martedì, 25 dicembre 2012
Buon Natale da StrudelOne!!! ;O)
19:36 Scritto da strudelone in babbo natale, doni, favola, feste, festività, fiaba, natale, satira, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: babbo natale, feste, auguri, vacanze, regali, doni | OKNOtizie |
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lunedì, 10 dicembre 2012
Oggi GRATIS "L'elettricista suona sempre 220 volt" di Andrea Fiore
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10:42 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: libri, demenziale, giallo, noir, thriller, comico, divertente, natale, regalo, doni, feste, auguri, lettura, andrea fiore | OKNOtizie |
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domenica, 09 dicembre 2012
Il presepe di Lui - Racconto di Natale di Andrea Fiore
Fino a quel momento, Lui se n’era stato con la testa fra le nuvole. Amava farlo; lo faceva sentire leggero, lontano dalle cose terrene, dal logorio della vita moderna o quella roba lì da amaro al carciofo che per alcuni te lo gusti solo se stai seduto nel bel mezzo di un incrocio affollato e coi semafori guasti. Ora però tutto era pronto per il grande evento. Con un colpo di reni da dio, aveva tirato giù veloce due o tre scatoloni dal soppalco e stava finendo di scartare le statuine degli ultimi pastorelli. Le ripose delicatamente su di una piccola panca in buona compagnia di pecore e cani da gregge e chiuse gli occhi per concentrarsi prima di dare libero sfogo al suo spirito creativo.
Realizzare il presepe fu come un incanto. In circa sei minuti sorsero come dal nulla montagne e foreste, presero a scorrere fiumi e si formarono laghetti e il piccolo paesello cominciò a materializzarsi. Sorsero dapprima le case, una dopo l’altra; poi gli alberi, le fontanelle agli angoli delle strade sterrate, e, infine, una bella capanna, collocata ad arte al centro delle vie che si diramavano a raggiera. Una capanna illuminata da una luce fioca, stracolma di fieno e con una mangiatoia in bella vista. Frugò come un forsennato tra le scartoffie che erano rimaste dentro uno scatolone e grondante di sudore estrasse gli ultimi due pezzi. Un bue e un asinello, finemente rifiniti, che quasi sembravano veri. Ebbe l’istinto di batterli col martello e di urlare “Perché non ragli? Perché non muggisci?”, ma questo era un altro film e poi il tempo scorreva inesorabile. Sei minuti non erano molti.
Il settimo minuto Lui concluse i lavori e si riposò. Il riposo gli spettava in virtù della legge 626/94. Era un suo diritto!
“Padre, è bellissimo” – urlò a un tratto un bel pupettone, che avrebbe potuto avere a occhio e croce otto dieci anni, dai capelli a ciocchettoni biondi stile camomilla Schultz. Era letteralmente al settimo cielo.
“Vedi figliolo” – proseguì il padre sospirando – “utilizzo il budget dei sei giorni per cose ben più grandi e impegnative; per le piccole cose sei minuti bastano e avanzano. Direi che vado in scioltezza”.
“Me ne sono accorto. Direi che è perfetto, anche se un po’ hai esagerato. Montagne di marzapane, fiumi di cappuccino, capanne di ciambellone, erba..”
“Erba?!?” – sbraitò Lui sgranando gli occhi – “Dove?”
“Lì. La brucano le pecore e fanno anche movimenti inconsueti; sembrano innaturali, come se volessero spiccare il volo.. E i pastori? Anche loro sono strani. Vedi, la polverina che hai usato per fare la neve? La tirano su forte col naso, aiutandosi con delle cannucce”
“Ecco, lo sapevo, ci risiamo!!!” – commento Lui paonazzo in volto. Era furioso. Chiaramente erba e polverina non rientravano nel suo progetto, ma nel contempo non dovevano essere una vera sorpresa. Staccò un filo d’erba e poi sniffò la polvere da sopra una casetta innevata e.. – “Yuppiiiii… ehm, volevo dire che sono furenteeeeeee!!!! Scatenerò l’ira di Dio!!!”
“Lira, papi?” – chiese perplesso il ragazzino – “ma non siamo passati all’euro?!? Scatenerai l’euro di Dio”
“Io creo un presepe che è un Paradiso” – proseguì Lui incurante della pedante puntualizzazione del pargolo – “un presipino piccino piccino, piccino picciò, una deliziosa miniatura, un buco nero della felicità, una stupenda isola che non c’è, dove tutto è bello e i colori delle cose sono pastello con tonalità tenui e docili sfumature e non dico che mi aspetto gratitudine, una profondissima gratitudine, talmente profonda che per provarla devi indossare i braccioli per stare a galla, ma almeno lasciatelo com’è, non me lo contaminate ‘sto …biiiiiipppp.. di presepe!!! E questo biiiiiipppp ch’è stato?!?
“L’auto-censura papi, l’hai impostata tu stesso per impedirti di fare peccato. Tu sì che sei perfetto”.
“Già, un perfetto..”
“L’aria intorno al presepe diventa irrespirabile e fa pure caldo, tanto caldo!” – fece notare il bimbo
“Lo smog e l’effetto serra!” – fece notare Lui – “Sono arrivati anche loro come le cavallette”
“Non vedo cavallette, papi”
“Guarda più in fondo, figlio mio. La c’è gente che soffre”
“Non vedo niente è tutto buio”
“Sono tutti di colore. Usa questi. Sono occhiali a infrarossi. Fanno miracoli”
“Urca se li vedo ora. Quanti ne sono. Davvero tantissimi!”
“Tu sei riuscito a vederli. Pensa che buona parte del mondo non ce la fa” – rispose Lui accarezzando il piccoletto – “sono i pastori del terzo mondo. Vivono tra fame, malattie, disperazione e sfruttamento”
“Io non capisco, Padre?” – chiese il pargolo incuriosito – “Perché il presepe si trasforma così?
