lunedì, 07 febbraio 2011

Scremati dal destino - San Valentino vent’anni dopo.

cupidoultima.jpgMaso si era da poco accasciato sul morbido sofà in soggiorno e, scostate con un’abile mossa d’una decina di centimetri le pantofole dai piedi, aveva preso a grattarseli svogliatamente l’un l’altro, mentre sfogliava al massimo dell’orgasmo le morbide pagine rosa della gazzetta dello sport. Gongolava tra sé e sé alla vista di tutte quelle notizie, perché le conosceva bene, anche il piccolo trafiletto schiaffato in fondo alla pagina, e in cuor suo si sentiva al sicuro nel rendersi conto che teneva tutto sotto controllo. Il calcio, e lo sport in genere, non avevano segreti per lui. Macché politica, sociale, economia.. tutte bestie insulse! Una sana ignorante coattissima lettura rigenerante della gazzetta era quel che ci voleva per rimetterlo in vita, per ricordargli che era un vero uomo, ricco di conoscenze valide e spendibili. A un tratto, alzò gli occhi, come colto da una strana sensazione di panico. Si sentì attraversare la schiena da un brivido gelido. Una goccia di sudore freddo, come una fredda lama nel buio fondo della notte. Chiuse il giornale, lo ripose accuratamente sul tavolinetto, e si piegò in basso verso un mobiletto per aprire di scatto il secondo cassetto. Lo fece a occhi chiusi, temendo il peggio. Poi, la liberazione. L’album era lì, con le figurine in bella mostra. Voltò le pagine velocemente e.. per fortuna, tutto in regola, proprio come l’aveva lasciato lui. Che imprudente ch’era stato. Se gli fosse successo qualcosa non se lo sarebbe perdonato! Scrisse sull’agenda del telefonino un breve memo periodico con allarme per i lunedì sera alle venti e trenta: <<martedì ricordarsi inquietante presenza in giro casa figlio rompicoglioni donna pulizia quindi album figurine cassaforte>>. Si lasciò nuovamente crollare sul divano e, tirato un profondo respiro di sollievo, riprese da dove l’aveva improvvisamente interrotto l’impegnativo compito d’aggiornamento rosa. Fu proprio in quell’istante che si aprì la porta di casa ed entrò Mara con i capelli impermanentati di fresco.

 

“Beh, che ne pensi del mio nuovo look?” – esordì alla volta dell’uomo, che per istinto di conservazione si era appena trincerato dietro la gazzetta. Poi, dato che l’altro se ne stava in silenzio, proseguì irritata – “insomma, ti piace ‘sto taglio di capelli?”

 

“Ah, meno male, sono capelli” – rispose Maso con una leggera smorfia di perplessità sulle labbra – “credevo ti si fosse attaccato in testa un gatto nero..”.

 

“Seee..” – chiosò lei – “e magari eri lì lì per chiamare i pompieri per farlo scendere..”

 

“Insomma” – riprese Maso con nonchalance – “a cosa dobbiamo l’onore di questo impressionante exploit?”.

 

“Se guardassi un po’ più spesso il calendario, forse saresti in grado di darti da solo le risposte, mio caro”.

 

L’uomo storse leggermente il collo, quel tanto da poter cogliere con la coda dell’occhio il calendarietto da tavolo sulla scrivania. Emise un leggero colpo di tosse e poi chiese – “per caso, oggi è.. è venerdì?”

 

“Direi di sì, caro.. fuocherello”.

 

“Ah.. il 14 febbraio. Per fortuna è solo San Valentino” - aggiunse lui con calma – “sai che mi avevi messo paura? Credevo ci fosse un battesimo, un matrimonio, una cresima e che ce ne fossimo scordati."

 

“Soooolooooo?” – ruggì Mara – “soooolooooo San Valentinoooo?

 

“Perché, non è solo? E’ venuto in compagnia d’altri santi? Di solito va in giro da solo. Quelli che si presentano in due o tre sono altri, tipo, Sant’Alfio, San Cirino e San Filadelfo o i Santissimi Pietro e Pa..”.

