martedì, 25 dicembre 2012

Buon Natale da StrudelOne!!! ;O)

sabato, 01 dicembre 2012

Scuola e occupazione - vignetta di Andrea Fiore

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sabato, 27 ottobre 2012

Posso chiamarti... (Vignetta di Andrea Fiore)

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mercoledì, 03 ottobre 2012

Centrosinistra alle primarie - Vignetta di Andrea Fiore

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domenica, 09 settembre 2012

Superstipendi - Vignetta di Andrea Fiore

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mercoledì, 04 luglio 2012

Auchan Eleven - 4° episodio

[Trovi i link alle puntate predenti sulla colonna destra del sito – voce “StrudyRacconti a puntate”]

 

clooney, ocean eleven, ocean, auchan, rapina, racconto, risate, comico, demenziale“Prima di scendere” – disse Nomartin O’Party – “sincronizziamo gli orologi. Il mio fa le 3 e 50 del pomeriggio”

 

“Il mio le 3 e 20” – fece Geieffe

 

“Il mio le 3 e mezza” – continuò Toscopio

 

“Da me sono le 4 e 10” – sentenziò Conad

 

“Io faccio le 3 e 50” – completò Max Sfighé.

 

“Finalmente!” – esultò O’P – “Almeno uno su quattro è allineato”.

 

“Ehm, non proprio” – attirò timidamente l’attenzione Max - “sono le 3 e 50 del mattino e inoltre del 5 febbraio e ora, se non sbaglio…”

 

“Siamo al 7 d’agosto e di pomeriggio” – lo tranciò di netto O’P.

 

“Facciamo la media” – propose Geieffe.

 

“L’ho fatta già una volta” – rispose contrariato Conad – “e mi sono diplomato per puro miracolo. Avrei fatto tutto questo per poi rifarlo?!? Giammai!”

 

“Ragazzi dobbiamo solo riallineare le lancette” – osservò O’P, che stava per riperdere la pazienza tanto faticosamente recuperata.

 

“Ma le riallineiamo come?” – intervenne Toscopio – “segniamo le dodici, l’una e cinque, le due e dieci, le tre e un quarto, le quattro e venti…”

 

“Se proprio dobbiamo riallinearle io proporrei le sei e mezza” – suggerì Sfighé – “almeno abbiamo la sensazione che faccia più fresco”.

 

“Ci sarebbe da riallinearvi pure le testine” – commentò mesto O’P – “ma mi sa che non c’è tempo! Coraggio, partiamo così e poi chiederemo a qualcuno di tenerci il tempo, una volta entrati da Auchan”.

 

Gli uomini scesero lesti dal furgone con le ascelle pezzate di fetido sudore, dato il caldo scuoiapelle della prima decade d’agosto e l’ora, che anche se non ben identificata, doveva attestarsi di certo tra le tre e le quattro del pomeriggio. Rimase a bordo del veicolo Toscopio, alquanto frastornato. Il suo compito era aspettarli e mettere in moto appena li avrebbe visti. Ma perché la moto se aveva il furgone e come avrebbero fatto in cinque su una moto con la refurtiva a spostarsi velocemente e… ma dove cazzo stava ‘sta moto?!?

 

“Mettete il passamontagna” – bisbigliò O’P agli altri tre – “iniziano le danze”

 

“Andiamo alla festa dei debuttanti?” – chiese confuso Conad – “se sapevo mi mettevo qualcos’altro addosso…”

 

“Zitto!!!” – gli sfiatò contro O’P – “infiliamoci le calze in testa”

 

“Io ‘sta cosa qui non l’ho mica capita” – commentò a bassa voce Max Sfighé all’orecchio di Geieffe – “ci prenderanno per matti con la calza in testa”.

 

“Guarda che ti ho sentito, Max” – fece O’P, puntandolo col dito a occhi sgranati – “t’assicuro che, con o senza la calza in testa, tu non corri affatto il benché minimo rischio d’esser preso per una persona sana di mente! E ora, coraggio, entriamo e sbanchiamo tutto!”

