sabato, 27 ottobre 2012

Posso chiamarti... (Vignetta di Andrea Fiore)

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venerdì, 12 ottobre 2012

Ci tagliano l'IRPEF - Vignetta di Andrea Fiore

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mercoledì, 21 luglio 2010

Una vita da sogno...

sogno.gifLa stanza era avvolta nella penombra, eccetto che in un angolo lontano, rischiarato a tratti dalla luce fioca di un’abat-jour. Dario era sdraiato sul divano e Sandra lo accarezzava dolcemente dietro la nuca.. Poco più in là, Francesca improvvisava una sensualissima danza del ventre, contorcendosi come se le fosse andata di traverso un’intera zuppiera di peperonata, mentre Daniela gli veniva incontro con due long drink ad alta gradazione alcolica, invitandolo a bere in fretta perché era smaniosa di fare l’amore ancora.. ancora.. ancora..

 

Dario era esausto.. sfinito.. aveva sentito quell’‘ancora’ in un’infinità di salse quella notte lì dalle tre ragazze e le voci si sovrapponevano, si mischiavano, si accavallavano perversamente nei meandri della sua mente!! Basta ‘ancora’.. BASTA!! Erano quasi le sei e mezza del mattino e tra non molto avrebbe dovuto prepararsi per andare a lavoro... non potevano dire ancora ‘ancora’!!!

 

Sandra prese ad accarezzarlo con dita soffici come la seta lungo il torace e Francesca interruppe la danza per saltargli addosso a cavalcioni e baciarlo ripetutamente sulle labbra. Daniela, vista la veemenza delle altre, accelerò il passo timorosa di perdersi la sua parte di divertimento, ma fu proprio in quell’attimo di slancio impetuoso che infilò inavvertitamente il piede in un boccolo apparentemente innocuo formato casualmente del tappeto antistante al divano, i long drink le sfuggirono di mano e.. “Dario, ma che caspita ti succede?!?”

 

“Acc.. ma che ca..!!!” – si rizzò Dario di scatto sul divano con gli occhi stralunati.

 

“Acc.. ma che ca.. acc.. ma che ca!!” – incalzò Sergio vistosamente alterato – “Porca miseria Dario, mi fai preoccupare con queste tue continue catalessi mugugnanti!!! Possibile che per farti uscire dal coma debba sempre ricorrere all’acqua?!?”

 

“Ah.. ecco cos’era.. acqua!!” – commentò Dario intristito – “altro che long drink..”

 

“Cosa?” – fece l’altro voltandosi di scatto.

 

“Niente..” – concluse Dario – “vado ad asciugarmi la faccia!!”

 

Dario Denti viveva una vita da sogno, abitava uno chalet in montagna sulle rive di un meraviglioso lago assolato, sorto nell’incavo d’un vecchio cratere; intratteneva tre relazioni in contemporanea con Sandra, Daniela e Francesca, ragazze stupende da cover di Playboy che stravedevano per lui ed erano insaziabili, tanto che sempre più spesso l’uomo doveva allontanarsi di casa due o tre giorni per rigenerare le forze giunte al di sotto della soglia della mera sopravvivenza. Dario era tutto ciò che un uomo avrebbe voluto essere ed avere, comprese le tre relazioni mozzafiato, ed era un vero peccato che ogni santo giorno tutto quanto dovesse svanire inesorabilmente al suo.. risveglio!!!

 

“Sai Sergio..” – esordì Dario, mentre con una mano imburrava nevrotico una fetta biscottata come stesse affilando un tagliente rasoio su una striscia di cuoio e l’altra ingurgitava di fretta due o tre sorsi di caffè nero fumante – “stamattina mi sento particolarmente spossato, mi sa che faccio uno squillo al lavoro, prendo mezza giornata di libertà e nel pomeriggio si vede’”

 

“Già..” - commentò Sergio a voce bassa – “fai uno squillo, prenditi la libertà e nel pomeriggio si vede..”.