 

“Bastaaa!” . lo tranciò lei di netto – “sei un mostro Maso. Ma possibile che non riesci minimamente a cogliere la magia di San Valentino?”

 

“Magia?” – ripetè Maso inarcando le sopracciglia – “io di magia conosco e apprezzo solo quella di Silvan e comunque, se proprio devo credere in qualcuno, San Valentino non mi va giù, preferisco la Befana, che almeno posso toccarla con mano..”

 

“Giù quelle manacce di dosso, stupidissimo essere regredito all’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia!!!”

 

“Scimmia io?” – ribattè caustico l’uomo – “e tu allora cosa saresti, con tutti quei peli come bulloni, che ti porti dietro e che spargi per casa impunemente?”

 

 “Se li perdo, mio caro, è perché ho fatto la luce pulsata” – precisò Mara – “ma tu, troglodita come sei, è chiaro che sconosci la più moderna tecnologia. Dieci sedute a poco meno di tremila euro e i peli sono solo un ricordo”.

 

“Per quanto mi riguarda, considerato il costo, potresti anche non farla la luce puzzata e giocare nella nazionale di calcio maschile. Faresti un gran figurone del tutto gratis e magari fai gol!”

 

“Dannatissimo energumeno” – sbroccò la donna inferocita – “venti anni fa non mi avresti detto queste cose! Non te ne saresti stato rintanato in casa il 14 febbraio, incollato a quello stupido divano, ricoperto da un puzzolente plaid scozzese a bere birra, a leggere di stupidissimo calcio e a guardare partite in continuazione alla tv”.

 

“E’ anche vero che venti anni fa era un mortorio, mia cara. Alla tv c’era solo un tempo di una partita di serie A la domenica pomeriggio, la domenica sportiva, mercoledì sport e 90° minuto. Ora sì che è vita! Partite, commenti, scoop, calciomercato.. tutto il giorno.. zero-ventiquattro!”

 

“Zero-ventiquattro?” – concluse Mara – “tu, al massimo, arrivi a zero-dodici. Io mi arrendo, speravo che almeno ti andasse di venire fuori a cena. Siamo io e te e poi Angelo e Chiara, Roberto e Marina, Tommaso e Virginia, Giuseppe e Francesca, Davide e Maria, Sandro e Martina, Marco e Sonia, Matteo e..”

 

“Ma cos’è, una terapia di gruppo per coppie?”

 

“Macché, era per movimentare un pò”.

 

“D’accordo, ci vengo, ma solo se mi garantisci che alla fine il tutto si trasforma in orgia”.

 

Rimasero in silenzio per qualche minuto, poi Maso si alzò dal divano per andare nell’altra stanza. Mara rimase seduta al tavolo del soggiorno a guardarsi allo specchio e a pensare che i soldi per la nuova acconciatura erano stati letteralmente buttati. Poco dopo, però l’uomo rientrò vestito di tutto punto d’un elegantissimo abito scuro gessato. Le si accostò all’orecchio e le sussurrò – “E’ anche vero, mia cara, che vent’anni fa, con lo stipendio che avevamo, questo non me lo sarei potuto permettere..”

 

“Stupido” – sorrise lei con le lacrime agli occhi, mentre Maso le porgeva sorridente un pacchettino finemente incartato – “così mi si distruggerà il trucco”.

 

“Non credo che occorra il trucco nel privee che ho prenotato per il nostro tête-à-tête” – la rassicurò lui –  “Buon San Valentino, cara”.

 

“Quindi, saremo solo io e te?”

 

“Sì, solo io e te” – confermò Maso – “ma se ti senti sola.. porta pure i peli”.

 

giovedì, 11 febbraio 2010

San Valentino, biglietti prego..

cupido.jpgSam aveva passato la notte quasi del tutto insonne, abbagliato a tratti da una fredda luce al neon, un brutto neon che più volte gli era stato consigliato di asportare, prima che potesse pericolosamente degenerare.. uno di quegli aggeggi infernali collocati ad arte all’esterno, sotto la finestra, e che rimangono accesi a intermittenza fino alla chiusura dei locali notturni, massacrandoti con quel ben noto fastidiosissimo ronzio di base che scava fino alle trombe di Eustachio e le fa squillare stridule su di un sottofondo rullante di timpani andati in tilt!!