 

Un attimo dopo, s’udì un terribile rumore seguito da un “Porca boia porca che male terribileeeeee!!!”. Max Sfighé aveva spalmato una craniata da prognosi riservata sulla vetrata d’ingresso del supermercato, che evidentemente non s’era aperta.

 

“Ma che cazzo!” – strillava Max come un forsennato – “Perché non s’è aperta? Doveva aprirsi! Farò reclamo al direttore, dov’è il direttore, fuori il direttoreeeee!”

 

“C’è un foglio attaccato di lato alla porta di vetro scorrevole” – osservò Geieffe – “C’è scritto qualcosa”

 

“Strano” – commentò sardonico O’P – “di solito i fogli accanto alle porte di vetro li appendono vuoti e poi uno se li riempie con quel che più gli aggrada”.

 

“Davvero?!?” – esclamò Conad euforico – “ci posso lasciare la firma?”

 

“Certo” – rispose il capo – “e mettici pure l’indirizzo di casa, così sanno con precisione anche dove venirti a prendere”.

 

“C’è scritto” – lesse Geieffe – “che il centro commerciale oggi apre alle 16:00”.

 

“Quindi” – concluse O’P leggendo l’ora dal suo orologio – “esattamente tra una manciata di secondi”

 

“Per me manca ancora una mezzoretta” – replicò Geieffe.

 

“Per me un cinque sei mesi” – proseguì Sfighé – “al mio orologio è ancora febbraio”

 

“Io dico una ventina di minutiiiiiii” – urlò Toscopio dal furgone.

 

“Strano” – osservò Conad, inarcando le sopracciglia – “secondo il mio orologio dovrebbero già avere aperto da una decina di minuti. Che siano in sciopero?” ----- > To be continued  

venerdì, 29 giugno 2012

Neuropei - Vignetta di Andrea Fiore

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venerdì, 01 giugno 2012

E con la foglia?!? - Vignetta di Andrea Fiore

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giovedì, 16 febbraio 2012

La risposta di Petrucci al no alle olimpiadi di Monti - Andrea Fiore

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sabato, 11 febbraio 2012

Qui non c'è rimasto niente.. (Vignetta di Andrea Fiore)

mercato del lavoro1.jpg

lunedì, 06 febbraio 2012

Dal Comando al Tele-Comando...

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lunedì, 01 agosto 2011

Buone Vacanze da StrudelOne :O)

Buone Vacanze da StrudelOne :O)


www.Cartoline.it

mercoledì, 20 luglio 2011

Summer Trouble.. This is the question!!!


 

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lunedì, 11 luglio 2011

Le magitragiche avventure di Er Riporter – 9^ p.ta: L’oracolo de li mortei.

 avatar, comico, demenziale,creatività, libri, andrea fiore, virgilio, virgil presley, satira, autori, pterodattilo, harry potter, magia, mago, bacchetta magica, sortilegio, avventura, racconto, strudelone, strudelAvvitar come una possente trivella si fece spazio tra le anime beate che fluttuavano intorno al grande albero mortei. Il maghetto tricosfigato lo seguì lesto, guardandosi intorno con timore. A volte l’apparenza inganna, pensava tra sé e sé, e sotto le sembianze innocue di un’anima bianca come candida ricotta può celarsi furtivo un temibile esattore dell’agenzia delle entrate o magari un venale dentista o persino.. un idraulico a ore!!! 

 

L’alieno verdolone approdò infine ai piedi di un grande altare in granito al gusto di fragola, dove alcune anime tra le più fortunate potevano dissetarsi con le cannucce due tre sorsi alla volta. Ritto innanzi a loro stava il gran sacerdote Delhi Mortei, un tipo ossuto, ricoperto d’anelli e collanine luccicanti, che indossava scarpe da tennis di adora, stante che stava in preghiera, e tuta in kamon, particolarmente adatta per entrare in contatto con l’aldilà. L’uomo ruotò leggermente il capo e si rivolse con voce sostenuta ad Avvitar – “Ciao Verdolone..”