 

Dario Denti non aveva a chi squillare, perché era disoccupato cronico e senza speranze!! Alcuni suoi amici dai nomi altisonanti e casualmente coincidenti con quelli d’importanti imprenditori o politici locali, dopo varie casse integrazioni e contratti di solidarietà, alla fine un lavoro l’avevano pur ritrovato. Ora magari controllavano la remota eventualità di passaggi non autorizzati di mandrie di gnu nel pieno centro cittadino nelle ore di punta oppure assolvevano al compito estremamente arduo e delicato di verificare che il ghiaccio non si sciogliesse a meno tre gradi sotto lo zero.. D’accordo, si trattava di lavori socialmente futili che non brillavano certo per prospettive di crescita e di sviluppo del quoziente intellettivo; al contrario, erano addirittura considerati ad elevato rischio di abbrutimento progressivo e per questo motivo, per i poveracci che li avevano loro malgrado dovuti accettare, erano previste delle indennità aggiuntive, onde dar loro un adeguato ristoro per i danni provocati dalla forte esposizione alla lettura di quotidiani, specie sportivi, e alla consultazione di bandi di concorsi sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, legata al tentativo costante di voler uscire dal pericoloso tunnel avvitante della paranoia.

 

A Dario comunque questi suoi amici non sembravano così provati a fine giornata lavorativa; apparivano addirittura più riposati e rilassati in viso ed anche iper-informati su tutto e tutti. Lui, quei lavori lì sarebbe stato proprio disposto a farli.. insomma, se ne sarebbe accollato ben volentieri i rischi correlati. Sebbene però avesse presentato domande su domande di lavoro e si fosse dato disponibile a qualsiasi tipo di mansione.. Niet!! Aveva perso il lavoro due anni prima, dopo una cassa integrazione trasformatasi ben presto in cassa da morto, e non ne aveva più trovato altri.

 

“Ciao Dario, che fai da queste parti” – si sentì chiamare a un tratto da dietro, appena uscito di casa.

 

“Ciao Silvio.. da quanto tempo non ti vedevo”

 

“Ti trovo bene Dario..” – riprese l’altro mentre gli stringeva forte la mano – “forse un po’ più magro, ma bene via!!”

 

“Non mi lamento..” – rispose Dario gongolante – “passavo di qui per caso, di solito a quest’ora sono al lavoro e oggi ho preso mezza giornata di libertà”

 

“Beh, allora concediamoci una pausa pranzo insieme e poi ci immergiamo nuovamente nella bolgia del quotidiano”

 

Mangiarono e bevvero allegramente e ricordarono i vecchi tempi. Poi, quand’ebbero finito, Silvio invitò Dario ad uscire ancora insieme, stavolta la sera; avrebbero cenato a base di pesce e poi Dario avrebbe potuto dormire da lui. Dario ringraziò l’amico dell’ospitalità, ma declinò educatamente l’invito, dicendo di non essere abituato a dormire fuori e poi.. a casa aveva pur sempre tre donne che l’aspettavano smaniose e non aveva certo intenzione di morire tricornuto!!

 

“Hai anche dei figli?” – chiese l’altro incuriosito.

 

“Sì, ne ho due da ognuna delle tre ragazze: sei in totale, due maschietti e quattro femminucce..”

 

Dario Denti non aveva voglia di dormire fuori fin tanto che poteva ancora permettersi il caldo divano, alternato al letto nei giorni pari, della sua stanza condivisa con Sergio. Silvio dormiva in una bidonville e per lui i cartoni erano una reggia da quando, ingegnere informatico, aveva perso il lavoro. Aveva imparato ad amare quelle quattro pareti semoventi e fingeva d’essere felice perché ora non pagava più luce, né gas e nemmeno acqua ed era libero d’invitare gli amici se e come gli andava, da quando aveva preso possesso di un piccolo spazio attiguo al suo di ulteriori 2 metri per 2, da riservare agli ospiti. Bastava che fossi disposto a dormire fuori e lui era felice. Dario però non lo era, almeno per ora.

 

Lasciarono la mensa del povero senza pagare il conto.. quello sì che se lo potevano permettere; poi, si salutarono con un caldo abbraccio, una stretta di mano e la promessa solenne di Dario di invitare presto Silvio a casa sua per fargli conoscere mogli e piccoli marmocchi.