Andava nel panico al solo pensiero che stesse per arrivare l’alba di quel giorno che nella sua vita era da sempre trascorso come tutti gli altri, un giorno anonimo, noioso e privo del benché minimo significato!! Le cose però ora non stavano più come prima; ora c’era lei e con lei era arrivato l’amore e con l’amore tutta una miriade di prassi e formalità, rigorosamente osservate e rispettate ‘all over the world’, alle quali anche lui ora avrebbe dovuto attenersi pedissequamente, anzi soggiacere, pena rottura irreversibile dell’idilliaca relazione di coppia che viveva ormai da circa otto mesi adamoedevalifestyle.

San Valentino bussava alle porte e nonostante Sam per prender tempo gli avesse risposto con nonchalance ‘no grazie, l’enciclopedie non m’interessano’, sapeva benissimo che il tempo a sua disposizione stava per scadere!!!. Infatti, nonostante avesse cercato per i mari e per i monti e le verdi terre, le discese ardite e le risalite, su nel cielo aperto e poi giù il deserto e poi ancora in alto con un grande salto, ora si trovava in forte imbarazzo, perché non era ancora riuscito nell’intento (peraltro ‘spintaneo’) di trovare un bigliettino d’auguri che fosse verosimile e convincente per lei e tale da far scattare per lui un bonus/oasi di serenità protetta fino al prossimo anno, insomma… stimolante per lei, rilassante per lui!!

Trovare quel bigliettino era ormai diventato un vero e proprio cruccio, una questione di principio, l’unico modo per abbattere e debellare una volta per tutte la carognona di stress che lo montava e lo possedeva ormai da circa tre settimane di rigido inferno!!! Brrr… lei lo aveva tormentato, sbomballato, sminuzzato, mobbizzato sulla questione e gli aveva fatto capire chiaramente che avrebbe misurato l’intensità del suo amore proprio da quel piccolo insignificante rettangolo di cartoncino riciclato… e a nulla era valso obiettare che lui non si riteneva per nulla un uomo di forma, ma d’essenza.. Lei aveva replicato seccamente e a boomerang, senza batter ciglio.. “Ecco bravo, ‘è senza’ di me che rimarrai, se non torni col bigliettino!!!”

Decise così di fare ancora un tentativo nell’ultima cartoleria che gli era rimasta da visitare in tutta la città.. Tirò su di scatto la persiana, che non perse occasione di rizzare il pelo folto e nero e di manifestare con uno stridulo miagolio da randagio idrofobo il suo forte disappunto per i modi poco ortodossi usati dal padrone. Infilò di corsa camicia e giacca, rallentò in curva per pantaloni e stivaletti e poi via…

La cartoleria era ora dinnanzi ai suoi occhi.. varcò spedito la porta d’ingresso per dirigersi nello stand dedicato ai bigliettini d’auguri, ma venne subito redarguito dal proprietario, che gli fece notare che non poteva andare spedito da nessuna parte, se non si fosse prima appiccicato addosso almeno due francobolli da 50 cents, che lo stesso fu pronto a scodellargli già abilmente leccati di suo.

Approdò finalmente ai biglietti d’amore.. ce n’era un’infinità e scorrevano tra le sue dita, sotto i suoi occhi.. “Uhm.. vediamo un po’.. ‘Se la tua vita dipendesse dall'amore che nutro per te... potresti considerarti immortale’.. no.. non credo vada bene.. forse per Highlander! Vediamo questo… ‘L'amore detta, il bacio scrive i pensieri del cuore’.. magari sì.. se però fossi un insegnante!”