 

“C-come sapete di questo nomignolo, sacerdote?!?” – chiese sconcertato l’alieno.

 

“Ti chiama così lo scorfano sfigotricrinato al tuo fianco” – proseguì il sacerdote lasciando cadere la voce – “dimentichi forse che io so tutto, di tutto, di più? RAIght?”

 

“R-RAIght!” – sudò freddo Avvitar.

 

L’uomo kamontutato s’infilò una mano in tasca e ne estrasse una piccola agenda. La sfogliò fino a trovare uno spazio libero e ci scrisse sopra qualcosa. Poi, mormorò – “uhm.. il verdolone ha detto c-come sapete di questo mignolo. Mignolo?!? Sta storia del dito deve essermi sfuggita. Comincio a perder colpi!!!”

 

“Ehm” – abbozzò Er – “non vorremmo sembrare eccessivamente invadenti, ma sono alcune notti che personalmente non riesco a prender sonno facilmente e come se avessi una terribile fitta al fondo schiena e..”

 

“So tutto, piccolo insignificante maghetto trincoincu” – confermò secco Delhi Mortei.

 

“Trico.. incu?”

 

“Hai parlato di fitta al fondo schiena, nevè? Una di quelle che prende appena fa buio e non ti molla prima delle fioche luci dell’alba? Si accompagna a fiato pesante dietro la nuca e sinistri mugolii, esatto?”

 

“Sì.. sì.. esatto” – asserì Riporter.

 

“Bene, allora “incu” è appropriato. Direi che ci sta a fagiolo o.. pisello.. eheheh”

 

“Gran sacerdote dell’albero mortei” – invocò l’alieno verdolone – “per venirti a trovare abbiamo attraversato mari, scalato montagne, scavato tunnel, guadato fiumi..”

 

“Ma da dove cazzo venite?”

 

“Dal primo miglio delle foreste ex vergini della Mesopomata”

 

“Dal primo miglio?” – ripetè il sacerdote, inarcando le sopracciglia – “ma è qui dietro l’angolo. Avete fatto il giro lungo!”

 

Seguì un’occhiata di Er che si abbatté come un possente e mortale fendente sul verde Avvitar. Forse l’immane fatica del terribile trasporto a spalle dello stronzissimo pterodavide calvé si sarebbe potuta evitare, se solo l’alieno avesse conosciuto un po’ meglio le strade!!!   

 

“Seguitemi” – riprese il sacerdote, rompendo la spessa cortina di ghiaccio che si era creata tra i due – “vi porto dall’oracolo. Arrivati!”

 

“Di già?” – chiese Er arricciando il naso.

 

“Mica sono come quel ciondolone verde che ti ha scortato finora” – replicò ironico il di-adorato – “si trattava di salire appena due gradini. Fosse per lui, sareste già in Oklahoma.. eheheh!”

 

L’altare dell’oracolo era colmo di profumatissimi fiori dei più svariati colori e di frutta secca, l’unica che col pochissimo spazio lasciato da tutti quei fiori riusciva a entrarci. Seduto su di un trono imponente stava un minuscolo essere, bardato come fosse un automobilista col giubbino a catarri infrangenti sulla corsia d’emergenza per la sostituzione d’una gomma bucata. Era impassibile e fissava intorno con occhietti torvi e sospettosi.

 

I tre si avvicinarono con molta riverenza e il gran sacerdote si prese cura di presentarli e di spiegare a grandi linee il problema di Er.

 

“Come osa” – esordì l’oracolo – “questo sconosciuto presentarsi al mio cospetto con un casco in testa?!?”

 

“S-signore” – si scusò il maghetto tricapelluto – “q-questa è la mia testa. S-arei.. s-sono calvo, ecco”.

 

“Fategli almeno un bagno purificatore” – proseguì l’altro stizzito – “con questo puzzo d’alabarda ascellare mi fende le previsioni e mi fa sballare il ciclo!!!”