 

Dario Denti non aveva bambini.. non ne aveva mai avuti se non nei sogni.. i suoi sogni.. il solo ed unico luogo in cui li avrebbe messi al mondo con serenità.

 

venerdì, 25 giugno 2010

Strudy & Friends - Andrea Fiore intervista Sabrina Gabriele

Al microfono di Andrea Fiore la brillante ed originale scrittrice Sabrina Gabriele presenta il suo libro 'Una', edito da Il Filo - Gruppo Editoriale Albatros di Roma.



La recensione di QLibri

Una è una storia dai tratti divertenti e malinconici, raccontata con la leggerezza e l'erotismo di poesia metropolitana al femminile. Le sue pagine ricordano una sceneggiatura di una commedia americana, spiccano di originalità e ritmo, ma rimandano ai temi universali della bellezza e dell'amore. Come in una puntata di Sex and the City, come in un episodio del Diario di Bridget Jones, Una è godibile, giovane e fresco, specchio di tutte le donne che si affacciano, coraggiose, all'interno del suo incredibile intreccio. Una è sexy e poetico. Sembra scritto fra un sorso di Martini e la boccata di una sigaretta, fra una telefonata frivola ed un'occhiata maliziosa ad un passante... ooops... ad una passante. Ad una passante veloce, come tutte quelle che fanno capolino fra le pagine di Una, cosi' tante da contraddirne l'unicità del titolo. Perchè Una è un romanzo corale dove l'identificarsi con Vittoria, innamorarsi di Ginevra, fare l'amore con Bianca o piangere insieme a Skipper e' parte di una cosa che appartiene proprio a tutti, troppo banale menzionarlo.

Buona lettura!!!!

Il sito della scrittrice:
http://sabrinagabriele.blogspot.com/

venerdì, 11 giugno 2010

Strudy & Friends - Andrea Fiore intervista Massimo Bisotti

Al microfono di Andrea Fiore per Strudy & Friends l'eclettico scrittore e compositore Massimo Bisotti di Roma, che il prossimo sabato 12 giugno 2010 dalle19.30 alle 22.00 presso il Lab 51 di Via degli Ausoni 47 Roma, presenterà il suo primo libro 'Foto/grammi dell'anima', edito dalle Edizioni Smasher. Con l'autore interverranno Isabella Borghese, Luca Maria Brogli e l'editrice delle Edizioni Smasher, Giulia Carmen Fasolo. Si affronterà insieme il nuovo male del secolo, la paura dei  sentimenti e la volontà e la capacità di rimettersi in piedi..

..

 

 

(dal libro Foto/grammi dell'anima)

Ho fatto una festa all'interno di me stesso.
Ho deciso di divertirmi.Di fermarmi un attimo per assaggiare un pasticcino.
Molte persone hanno smesso di fermarsi ad assaggiare un pasticcino.
Sedersi sulla sedia accanto al tavolo e sceglierlo con cura.
Perché scegliere significa pensare e riflettere su quello che ci piace di più.
Inevitabilmente trovarsi faccia a faccia con il gusto e quindi con noi stessi e con la punta estrema dei nostri pensieri.
Abbiamo paura di restare soli e paradossalmente corriamo, ingannando noi stessi, sperando di non accorgercene mai, occupando il tempo in doveri su doveri oltremisura.
La paura di trovarci ci fa perdere il piacere dell'abbandono.
Ci costruiamo muri per proteggerci e un giorno quegli stessi muri diventano una prigione, la nostra prigione.
Non ho mai voluto le inferriate alla finestre.Sono un credulone.Ho sempre pensato che se lascio aperta la finestra prima o poi entrerà tutto il cielo.
Mi mangio da dentro il mio pasticcino senza sensi di colpa.
Lo taglio a metà e te lo offro chiedendoti:
"Vorresti favole senza draghi?" - tu leggera mi rispondi "Sarebbe impossibile..."
"Ma io ti ho invitato alla mia festa, non inventare una scusa per non venire.
Perché il raffreddore d'amore è la malattia cronica più grave che puoi prendere.
Non ti uccide ma non c'è cura, non ti salvi più sai?"
Poi quando suona il campanello mi sorprendo.
Mi piacciono tanto i campanelli.
Sono il suono di un respiro e il respiro non fa mai corrente con la finestra.
Il respiro è presenza..

