viale e a scorgere l’azzurro chiaro del cielo, al di là della cappa grigia che gli aleggiava a mezz’aria sulla testa. Era sceso tronfio giù per strada, saltando i gradini tre alla volta, con l’assegno ancora in mano e lo teneva adorante come si fa con una reliquia. Lo fissava con gli occhietti inumiditi dalla forte gioia, lo annusava e provava a immaginare quante di quelle cose, che aveva da sempre desiderato, ci avrebbe finalmente potuto fare. E fu così che, in tale inebriante stato di divina grazia, con la testa tra le nuvole, svoltò l’angolo della via a una velocità tale da non riuscire a schivare il grassoccio vecchietto che si ritrovò dinanzi tra capo e collo.
“Stai attento ragazzo, ma dove hai la testa?!?” – lo rimbrottò l’anziano signore, finito rovinosamente a gambe all’aria sul selciato – “a momenti mi mandavi al creatore!”
“Ops.. vi chiedo perdono” – rispose mortificato Demis – “ero euforico e pensavo a tante di quelle cose..”
“Alla velocità no però, eh?” – replicò l’altro, mentre scricchiolando in varie parti del colpo, tentava di tirarsi su da terra – “andavi come uno shuttle, porca boia!!!”
“Coraggio, vi aiuto a rialzarvi” – si offrì premuroso il giovane.
Demis, dopo che il vecchio fu di nuovo in piedi e fu certo che non avesse nulla di rotto, ma solo qualche ammaccatura di lieve entità disseminata alla rinfusa, accennò a un rapido saluto e si girò lesto per andar via. Si bloccò però subito all’istante, come se fosse stato attraversato lungo il corpo da un laser tagliente. Ruotò quindi lentamente la testa indietro per guardare ancora l’anziano signore. L’osservò meglio, con molta attenzione, scandagliandolo da capo a piedi e poi, con un filo di voce appena, provò ad azzardare - “ma voi.. ehm, intendevo dire, tu.. tu sei..”
“Esatto, io sono” – rispose il vecchio – “e se sono ancora, non è certo per merito tuo, ma per pura casualità. C’e mancato poco che non fossi più!”
“Ma certo, che stupido! Corrisponde proprio tutto: il vestito rosso col cigno bianco ai bordi, stivali e fibbia neri, cappello rosso e folta barba bianca. Tu sei Babbo..”
“..Natale” – completò prontamente l’anziano signore con una smorfia di disappunto sulle labbra – “e ora che lo sai, ti prego, vuoi lasciami in pace?”
“No che non ti lascio in pace, caro mio” – ribatté Demis – “ci ho messo anni a sperare di vederti; anche solo scorgerti per pochi istanti. La notte della vigilia di Natale, lasciavo sempre la mia letterina sul tappeto del salotto e m’appostavo dietro una grande poltrona in religiosa e paziente attesa, avvolto in uno di quegli orribili plaid, tipo kilt scozzese. E ogni anno, sistematicamente, passavano i minuti, le ore e poi le palpebre lentamente, prima l’una poi l’altra, s’abbassavano e venivo inesorabilmente sopraffatto dal sonno. Così, quando mi svegliavo il mattino seguente, il tappeto era pieno zeppo di regali, ma io avevo l’amaro in bocca, perché per l’ennesima volta mi eri sfuggito.. puff, passato come una meteora e svanito nel nulla!”
“Avevi però i regali..”
“Già, ma non te” – rispose il ragazzo con un pizzico di mestizia. Poi aggiunse visibilmente incuriosito – “ma dimmi piuttosto; perché sei così triste?”
“Triste? Mi vedi triste? S’è mai visto un Babbo Natale triste?”
“Direi che oggi è la prima volta che lo si può vedere” – sorrise Demis benevolmente.
“E’ una storia lunga e noiosa, ragazzo mio, non credo che possa interessarti”.
“Lascia che sia io a decidere. Tu pensa solo a raccontarmela”.
“Se proprio insisti” – sospirò profondamente il vecchio a occhi chiusi – “dunque, devi sapere che io ho un capo, di cui non posso farti il nome. E’ lui che dirige e coordina tutte le attività di smistamento dei doni, gadget e affini per le varie festività dell’anno e proprio ieri mi ha convocato per stamattina nel suo ufficio. E’ appena il 15 di ottobre, mi sono detto, cosa potrà volere da me. Probabilmente quest’anno vorrà fare le cose meglio, organizzare nel vero senso del termine, insomma ‘in grande’, come si faceva tanto tempo fa. Così, sono andato fiducioso e motivato a dare il meglio di me”.
“Mi sembra una cosa fantastica!”