 

Fu presto fatto. In pochi attimi Er Riporter di trovò catapultato in un’enorme iacuzzi fumante dalla quale uscì subito dopo a dire il vero non del tutto rigenerato.

 

“Ahia, ma.. che ca..???” – inveì alla volta di Avvitar – “che m’avete fatto?!?”

 

“Era un bagnetto rinfrescante a base di fichidindia” – rispose l’altro – “dalle nostre parti si usa tanto. E’ considerato, oltre che purificatore, un vero toccasana”    

 

“Toccasana.. fichidindia?”

 

“Sì.. usiamo le migliori pale di fichidindia in commercio e le buttiamo in acqua così come sono appena l’acqua è tiepida”

 

“Quasi rimpiango le notti con Soddom!!!” – chiosò mesto Er.

 

“Insomma” – proseguì l’oracolo leggermente infastidito – “riepilogando, vi siete fatti un mare di strada inutile per venire fin qui a rompere nel delicato momento del mio insediamento, perché vi serve trovare una merdaccia d’insetto subliminale antinchiappettamento notturno da sortilegio. E io che posso farci?”

 

“Ma..” – fece Er strizzando gli occhi alla volta dell’esserino fosforescente – “sicuri che non ci siamo visti già da qualche parte?”

 

“Certo che no!” – confermò l’oracolo – “una faccia come la tua non si dimenticherebbe facilmente; già sento che farò una fatica immane ora a rimuoverla dalla mente!”

 

“Eppure.. avrei giurato” - incalzò  Riporter – “non ha mica frequentato la taverna di zia Mariuccia? Io sono il nipote di Tano, Tano capoccetta, il figlio di Ignazio, il cugino di Franco, Franco scorreggione, il cognato di.. lei mi sembra parente di Franco”

 

“Baaaaaasta!!!” – l’interruppe l’Oracolo col gli occhi rossi dall’ira – “ma è modo questo di stare al cospetto di una divinità? Non conosco taverne né capoccette né scorreggioni. Adesso zitto è fammi concentrare!”

 

S’udì un boato fortissimo come un tuono e seguì un fetore vomitevole. Per fortuna, durò poco, ma lasciò un segno indelebile nelle narici di tutti, anime de li mortei comprese.

 

“C-che stato?” – chiese frastornato il maghetto crinosfigato – “sembrava Hiroshima!”

 

 “Shhhh..” – ammonì il sacerdote – “l’oracolo comincia a concentrarsi. Sta per emettere il responso”

 

“Se il grosso deve ancora uscire, stiamo fritti, anzi.. ossigenati!” – commentò Er – “Spero solo che faccia in fretta; per come si concentra, è tale e quale a Franco!!!”  - To be continued!

venerdì, 01 luglio 2011

Sabato 2 luglio al FilmFestival Etnaci: Premio letterario Akadémon ad Andrea Fiore

Al via la III edizione del FilmFestival Etnaci, dedicato ai corti cinematografici. Prima serata sabato 2 luglio, nel corso della quale sarò premiato per la sezione Giallo del Premio Letterario Akadèmon!!!

 L'articolo su La Sicilia del 30 giugno 2011

 

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martedì, 07 giugno 2011

Tutta acqua passata..

rubinetto.gif“Sarah.. sei pronta? Dai che non salgo, andiamo direttamente al ristorante” – pronunciò Tom al citofono con voce sostenuta ed una malcelata impazienza – “Ho prenotato per le nove e se partiamo adesso possiamo ancora farcela..”


“Dammi un minuto, Tom.. un minutino soltanto e sono da te” – rispose la donna.


“Speriamo che non sia come il minutino di due settimane fa..” – mormorò Tom tra sé e sé, mentre tornava all’auto – “quel minutino è durato appena un’ora e mi è costato un litro e mezzo di penale al fast food; figurati ora che andiamo in un ristorante di lusso!!”