Prefazione di Giulia Carmen Fasolo

http://www.edizionismasher.it/bisotti/massimobisotti.html

Link all'evento di FB sulla presentazione del libro:

http://www.facebook.com/event.php?eid=125939674101138&ref=nf

 

Book Trailer:

lunedì, 24 maggio 2010

Strudy & Friends - Andrea Fiore intervista Christian Floris

Andrea Fiore intervista per Strudy & Friends il conduttore radiotelevisivo Christian Floris.

http://www.youtube.com/watch?v=eoCQRbW30nQ

26enne originario di Nuoro, volato a Roma ragazzino col sogno di diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo, Christian, ha lavorato in fiction di RAIUNO e in diverse radio famose (Radio Deegay.it, Radio Città Futura, Radio Erre2, Radiozerosei.it). Attualmente conduce un programma ogni mattina su RSA (Radio Spazio Aperto) di Roma

Il regista Peter Marcias ne ha fatto il soggetto per il documentario "Una questione delicata" presentato a Torino, nell'aprile 2008, all'International Glbt Film Festival.

Da un anno ha un programma tutto suo in televisione "Se scrivendo", sul canale 830 di Sky. Questo il titolo della trasmissione prodotta dalla Caos Film per il Gruppo editoriale Albatros il Filo, che prevede quattro puntate a settimana (Il lunedì alle 22 e 15 e il martedì, mercoledì e venerdì alle 19 e 05). Ogni giorno il conduttore passa in rassegna giovani scrittori, autori emergenti e ultimamente altri già famosi , tra cui mostri sacri della letteratura come , il premio Nobel Dario Fo, Margaret Mazzantini, Barbara Alberti, Alessandro DAlatri e Maurizio Costanzo, di cui è anche stato ospite fisso nella trasmissione Buon Pomeriggio su Canale5 di qualche anno fa.

In questi giorni Christian sta partecipando a Speaker Factory un'iniziativa di Radio Dimensione Suono Roma ed il suo nome, anzi la sua voce, è tra le 13 semifinaliste e presto sapremo se rientrerà tra le prime 3 classificate. A quel punto, toccherà a noi votarlo sul web di RDS per farlo salire sul podio del primo classificato!

Ecco il link: http://www.facebook.com/pages/Dimensione-Suono-Roma/352974854689?ref=ts

VEDI TUTTI I VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=eoCQRbW30nQ
http://10piegamenti.com/2010/01/26/maurizio-costanzo-incontra-christian-floris-e-spiega-la-strategia-della-tartaruga/


http://10piegamenti.com/2009/11/19/christian-floris-protagonista-di-una-questione-delicata/

http://10piegamenti.com/2009/10/29/se-scrivendo-christian-floris/

http://www.youtube.com/watch?v=mpsoF9ZLjEA&feature=player_embedded
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Andrea Fiore è presente su Facebook e sul web con Strudelone (
http://strudelone.myblog.it/), dove scrive storielle e racconti satirico-demenziali e Strudy & Friends (http://strudyfriends.myblog.it/), in cui ospita articoli vari di amici del web. Ha scritto nel 2009 un libro semi-serial thriller edito da Il Filo Roma, dal titolo 'Storia di morte, ricotta e mascarpone.

Sempre nel 2009 ha vinto il concorso 'Giri di parole' edito da Navarra Editore con il racconto 'Lo stretto indispensabile' ed ha partecipato con altri artisti (scrittori e pittori) al libro a scopo umanitario Asin'Art con il racconto 'L'Asin Taxi'.

 

lunedì, 17 maggio 2010

Marocondì.. rondì.. rondella..

ronda3.jpgCi fu un tempo in cui le scuole elementari erano gravemente minacciate dal forte dilagare di maleducazione e bullismo. I poveri maestri, dal canto loro, privati completamente nel corso degli anni di qualsiasi mezzo realmente valido ed efficace per mantenere la disciplina, non riuscivano, nonostante il massimo sforzo e le buone intenzioni, a far lezione per gli scolari volenterosi, che come mosche bianche, si riducevano ogni giorno che passava.