“Segue le leggi del mondo reale e il mondo reale è così. Tu lo crei bello, ma dura poco, perché subito dopo c’è chi avvia ineluttabili processi tendenti all’autodistruzione”
“Guerre, lotte cittadine, malasanità, mafia, politici iper-corrotti, sommosse, attentati, pseudo artisti strapagati”
“E’ apparso pure il calcio” – sottolineò il ragazzino con gli occhi che gli luccicavano per l’eccitazione.
“Già, il calcio, l’oppio dei popoli. La piaga più grande!”
“Perché?”
“Giro di milioni, partite truccate, scommesse illegali, giocatori super viziati e iper-pagati e partite a gò-gò, senza tregua né rispetto né pudore, ogni santo giorno della settimana, no stop zeroventiquattro. Partite dei campionati più svariati del globo terracqueo, comprese quelle d’infima categoria dell’oratorio festivo del paese montano più sperduto, commentate da tecnici improvvisati, paratecnici e opinionisti matti. Tutto questo per non farti pensare a nulla. Per distrarti la mente dalle cose che contano. Sicché da due palle ce ne hai tre. Due in basso e una costantemente in testa. Una palla che balza e rimbalza, che vola, che sfugge, che è dentro che è fuori anche se di poco, peccatoooo! Oppure, goooolllll, urlato come se stessero togliendoti la vita, da cronisti invasati che andrebbero esorcizzati, altro che mandati in onda! Solo una palla nella tua testa, inseguita da ventidue stolti, giudicati con molta approssimazione da tre arbitri e un quarto uomo. Ma chi sarà mai poi ‘sto quarto uomo? Uno che arriva sempre quarto o è scarso o è sfigato. Uno che non sale mai sul podio, manco per sbaglio, fosse solo per passare lo straccio o dare un colpo di ramazza, che razza di giudice può mai essere?!?”
“Ok, il calcio è una terribile piaga. Mi hai convinto” – tagliò corto il fanciullo per evitare di avvitarsi in un loop totale a causa degli sproloqui di Lui – “Non vorrei però criticarti, ma quei monti laggiù non è che siano venuti tanto benei”
“Quali? Ah, sì lo ammetto. Un errore grossolano. Credevo che in Italia avrebbero creato una valida barriera tecnica per il superamento della crisi”
“E..?”
“Come ti dicevo: è stato un errore; un grave errore, un..”
“Gravissimo errore?” – sorrise il putto. Poi, voltandosi verso la creazione del padre, che s’imbruttiva sempre più man mano che trascorrevano i minuti, aggiunse a bassa voce con una smorfia di tristezza sulle labbra - “Che brutto presepe, Padre. Davvero, perché continui a farlo?”
“Perché, perché, perché.. sei curioso figlio. Lo faccio e basta e poi, mi piace creare le cose. Anche per un solo attimo sono belle e mi fanno sentire importante. E poi, ci sei sempre tu che corri a rimettere le cose a posto, no?”
“No Padre, mi sa che non le metto affatto” – rispose l’altro seccamente – “io ogni anno la discesa la faccio per non dispiacervi, però non credo che serva a tanto. La gente esulta per la mia venuta, va in visibilio. Sembra anche che abbia capito. Alcuni hanno addirittura le visioni, altri le stimmate temporanee, altri ancora parlano con gli animali o acquistano il dono delle lingue. Ma dopo pochi minuti quasi tutti dimenticano. Dimenticano chi sono io, perché sono venuto e non ricordano nemmeno perché hanno stappato lo spumante a mezzanotte e hanno brindato. Le persone sono distratte, Padre. Dal calcio, dai grandi fratelli, dalle isole dei famosi e dei non, dai gossip alimentati dalla fervida immaginazione di chi ha capito come funziona il mondo che tu hai creato e ne ha preso le rendini in mano. Col nuovo anno, gli uomini saranno pronti a farmi fuori sulla croce, come hanno sempre fatto. Come in un videogame. Tanto io ho vite da vendere e dopo tre giorni torno in circolazione più in gamba che mai”
“Sei un lazzarone, nel senso che resusciti” – commentò sorridente Lui - “capita.. la battuta?”
“Non scherzo padre, quest’anno vorrei non andare. La realtà laggiù è come nel tuo presepe; l’hai appena detto tu stesso. Quest’anno no. Potresti dire che mi son dato malato o che l’Arcangelo Gabriele si è dimenticato di fare l’annuncio propedeutico o che la cicogna ha sbagliato traiettoria e si è andata a incagliare tra due pianeti lontani anni luce. Oppure che sciopero. Uno sciopero selvaggio che non è stato preannunciato e non mi puoi neanche precettare. Lo fanno i mortali, perché non dovrei io, che sono il figlio di D..”
“Io.. io.. non so che dire” – bofonchiò il vecchio spiazzato – “Lo hai sempre fatto. Sei sempre sceso per salvare il mondo e dopo pochi mesi sei sempre tornato”
“Già, ogni anno vado e torno, ma cosa cambia?” – ribatté seccamente il figlio - “Trovami uno stuntman”
“Stuntman?!?” – ripeté convulsamente Lui – “e dove lo trovo uno che accetta di scendere giù e d’essere deriso, picchiato e crocifisso in nome e per conto tuo?!? Così, su due piedi?”
“Per l’esattezza è stato anche sulle mani e non sono sottigliezze!”
“Fammi pensare” – corrucciò le sopracciglia Lui – “Stunt.. stunt.. stuntman.. Trovato!!!”
“Cosa Padre?”
“Chi ti sostituirà” - precisò l’altro – “manderemo il cicciottone dalla barba bianca folta con la tutona rossa. Quello che se ne va in giro in slitta per i cieli a meno ottanta gradi trainato da una manciata di renne masochiste croniche”
“Babbo Natale?” – fece il ragazzo perplesso – “ma che c’entra con me”
“Avete molte cose in comune. Anche lui arriva a Natale. Fa tutti felici e dopo qualche giorno viene dimenticato. E la cosa positiva è che alla fine non muore nessuno e di conseguenza nessuna resuscita!”