“Eccomi..” – fece Sarah con un sorrisetto stralunato, mentre chiudeva l’uscio di casa dopo appena venti minuti…”. Percorse pochi metri dondolando sui tacchi a spillo fino alla vettura e vi montò su rapidamente.


“Ma perché tutto questo tempo, Sarah?!? – obiettò lui.


“Tom, avevo finito le salviette umidificate per lavarmi e ho dovuto chiederne alcune ai vicini e sai come sono quelli su queste cose..”


“Ok..ok, vediamo di far presto, non vorrei svenarmi con un’altra penale.. questo dove ti porto è un ristorante d’elite e pagare una penale sarebbe come accendere un mutuo…


“E già ‘d’elite e castigo’.. ecco cosa direbbe Dostoevskij, rivoltandosi nella tomba, se ancora oggi potesse parlare…” – commentò sarcastica la donna passandosi nervosamente il fard sulle guance.


“Sì.. sì.. ridi! Piuttosto, hai chiuso l’acqua?”


“Tranquillo.. chiusa al sicuro in cassaforte con combinazione inserita” - lo rassicurò lei. Poi con tono pacato proseguì - “Tom, prima hai parlato di ‘un litro e mezzo di penale’.. ma che significa.. quanto fa in vecchi euro.. sai bene che mi ci perdo in queste diaboliche conversioni tra vecchio e nuovo!!”


“Non devi preoccuparti del pagamento in litri. Lascia fare a me Sarah... stamattina ho prelevato al caveau dell’acquedotto ed ho liquidi a sufficienza per la nostra seratina romantica a lume di candela”


“Che bello, non vedo l’ora.. sono commossa e.. mi vien quasi voglia di… “


“Noooo..” – l’interruppe seccamente l’uomo – ‘sai bene che non possiamo permettercele le lacrime Sarah.. le lacrime disidratano e impongono un rifinanziamento immediato, quindi, ascoltami bene.. se piangi, addio ristorante!!!”


“No Tom, è passato.. non preoccuparti, sono riuscito a bloccarle!”


“Ma l’ampollina con la piccola dose d’acqua piovana del 2012 che ti portavi dietro per le crisi improvvise di pianto? Che fine ha fatto?”


“L’ho usata tutta quando è morto il cane.. povero Billy”.


“Aaarggh.. stai dando la morte anche a me con questa rivelazione!! Perché.. perché hai pianto?? Avresti potuto angustiarti, tormentarti, contorcerti per il dolore.. pregare.. ecco.. avresti potuto pregare.. però a secco.. ri-go-ro-sa-men-te a SECCO!! Perché piangere Sarah???”


“Dai , Tom, non prendertela così.. sai quanto fossi legata a Billy.. e poi non roviniamoci la nostra bella serata da piccioncini innamorati.. che bello, guarda comincia piovere.. lassù qualcuno ci ama.. evviva!!”


“Sì, è vero, sta iniziando a piovere e questo sì che è un chiaro segno dell’esistenza divina.. Coraggio, tiriamo fuori il kit sapone e spazzola e laviamoci la macchina.. faremo in un attimo e risparmieremo almeno una ventina di litri..”


Alcuni minuti dopo l’auto, con incontenibile soddisfazione dei due proprietari, era tornata lucida e splendente come fosse nuova…


“Tom, stamattina Daniel me l’ha chiesto ancora..” – disse Sarah appena fu risalita in machina.


“Cosa?”


“Sai benissimo cosa” – annui Sarah preoccupata – “mi ha domandato a cosa serva la doccia e perché ci siano le placche di ceralacca sui pomelli dell’acqua..”


“Non sono queste le domande che dovrebbero stare sulla bocca d’un bambino di dieci anni..”


“Lui però continua a farle.. si chiede perché teniamo l’acqua sotto chiave.. perché ci nutriamo di scatolame reidratante.. perché ci laviamo con le salviette.. perché non teniamo piante in casa..”


“Perché.. perché.. perché.. ssshhhhh.. dobbiamo tenere acqua in bocca Sarah!!”