Fu così che il Dirigente scolastico, convocato un consiglio d’istituto per direttissima, nottetempo e a porte chiuse, affrontò coi suoi collaboratori, del corpo docente e non, la drammatica situazione venutasi a creare. E convenuto unanimemente che bisognasse intervenire in maniera drastica e decisa, optò per il coinvolgimento degli stessi scolari nell’immensa e capillare opera di disboscamento e bonifica…

L’idea che prese piede e corpo a presa più che rapida fu d’investire di un ruolo più pregnante il migliore dei piccoli capoclasse secchioncelli cui di norma si affidava il compito di tracciare col gesso una linea in verticale alla lavagna per poi scriverci su, con altezzoso piglio delatorio, ‘buoni’ da una parte e ‘cattivi’ dall’altra. Il piccoletto avrebbe lavorato come una longa manus del governo scolastico per garantire l’educazione e la sicurezza nelle classi e si sarebbe avvalso, per l’espletamento degli elevati compiti d’intelligence affidatigli, di altri scolaretti che avrebbe selezionato lui stesso tra i più probi ed integerrimi.

 

Al gruppo, una volta costituito, fu dato il nome di ‘ronda’, su suggerimento del professore di storia cui era stato chiesto di trovare un appellativo neutro e privo di significative radici storico-politiche. Il Dirigente scolastico sottolineò che la ronda, nei suoi giri di perlustrazione per le sale e i corridoi dell’istituto, si sarebbe dovuta muovere senz’armi e nella piena legalità, per segnalare prontamente a docenti e non docenti eventuali fenomeni di malcostume.

 

Passarono i giorni e le settimane e tutto sembrava filare liscio come l’olio; la ronda percorreva e perlustrava meticolosamente ogni angolo dell’edificio con occhio vigile ed in base anche a semplici sospetti, anche se non sempre del tutto pienamente fondati, richiedeva l’intervento del governo ufficiale scolastico, che accorreva prontamente, come fosse un pompiere in stato dall’erta… Sennonché, un bel giorno con un ferocissimo comunicato di alcuni dei genitori, venne richiesto al Dirigente scolastico che fosse accostata, per par condicio, alla ronda del governo scolastico una seconda ronda, formata da bambini scelti stavolta dai soli genitori, col compito di vigilare sul corretto operato della prima ronda ed il potere di chiamare in causa gli organi docenti e non docenti nel caso avesse riscontrato la benché minima parvenza d’un abuso.

 

Passarono altri giorni e settimane e le due ronde così costituite cominciarono ad operare in regime di piena e spietata concorrenza tra loro ed ogni occasione era buona per accusarsi, vilipendersi e sbeffeggiarsi a vicenda.. Il più delle volte poi le richieste d’intervento erano fuori luogo e del tutto prive di fondamento e le forze ufficiali del governo scolastico si trovavano a dover correre a vuoto come trottole impazzite a destra e a manca..

 

Tale situazione cominciò a piacere sempre meno alla popolazione studentesca dei bulli e maleducati, che a causa dell’infuocato conflitto sistematico tra le due ronde, non poteva più attendere ai suoi loschi affari come prima, indisturbata e alla luce del sole.. Gli elementi più rappresentativi della ‘specie deviata’ si auto-convocarono allora nell’ufficio del Dirigente scolastico per proporgli la creazione di una terza ronda, con la finalità precipua d’evitare che le beghe di cortile tra le altre due potessero ricadere ingiustamente sulla popolazione bulla e maleducata, creandole inutili fastidi e disagi.

 

Il Dirigente ovviamente negò con fermezza il permesso, perché autorizzare la costituzione di una ronda siffatta avrebbe di certo consacrato e legittimato la presenza di frange estremiste in seno agli ambienti scolastici e questo non era certo bene.

 

A partire da quel momento, però, accaddero una serie di circostanze alquanto strane ed inusuali: i membri delle prime due ronde cominciarono l’uno dopo l’altro inspiegabilmente a dimettersi e ad essere sostituiti; le ronde via via chiamarono in causa sempre più raramente gli organi del governo ufficiale scolastico; infine, nelle statistiche scolastiche si azzerarono come d’incanto i dati negativi legati al fenomeno del bullismo e della delinquenza tra alunni.