“Al tempo, ragazzo, al tempo!” – lo bloccò Babbo Natale – “ho solo detto che pensavo che volesse strafare, non che poi le cose siano realmente andate così. Anzi!”
“Cosa intendi dire?”
“Mi sono presentato stamattina puntuale e lui era sorridente e affabile come sempre. Mi ha fatto accomodare e dopo aver dato un’ultima occhiata al giornale che stava sfogliando, ha commentato in particolare una notizia che parlava di crisi, di recessione, di disoccupazione, insomma una vera calamità. A quel punto, mi ha detto che in una situazione del genere i costi per gli eventi erano diventati insostenibili, che il budget si era tra l’altro ridotto e che tutti noi avremmo dovuto fare un sacrificio per superare questo terribile momento”.
“E tu cos’hai risposto?”
“Gli ho chiesto cosa avesse pensato per sé, dichiarandomi pronto a fare altrettanto anch’io”.
“E lui?”
“Mi ha risposto che per sé, se del caso, ci avrebbe pensato dopo e che invece ora la prima cosa da fare era gestire subito i sottoposti in modo più efficiente. In altri termini, la sua idea è mettersi subito al passo coi tempi e ridurre, un po’ come tutte le aziende, i costi del personale con gli ammortizzatori sociali o forme diverse di lavoro”.
“Ammortizzatori?”
“Sì, non ci crederai, la cassa integrazione anche per figure storiche e istituzionali come la mia!”
“Comunque, in tutta sincerità, non credo che tu corra seri rischi” – osservò il ragazzo – “considerata la tua età, dovresti essere l’ultimo in graduatoria nella lista dei cassintegrati”.
“E invece no. Sorpresa!” – sbottò il vecchio – “sono il primo in assoluto e incontestabile. In graduatoria siamo due in totale, io e quella vecchiaccia odiosa della Befana e lei è di poco più anziana di me!”
“Questa sì che è sfiga, amico mio. Sfigaccia nera, bella e buona!” – concluse corrucciato Demis – “avevi però parlato di altre forme alternative di lavoro?”
“Sì” – confermò Babbo Natale – “in alternativa, ci sarebbe il job sharing. Per questo il capo mi ha convocato in forte anticipo il 15 ottobre. Si tratterebbe di una distribuzione dei compiti tra me e la Befana per Halloween, Natale e l’Epifania, in modo da assicurare in due la prestazione di uno per le tre ricorrenze, ovviamente pagati metà ciascuno”.
“E’ un incubo!” – inorridì il ragazzo.
“Magari lo fosse. Purtroppo, navighiamo a vista nel mare agitato della più bieca realtà!”
“E non credo che le cose miglioreranno, sai?” – aggiunse dispiaciuto Demis – “vedi quest’assegno? L’ho appena avuto per la cessione di un brevetto alla fabbrica di distributori automatici dietro l’angolo dal quale, svoltando ad alta velocità, poc’anzi ti ho tranvato. E’ un marchingegno self service che, interfacciandosi con anagrafe, casellario giudiziale e archivi vaticani, può decretare con assoluta precisione la tipologia di benefit cui ciascun ragazzino potrà accedre. Mi spiace dovertelo dire, ma credo che, con l’arietta che tira, di qui a poco, sia tu che la Befana resterete senza lavoro”.
“La bontà giudicata da una fredda macchina che fa aridi confronti?!?” – esclamò disperato Babbo Natale – “di questo passo dove arriveremo?”
“Magari a un confessionale computerizzato a gettoni” – provò a ironizzare Demis – “che, con una minima offerta libera, ti spara una raffica di preghiere da dire per penitenza, lunga in proporzione ponderata ai peccati che hai appena confessato a un avveniristico quanto asettico microfono criptato”.
Trascorsero alcuni minuti in un imbarazzante silenzio, senza che Demis riuscisse a trovare le parole per confortare quel povero vecchio affranto, che gocciolava lacrime a oltranza. In cuor suo, il ragazzo avrebbe voluto scusarsi dell’invenzione, per aver creduto che potesse rivoluzionare il mondo e migliorarlo, per non avere compreso in tempo l’inquietante visione meccanicistica dell’universo che stava ormai dilagando irrimediabilmente tra gli uomini. A un tratto, però, sopraggiunse un bimbo in calzoncini corti, dagli occhietti vispi e i capelli rosso rame. Poteva avere sì e no cinque anni e i suoi occhi brillarono d’intensa gioia, come diamanti sapientemente intagliati, quando intravide e riconobbe la tonda sagoma.
“Evviva!” – urlò il bambino euforico – “è lui. È Babbo Nataleeee.. che sballoooo!!!”