La soluzione sembrò convincere il figlio. I due si guardarono ancora per qualche istante negli occhi, poi Lui e l’Altro spensero le luci del presepe, voltarono le spalle e andarono via. E da quel Natale il mondo fu felice quei soli pochi giorni in cui veniva Babbo Natale; per il resto del tempo, piombava poi nelle tenebre, buie e profonde tenebre, proprio come quelle del presepe.
19:18 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, divertimento, feste, festività, monti, natale | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: presepe, feste, natività, gesù, dio, natale, babbonatale, pastore, doni, regali, demenziale, comico, divertente, andrea fiore, crisi, monti, governo, calcio, stato, racconto | OKNOtizie |
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domenica, 08 aprile 2012
Auguriiiiiiii :O)
14:57 Scritto da strudelone in feste, pasqua | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: auguri, feste, pasqua | OKNOtizie |
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domenica, 01 gennaio 2012
AUGURI AUGURI AUGURI DA ANDREA FIORE E STRUDELONE!!!
AUGURI AUGURI AUGURI DI UNO STREPITOSO 2012 DA ANDREA FIORE E STRUDELONE :O)
00:05 Scritto da strudelone in anno nuovo, feste, regali, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: auguri, feste, regali, doni, andrea fiore, strudelone, anno nuovo, happy new year, 2012 | OKNOtizie |
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venerdì, 23 dicembre 2011
Un Natale elettrizzante!!! - Auguri da Andrea Fiore
19:40 Scritto da strudelone in babbo natale, comico, divertente, divertimento, feste, festività, libri, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: babbo natale, natale, feste, risate, auguri, doni, regali, andrea fiore | OKNOtizie |
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domenica, 24 aprile 2011
Buona Pasquaaaaa!!!!
Andrea Fiore e StrudelOne Augurano a tutti una Serena e Divertentissima Pasqua :O)
00:05 Scritto da strudelone in 2011, amore, comico, creatività, demenziale, dolci, feste, festività, gioco, incontri, libri, libri e fumetti, musica, novità, pasqua, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: pasqua, resurrezione, feste, uova, sorpresa, auguri, comico, creatività, risate, divertente, demenziale, andrea fiore, strudelone | OKNOtizie |
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sabato, 01 gennaio 2011
Felice Anno Nuovooooo!!!
Un augurio grande grande di un 2011 ricco di tante belle emozioni e pieno di soddisfazioni, pace e serenità a tutti gli amici del sito StrudelOne - Demenziale tra Storia e Leggenda!!!
Bacioni Andrea :O)
13:43 Scritto da strudelone in 2011, amore, anno nuovo, buon anno, comico, creatività, demenziale, divertente, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, musica, pace, regali, satira | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: anno nuovo, anno, 2011, felice anno, nuovo, auguri, feste, doni, regali, serenità, pace, tappo, spumante | OKNOtizie |
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lunedì, 27 dicembre 2010
Calendario StrudelOne 2011!!!
12:40 Scritto da strudelone in 2011, anno nuovo, buon anno, calendario, capodanno, cenone, comico, creatività, demenziale, divertente, ferie, feste, festività, gioco, libri, libri e fumetti, pace, regali, san silvestro, satira, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: 2011, anno nuovo, buon anno, capodanno, calendario, feste, brindisi, spumante, andrea fiore, strudelone, strudel | OKNOtizie |
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lunedì, 20 dicembre 2010
Buon Natale (The alternative one!!!)
Un Babbo Natale inedito e decisamente.. piccante.. :O)
Un video divertentissimo creato e animato da Andy Pinder, dedicato a tutti gli amici di StrudelOne con i più sinceri e alternativi Auguri di un caldo Natale e di un eccitantissimo 2011!!!
Bacioni, Andrea :O)
22:06 Scritto da strudelone in amore, babbo natale, comico, creatività, demenziale, divertente, doni, erotico, feste, festività, gioco, lap dance, libri e fumetti, natale, pace, peep show, vacanze | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: natale, babbo natale, santa claus, feste, regali, doni, christmas, auguri, hot, piccante, sexy, alternativo, demenziale | OKNOtizie |
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mercoledì, 31 marzo 2010
Pasqua: nulla di nuovo dentro l'uovo..
Alle otto e mezza di sera di quel sabato del 2052, le strade del centro erano ancora intasate di gente che si affrettava a concludere gli acquisti per la festa di Pasqua.. dalle buste sbucavano fuori ciuffettoni di carta dorata e argentata, raffinato involucro di pregiate uova di cioccolato al latte, fondente o extrafondente, e tutti si davano un gran da fare come spericolati saltimbanchi a schivare cose, persone e animali, nel disperato tentativo d’evitare, in quella corsa sfrenata, la classica ‘frittatona di cioccolato’!!
Bob era disperato.. sarebbe già dovuto essere a casa di Lorna e non ingabbiato nelle terrificanti fauci di un traffico che non l’avrebbe mollato prima d’un paio d’ore.. non poteva neanche avvisare, perché le reti telefoniche erano kaputt.. dovevano avere avuto tutti la stessa brillante idea di chiamar casa nello stesso medesimo istante e.. porca miseria, era disperato!! Meglio mantenere la calma.. dopo tutto Lorna, fatti due o tre tentativi a vuoto al suo telefonino, avrebbe provato a chiamare, nell’ordine, le centrali di polizia, gli ospedali della contea e per finire, dulcis in fundo, tutti gli obitori dello Stato… Non c’era proprio nulla di che preoccuparsi!! Arrgghh!!!