 

La cosa sembrò a tutti un grande evento, tanto che il Dirigente scolastico pensò bene che fosse arrivato il tempo di sciogliere definitivamente le ronde e di ringraziare tutti per avere contribuito a debellare il bieco malcostume. Fu l’ultimo atto che tentò invano di compiere, prima che le ronde, che nel frattempo si erano unificate ed armate fino ai denti, occupassero prontamente l’istituto ed assumessero fermamente col terrore e la violenza il comando dell’istruzione pubblica. Fu il triste e devastante epilogo cui condusse l’oculata scelta della ronda..

 

Alcuni, anni dopo, dissero che il Dirigente scolastico sarebbe dovuto intervenire sugli organi di governo della scuola per rafforzarne la credibilità e la legittimazione; altri, decenni dopo, sostennero che sarebbe stato necessario agire capillarmente sul tessuto culturale degli alunni con un’adeguata informazione e con corsi di formazione mirati ad isolare i fenomeni socialmente deprecabili; altri infine, secoli dopo, di fronte a situazione analoga, dimentichi dell’esperienza e mal consigliati da un professore di storia, pensarono ancora che quella della ronda sarebbe stata un’ottima soluzione…

 

giovedì, 13 maggio 2010

Strudy & Friends - Andrea Fiore intervista Simone Lupino

Intervista di Andrea Fiore realizzata per Strudy & Friends nell'aprile del 2010 all'attore Simone Lupino (http://www.simonelupino.com/).

Simone Lupino, nato a Roma, vive a Castelnuovo di Porto (RM). Conseguito il diploma di grafico pubblicitario, tra il 2002 e il 2003 studia dizione con Antonio Tallura, e recitazione presso la Scuola di Cinema di Roma. Nel 2007 ritorna a studiare recitazione, frequentando The Actor's Academy presso il Teatro comunale di Morlupo "Aldo Fabrizi" diretto dall'attore, regista ed autore Ercole Ammiraglia.

Dopo piccoli ruoli in vari cortometraggi, nel 2004 è protagonista del mediometraggio Gli ultimi saranno i primi, regia di Lucio Giordano . Il suo primo ruolo in televisione è quello di Roberto, interpretato nella soap opera Sottocasa, in onda nel 2006 su Rai Uno. Nello stesso anno gira il suo primo film SoloMetro (2007), opera prima di Marco Cucurnia, prodotta da Michele Placido, in cui è coprotagonista nel ruolo di Massimo Spugnini. Nel 2007 è co-protagonista del cortometraggio Ganja Fiction, regia di Mirko Virgili, dove interpreta il ruolo di uno spietato pusher. Nel 2008 è sceneggiatore e protagonista del cortometraggio Olio su tela, per la regia di Vittorio Emanuele Gasparri. L'anno successivo inizia a svolgere l'attività di doppiatore. Nel 2009 labbiamo apprezzato nel lungometraggio Ganja Fiction, per la regia di Mirko Virgili e nel 2010 nel film di prossima uscita Quando si diventa grandi, per la regia di Massimo Bonetti.

*  *  *

Andrea Fiore è presente su Facebook e sul web con Strudelone (http://strudelone.myblog.it), dove scrive storielle e racconti satirico-demenziali e Strudy & Friends (http://strudyfriends.myblog.it), in cui ospita articoli vari di amici del web. Ha scritto nel 2009 un libro semi-serial thriller edito da Il Filo Roma, dal titolo 'Storia di morte, ricotta e mascarpone'.

Sempre nel 2009 ha vinto il concorso 'Giri di parole' edito da Navarra Editore con il racconto 'Lo stretto indispensabile' ed ha partecipato con altri artisti (scrittori e pittori) al libro a scopo umanitario Asin'Art con il racconto 'L'Asin Taxi'.

giovedì, 29 aprile 2010

Strudy & Friends - Andrea Fiore intervista Rosa Eva Bavetta

Arriva il tanto atteso primo appuntamento con 'Strudy & Friends', le matte interviste di Andrea Fiore a personaggi famosi e.. meno famosi di Facebook.