“Seee.. magari!! Il punto è che l’acqua in bocca non ce l’abbiamo più da quella maledetta privat….”


“Ziiittaaaa!! Vuoi farci arrestare?” – Inveì Tom con gli occhi fuori dalle orbite, tappandole prontamente la bocca col palmo della mano – “Di cosa ti lamenti, si può sapere? Noi siamo fortunati!! Con la nostra carta sociale e una fila d’un paio d’orette al giorno, che tra l’altro aiuta anche a socializzare, abbiamo acqua a sufficienza per noi e per i nostri quindici figli più i sette adottivi, che ci fruttano 33 centilitri di benefit acquoso a testa!!”


“Navighiamo nell’acqua allora.. Evviva!!” – riprese Sarah – “chissà però com’è, stavo molto meglio prima, quando bastava una semplice leggerissima pressione della mano per ruotare un rubinetto, vederla scorrere fluente e poterne godere a pieno.. liberamente!!”


“Direi che è meglio smettere Sarah.. siamo arrivati” – fece l’uomo – “il locale per fortuna è arieggiato e l’aria è compresa nel conto.. quindi, non avremo bisogno dei respiratori.. appena dentro possiamo toglierli..”


“Almeno questo..” - commentò Sarah sollevata – “che matto guastafeste che sei.. proprio ora dovevi scordarti di pagare la bolletta dell’aria!!!”

lunedì, 23 maggio 2011

Foto della presentazione a Roma de "L'elettricista suona sempre 220 volt" di Andrea Fiore

Ecco le foto della stupenda serata del 21 maggio scorso a Roma insieme a voi e alla critica letteraria Flavia Weisghizzi  per la presentazione del mio nuovo libro semi-serial thriller "L'elettricista suona sempre 220 volt" :O)  

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A Roma il libro lo trovate presso:

* La libreria della casa editrice in via Basento 52/E 
* Le librerie Arion
* Feltrinelli
* Mondadori
* Libreria Albatros Morlupo
* Libreria Croce corso Vittorio Emanuele II, 156

Potete acquistarlo on line su vari portali quali ibis.it, dvd.it, bol.it della mondadori, fra poco anche lafeltrinelli e comunque sul sito della casa editrice ilfiloonline.it  

http://www.ilfiloonline.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=flypage.tpl&product_id=274455283&category_id=28&option=com_virtuemart&Itemid=175

giovedì, 21 aprile 2011

L'elettricista suona sempre 220 volt al Multicenter Mondadori Palermo

Ecco l'invito alla grande serata di presentazione del mio semi-serial thriller L'ELETTRICISTA SUONA SEMPRE 220 VOLT!!! 

invito palermo.jpg


Ci divertiremo insieme il 29 aprile a partire dalle 18.30. al Multicenter Mondadori di Palermo (via Riggero Settimo - Sala eventi 4° piano).  Interverrà il giornalista Massimo Di Martino.

Spargete la voce tra i vostri amici, mi raccomando! 

Un caro abbraccio a tutti e Augurissimi di una Serena Pasqua, a presto Andrea :O)

 

 

martedì, 12 aprile 2011

L'elettricista suona sempre 220 volt - Il NUOVO libro semi-serial thriller di Andrea Fiore

Marzo 2011 - FINALMENTE è uscito !!!!

L’elettricista suona sempre 220 volt

Casa Editrice Albatros - Roma

(Distribuzione Mursia Codice ISBN: 978-88-567-4168-1)

 

il NUOVO semi-serial thriller di Andrea Fiore!!!