L'uomo era perso in questi suoi non certo rilassanti arzigogolii della mente quando un bagliore improvviso rischiarò il cielo, che quasi non sembrava che fosse sera, ma mezzogiorno in punto. La luce divenne sempre più accecante e costrinse la gente a fermarsi per portarsi le mani agli occhi e proteggersi.. poi s’alzò un gran vento e s’udì un frastuono intenso provenire dalla piazza principale… Sembravano tutti impazziti e la cura nei movimenti di qualche minuto prima era ormai un lontano ricordo.. i pacchi scivolarono dalle mani e caddero a terra, le uova rotolarono lungo i marciapiedi e per le strade.. andarono in frantumi, tra pianti di bimbi impauriti, urla di donne e sguardi increduli..
Bob scese lesto dall’auto per confondersi tra la folla che scorreva disordinatamente verso la piazza e quando vi giunse.. i suoi occhi furono come catturati da un’immagine stupenda, grandiosa, meravigliosa… un immenso uovo di pasqua, grande tanto quanto la piazza. Era atterrato chissà da dove, chissà come, e si ergeva statuario ed austero dinnanzi a migliaia di occhi esterrefatti… doveva esser alto non meno di una decina di metri e, quanto alla circonferenza, non riusciva a farsene un’idea, tanto era largo in modo spropositato…
Dopo quei primi attimi fu subito silenzio… un lungo interminabile silenzio, durante il quale la mente dei presenti dovette vagare alla velocità della luce alla ricerca forsennata d’una qualche plausibile spiegazione di quanto stesse accadendo.. poi arrivarono le forze dell’ordine a transennare la zona, l’esercito ad improvvisare una sottospecie sgangherata di contraerea, le autoambulanze a prevenire eventuali casi di svenimenti e crisi di panico diffuse.. e non mancarono giornalisti radiofonici e televisivi, sbucati come funghi in pochi secondi e in ogni dove, fin anche sotto le ascelle..
Proprio allo scoccare della mezzanotte, qualcosa cominciò a vibrare all’interno dell’uovo… l’enorme fiocco che teneva chiuso l’incarto dorato si sciolse come azionato da una mano invisibile e la carta si aprì… la vibrazione divenne sempre più forte ed intensa… tanto che.. “Una crepa.. si sta aprendo una crepa!!” – urlarono i più vicini sopraffatti dal panico.
La falla s’allargò subito a dismisura.. era come se le pareti di cioccolato si liquefacessero a vista d’occhio.. ne fuoriuscì un fascio di luce di color violaceo, simile a un raggio laser, e.. si intravidero, dapprima in maniera approssimativa, poi in modo sempre più nitido, tre piccole sagome verdognole.. camminavano barcollando, come in stato d’ubriachezza, guardandosi intorno con occhietti piccoli che risplendevano sotto sopracciglia molto folte.. poi qualcuno tra la gente ebbe la forza d’urlare.. “Ma insomma.. chi siete?!?”
L’esserino centrale ruotò il capo in corrispondenza della voce e sembrò raccogliere quanta più aria potesse con un profondo respiro.. poi, con una vocina metallica, pronunciò.. “Salve amici.. io sono Libertè e loro Egalitè e Fraternitè.. giungiamo dopo un lungo e periglioso viaggio da terre molto lontane per portare il verbo della nostra civiltà basata sulle piene libertà, come la libertà di pensiero, la libertà d’espressione, la libertà di comunicazione, la libertà di giornalismo, la libertà di scrivere su internet e nei blog.. la libertà…”
“Alt, straniero” – si levò autoritaria una voce dalla folla degli umani – “in qualità di capo della ronda di quartiere, ti intimo di smettere immediatamente!! Stai turbando l’ordine pubblico inutilmente!! Noi, a parte gli schiavi, siamo già tutti liberi di pensare e d’esprimere e comunicare il nostro pensiero come quanto e quando lo vogliamo.. e liberi di scrivere nei blog su qualsiasi argomento, ovviamente se abbiamo conseguito il patentino di giornalista.. infine, i nostri giornalisti sono assolutamente liberi e indipendenti!!” – Detto ciò, proseguì alla volta della folla – “Sono certo che domani nei giornali e nei blog leggerò le solite dieci righe sulla gente che s’affanna all’ultim'ora per gli acquisti delle uova… non una parola di più, nessun accenno su quanto accaduto in questa piazza.. neanche tra di voi...”
L’astrouovo volò via velocemente, proprio com’era arrivato, e la folla si dissolse in pochi attimi.. Bob era felice perché aveva avuto un’edificante riprova di vivere in un bel paese democratico, moderno e pienamente libero.. c’era però un piccolo e non certo insignificante particolare.. se non andava fatta una sola parola su quanto accaduto in quella piazza, cosa avrebbe raccontato a Lorna al suo rientro?!?
16:35 Scritto da strudelone in comico, creatività, demenziale, divertente, feste, libri, libri e fumetti, pasqua, satira | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: strudel, pasqua, feste, uovo, sorpresa, satira, attualità, risate, demenziale, comico | OKNOtizie |
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lunedì, 04 gennaio 2010
Tra il 5 e il 6 gennaio..
La casa di riposo “L’altra vita”, per anziani della terza e quarta età, era immersa nel silenzio più profondo ormai da qualche ora, quando si accesero le luci di una delle piccole finestre su al secondo piano..
“Ma che succede… cos’è tutto 'sto casino… chi ha acceso le luci?”
“Stai calma vecchiaccia” – tuonò una voce avvolta nella penombra.
“Brutta racchiona ottuagenaria con la scopa in mano.. chi sei.. la donna delle pulizie di Neandertal? Che ci fai qui a quest’ora di notte?!?”
“Tania, sono io, possibile che non mi riconosci?” – apostrofò un’anziana signora ricoperta di cenci, sbucata dal buio.