Il programma, prodotto dalla BARACCATI NETWORK per
http://strudelone.myblog.it e http://strudyfriends.myblog.it/, si propone di far conoscere attori, poeti, cantanti, pittori, scultori e tantissimi altri personaggi più o meno famosi del Network più visitato del mondo.

Ospite della prima puntata: Rosa Eva Bavetta - scrittrice, critico letterario e poeta.


Trovi la pagina dell'intervista con tutti i dettagli su Facebook:
Link in evidenza per Rosa Eva Bavetta:

http://www.mezzaghero.brianzaest.it/NumeriOnLine.htm (Sito in cui è possibile leggere il romanzo a puntate 'All'ombra del gattopardo di Rosa Eva Bavetta)

http://www.modomusica.com/poesia/selezione/edizione2010/rosa_eva_bavetta.html?in=0&out=20 (Sito del Premio Letterario 'Rime sotto la Luna' dove è possibile leggere e commentare la poesia 'Punto e a capo' di Rosa Eva Bavetta.

http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it/2010/04/09/inquietudine_e_speranza_larte.html ('Inquietudine e speranza' - articolo di Rosa Eva Bavetta sull'arte di Accursio Truncali, pubblicato su 'Il Cannocchiale'

sabato, 30 gennaio 2010

La pila di Camilleri..

libri_colorati.jpgLa lettura non fa mai male mi sono sempre detto e ripetuto; però su questo mi sbagliavo!! Fa male eccome!! Provate a inciampare in una pila di almeno 100 libri dell’ultima fatica di Camilleri collocata ad arte dietro un pilastro della libreria che frequentate da sempre e che credevate ormai di riuscire a percorrere ad occhi chiusi per le tante volte in cui ci siete entrati, ne avete percorso i corridoietti, vi siete soffermati davanti agli scaffali.

 

Credetemi, è una sensazione unica, mentre il vostro equilibrio diventa instabile e il terreno comincia a mancarvi sotto i piedi, sentire un disordinato fruscio di pagine che si aprono casualmente, accompagnato da tutta una serie di tonfi di piccoli tomi uno dopo l’altro in rapida successione sulle mattonelle bicolore tutt’intorno in un raggio di circa due metri. Un’esperienza imbarazzante sentirvi gli occhi saldamente incollati addosso di così tante persone quante non ne avevate mai notate, così strette e condensate, per metro quadrato.

 

Liberata la mente della miriade d’improperi a bocca chiusa con cui vi siete sfogati nel rialzarvi silenziosamente dalla polvere, immaginate infine che, per conservare i buoni rapporti col librario, vi offriate di acquistare cinque o sei copie del libro, quelle più danneggiate dal crollo e decisamente invendibili, e che il librario non si tiri di certo indietro, nonostante i buoni rapporti, perché ve le vende tutte, indistintamente, operando solo un piccolissimo ed insignificante ritocco nel prezzo che tiene conto (dice lui) che sono incidentate.

 

Sono sicuro che non proverete volontariamente l’esperienza, almeno che non abbiate dentro di voi un chiaro istinto kamikaze, ma certamente, l’esservi immedesimati vi aiuterà a fare qualche riflessione tipo quelle che hanno abitato la mia mente in tali circostanze.

 

Un tempo non molto lontano uno scrittore era famoso quando la fama della sua bravura precedeva in tutto o in parte la presenza del libro nelle librerie. Ricorderete in tanti quando per avere un libro dovevi sbavare in libreria, prenotarlo e poi passare e ripassare per sapere se fosse arrivato. I best-seller in simili contesti erano un vero miracolo divino che come tale portava senz’altro alla beatificazione d’ufficio dell’autore e alla proposta di santificazione per direttissima.