 

copertina elettricista.jpgUn inquietante assassino ha la macabra abitudine di arrostire le sue vittime con scariche elettriche e sta terrorizzando la città di Gravetown. L’ispettore Peter Haddock e il fido aiutante Dan Parrish brancolano nel buio. Il temibile serial killer ha già mietuto sedici vittime e dopo ogni omicidio sembra svanire nel nulla, lasciando dietro di sé ben pochi indizi: un bigliettino con la firma “L’Elettricista” e un numero ogni volta diverso. Intanto i due coraggiosi poliziotti sono a loro volta braccati dal bisbetico comandante Gas Major, che, deluso dagli scarsi risultati ottenuti, non esita a somministrare al povero Haddock continue lavate di capo. Riuscirà il goffo ispettore a scoprire la verità? Cosa significano i numeri che l’Elettricista lascia sulla scena del delitto? E, soprattutto, sarà in grado il povero Dan di evitare la disgustosa cena a casa del suo capo a base di pollo alle mandorle?

Semi-serial thriller dalla prosa imprevedibile e spumeggiante, L’elettricista suona sempre 220 volt trascina il lettore in un intricato giallo dal sapore demenziale, garantendogli divertimento e colpi di scena fino all’ultima pagina.

 _ _ _

 

Passeranno comunque ancora una decina di giorni prima che l'anagrafica si aggiorni, per cui (comunicazione di servizio) i librai potranno contattare nell'immediato la casa editrice direttamente o anche tramite me (messaggio su Facebook). E' invece possibile, ma solo per una breve promozione, prenotare il libro sul sito della Casa Editrice con uno sconto del 20%!!! Basta cliccare sull'icona:

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 Clicca sull'icona per l'elenco delle librerie sul territorio nazionale appartenenti al circuito Mursia, dove potrai trovare o prenotare agevolmente il libro! 

 

 

 

 

 

 

 

Riguardo alle presentazioni, posso antiparvi alcune date:

 

Multicenter Mondadori Palermo, via Ruggero Settimo 16 Sala eventi 4° piano - 29 Aprile 2011, ore 18.00

 

Libreria Albatros Roma, via Basento 52/E - 21 maggio 2011 (attendo comunicazione orari)

 

Libreria Voltapagina Catania, via F. Crispi, 235 - 26 maggio 2011 - ore 18.30

 

Libreria La Senorita Giarre (CT), via Trieste, 39 - 28 maggio 2011 - ore 18.30io.jpg

 

 

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi e mi auguro che coinvolgerete tantissimi amici nel gruppo di Facebook  dedicato al libro:

 

clicca.jpg

 

Un caro abbraccio a tutti e a presto Andrea :O)

 

 

 

 

 

giovedì, 07 aprile 2011

Auchan eleven - 2° episodio

Auchan eleven bis.jpgO’Party se ne stava nervosamente appollaiato su una vecchia poltrona sgualcita color giallo ocra, cui sminuzzava di tanto in tanto qualche briciola di pane raffermo. Preferiva il pane raffermo, perché l’altro era troppo veloce e non riusciva ad agguantarlo. Infatti, nonostante fosse un bell’uomo, snello, alto, basso, fragile, occhi due, labbra carnose, zigomi alti, basette corte, pizzo mai, da qualche mese si era appesantito enormemente, per via di un piumino di centotrenta chili preso coi saldi di fine inverno e dal quale non era più riuscito a separarsi. Forse un giorno, con un buon divaricatore, un possente cric, un piede di porco a pila, una leva di secondo grado.. chissa?

 

Qualcuno bussò alla porta e O’Party disse d’entrare. Era GFK e con lui c’erano tre brutti ceffi, che a pelle non gli fecero una gran bella impressione. Provò a cuoio e poi a pezza e poi ancora a sintetico, ma la prima impressione rimase confermata.

 

 “Salve capo” – esordì GFK – “ho portato quello che hai chiesto”.

 

“Quello che ti ho chiesto.. già” – commentò O’P – “Sai, Geieff? a volte, dubito seriamente delle mie capacità comunicative. Coraggio, inizia con le presentazioni”.

 

“D’accordo, ecco il primo uomo”

 

“Chi è Neanderthal?”

 

“E’ Conad, un valoroso mercenario che ha partecipato, distinguendosi per valore, coraggio e sprezzo del pericolo, a tantissime campagne e guerre”

 

“Anche Beirut?” – chiese O’P incuriosito.