“Oh mio dio Genoveffa!!! Quasi ti preferivo avvolta nel nero più totale.. quanto sei brutta.. ma esisti in natura o sei il frutto della mia immaginazione perversa?”
“Mi sono truccata solo un po’, ma sono sempre io..” – proseguì l’altra, che, poggiata la ramazza alla parete, aveva preso a pettinarsi i lunghi e argentati capelli, passandoci sopra una spazzola a mo’ di rastrello – “hai forse dimenticato che oggi è il 5 gennaio… la notte tra il 5 e il 6 gennaio ti dice qualcosa?”
“Perché.. dovrebbe dirmelo?” – chiese Tania mentre con le dita si stropicciava infastidita e con insistenza gli occhi – “e se proprio deve dirmelo, deve farlo giusto ora, nel bel mezzo della notte? Non si può rimandare a domani mattina, che lo capisco meglio?”
“Brutta vecchiaccia intontita.. possibile che non ti entri in quella capocciona dura come il basalto… questa è la notte della Befana e …”
“Genoveffa” – apostrofò Tania – “non starai ricominciando con quella tua solita fissa.. la Befana non esiste e tu sei matta.. che cavolo, l’avevo quasi rimosso quest’incubo.. ogni anno la stessa storia!!”
“Ma che fissa e fissa.. dammi piuttosto una mano che è quasi mezzanotte… prepara dolcetti e carbone..”
“Che bello.. accendiamo la stufa?” – chiese Tania entusiasta.
“No, accendiamo il barbeque e ci arrostiamo su un centinaio di nodi di salsiccia per far fronte alle prime necessità della notte… sei contenta?” – replicò Genoveffa con sarcasmo.
“Buone le salsicce.. certo un po’ pesantucce a quest’ora di notte, ma come si fa a dire di no a una salsiccia…”
“E già, ora le salsicce fanno le avanches..” – incalzò Genoveffa – “e magari hanno pure la coppola nera di traverso e fumano il sigaro e allora sì che fanno certe proposte che non puoi ‘diviutare’... miiiizzziiicaaa..”
“Ma pure tu Genoveffa, che li porti a fare il carbone e i dolcetti?” – commentò Tania – “i giovani d’oggi sono avanti… vogliono ben altro… chiedono le playstation, le stazioni lunari, l’abbonamento decennale al campionato di football di serie A, le bambole gonfiabili..”
“Seee… il gioco del dottore illustrato a colori e il manualetto del piccolo regista porno!! Taniaaaaa…. sei completamente andataaaa? Tu il carbone ce l’hai in testaaaa.. un vero e proprio giacimentooooo!!!
“Peccato per l’ultimo strascico di vocale Genoveffaaaaaaaa, ti sei giocata la rimaaaaaaaa.. bastava dire ‘minieraaaa…’”
“Arrrggghhhh… basta!!! Facciamo presto.. stanotte fa pure freschetto e le ossa cigolano che è una meraviglia.. ahiii.. la cervicale.. ohiii.. i lombari… mmm… il bacino…”
“Pezzi di ricambio no eh? Solo dolcetti e carbone..” – inveì la solita Tania.
“Sì, sfotti sfotti… dovresti compiangermi.. la mia tournee inizia sempre a stagione finita, con mezzi di fortuna e finanziamenti praticamente azzerati..”
“Aahhhh.. la solita vecchia storia d’ogni anno… lo so che lo stai per dire vecchiaccia della malora!!”
“Certo che lo dico e lo sottoscrivo pure… Babbo Natale mi danneggia!! Quel bellimbusto bardato di rosso se ne va in giro a dicembre indisturbato e senza concorrenza per i cieli del globo a fare il bello e il cattivo tempo, felicemente trainato da renne obbedienti, tra polvere di stelle e musiche melodiose, il tutto senza sforzi.. sì, perché il medico glieli ha vietati gli sforzi.. massimo riposo e managerialità assoluta.. non fare tu, ma fai fare agli altri e fallo fare bene.. Vile sfruttatore d’animali.. e quelli del WWF che fanno, sonnecchiano? Conniventi!! Stupido panzone presuntuoso, a quest’ora sarà già lontano mille miglia a spassarsela alla faccia mia alle Bahamas con quel suo bel sorrisetto baffuto da ebete coglione stampato sulla faccia!!
“Solite beghe tra supereroi, eh Genoveffa?”
“Tieni chiusa quella boccaccia Tania!! Sfrecciaci tu come una saetta per i cieli di un gelido gennaio con un bastone tra le chiappe.. altro che comoda slitta e renne a dicembre!! E come se non bastasse, sono pure piena di debiti.. il 6 è giorno pari e per pura disgrazia la targa della ramazza è dispari e non ho ancora finito di pagare le multe dell’anno scorso per violazione della ZTL!!”
“Perché non gli fai l’impianto a GPL a sta ramazza così stiamo tutti più tranquilli?”
“So io per cosa l’utilizzerei una buona dose di gas, Tania.. però non ora.. purtroppo adesso devo proprio scappare.. dove ho messo le scarpe.. puah… ditemi se queste sono scarpe.. sembrano due fetide bucce di banana!! Tutta colpa di quella stupida filastrocca.. ‘la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte e il cappello alla romana’.. se trovo chi l’ha scritta.. cosa stai nascondendo nel cassetto del comodino Tania?”
“Noooo niente.. appunti per la spesa di domani… finisco la strofa.. ehm.. la lista con calma domani mattina”
“Beh.. io sono pronta.. prendo la roba e vado”
La vecchia si mise rapidamente due sacchi a tracolla, balzò come un felino sulla scopa e dopo un piccolo lieve singulto, forse dovuto al doloroso impatto delle chiappe col bastone della ramazza, si sollevò dal suolo e imboccata la finestra schizzò veloce ed alta nel cielo.. “Addio vecchiaccia folleeee…”
“Ma che folle e folle… metti la prima che stai in salita!!” – urlò Tania accostando le imposte della finestra. Poi, osservando quella sagoma che si allontanava nel buio della notte fino a divenire un punto per poi sparire del tutto, commentò tra sé e sé.. “Per me è matta pure la scopa che crede d’essere volante.. speriamo soltanto che non decidano di rinsavire entrambe in volo..”