 

Oggi tutto questo è preistoria e diciamo che come scrittore non sei nessuno se non hai la tua pila. Io aggiungerei che probabilmente molto spesso continui a non essere nessuno, anche se la pila ce l’hai; però, l’immaginario collettivo, per il solo fatto che la pila c’è ed è bene in mostra dappertutto nelle librerie, pensa che tu sia qualcuno, un vero e grande autore, qualcuno che devi necessariamente leggere, se no sei out.. quindi compra il libro! Ogni lettore ne compra più d’uno, due o forse tre o.. quattro!! Farà dei regali agli amici, perché con uno scrittore che ha la pila in libreria, vai sul sicuro. Chi potrebbe avere da ridire su di libro che in libreria si vende a pilastri stile cemento armato?

 

Riepilogando, quindi, i casi sono due: sei un autore senza pila? Non vali nulla, sia tu un bravo o un pessimo scrittore. Viceversa, hai la pila, allora vali, sempre a prescindere dalla tua effettiva ed intrinseca bravura.

 

Il discorso merita un ulteriore approfondimento scolastico riguardo alla consistenza della pila, che può andare dal formato base o ‘ministilo’ di una trentina circa di libri a vere e proprie opere mastodontiche di architettura libraria moderna; autentici mausolei in cui il mattone forato ha dovuto cedere il passo al librone fogliato!!

 

E attenzione: più grossa è la pila, più conti come scrittore nel panorama librario. Pila di pochi libri (tra i 20 e i 30) con copertina variopinta e soggetto interessante? Forse il lettore si avvicinerà, come una piccola farfalla attratta dai colori della corolla del fiore, ma solo per leggere distrattamente ben che vada la quarta di copertina. Se i libri sono almeno 50 e il lettore ha qualche attimo a disposizione, sfoglierà o farà finta di sfogliare alcune pagine e, con un pizzico di fortuna, il tuo nome gli rimarrà impresso nella mente per i due o tre giorni successivi. Solo però se le cataste supereranno il centinaio di copie, ecco che scocca la scintilla che accende i fenomeni sovrannaturali!

 

Camilleri, Moccia, Faletti, Baricco e tutti i ‘pila writers’ noti, meno noti e.. sconosciuti, devi averli!! Il contrario è solo un’ipotetica dell’ultimo tipo.. Sono un must!! Meritano tutti indistintamente fiducia illimitata nel comune sentire letterario post-moderno.. chiunque essi siano e chiunque tu sia! Così, anche per il tizio entrato in libreria solo per aspettare un amico o inseguire una ragazza sculettante sui tacchi a spillo e che riesce appena a leggere (e con non poche difficoltà) le notizie sportive sulla gazzetta o i nomi sui citofoni, il libro diventa appetibile, di più, direi concupibile, e vola automaticamente, come dotato di una forza motrice propria e di autonome ali possenti, nel carrello degli acquisti.

 

Faletti, ad esempio, lo acquisti addirittura incellofanato. Dentro potrebbero esserci tutte pagine bianche o foto porno dell’immediato dopo guerra del ’15-’18 o, ancora peggio, motti che inneggiano al ritorno della dittatura nel nostro Paese. Non importa!!! Vuoi mettere un Faletti in libreria di casa nello scaffale altezza occhi? Fa di uno chic da paura; molti lo lasciano addirittura ancora nel cellofan per preservarlo dalla polvere.

 

Ecco allora, senza volerci addentrare nel giudizio sulla bravura degli scrittori citati, la vera questione che noi lettori dovremmo affrontare: quanto ciò che leggiamo è frutto di una nostra libera scelta e aderisce a quel che ci piacerebbe davvero leggere? O forse sarebbe meglio dire, come incidono, nel determinare il successo di uno scrittore, il battage pubblicitario di case editrici e media e gli interessi economici e di lobbies rispetto all’effettiva bravura?

 

Risolto il primo quesito, dovremmo poi chiederci cosa possiamo fare noi per rompere questa catena perversa, in altre parole, per impedire che il mercato dei libri si riduca alla vendita e al corrispondente acquisto di pochi testi in ‘formato pilastro’, per favorire una sana e libera possibilità a tutti, sia scrittori che lettori, di partecipare attivamente al meraviglioso e sorprendente circolo della cultura? Se cominciassimo con lo schivare le pile e magari a dare una sbirciatina ad uno dei libri che s’intravedono appena sul terzo scaffale a destra proprio sopra la nostra testa?