 

“A volte” – rispose il guerriero prontamente – “ma non sempre riescono bene. Devo prima mangiare pesante e bere almeno tre litri di birra bionda doppio malto..”

 

“Passiamo all’altro” – proseguì O’P con una smorfia di sincero disgusto.

 

“Lui è Toscopio. E’ un medico in prima linea che ha prestato attività a lungo sulla striscia di Garza”

 

“E come.. in equilibrio instabile su di un piede?” – commentò sornione O’P.

 

“Questo non lo so, ma è stato rispedito indietro, perché non ha tenuto fede al giuramento d’Ippocrate”.

 

“Cos’hai da dire a tua discolpa, ragazzo?” – chiese O’P con fare inquisitorio alla volta del medico.

 

“Il giuramento era d’Ippocrate, mica il mio?”

 

“D’accordo, assoldati, tu e Adamo”

 

“Adamo?” – ripeté perplesso GFK.

 

“Volevo dire il primo uomo, insomma Neanderthal.. il bruto!” – precisò O’P – “ed ora, spara l’ultimo di questi bei campioncini d’umanità. Chi è?”

 

“E un veter ano?”

 

“Bene, finalmente una cosa degna del progetto: un veterano”

 

“Ehm..” – bisbigliò GFK – “non va pronunciato così, tutto d’un fiato.. intendo dire.. non tutto unito?”

 

“Ma cosa farnetichi? Stupidissimo selettore dei poveri?!?”

 

“Max Sfighè” – proseguì il selettore indicando il candidato  – è un veter-trattino-ano, ossia un agguerrito gay che, ancheggiando, attacca e ruba ai ricchi per dare ai ricchioni..”

 

“Ricchi.. ricchioni?” – balbettò perplesso O’P.

 

“Certo, signore” – confermò lo stesso Max – “e parteciperò a questa missione per donare tutti i proventi ai..”

 

“D’accordo Maxibon, fa come vuoi” – lo bloccò prontamente O’P – “ciò che conta è che tu, come tutti gli altri, eseguiate alla lettera i miei ordini!”

 

“Puoi contarci, capo” – parlò per tutti GFK.

 

“Non credo occorra farlo. So bene che siete in quattro e comunque, se per strada mi perdo qualcuno, certo non sto lì a strapparmi i capelli! Ora al lavoro: conoscete il piano?”

 

I quattro individui si guardarono sospettosi tra di loro. Furono sguardi, biechi, poi torvi, infine, truci. Quindi, Conad incazzato prese la parola – “ehi tu, ma che ci hai presi per femminucce? Qui, mai nessuno in vita sua ha toccato un piano, nemmeno sfiorato. Ora arrivi tu e vorresti farcelo suonare. Sai che ti dico? Fottiti!!!”

 

“Non temete” – ribatté O’P – “non avevo dubbi che non sapeste suonare, come non ne ho sul fatto che siate tutti equamente suonati allo stesso modo. Ascoltatemi bene. Il nostro obiettivo è l’Auchan della 58-esima avenue”.

 

“Ma..” – obietto Sfighé – “sulla 58-esima avenue c’è di meglio..”

 

“Auchan, è quanto di meglio si possa trovare” – ribadì aspramente O’P – “ e voi attaccherete in contemporanea sotto la mia direzione tutte e dieci le sue casse”

 

“E come facciamo in contemporanea se le casse sono dieci e noi solo quattro?” – obiettò Toscopio.

 

“Già” – annuì O’P – “fanculo a quel rompiballe di Andrea Fiore e ai suoi tagli creativi! Aspetteremo che si riduca il numero delle casse aperte e, quando saremo pari, sbancheremo tutto!!! Altre domande?”

 

“Io ne avrei una di riscatto d’un paio d’anni lavorati” – s’inserì GFK. Poi, rivolgendosi alla platea attonita, s’affrettò a precisare - “solo un paio d’anni.. poi ho smesso!”  ---- > To Be Continued