Era la notte tra il 5 e il 6 gennaio e come ogni anno una vecchietta artritica e cigolante portò a termine il suo ingrato compito.. sfrecciò per il cielo, tra la pioggia delle nuvole e la cacca degli uccelli, scaraventò dalle ciminiere calze stracolme di dolcetti e carbone, spezzò bruscamente il sonno ad intere famiglie, lasciò indifferenti migliaia di bambini viziati che avevano già avuto di tutto e di più da Babbo Natale…
Rimase ad aspettarla sveglia e pensierosa una vecchia amica, dichiaratamente incredula, ma tutto sommato complice di quella sua arcaica e inguaribile romantica ingenuità…
Buona Befana a tutti.. ai buoni, ai cattivi e soprattutto a chi gioisce ancora per un piccolo dolcetto o si rattrista per un pezzo di carbone…
18:19 Scritto da strudelone in demenziale, divertente, epifania, feste, libri | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: virgilio, virgil presley, befana, calza, carbone, 6 gennaio, epifania, feste | OKNOtizie |
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venerdì, 01 gennaio 2010
Strepitoso 2010!!!
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sabato, 12 dicembre 2009
Il nuovo Calendario Strudelone 2010!!!
Anche per il 2010 una splendida sorpresa per gli aficionados!!
Lo sfavillante Calendario Strudelone 2010!!!!!
Auguri a tutti di un Sereno Natale e di uno Strabiliante Anno Nuovo!!
Clikka qui e scarica la tua copia :O)
http://strudelone.myblog.it/list/calendario-strudelone-2009/calendario-strudelone-2010.html
19:55 Scritto da strudelone in comico, demenziale, divertente, feste, libri, libri e fumetti, satira | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: calendario, 2010, auguri, feste, anno nuovo, virgilio, virgilpresley, regali, doni, felicità | OKNOtizie |
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martedì, 10 novembre 2009
Era il pomeriggio del...
Era il pomeriggio del 31 ottobre, quando dagli scaffali dei negozi che ancora erano popolati degli ultimi rimasugli della festa di Halloween, affiorarono le prime palle di Natale.. due belle palle di Natale, perfettamente rotondeggianti e variopinte, dalle tinte e tonalità più nuove ed originali… vere e proprie primizie, proprio come due turgide e rubiconde fragole fuori stagione, per una festa che sarebbe caduta solo due mesi dopo..
Sbocciarono come dal nulla… improvvisamente… ma bastò quel poco perché tutti pensassero che i tempi fossero maturi per cominciarsi a preoccupare dell’albero di Natale.. anzi… erano troppo stretti… stringenti… soffocanti… e nell’aria aleggiava il timore, diffuso a livello collettivo come zucchero impalpabile, che quest’anno non si sarebbe riusciti a rispettare la scadenza..
Di lì a qualche ora fu subito panico dei negozianti, che si affannarono a svuotare gli scaffali delle
cianfrusaglie ormai demodé dell’ultima ricorrenza e a colmarli di nastrini, catenine dorate e d’argento, luci intermittenti colorate e panciute statuette di Babbo Natale, che crebbero come i funghi a ogni angolo e negli anfratti più impensati…
E’ fu follia della gente.. che, per trovare un posto all’albero e al presepe, ridisegnò gli arredamenti della casa e non esitò a spostare mobili, sradicare moquette, schiodare parquet, spostare il salotto in cucina, archiviare il nonno in soffitta e… se garantì ancora un posto in casa al barboncino, fu sol perché accettò di firmare per una comparsa come pecora nel presepe di famiglia..
Così, mentre gli angioletti appesi al soffitto annunciavano la buona novella e la nonna, a corto di pile nell’amplifon, chiedeva su che canale dovesse girare per poterla vedere, i membri della famiglia tutti si armarono della più grande delle buone volontà e, organizzatisi in agguerrite squadriglie commandos, si prepararono ad affrontare la dura battaglia degli acquisti..
Il governo delle operazioni belliche venne sin da subito assunto dalle donne, nella fattispecie la moglie del capofamiglia (si fa per dire), imbruttitasi volontariamente per incutere ancora più terrore al nemico e la suocera, già abbastanza brutta di suo per natura e pertanto esentata dall’abbrutimento artificiale..
Nelle retrovie militavano il marito ed il suocero, povere anime innocenti, nel ruolo di portatori sani di carrello e protettori degli acquisti, da difendere fino alla morte, che sarebbe per certo sopraggiunta per mano delle donne, se solo si fossero persi un solo pezzo del bottino di guerra..
Furono minuti terribili, ore estenuanti, giorni interminabili caratterizzati da efferati soprusi, contaminati da sberleffi ed insulti, popolati da scorrettezze inaudite, dai sotterfugi più biechi, dalle astuzie più ricercate di omerica memoria..
E tutti i mezzi furono buoni per raggiungere il fine… sgambetti nei corridoi in prossimità della piccola candela natalizia profumata.. indicazioni varie e approfondimenti sui rispettivi alberi genealogici… commenti coloriti sugli ipotetici mestieri espletati dalle antenate con particolare enfasi sulla valenza sociale dei servizi offerti (ovviamente a pagamento)… uso improprio per intasamento varchi di grasse ziastre di un metro cubo (1mt base x 1mt profondità x 1mt d’altezza)… raggiri vari ed opere di distrazione alle casse per recuperare in extremis quanto stava per essere pagato da chi precedeva nella fila… Tutto è consentito in guerra e tutto si perdona in guerra santa.. perché è risaputo che a Natale siamo tutti più buoni..