“Ti adora” – sorrise Demis alla volta del vecchio – “vedi? Tutti i bambini di questo mondo ti adorano e non solo loro..”
“Bé” – rispose Babbo Natale, stringendo le spalle – “allora sarà meglio che mi affretti a fare il mio lavoro in job sharing con la Befana, prima che me lo porti via la tua macchina della malora! Compatto tutte le domande in una e formulo l’‘all in one question’ al ragazzetto: <<Cosa vuoi bel bambino: carbone, regalino, dolcetto o scherzetto?>>”
“Nulla di tutto questo” - rispose il piccolo, spiazzando all’istante i grandi – “non voglio un bel nulla. Niente di niente. Mi basta poterti vedere e abbracciare, Babbo mio bello. Sapere che ci sei e che ci sarai sempre nel mio cuore, nella mia mente e nei ricordi dei miei genitori e dei miei nonni”.
“Grazie bambino” – sorrise il vecchio visibilmente commosso, abbracciando amorevolmente il ragazzino – “ci son cose che una macchina non può dare, come questo abbraccio stracolmo d’amore. E se anche potesse, da lei non le vorresti”.
Lo stesso giorno Babbo Natale rassegnò le dimissioni al suo capo e si mise in proprio. Libero professionista, freelance! Appariva ogni anno alla mezzanotte in punto del 24 dicembre e portava pace e serenità al mondo intero con la sua folta barba bianca e un sorriso dolce e rassicurante ben collocato al centro di due belle guanciotte gonfie e rubiconde. Nessun dono con sé, né punizioni. Per questo si limitava a riviare con sufficienza a una macchinetta automatica che sarebbe apparsa di lì a poco sui tetti delle case per calarsi dai camini. Lui portava solo amore, amore e tanta pace e una forte speranza che la frenesia della riduzione dei costi ‘a tutti i costi’ e il ricorso bovino al meccanismo dei tagli del personale a favore dell’asettico ‘fast e furious automatizzato’, non conducesse al punto del non ritorno: l’eutanasia dell’anima.
13:44 Scritto da strudelone in amore, babbo natale, befana, cassa integrazione, cassintegrati, comico, contratti di solidarietà, creatività, crisi, demenziale, divertente, dolci, doni, epifania, ferie, feste, festività, gioco, halloween, incontri, job sharing, libri, libri e fumetti, natale, pace, premi, recessione, regali, satira, sogni, solidarietà, vacanze | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: amore, babbo natale, befana, cassintegrati, recessione, crisi, job sharing, doni, regali, pace halloween, virgilio, virgilpresley | OKNOtizie |
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venerdì, 19 novembre 2010
La fiaba di Andrea Fiore a sostegno dell’Associazione Sindrome di Crisponi - Il video dell'iniziativa
Partecipa anche tu all'iniziativa.. farlo è semplicissimo!
VERSAMENTO sul CONTO CORRENTE POSTALE numero 81776163
intestato a ASSOCIAZIONE SINDROME DI CRISPONI E MALATTIE RARE
Nella CAUSALE occorrerà inoltre specificare:
a) che la donazione è per il racconto di Andrea Fiore (scrivere: ‘DONAZIONE DA FIABA ANDREA FIORE’);
b) il NOME del donatore o della persona (un amico, figlio, nipote), cui dovrà essere indirizzata la fiaba, e ovviamente l’INDIRIZZO E-MAIL.
14:19 Scritto da strudelone in aiuto, amore, bambini, bonifico, creatività, crisponi, divertente, donazione, doni, feste, gioco, malattia, raccolta, ricerca, sogni, solidarietà, umanitario, viaggio | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: crisponi, malattie, bambini, ricerca, solidarietà, raccolta, fondi, aiuto, umanitario, donazione, virgilio, virgilpresley, andrea fiore | OKNOtizie |
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lunedì, 25 ottobre 2010
Scremati dal destino - Grande Fratello.. no thanks!!
Maso aprì l’uscio di casa, fiondò il cappotto sulla poltroncina collocata all’angolo più lontano del salone, centrandola dall’invidiabile distanza di circa tre metri e mezzo, dopodichè percorse velocemente lo stretto corridoio di casa, puntando dritto verso la cucina alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti..
“Sei tu Maso?” – tuonò una voce che tradiva una certa sensazione di fastidio.
“No, sono il gatto, ma da oggi mi è stata data facoltà di parola” – rispose Maso mentre rovistava nervosamente nel frigo – “pensi che troverò qualcosa di serio da mangiare a parte tavolette dietetiche, muesli e yogurt bianco allo zerovirgolaunpercento di grassi?”