“Posso aiutarla Signore” – le s’avvicinò cortese la commessa del negozio – che ne pensa di questo.. ‘Cerco i tuoi occhi e non li vedo.. cerco le tue mani e non le tocco.. cerco le tue labbra e non le sento.. odo il battito del mio cuore ed è sempre più fievole se tu non mi ami’

“Ma che è….. uno sfigato che sta per morire assiderato?!?” – commentò Sam sfiduciato – “non trovo proprio nulla che non saprei dire meglio io!!”

“Senta questo.. – proseguì l’altra - ‘E’ vero amore non chi ti fa venire le lacrime, ma chi te le asciuga’..”

“Bella , chi l’ha pensata, i fratelli Clinex?!?-

“Ascolti” – proseguì l’altra imperterrita – “‘L'amore è come un trifoglio: -ti penso -ti amo -ti voglio’… che ne pensa?”

“Penso che meno male che è un trifoglio e non un crisantemo, sennò facevamo il 15 di febbraio a dare un nome ad ogni santo petalo!!!”

“E quest’altro? ‘Mi piaci quando scherzi, quando sai essere dolce e bisognosa d’affetto, quando mi baci o mi prendi la mano!’..”

“Un po’ meno quando mi picchi…” – completò Sam con becero sarcasmo.

"Oppure… ’Il bacio è come la musica, il solo linguaggio universale’.."

“Ma non era il DOS il linguaggio universale?!?”

“‘Il vero amore non ha mai conosciuto misura’..”

“No, anche questa non credo che faccia al caso mio.. è più da Rocco Siffredi”

“Questo le piace? ‘L'amore è come una medaglia: ha una faccia bella e una brutta, la bella è il tuo sorriso che illumina i miei giorni più cupi, la brutta è che senza di te non resisto neanche un secondo’..”

“Lo trovo piuttosto double-face, lo potrei usare bene anche tra qualche anno, quando la faccia brutta della medaglia diventerà il suo sorriso e quella bella scoprire che riesco a star solo senza di lei anche per più di un mese..“

“Ascolti questo è proprio stupendo.. – proseguì la donna, passando sopra agli sproloqui di Sam - ‘Non mi devi amare per sempre, non mi devi voler bene per tutta la vita, non mi devi dire ti amo. A tutto questo ci penso io. Tu pensa solo ad invecchiare insieme a me’.. che gliene pare? ”

“Penso che avrei paura di quello che mi toccherebbe fare oltre a invecchiare e cercherei nel bigliettino una qualche clausola nascosta, che di sicuro c’è, in cui si parli ad esempio di lavare i piatti, pulire i pavimenti, innaffiare le piante, portar giù la spazzatura, far fare la pipì al cane in piena notte… ”

“Pulire il water con lo spazzolone e tirare lo sciacquone….” – lo interruppe lei - “mi sa che lei è un pochetto sul catastroficoansiosodepressivoandante, o sbaglio?

“Il punto è che lei non mi lascia libero d’esprimere liberamente ciò che provo.. perché tutto deve necessariamente incasellarsi in una scritta prefabbricata?!?”

“Io.. io la lascerei liberissimo” – rispose lei timidamente – “libero di respirare, libero di correre, di ridere, di piangere… libero di dire o di tacere, libero di leggere o di scrivere, libero… d’amare..”

“E il biglietto?!?” – chiese Sam sbigottito.

“Non basterà uno, ce ne vorranno due, ma per il cinema di stasera, subito dopo una romantica cena a lume di candela e prima dei… meravigliosi botti di mezzanotte…”

Fu solo un attimo e i loro sguardi si fusero dolcemente in uno, come i loro cuori… e tutto questo sembrò loro inspiegabile nei decenni che seguirono, tutte le volte che ne riparlarono

Un piccolo putto minorenne, panciuto come una brocca di terracotta e col pisello open air, li osservava non visto, radente al soffitto... un putto grassoccio, all'apparenza insignificante, sorretto da ali mignon sottodimensionate che non avrebbero sollevato da terra d'un sol dito una mosca a dieta da tre mesi... Con un sorrisetto sornione, tra l'ingenuo e il malizioso, rimise l'arco a tracolla e, battendo rapido le ali, se ne volò via soddisfatto con due freccette in meno nella faretra... Happy Valentine!!!