Era il pomeriggio del 25 dicembre, quando dagli scaffali dei negozi che ancora erano popolati degli ultimi rimasugli della festa del Santo Natale, affiorò un primo piccolo Uovo di Pasqua.. un bell’Ovetto di Pasqua, perfettamente rotondeggiante, avvolto in una carta variopinta dalle tinte e tonalità più nuove ed originali… vera e propria primizia, proprio come un grosso cocomero fuori stagione, per una festa che sarebbe caduta solo circa tre mesi dopo.. Sbocciò come dal nulla… improvvisamente… ma bastò quel poco perché tutti pensassero che i tempi fossero maturi per cominciarsi a preoccupare della Pasqua.. anzi… erano troppo stretti… stringenti… soffocanti..
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venerdì, 10 aprile 2009
Pasqua: nulla di nuovo dentro l’uovo…
Alle otto e mezza di sera di quel sabato del 2052, le strade del centro erano ancora intasate di gente che si affrettava a concludere gli acquisti per la festa di Pasqua.. dalle buste sbucavano fuori ciuffettoni di carta dorata e argentata, raffinato involucro di pregiate uova di cioccolato al latte, fondente o extrafondente, e tutti si davano un gran da fare come spericolati saltimbanchi a schivare cose, persone e animali, nel disperato tentativo d’evitare, in quella corsa sfrenata, la classica ‘frittatona di cioccolato’!!
Bob era disperato.. sarebbe già dovuto essere a casa di Lorna e non ingabbiato nelle terrificanti fauci di un traffico che non l’avrebbe mollato prima d’un paio d’ore.. non poteva neanche avvisare, perché le reti telefoniche erano kaputt.. dovevano avere avuto tutti la stessa brillante idea di chiamar casa nello stesso medesimo istante e.. porca miseria, era disperato!! Meglio mantenere la calma.. dopo tutto Lorna, fatti due o tre tentativi a vuoto al suo telefonino, avrebbe provato a chiamare, nell’ordine, le centrali di polizia, gli ospedali della contea e per finire, dulcis in fundo, tutti gli obitori dello Stato… Non c’era proprio nulla di che preoccuparsi!! Arrgghh!!!
L'uomo era perso in questi suoi non certo rilassanti arzigogoli della mente quando un bagliore improvviso rischiarò il cielo, che quasi non sembrava che fosse sera, ma mezzogiorno in punto. La luce divenne sempre più accecante e costrinse la gente a fermarsi per portarsi le mani agli occhi e proteggersi.. poi s’alzò un gran vento e s’udì un frastuono intenso provenire dalla piazza principale… Sembravano tutti impazziti e la cura nei movimenti di qualche minuto prima era ormai un lontano ricordo.. i pacchi scivolarono dalle mani e caddero a terra, le uova rotolarono lungo i marciapiedi e per le strade.. andarono in frantumi, tra pianti di bimbi impauriti, urla di donne e sguardi increduli..
Scese lesto dall’auto per confondersi tra la folla che scorreva disordinatamente verso la piazza e quando vi giunse.. i suoi occhi furono come catturati da un’immagine stupenda, grandiosa, meravigliosa… un immenso uovo di pasqua, grande tanto quanto la piazza. Era atterrato chissà da dove, chissà come, e si ergeva statuario ed austero dinnanzi a migliaia di occhi esterrefatti… doveva esser alto non meno di una decina di metri e, quanto alla circonferenza, non riusciva a farsene un’idea, tanto era largo in modo spropositato…
Dopo quei primi attimi fu subito silenzio… un lungo interminabile silenzio, durante il quale la mente dei presenti dovette vagare alla velocità della luce alla ricerca forsennata d’una qualche plausibile spiegazione di quanto stesse accadendo.. poi arrivarono le forze dell’ordine a transennare la zona, l’esercito ad improvvisare una sottospecie sgangherata di contraerea, le autoambulanze a prevenire eventuali casi di svenimenti e crisi di panico diffuse.. e non mancarono giornalisti radiofonici e televisivi, sbucati come funghi in pochi secondi e in ogni dove, fin anche sotto le ascelle..
Proprio allo scoccare della mezzanotte, qualcosa cominciò a vibrare all’interno dell’uovo… l’enorme fiocco che teneva chiuso l’incarto dorato si sciolse come azionato da una mano invisibile e la carta si aprì… la vibrazione divenne sempre più forte ed intensa… tanto che.. “Una crepa.. si sta aprendo una crepa!!” – urlarono i più vicini sopraffatti dal panico.
La falla s’allargò subito a dismisura.. era come se le pareti di cioccolato si liquefacessero a vista d’occhio.. ne fuoriuscì un fascio di luce di color violaceo, simile a un raggio laser, e.. si intravidero, dapprima in maniera approssimativa, poi in modo sempre più nitido, tre piccole sagome verdognole.. camminavano barcollando, come in stato d’ubriachezza, guardandosi intorno con occhietti molto piccoli che risplendevano sotto sopracciglia molto folte.. poi qualcuno tra la gente ebbe la forza d’urlare.. “Ma insomma.. chi siete?!?”
L’esserino centrale ruotò il capo in corrispondenza della voce e sembrò raccogliere quanta più aria potesse con un profondo rspiro.. poi, con una vocina metallica, pronunciò.. “Salve amici.. io sono Libertè e loro Egalitè e Fraternitè.. giungiamo dopo un lungo e periglioso viaggio da terre molto lontane per portare il verbo della nostra civiltà basata sulle piene libertà, come la libertà di pensiero, la libertà d’espressione, la libertà di comunicazione, la libertà di giornalismo, la libertà di scrivere su internet e nei blog.. la libertà…”
“Alt, straniero” – si levò autoritaria una voce dalla folla degli umani – “in qualità di capo della ronda di quartiere, ti intimo di smettere immediatamente!! Stai turbando l’ordine pubblico inutilmente!! Noi, a parte gli schiavi, siamo già tutti liberi di pensare e d’esprimere e comunicare il nostro pensiero come quanto e quando lo vogliamo.. e liberi di scrivere nei blog su qualsiasi argomento, ovviamente se abbiamo conseguito il patentino di giornalista.. infine, i nostri giornalisti sono assolutamente liberi e indipendenti!!” – Detto ciò, proseguì alla volta della folla – “Sono certo che domani nei giornali e nei blog leggerò le solite dieci righe sulla gente che s’affanna all’ultimora per gli acquisti delle uova… non una parola di più, nessun accenno su quanto accaduto in questa piazza.. neanche tra di voi...”