“Perché non provi con qualche lattina di KiteKat, così, visto che da oggi sei un superbo esemplare di gatto parlante, potrai esprimere anche un giudizio vocale.. ‘si prega lasciare un messaggio dopo il segnale acustico, grazie… maaaaooouuuu’…”
“Ma si può sapere dove ti sei cacciata Mara?” – tuonò Maso, mentre distrattamente imbucava le dita in un barattolone di miele ai fiori d’arancio collocato ad arte nello scaffale in basso del frigo, a mo’ di trappola per visitatori incauti – “sono tre giorni che non ti vedo..”
“Ma pensa te.. io invece sono trent’anni che non ti posso vedere!!”
“Esci fuori e combatti da uomo a uomo, vile marrana..!!”
“No Maso, non oggi.. non mi va affatto di perdermi la puntata del Grande Fratello per passare una notte romantica con te al Pronto Soccorso…”
“Usque tantum.. Real TV ti ha dato alla testa, moglie della malora… Io ho fameeeeee!!!”
“Una tantum un corno Maso!!! Oggi è serata Grande Fratello e, se non lo vedo, domani di che parlo con le amiche?!?”
“Miii… botta di vita!!”
“Insomma, arrangiati Maso, nella credenza in alto dovrebbero esserci ancora due o tre scatolette di tonno e fagioli al sugo, tante quante bastano per mantenere stabili i tuoi ben noti standard prestazionali sotto coperta in door.. mangia tutto senza fare briciole in giro e ricordati di staccare il rilevatore elettronico del gas prima di andare a letto…”
“Mannaggia a te Mara.. ma come faccio a lasciare briciole in giro se manca il pane…”
“Pensa a quelli della casa che hanno tutto contingentato, anche il pane, poveri figli.. mi commuovo”
“Io mi commuovo se penso alla nostra di casa.. possibile che tu non sia disposta a perderti neanche un attimo di ‘sti reality? Tu sei drogata Mara.. andata, fumata, dopata, fatta, kaput!!! Non se ne può proprio più di Grandi Fratelli, grandi sorelle, gran figli di…”
“Cos’è quest’ultima, un’autocitazione Maso?”
“Sei ingiusta Mara, ecco cosa sei! Te ne approfitti perché te ne stai barricata in soggiorno”
“Il programma a minuti inizia e il nostro collegamento sta per sfumare Maso”
“Seeee… mo ci tolgono il satellite!!”
“Sbafati il tuo lauto pasto da simil-gatto, altrimenti esco e ti metto in nomination per direttissima!”
“Questa è crudeltà bella e buona.. lasciare un povero marito abbandonato ai bordi di una cucina affamato e delirante.. roba da confessionale!!! – incalzò l’uomo con un piglio ferreo e deciso da assalto alla Bastiglia – “E dire che ci fu un tempo in cui le talpe erano animali, le isole erano ancora vergini e incontaminate e in televisione si esibivano i cantanti bravi, quelli veri, mica gli amici degli amici degli amici di Maria.. e Maria era una figura religiosa, che aveva sposato Giuseppe e non Maurizio, e quando le arrivava posta, allora sì che erano cose di una certa gravidanza!!!”
“Ecco bravo, abbiamo fatto il presepe fuori stagione!! – urlò Mara mentre usciva furibonda dalla stanza.
“Sì..” – annuì Maso, puntandole contro l’indice – “..e tu sei l’oca della Fattoria in dono al bambinello!! E magari mettiamo su un bel momento di preghiera a puntate… come dire.. una telenovena”
Da quel momento in poi non fu più possibile distinguere una frase di senso compiuto nel crescendo d’improperi in cui si avvitarono i due, rinfacciandosi di tutto, di più e tant’altro ancora.. attinsero ad antiche memorie di soprusi e soverchierie subiti nel corso di anni ed anni di dura e gravosa convivenza e inanellarono sermoni, trattati, poemi, saghe e coloriti aneddoti.. l’un contro l’altro armati della più affilata delle armi improprie.. la lingua!
Intanto in tv scorreva in sottofondo la sigla d’apertura del reality più famoso d’Italia e, proprio su quelle note tanto attese da Mara, la presentatrice mandò festosa un caloroso saluto a tutte quelle famiglie che in pace ed in serenità se ne stavano (secondo lei) gioiose davanti al piccolo schermo ad assaporare le innocenti beghe degli abitanti della casa.. Non immaginava nemmeno lontanamente quanto a volte la realtà possa di gran lunga superare il reality..
13:20 Scritto da strudelone in cinema e tv, comico, confessionale, creatività, demenziale, divertente, gioco, grande fratello, libri, nomination, premi, reality, satira, vita di coppia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: grande fratello, reality, nomination, confessionale, casa, matrimonio, vita di coppia, virgilio, virgilpresley | OKNOtizie |
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