L’astrouovo volò via velocemente, proprio com’era arrivato, e la folla si dissolse in pochi attimi.. Bob era felice perché aveva avuto un’edificante riprova di vivere in un bel paese democratico, moderno e pienamente libero.. c’era però un piccolo e non certo insignificante particolare.. se non andava fatta una sola parola su quanto accaduto in quella piazza, cosa avrebbe raccontato a Lorna al suo rientro?!?
13:10 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: pasqua, feste, uovo, sorpresa, satira, attualità, risate, demenziale, comico, umorismo | OKNOtizie |
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domenica, 07 dicembre 2008
Era il pomeriggio del...
Era il pomeriggio del 31 ottobre, quando dagli scaffali dei negozi che ancora erano popolati degli ultimi rimasugli della festa di Halloween, affiorarono le prime palle di Natale.. due belle palle di Natale, perfettamente rotondeggianti e variopinte, dalle tinte e tonalità più nuove ed originali… vere e proprie primizie, proprio come due turgide e rubiconde fragole fuori stagione, per una festa che sarebbe caduta solo due mesi dopo..
Sbocciarono come dal nulla… improvvisamente… ma bastò quel poco perché tutti pensassero che i tempi fossero maturi per cominciarsi a preoccupare dell’albero di Natale.. anzi… erano troppo stretti… stringenti… soffocanti… e nell’aria aleggiava il timore, diffuso a livello collettivo come zucchero impalpabile, che quest’anno non si sarebbe riusciti a rispettare la scadenza..
Di lì a qualche ora fu subito panico dei negozianti, che si affannarono a svuotare gli scaffali delle cianfrusaglie ormai demodé dell’ultima ricorrenza e a colmarli di nastrini, catenine dorate e d’argento, luci intermittenti colorate e panciute statuette di Babbo Natale, che crebbero come i funghi a ogni angolo e negli anfratti più impensati…
E’ fu follia della gente.. che, per trovare un posto all’albero e al presepe, ridisegnò gli arredamenti della casa e non esitò a spostare mobili, sradicare moquette, schiodare parquet, spostare il salotto in cucina, archiviare il nonno in soffitta e… se garantì ancora un posto in casa al barboncino, fu sol perché accettò di firmare per una comparsa come pecora nel presepe di famiglia..
Così, mentre gli angioletti appesi al soffitto annunciavano la buona novella e la nonna, a corto di pile nell’amplifon, chiedeva su che canale dovesse girare per poterla vedere, i membri della famiglia tutti si armarono della più grande delle buone volontà e, organizzatisi in agguerrite squadriglie commandos, si prepararono ad affrontare la dura battaglia degli acquisti..
Il governo delle operazioni belliche venne sin da subito assunto dalle donne, nella fattispecie la moglie del capofamiglia (si fa per dire), imbruttitasi volontariamente per incutere ancora più terrore al nemico e la suocera, già abbastanza brutta di suo per natura e pertanto esentata dall’abbrutimento artificiale..
Nelle retrovie militavano il marito ed il suocero, povere anime innocenti, nel ruolo di portatori sani di carrello e protettori degli acquisti, da difendere fino alla morte, che sarebbe per certo sopraggiunta per mano delle donne, se solo si fossero persi un solo pezzo del bottino di guerra..
Furono minuti terribili, ore estenuanti, giorni interminabili caratterizzati da efferati soprusi, contaminati da sberleffi ed insulti, popolati da scorrettezze inaudite, dai sotterfugi più biechi, dalle astuzie più ricercate di omerica memoria..
E tutti i mezzi furono buoni per raggiungere il fine… sgambetti nei corridoi in prossimità della piccola candela natalizia profumata.. indicazioni varie e approfondimenti sui rispettivi alberi genealogici… commenti coloriti sugli ipotetici mestieri espletati dalle antenate con particolare enfasi sulla valenza sociale dei servizi offerti (ovviamente a pagamento)… uso improprio per intasamento varchi di grasse ziastre di un metro cubo (1mt base x 1mt profondità x 1mt d’altezza)… raggiri vari ed opere di distrazione alle casse per recuperare in extremis quanto stava per essere pagato da chi precedeva nella fila… Tutto è consentito in guerra e tutto si perdona in guerra santa.. perché è risaputo che a Natale siamo tutti più buoni..
Era il pomeriggio del 25 dicembre, quando dagli scaffali dei negozi che ancora erano popolati degli ultimi rimasugli della festa del Santo Natale, affiorò un primo piccolo Uovo di Pasqua.. un bell’Ovetto di Pasqua, perfettamente rotondeggiante, avvolto in una carta variopinta dalle tinte e tonalità più nuove ed originali… vera e propria primizia, proprio come un grosso cocomero fuori stagione, per una festa che sarebbe caduta solo circa tre mesi dopo.. Sbocciò come dal nulla… improvvisamente… ma bastò quel poco perché tutti pensassero che i tempi fossero maturi per cominciarsi a preoccupare della Pasqua.. anzi… erano troppo stretti… stringenti… soffocanti…
08:15 Scritto da strudelone | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: demenziale, comico, risate, feste, natale, acquisti, regali | OKNOtizie |
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